
Umberto Bossi, con l'ex ministro dell'Interno Roberto Maroni il 18 gennaio 2012 a Varese. ANSA/ENZO LAIACONA
La retromarcia del “cerchio magico” su Roberto Maroni dopo il divieto di partecipare ai comizi in Lombardia? “Non è che tutto a un tratto la Banda Bassotti sia diventata buona e tollerante. Si sono solo resi conto di non avere più la stessa forza di qualche tempo fa e che quella sparata di voler bloccare Maroni gli si è girata contro”.
In una delle settimane di passione per il partito di Umberto Bossi, sempre più lacerato al suo interno tra maroniani e fedelissimi del Senatùr, spaccato sull’arresto di Cosentino, attraversato da sospetti sul tesoriere Francesco Belsito e i suoi misteriosi investimenti in Tanzania, agitato dalla discussione sui congressi e sul futuro capogruppo alla Camera, invelenito dalla “fatwa contro l’ex ministro dell’Interno, e a due giorni dalla manifestazione contro il governo Monti di domenica prossima in piazza Duomo a Milano, a Panorama.it parla l’espulso più illustre della e dalla Lega, Gilberto Oneto, anima storica dell’autonomismo padano, amico intimo dell’ideologo e padre nobile, cacciato a sua volta, Gianfranco Miglio.
Alla fine Maroni sembra aver “vinto”…
No. Hanno solo rimandato tutto. Si tratta dell’ennesimo episodio di accanimento terapeutico. Hanno solo fatto una marcia indietro per evitare che domenica prossima alla manifestazione di Milano succeda qualche pasticcio.
Una tregua armata tra maroniani e cerchio magico?
No, anzi, credo che in realtà a questo punto Maroni ne abbia le scatole piene e non sia più disposto a questi giochini. Sono gli altri ad essere scesi temporaneamente a più miti consigli per evitare che domenica prossima scoppi qualcosa in piazza a Milano.
Rientra in questa strategia anche la mano di Bossi sulla spalla di Maroni ieri a Varese?
Quello di Bossi è l’abbraccio del cobra.
Nessun gioco delle parti tra lui e Maroni? Bossi con il Pdl, Maroni con la base?
Non credo, se così fosse rischierebbero davvero grosso, grossissimo. L’unicia cosa che probabilmente i due si sono detti è che così non si può andare avanti e che per non far esplodere tutto bisogna trovare una maniera civile per procedere. Maroni, che non è un incendiario, ma piuttosto un pompiere, cerca di fare quello che vuole fare senza scossoni.
Cosa vuole fare davvero Maroni?
Cosa voglia fare davvero non lo so. So quello che dice e quello che dice è di voler traghettare una Lega di 70enni verso una Lega di 40enni più onesta e più pulita.
Nasceranno due Leghe?
No, non credo. Maroni ha sempre detto di non voler fare un altro partito. L’esperienza del passato, d’altra parte, ci insegna che qualsiasi tentativo di scissione è finito in un nulla, nel senso che chi tiene il marchio vince la partita.
Il marchio ce l’ha Bossi. Quindi Bossi vince la partita.
In teoria sì, ma Bossi non è più Bossi.
E chi è?
Uno che dovrebbe andare in pensione.
Sotto quale spinta?
Nessuna. Il vero dramma è che lui non farà mai un passo indietro e non lo farà da una parte perché finché avrà fiato per fiatare resterà al suo posto, dall’altra perché ha sottoscritto un patto notarile con Berlusconi e finché c’è questo patto lui è personalmente vincolato.
E se accadesse l’inimmaginabile: la base che lo contesta apertamente?
Che la base contesti apertamente Bossi è improbabile, almeno non a breve termine. La base non fischierà lui, magari applaudirà ancora più forte Maroni, il che, conoscendo Bossi, gli darà comunque un fastidio da morire. Comunque lo scenario Ceausescu non è ancora dietro l’angolo.
Maroni giura “Non sono Bruto”, ma c’è chi è convinto che finirà per accoltellare Bossi.
Maroni non farà mai una cosa del genere.
Perché no?
Un po’ per carattere, un po’ perché gli è molto legato affettivamente.
Ma il vero problema di Bossi qual è? Berlusconi, il cerchio magico o Maroni?
Il vero problema di Bossi è Bossi stesso. Lui ha sempre fatto delle cose straordinarie per poi rovinarle tutto per il timore che la sua leadership venisse messa in discussione. Così, a forza di tagliare teste, non è mai riuscito a traghettare il suo movimento verso una fase post rivoluzionaria.
Sarà Maroni l’artefice della “seconda fase” della Lega? Il futuro Capo?
Sì, se fosse in grado di riallacciare i rapporti con tutti quelli che sono stati epurati perché sapevano leggere e scrivere e avevano un quoziente d’intelligenza superiore all’85%. Cosa che Bossi non farà mai. Come non si accontenterà mai di limitarsi a fare il padre nobile.
Domenica prossima in piazza Duomo che succederà?
Io presumo che la Banda Bassotti non si azzarderà a farsi vedere sul palco. Se salisse una Rosy Mauro o un Reguzzoni verrebbe giù il finimondo e questo lo sanno anche loro.
Il finimondo nella Lega è già iniziato?
Certo è che la base si sta muovendo, non subisce più come ha subito finora. Vedo anche che non c’è più una contrapposizione tra leghisti ed ex leghisti e registro una grande voglia di ricominciare. In fondo, quando si rimestola il minestrone nella pentola qualche cosa salta fuori per forza.
- Giovedì 19 Gennaio 2012

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Il 19 Gennaio 2012 alle 19:09 Quello di Bossi a Maroni è l’abbraccio del cobra. Ma Bobo non farà un altro partito – L’INTERVISTA | Editori Online ha scritto:
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Il 11 Aprile 2012 alle 12:31 Lega di potere e Lega di viscere a Bergamo – IL COMMENTO - Cronaca | Allnewz.it ha scritto:
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