Costa Concordia: “io passeggero ho salvato anche i membri dell’equipaggio”

(Credits: Ansa)

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“Non capisco perchè non si parli mai di chi è rimasto a bordo fino alle 3.30 di mattina e delle centinaia di persone salvate dopo la mezzanotte: là sopra c’era un inferno: sangue, cocci di vetri, una babele di lingue e il terrore negli occhi di chi era rimasto ancora a bordo; sapevano di essere gli ultimi e temevano di non farcela a mettersi in salvo”, Poldino Montanaro la notte del naufragio non ha abbandonato la Costa Concordia per mettersi al sicuro sulla terra ferma, ma è rimasto sul ponte più in alto per dare una mano alla Guardia Costiera e ai soccorritori: lui così come tanti altri passeggeri sono i veri eroi di quella maledetta sera.

“Ad un certo punto - dice il signor Montanaro a Panorama.it - stavo per salire sulla scialuppa e mettermi in salvo quando ho sentito gridare “aiuto”, sono corso indietro e ho tirato fuori dall’acqua tre membri dell’equipaggio: erano sommersi fino alla gola ed erano rimasti incastrati in un angolo. Non so cosa mi abbia spinto quella notte, forse l’adrenalina; non ho mai avuto paura, ma ora mi sveglio ogni due ore con le vertigini e le crisi di panico. Non sono un eroe e adesso sto facendo davvero fatica a superare lo shock. Non mi do’ pace in particolare per una cosa: io ricordo benissimo di aver avuto accanto sul ponte il papà e la bambina di 5 anni che risultano dispersi. Ricordo perfettamente gli occhi dell’uomo: era terrorizzato, ripeteva di non sapere nuotare, era fuori di sè. Non so perchè abbia perso di vista la sua compagna e non capisco perchè non siano arrivati sulla lancia per farsi mettere in salvo, erano accanto a me, cosa gli può essere successo?

Cosa ricorda di quelle ore?

Quando c’è stato il primo black out ero a cena. Accanto c’era una mamma con la sua bimba che ha cominciato a piangere e la donna ha sgridato la piccola, io le ho consigliato di tranquillizzarla, ma quando è andata via la luce per la seconda volta sono scappati tutti dal ristorante.

Ma in quei 68 minuti tra il black out e l’ordine di evacuazione nessuno ha avuto la sensazione che si stesse perdendo tempo?

Devo essere sincero: no. Erano tutti molto tranquilli, non si percepiva il pericolo, fino all’ultimo sembrava un semplice guasto; poi ho sentito i sette fischi più il fischio lungo e mi sono ricordato che l’equipaggio aveva spiegato che quello era l’ordine di abbandonare la nave: e’ stato allora che si è scatenato il panico. Io ero molto lucido, ancora adesso non capisco però, ma non avevo paura e, così, ho aiutato la Guardia Costiera a far sbarcare la gente. Il problema era che le lance non riuscivano ad accostare bene alla nave e non era facile spostare le persone che avevano paura di cadere in acqua. Io ho praticamente lanciato a bordo del gommone almeno 3 bambini che non ce l’avrebbero fatta a scendere dalle scalette. I soccorritori afferravano a mani nude la scala per rimanere vicini allo scafo a aiutare il trasbordo, ma in tantissimi erano stranieri e in quella babele di lingue soprattutto gli anziani spaventati non capivano i comandi. Alla fine, voglio dire dopo le due di mattina a bordo erano rimaste persone molto pesanti e di una certa età. Io ho caricato in spalla un anziano sovrappeso per portarlo in salvo, ma era tutto difficile: faceva freddo e  non sapevano se la Concordia si sarebbe inabissata da li a breve. Adesso che sta scendendo l’adrenalina arriva la botta: credo che non dimentichò mai il terrore di quella notte negli occhi della gente.”

Commenti

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Il 20 Gennaio 2012 alle 13:38 zione ha scritto:

La nave Costa all’isola del Giglio e il peschereccio Giovanni Padre a Ischia, naufragi con sdegni diversi …

Perbacco, se di tutto il grande disgusto con cui si scagliano i Media (e che in alcune situazioni accadute, come anche da parte dei parenti delle Vittime, si può comprendere …) contro la “Ciurma” della nave Concordia, finita tragicamente sugli scogli dell’isola del Giglio, ce ne fosse stato almeno una minima parte anche contro lo speronamento del peschereccio Giovanni Padre da parte della nave assassina Jolly Grigio della “Compagnia Messina”, avvenuto ad Agosto nei pressi di Ischia, adesso la sfortunata famiglia Guida (pescatori di Ercolano) saprebbe dove portare un fiore sulla tomba del ragazzo ventenne e di suo padre, che sono ancora nel relitto della loro barca colla quale Lavoravano e che può sempre riemergere e provocare anche un ulteriore disastro … in barba a qualche Giudicione che non ne ritiene necessario il recupero, ai fini della sicurezza e malgrado la doverosa offerta di provvedere a tale incombenza, fatta da parte dell’Armatore responsabile del misfatto.

Invece, a proposito del Comandante della Costa supernave naufragata, c’è da convenire sul fatto che Schettino ha commesso una grave leggerezza, forse dovuta alla Consuetudine (“che vale più della Legge”) ma che non può trovare nessuna giustificazione in questo caso, perché si è trasformata in un fatale errore che ha provocato un’Apocalittica Tragedia in cui vi sono state Vittime e Dispersi, incluso una Piccinina di soli cinque anni; ma è pur vero che malgrado lo sconvolgimento che lo ha Subissato ed ha rovinato per sempre la sua esistenza e quella di una moltitudine di persone (e Famiglie …) è riuscito, prima di crollare, a mantenere i nervi saldi e il sangue freddo necessario ad un Comandante, per evitare il Panico a bordo e a rimediare in parte, con l’ultima manovra possibile (compiuta da vero Marinaio) in modo da poter far eseguire i difficili compiti al suo Equipaggio, che si è prodigato egregiamente, facendo comunque sbarcare la quasi totalità delle persone (4.000 ?) in 2 ore, checchè si dica; e bene ha fatto il Magistrato a liberarlo da un’illegale Carcerazione; questi sono i fatti, il resto, sono solo avventati giudizi di Linciaggio.

Il 26 Gennaio 2012 alle 14:26 iuras933 ha scritto:

La responsabilità dello Schettino-comndante per la rotta e ritardi nell’ordinare l’abbandono nave è assoluta e inequivocabile salvo accertare eventuali corresponsabili.Invece per il seguito occore accertare se lo Schettino.uomo non sia stato colto da un attacco di panico che come noto può colpire tutti indipendentemente da capacità,esperienze e valori morali ,in qunto il panico può generare confusione mentale ,perdita di coscienza , vuoto paralizzante . Quindi andiamo cauti nell’attacare spesso in modo ignobile lo Shettini-uomo

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