di Paola Bacchiddu Se non proprio una pace, quantomeno un armistizio. Nella manifestazione contro il governo Monti, in Piazza Duomo, a Milano, la Lega Nord si è presentata unita dopo le divisioni recenti. Sembrerebbe rientrato, dunque, il conflitto tra Maroni e Bossi. Ad un prezzo ben preciso: la testa dell’ex capogruppo alla Camera Marco Reguzzoni, sostituito da Gianpaolo Dozzo. Eppure – tra la dirigenza - molti sorrisi tirati, e qualche stretta di mano obbligata. Ma la base chiedeva unità ed unità è stata soprattutto dopo che dal palco Bossi ha promesso una stagione di coesione interna fino alle prossime elezioni. Va aggiunto che stare all’opposizione sembra aiutare la Lega che in Monti ha trovato il nemico comune, bossiani o maroniani che siano. I militanti, giunti in piazza Castello – il principio del corteo – da Treviglio, Arona, Bergamo, Padova, e perfino Savona e Arezzo, lo hanno ripetuto: “Partito spaccato? Macché. In ogni buona famiglia si litiga e ci si riappacifica”. Sulle fazioni pro-Bossi o Maroni, minimizzano. Ognuno ha il suo preferito ma il gioco è di squadra. “Abbiamo sostenuto Maroni e abbiamo reagito perché lo hanno attaccato. Ma lo avremmo fatto lo stesso anche se fosse successo ad altri. Siamo un’unica anima”, ci dice un pasticciere della Valle D’Aosta, mentre altri annuiscono intorno. Un leghista di Zogno, Val Brembana, rivendica: “Molti ci davano per morti ma siamo più uniti di prima”.
Eppure, ad insistere un po’, qualche amarezza rispunta: “Non mi piacciono quelli che scalpitano come Reguzzoni. Bisogna lavorare sodo, non fare politica e azzuffarsi per le poltrone”, confessa un bergamasco. Perfino qualche coro, non propriamente benevolo, conferma il disappunto nei confronti di chi è stato considerato più interessato al potere individuale che al bene collettivo: “Reguzzoni, Reguzzoni! Fuori dai …oni”, urlano dal pubblico, quando Bossi – sul palco - accenna al passo indietro dell’ex capogruppo. I cartelli stessi ironizzano: “Cerchio tragico”, sbeffeggiando il “cerchio magico” dei fedelissimi. Però, in tanta voglia di armonia, una tendenza precisa si avverte. Nel seguire Maroni - che percorre il tragitto dal Castello a Piazza Duomo – è tutto un abbraccio, un incoraggiamento, una stretta di mano: “Tieni duro, sei grande! Sei l’unico! Vai Bobo! Ti vogliamo bene”, gli urla la base. Qualcuno lo sostiene nella sua presa di posizione contro il voto a Cosentino in Parlamento: “Bisogna fare pulizia. Via dal partito i corrotti”. La fazione della Valcamonica – 300 iscritti - stringe cartelli con la foto di Bossi e Maroni sorridenti, e indossa una pettorina a tinte fluo con la scritta: “BOBO BOSSI BOYS”. “Perché il nostro è un partito unito”, ci spiega l’autore dello slogan. Sui cartelli, tutto lo sdegno verso l’attuale governo e ancora una richiesta di federalismo: “Governo ladro, giù le mani dalla casa”, “Il governo è arrivato, il padano si è incazzato!”,“Macelleria Monti”, “150 anni di sfruttamento: la Padania ora vuole l’indipendenza” ,“Autonomia subito, con le buone o le cattive”. A dettare la temperie della pancia padana, i fischi e gli applausi durante gli interventi istituzionali sul palco. Fischiatissima Rosy Mauro, fedelissima del leader, e molto vicina a Reguzzoni: a lei s’addebita la responsabilità nel tentativo di sottrarre potere a Maroni. Fischiatissimo lo stesso Reguzzoni, cui non è data la parola – così come non è concesso nessun intervento a Maroni (i due neppure si stringono la mano). Molti applausi, invece, per i governatori di Veneto e Piemonte Zaia e Cota, per l’ex Ministro Calderoli e per lo stesso Bossi, quando - dopo le invettive contro Berlusconi e contro l’attuale governo Monti: “Berlusconi faccia cadere l’infame Governo Monti, amico delle banche e nemico del popolo. Se sta con Monti a Roma io non posso stare con lui in Regione Lombardia. Tutti hanno fatto un passo indietro, perché c’era in discussione un valore più alto. Questa è la pace di Milano. La Lega non è mai stata divisa”. Applausi e cori da stadio. Quando però il leader padano chiama Reguzzoni e Maroni a fare pace dalla Piazza parte una sonora bordata di fischi diretta al palco. Sono le 14, il comizio si scioglie e la militanza fa rientro a casa, con due certezze. Bossi non si discute e non si discute nemmeno sul nome del prossimo Segretario: Roberto Maroni.
- Domenica 22 Gennaio 2012


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Commenti
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Il 22 Gennaio 2012 alle 19:16 Notizie e Cronaca : Lega Nord: Bossi a Berlusconi “O con Monti o con noi!” ha scritto:
[...] Italia Pubblicato: 22 gennaio 2012 Autore: aggregatore Sezione: Notizie e Cronaca [...]
Il 23 Gennaio 2012 alle 11:21 lucagiulio ha scritto:
Buon giorno a tutti, innanzitutto complimenti per l’articolo.
Sono stato presente al raduno e devo dire che la ricostruzione della giornata leghista e’ davvero verosimile. Detto questo mi limito a sottolineare come le tensioni interne fossero palpabili, e forse andrebbe sottolineata la contraddizione di ostentare un’unita’ di intenti da una parte e la decisione di non concedere la parola a Reguzzoni e a Maroni dall’altra.
Se qualcuno fosse interessato, trovate qui un bel reportage fotografico sulla giornata di ieri: http://potatopiebadbusiness.co.....#more-1643
Saluti,
Luca Giulio
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