
Il presidente del Consiglio Mario Monti (s) con il neo ministro dell'Interno, Anna Maria Cancellieri (D) durante il suo discorso prima delle dichiarazioni di voto al Senato, il 17 novembre 2011, Roma. ANSA/CLAUDIO PERI
Tutti erano pronti a dire che la montagna alla fine avrebbe partorito un topolino, invece è stata partorita una creatura di grandissime proporzioni.
Le liberalizzazioni del governo Monti costituiscono l’avvio di una rivoluzione culturale, prima che economica, perché stangano privilegi di posizione e di casta, rompono monopoli e introducono in generale una tendenza non soltanto più virtuosa, il che sarebbe soltanto moralistico, ma modernizzante. In certi settori, le farmacie per esempio, è come uscire dal medioevo delle arti e dei mestieri, o dei fasci delle corporazioni durante il ventennio. Si direbbe che il criterio generale è stato uno e ben visibile: concorrenza. Concorrenza fra compagnie di assicurazioni, fra farmacie che potranno restare aperte quanto vogliono e praticando sconti, concorrenza anche fra le assicurazioni e i fornitori di gas. Tutti questi provvedimenti impiegheranno in genere un certo tempo per diventare operativi (verranno rispettati i contratti in corso, fino a scadenza) ma poi ad uno ad uno diventeranno operativi e ciascuno causerà un risparmio. Nell’idea generale di Monti, questi risparmi andranno a compensare la pressione fiscale perché i cittadini vedranno rientrare dalla porta dei consumi una parte dei denari volati via attraverso la finestra aperta delle tasse.
Dunque la spallata c’è stata, il cambio di rotta è visibile, gli effetti immediati richiederanno comunque qualche mese e gli altri avranno bisogno di un anno, tre anni, sei anni, ma finalmente andranno tutti a regime. Si potrebbe dire che questa ventata di libertà e di modernità è la prova sia del talento e della competenza del capo del governo e della sua squadra, ma anche della condizione pericolosamente fortunata di poter governare senza gli intralci dei veti incrociati dei partiti. Se da una parte c’è competenza e volontà politica di agire, dall’altra c’è di fatto la questione di una democrazia sotto anestesia che sta dando di sé una pessima immagine: la gente è autorizzata a pensare che quando sul terreno del gioco politico valgono le norme della politica, le cose non si fanno o si fanno male o tardi, mentre quando la politica viene messa sotto naftalina, insieme alla verbosa e sterile dialettica parlamentare, le cose funzionano. Questa sarà sempre più la vera materia di riflessione dei prossimi mesi ed anni, perché qualcosa è cambiato davvero e per sempre in questo Paese, anche nel caso improbabile che questo governo cada.
Torniamo dunque a dare un’occhiata ai provvedimenti che il Consiglio dei ministri, con un rush finale durato più di otto ore per le limature e le correzioni, ha reso pubblico nella serata di venerdì, quando la politica dei partiti era già in weekend. Dicevamo che si è vista un’inversione di rotta: si potrà fare ancor di più, si potrà fare anche di meglio, ma intanto è stata cambiata la rotta.
TASSISTI RISPARMIATI. Lo prova il fatto che le rabbiose proteste fioccano, le categorie interessate sono fuori dai gangheri e non si tratta dei soli tassisti. Fra l’altro: è veramente demenziale che dal punto di vista mediatico tutta l’attenzione sia stata concentrata sui tassisti, i quali alla fine non hanno davvero avuto alcun danno. La liberalizzazione che li riguarda non consiste affatto nel moltiplicare le licenze e distruggere il loro lavoro, ma in un elemento di razionalità: d’ora in poi il numero delle licenze per le città non sarà più deciso dalle autorità locali ma da una authority indipendente insensibile alle pressioni, ai ricatti e alle raccomandazioni anche se questa authority dovrà prima di tutto ascoltare (senza però avere alcun vincolo) i sindaci per rendersi conto delle diverse esigenze. Questa ci è sembrata una risposta molto ragionevole sia al problema, sia agli attacchi umorali che avevano scatenato la solita furia dei Masianello napoletani e il minaccioso malumore dei tassisti romani che, va detto, sono già in difficoltà per un palese eccesso di licenze. Ma il provvedimento è su scala nazionale e dunque l’authority vedrà caso per caso in sovrana e razionale autonomia.
FARMACIE, BILANCIO IN CHIAROSCURO. Non del tutto soddisfacente ci sembra quanto è stato deciso sui farmaci del cosiddetto gruppo C che resteranno di competenza delle sole farmacie: ci eravamo illusi di poter comperare l’aspirina al supermercato, ma i farmacisti hanno tenuto duro e hanno difeso con le unghie e coi denti tutti i prodotti che nelle democrazie occidentali si trovano sui banconi degli empori. In compenso, e questa è la parte veramente positiva, il numero delle farmacie aumenta di 5000 unità sull’intero territorio nazionale con nuove norme che permettono d’ora in poi ai laureati in farmacia privi di patrimonio o di un padre già padrone della sua farmacia ereditaria, di consorziarsi fra loro sommando i punti in graduatoria e aprire un nuovo esercizio svincolato dalla schiavitù familistica delle farmacie ereditarie (come le licenze dei taxi, come le edicole dei giornali, come gli studi notarili) aumentando il numero dei posti di lavoro.
UN EURO PER FAR NASCERE LE IMPRESE. Visti i tempi biblici delle cause che coinvolgono le imprese – tempi che mettono in fuga gli investitori stranieri - è stato istituito uno speciale tribunale per le imprese con una corsia privilegiata che dovrebbe portare come conseguenza finale nuove imprese non italiane e nuovi capitali.
Inoltre è stato adottato un provvedimento simbolicamente clamoroso a favore dei giovani imprenditori senza soldi ma con talento per i quali è stata creata la Ssrl, un tipo di società che potrà iniziare con un solo euro simbolico di capitale. Questa iniziativa ha suscitato l’entusiasmo del segretario di “Giovani Insieme”, Carmelo Lentino, l’unica nome citato, insieme a quello del Presidente Napolitano, da Mario Monti durante la conferenza stampa di presentazione del pacchetto. Lentino è segretario del Forum nazionale giovani ed ha detto che questa iniziativa del governo avrà l’effetto di togliere di mezzo i lacci e i lacciuoli burocratici che finora avevano reso difficilissima la nascita di imprese da parte di giovani sotto i 35 anni.
Sono stati infatti aboliti atti notarili, bolli, timbri: l’unica verifica che conta sulle imprese a costo di un solo euro sarà fatta dal registro delle imprese. Monti ha definito questa iniziativa come un tentativo di permettere ai “Bill Gates italiani” di emergere con successo. Il fatto che Monti abbia citato come esempio di imprenditore esemplare Bill Gates e non, per esempio Steve Jobs, appare curioso se non altro per il fatto che fu proprio Monti come Commissario europeo a infliggere alla Microsoft di Bill Gates una multa di molti milioni di dollari che lasciò l’America sconcertata e furiosa: Monti fu di fatto messo nella lista nera degli antiamericani di professione, una specie di Bin Laden economico.
SCORPORO SNAM ENI. Altra grande novità lo scorporo di Snam da Eni, che sembra soltanto un gioco di sigle ma non lo è: il risultato finale sarà un bel po’ di soldi risparmiati dagli utenti, visto che finora abbiamo pagato il gas a prezzo di monopolio dell’Eni (che è una delle più grandi holding energetiche del mondo, con una sua politica estera da grandepotenza) mentre d’ora in poi ci sarà competizione di tariffe. Va detto che questo provvedimento è uno secondo passo dopo il primo avviato dal precedente governo che aveva già sancito la prima separazione di Snam, una società che ha i numeri per diventare un colosso energetico europeo e fare grandi profittistando sul mercato.
BANCHE E ASSICURAZIONI. Ci sono provvedimenti di valore quasi soltanto morale e non materiale, come la nuova normativa con cui bloccare le truffe alle società di assicurazione attraverso finti incidenti automobilistici, causa degli alti prezzi delle assicurazioni italiane. La norma fondamentale sarà la riduzione del 30 per cento dell’importo dei risarcimenti in denaro.
Severità anche in banca: si va verso una revisione dei taglieggi delle carte di credito e delle spese sui conti correnti, ma spariscono anche molti benefici un po’ troppo amicali, come quello di non far pagare il costo degli sconfinamenti in rosso, se rientrano entro 30 giorni. D’ora in poi il denaro si paga a giornata e niente sconti. Le banche hanno l’obbligo di presentare al cliente che chiede un mutuo almeno due diverse polizze alternative di compagnie d’assicurazione sui mutui stessi. E questo emerge come criterio generale: ovunque, in tutti i campi, sono stati immessi meccanismi di competizione alla ricerca del minor costo per i consumatori. Il che vuol dire aver mosso il primo passo per la sconfitta dei monopoli, dei privilegi e dei taglieggi di casta.
PIU’ DIFFICILI LE FATTURE IN NERO. E a questo proposito vogliamo sollevare una questione importantissima, che ha a che fare con il comportamento fiscale più che con le liberalizzazioni, ma che fa parte del rilancio morale del Paese attraverso i piccoli comportamenti virtuosi e l’eliminazione dei piccoli comportamenti mafiosi. Così come è stata imposta la concorrenza nei campi assicurativi, si dovrebbe introdurre la concorrenza fiscale: quando il ginecologo, o l’idraulico, o l’antennista, qualsiasi specialista non ti fa la fattura ma ti chiede due tipi di pagamento, uno scontato in nero e uno a prezzo maggiorato in chiaro, l’utente dovrebbe essere cointeressato a smascherare il mascalzone guadagnando uno sconto fiscale. In questo modo, chi ostinatamente chiede la fattura rinunciando ad un pagamento più economico in nero, trarrebbe il proprio tornaconto dal comportamento virtuoso e la virtù si espanderebbe.
Gli edicolanti potranno vendere quel che vogliono, rifiutare ciò che vorrebbe loro imporre il fornitore di quotidiani e settimanali e potranno fare sconti che addebiteranno in conto vendita.
Molte norme approvate venerdì 20 gennaio non faranno vedere i loro effetti che dopo anni. Così, per esempio, la gestione dei treni regionali per pendolari, finora tutti di Trenitalia, ma che entro sei anni dovranno essere assegnati ad altre compagnie ferroviarie, restando la rete ferroviaria un patrimonio, controverso e contrastato, dello Stato. Anche per le autostrade si è adottato un criterio che diventerà operativo quando le attuali concessioni saranno scadute, ma intanto sono cambiate le regole e un po’ per volta tutto cambierà davvero, senza grandi traumi ma con grandi benefici.
Le norme sono molto più numerose e articolate di quanto abbiamo potuto ora cercare di sintetizzare e costituiscono un patrimonio di eccellenza per il modo anche tecnico con cui sono state create, corrette e adattate alle diverse situazioni. Come abbiamo detto, il valore aggiunto ai risparmi contabili effettivi, ci sembra un valore morale, il cambio di stile, la ventata fresca di modernità e di serietà, la voglia di semplificare e dare risposte che non svuotino le tasche dei cittadini, ma al contrario li risarciscano almeno inparte dalle tasse, dal disservizio e dalle antiche arroganze. Come ha detto Monti “il fatto che le proteste e le resistenze siano molto forti dimostra che abbiamo colpito nel segno”.
- Domenica 22 Gennaio 2012

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Commenti
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Il 22 Gennaio 2012 alle 11:02 indigesto ha scritto:
…e tutti vissero felici e contenti!
Il 22 Gennaio 2012 alle 12:03 Liberalizzazioni: un salutare cambio di rotta per l’Italia delle rendite | Editori Online ha scritto:
[...] the original post: Liberalizzazioni: un salutare cambio di rotta per l’Italia delle rendite Posted in Stampa Tagged governo monti, headlines, liberalizzazioni, microsoft, monti, [...]
Il 22 Gennaio 2012 alle 13:15 nhico ha scritto:
Nel suo editoriale di oggi dal titolo “I nostri benefici imprigionati nella rete delle lobby “ Eugenio Scalfari fa anch’egli l’elogio a Monti, non dimenticandosi di dare la solita scudisciata a Berlusconi. «Berlusconi»,scrive il fondatore di Repubblica chiudendo il pezzo, «l’altro ieri ha detto che questo governo non ha dato alcun frutto e che forse gli italiani stanno pensando di richiamare lui in servizio. Era una battuta, lo si è capito dal tono scherzoso, ma i giornali di famiglia, e non soltanto loro, l’hanno presa sul serio. Peccato, perché come battuta fa ridere ma se non lo fosse stimolerebbe serie riflessioni sullo stato mentale del suo autore.» Eugeniuccio, quando erano altri a parlare di poteri forti, dopo aver annusato l’aria come una faina, accusava questi altri di essere degli insipienti sboccati che non sapevano quello che dicevano. Adesso, invece disquisisce su “un paese appesantito da mali antichi e dall’incombenza di poteri forti”. Lui che da sempre, forse per il suo essere Vate, tutte le volte che deve demolire l’avversario di turno, sia esso un politico o un giornalista, e non ha argomentazioni validi da portare avanti, si sofferma, come gli capita spesso con Berlusconi, a fare delle riflessioni sullo stato mentale dell’antagonista, adesso, per il suo antico, e sempre presente, modo ondivago di ragionare, dovrebbe, senza più indugiare, cercare di seriamente riflettere sul suo stato mentale.
Il 22 Gennaio 2012 alle 20:55 pv21 ha scritto:
TECNO-BLABLA >
Con il suo Dl “cresci-Italia” Monti dichiara di perseguire l’INTERESSE dei consumatori e MIGLIORI SERVIZI servizi agli utenti. Come?
Emblematico è quanto disposto in materia di assicurazioni RC auto.
Se l’impresa assicuratrice SI OFFRE di far riparare il veicolo danneggiato presso una SUA officina convenzionata, optare per il risarcimento in contanti significa ACCETTARE di vedersi DECURTARE fino al 30% la somma spettante. Non ricorda una sorta di clausola “vessatoria”?
Qualora l’impresa richieda di SOTTOPORRE “volontariamente” ad ispezione il veicolo da assicurare questo può determinare una RIDUZIONE delle tariffe di norma stabilite.
Quale impresa si sognerà mai di chiedere l’ispezione di un veicolo appena immatricolato o revisionato?
Anche l’assicurato che ACCONSENTE all’installazione di “meccanismi elettronici che registrano l’attività del veicolo” (tipo SCATOLA NERA) beneficia di una riduzione delle tariffe in uso.
Da ricordare che trattasi di quei dispositivi resi OBBLIGATORI per l’esercizio di specifiche attività di trasporto a carattere COLLETTIVO.
Quale riduzione di tariffa può valere una tale PRECOSTITUITA condizione di “VULNERABILITA’” del cliente in un contenzioso PROMOSSO dal suo assicuratore?
Di sicuro l’impresa assicuratrice non ha nulla da obiettare sulla presa in carico del costo dell’installazione.
Le “tasse occulte” sono “prezzi e tariffe più alte”?
Come liberalizzare il mercato non è “copione” da teatrino di PANTOMIMA e RIMPIATTINO …
http://www.vogliandare.it/nat/.....nc1.html
Il 22 Gennaio 2012 alle 23:05 oscar1no ha scritto:
Volevo solo far notare che l’aspirina é presente nei corner dei supermercati dal lontano 2006…. É stato anche il cavallo di battaglia degli spot coop…. Curioso come nel 2011 il giornalista non ne sia ancora al corrente….. Spero che le notizie lo siano maggiormente, altrimenti non posso per ora parlare di corretta informazione….
Il 23 Gennaio 2012 alle 5:17 Notizie e Cronaca : Liberalizzazioni: un salutare cambio di rotta per l’Italia delle rendite ha scritto:
[...] Italia Pubblicato: 23 gennaio 2012 Autore: aggregatore Sezione: Notizie e Cronaca [...]
Il 30 Gennaio 2012 alle 23:46 architece ha scritto:
Sono andato a stupulare una nuova polizza Rc auto e alla fine l’assicuratore mi ha fatto firmare un foglio dove si diceva che mi aveva fornito altri 3 preventivi di altre compagnie, questo penso possa riassumere il senso delle liberalizzazioni del mellifluo Prof. Monti, le aggiungo che in Italia se una persona ha l’assicurazione di un autocarro o di una moto e deve fare l’assicurazione di un’auto parte a quel punto dall’ultima classe di merito e questo ben essendo chiaro che tipo di guidatore sia, liberalizzazioni ……. di cosa ?
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