Caserta, Bari, Pescara, Bologna, Bergamo, Torino: il tam tam dei Forconi rimbalza di tir in tir e lo sciopero degli autotrasportatori rischia di paralizzare l’Italia. “Sulla Sicilia non si poteva infierire oltre - ha dichiarato Mariano Ferro - leader del Movimento di protesta che per una settimama ha messo il ginocchio l’isola. Strade bloccate, viabilità compromessa, niente benzina, niente cibo ai supermercati e soprattutto centinaia di migliaia di persone che gridano la loro disperazione alle orecchie del paese intero.
Guarda il reportage realizzato in Sicilia dall’inviato di Panorama, Antonio Rossitto (riprese e montaggio Antonio Condorelli).
“Faremo la rivoluzione - aveva profetizzato Martino Morsello l’altra voce guida del Movimento dei Forconi - e di fatto quello che sta succedendo in queste ore su strade e autostrade si avvicina molto al concetto di moto di piazza tanto che il governo si è detto preoccupato e il ministro degli interni Annamaria Cancellieri ha spiegato che la situazione è in costante evoluzione e viene monitorata di ora in ora perchè “potrebbe degenerare”. In Sicilia restano ancora picchetti nella zona sud-orientale, tra Modica, Comiso, Caltagirone, Enna e Ragusa, ma al momento la prima linea della protesta è appostata in trincea tra Campania a Lazio: caselli dell’A1 bloccati a Cassino, Frosinone, Ferentino e Caianello e Anagni. Code sulla Salerno-Reggio Calabria, proteste in tutta la Calabria.
In Puglia la situazione più difficile è sulla tangenziale di Bari praticamente paralizzata. Le diramazioni Roma est, nord, sud sono presidiate dalla Polizia Locale per evitare il blocco del traffico. Sono 60 i presidi in tutta la penisola. Risalendo lo stivale si sono uniti al movimento gli autotrasportatori abruzzesi con presidi a Pescara, Sasso Marconi e in Val Di Sangro; e poi ancora segnalati picchetti a Bologna San Lazzaro e in zona fiera. I caselli di Forlì sono chiusi in entrambe le direzioni, lunghe code a Cesena e Rimini.
Sulla Firenze-Pisa-Livorno traffico rallentato a Montecatini. A Genova forti rallentamenti tra l’A7 e l’A10. A Torino il movimento sta bloccando l’imbocco della Milano -Venezia e anche a Bergamo gli autotrasportatori stanno creando disagi al traffico per chi vuole entrare od uscire dalla A/4. Un’adesione superiore alla aspettative hanno fatto sapere dal coordinamento e che sembra aumentare di ora in ora. Autostrade per l’Italia consiglia agli automobilisti di informarsi via internet, radio o telefono prima e durante il viaggio perché esiste il rischio di blocchi improvvisi oin altre parti del paese.
L’idea è quella di marciare simbolicamente su Roma in settimana, a seconda di come evolve questa protesta spontanea che al momento rifiuta ogni tipo di politicizzazione e che unisce i lavoratori in un moto di orgoglio contro le regole della crisi che impongono sacrifici non proporzionati - dicono loro - alle reali possibilità di gente che lavora tanto e non guadagna abbastanza.
In Sicilia, dov’è partita la protesta dei Forconi intanto a seconda della città la situzione va lentamente migliorando dopo lo stop della scrosa settimana. Guarda il reportage realizzato in Sicilia dall’inviato di Panorama Antonio Rossitto
La fotogallery della giornata sulle autostrade:
- Ecco la situazione sulle autostrade (Credits: ANSA)
- Ecco la situazione sulle autostrade
- Ecco la situazione sulle autostrade
- Ecco la situazione sulle autostrade
- Ecco la situazione sulle autostrade
- Ecco la situazione sulle autostrade
- Ecco la situazione sulle autostrade
- Ecco la situazione sulle autostrade
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- Ecco la situazione sulle autostrade
- Lunedì 23 Gennaio 2012

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Commenti
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Il 23 Gennaio 2012 alle 13:50 nhico ha scritto:
L’urlo della fame ed i forconi si arrampicano su per lo Stivale. Monti, prima ancora di ricevere la benedizione di re Giorgio e molto, molto prima di mettere piede a Palazzo Chigi, rilasciava interviste a destra e a manca e tutte avevano come tema centrale l’equità. La ridistribuzione della ricchezza. E, con questo fiore della speranza sempre tra i denti, infiocchettava i suoi discorsi e i suoi articoli, creando un’immensa aspettativa tra tutta quella gente che non riusciva più a mettere insieme la prima colazione con la cena. Sembrava un direttore d’orchestra a cui tutto era possibile. E quella parola magica chiamata serenità, quella speranza di potere entrare in un supermercato senza lasciare gli occhi sugli scaffali e uscire con la borsa della spesa semi vuota dopo aver svuotato del tutto il borsellino sul banco della cassa, andava facendosi strada nella mente e nel cuore della gente. Poi, Monti incominciò a firmare i suoi decreti ed apparve chiaro a tutti che avevano a che fare con un lupo predatore. Altro che angelo della povera gente! Di fronte a questa realtà che cosa può fare il popolo se non ribellarsi? Ed è quello che sta succedendo. Ha ragione il ministro degli Interni ad essere preoccupato. Ma intanto, ogni mese il suo portafoglio è sempre più pieno.
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