Redditi non dichiarati per oltre 50 miliardi di euro; IVA non versata per più di 8 miliardi; oltre 12 mila denunce nei confronti di persone fisiche e giuridiche responsabili di reati e frodi fiscali. I dati sull’evasione in Italia del 2011 divulgati dalla Guardia di Finanza sono da capogiro. Per non parlare poi di quella internazionale che è da brividi: in dodici mesi ha superato gli 11 miliardi di euro. Oppure quella legata ai 7.500 evasori totali che ha raggiunto i 21 miliardi. I controlli della Finanza hanno portato all’individuazione di 12.676 lavoratori in nero e al sequestro immediato di 902 milioni di euro.
Ma attenzione: le cifre e i numeri della Finanza però non devono stupire perchè non sono poi molto diversi da quelle degli anni precedenti. E’ sì, perchè l’evasione miliardaria c’è sempre stata(non si tratta di una moda del 2011) così come l’operato della Finanza che ha sempre vigilato. L’unica cosa che risulta cambiata è la sensibilità dei cittadini italiani. Fino a pochi mesi fa davanti alla denuncia o all’arresto di un evasore molti italiani se la ridevano, oggi, invece, si indignano. O almeno, quel sorriso ha un sapore diverso.
E’ già. Che dire davanti alla coppia di anziani veneti che hanno avuto il coraggio di denunciare in un anno 6 euro, quando in realtà ne avevano guadagnati 65 milioni? Cosa dire della fantasia di quegli evasori che attraverso frodi carosello sono riusciti magicamente a far sparire centinaia di milioni di euro nei paradisi fiscali?
Sicuramente il primo premio in fantasia e soprattutto sfrontatezza se lo aggiudicano i due coniugi veneti ma non è stato da meno neppure il pescivendolo empolese, 48 anni, nullatenente ma che se ne andava in pizzeria in Porsche. Nel 2008 ha acquistato una fiammante Porsche Cayman nuovissima nonostante avesse denunciato al Fisco 2.335 euro. L’ambulante al dettaglio di prodotti ittici esercitava dal 2003 la propria attività nei mercati rionali di Empoli, Barberino Val d’Elsa, Bagno a Ripoli e Fiesole ma per due anni non ha neanche presentato la denuncia dei redditi. Poi nel 2005, forse spinto da un impulso di legalità ha denunciato “0″ euro. Zero. Nel 2006 solo 5.523 euro mentre nel 2009, anno in cui è stato pizzicato dalla Finanza di Firenze, 15.030 euro. Possiamo dire che ha davvero esagerato. Peccato però che lo sfortunato pescivendolo avesse annotato le entrate al “nero” su un libro mastro: 260 mila euro.
Come commentarehe la vicenda dei due coniugi empolesi che vivevano nella casa popolare costruita dal Comune dell’hinterland fiorentino per le famiglie disagiate, ma che viaggiavano in Porsche Boxter dal valore di oltre 50 mila euro? Titolari di una società edile i cui affari andavano discretamente, marito e moglie per rimanere nella graduatoria delle case ex Ater denunciavano un reddito inferiore ai 14 mila euro. La Finanza fiorentina ha accertato che ne guadagnavano oltre 300 mila.
Ma ci sono evasori ed evasori: chi punta sui cavalli delle Porsche e chi invece su quelli da corsa.
E’ successo a Padova. Un imprenditore il cui tenore di vita galoppava ad una velocità nettamente superiore a quella dei redditi dichiarati, si è “dimenticato” di versare i contributi previdenziali dei suoi 300 operai per investirli in cavalli da corsa. Tra i suoi acquisti anche Mustang Grif, giovane e promettente cavallo da corsa vincitore di numerose corse e figlio del leggendario Varenne. Il suo valore è di oltre 600 mila euro. Ma Mustang non era certo l’unica debolezza del maxi evasore: la Finanza gli ha sequestrato altri 11 purosangue. Ma se i cavalli facevano bella mostra di sé nell scuderie di famiglia, la documentazione relativa all’evasione scoperta dalla Finanza era stata ben nascosta in due furgoni posteggiati nel cortile interno dell’azienda pronti per essere distrutti: 20 metri cubi di carteggio pari a 10 quintali di documenti. L’imprenditore non ha versato all’Irpef oltre 1, 5 milioni di euro ma soprattutto non ha pagato i contributi previdenziali per 2,2 milioni di euro. Tra i capi d’accusa nei suoi confronti anche riciclaggio internazionale, bancarotta fraudolenta, impiego di beni di provenineza illecita.
“Il periodo di crisi che sta attraversando il Paese sta modificando radicalmente la coscienza degli italiani- spiega Nino Di Paolo, generale di Corpo d’Armata e Comandante generale della Guardia di Finanza- e adesso ci sentiamo meno soli”. Forse, secondo la Finanza, il cittadino del Belpaese ha finalmente preso atto della pericolosità sociale del fenomeno. Che davvero gli italiani abbiano capito che sottrarre reddito al Fisco, cioè, evadere significa impoverire il Paese?
- Martedì 24 Gennaio 2012


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