Di Andrea Marcenaro
Vede, caro dottor professor avvocato, nonché trentottenne e già viceministro del Lavoro e delle Politiche Sociali, Michel Martone, non è perché abbia detto ai giovani che è meglio studiare, invece di bighellonare. Questo lo pensa e lo dice anche il lattaio sotto casa. Non è per questo che ha fatto la figura del Pierino.
Il suo sfondone, per il quale potrebbe passare alla storia al di là dei suoi demeriti, l’ha preso per un unico motivo a ben guardare: perché lo sfigato vero è lei. Provi a riflettere: in un governo dove tutto è misurato, temperato, parco, sobrio, aristocratico e stringato, a lei, Michele, manca perfino una vocale. Per esser più sobrii, le hanno tolto una “e”. Lei non è Michele, che razza di nome cafone sarebbe mai stato, lei è Michel. Come lo dovremo pronunciare: Miscèl, come alla Sorbonne? Maichel, come a Yale?
Non solo lei, come musicano le biografie, ha preso sette lauree nella culla, quattro master all’asilo infantile, cinque libere docenze a diciott’anni e un paio di cattedre da ordinario prima che le spuntassero i primi peli, ciò che rende solo onore ai suoi studi e speriamo soltanto ad essi, ma è ancora tanto giovane, il più giovane. Lei ha detto un’ovvietà, caro Dott. Prof. Avv., una banale ovvietà che di tanto in tanto non sarebbe nemmeno inutile ricordare. Ma vede, quando Tommaso Padoa Schioppa ha ricordato i bamboccioni se lo poteva permettere. Aveva i capelli bianchi. Ci rifletta. Non risponda subito che in America, a 38 anni si è già vecchi e si dirige una banca a 22. Non siamo in America. Da noi, e la cosa è sbagliata, tremendamente sbagliata, se un giovane ben posizionato (con merito) fa un predicozzo spocchioso ad altri giovani mal posizionati, per ragione che abbia, sembra il Pierino che fa la spia. Se poi è molto sobrio, si pretenderebbe, pensi un po’, che sapesse esprimere concetti non dissimili rendendoli accettabili. Quasi saggi, adorato e sfigatissimo Miscèl.
LEGGI ANCHE: Il blog di Annalisa Chirico: L’Italietta che non perdona Martone
- Martedì 24 Gennaio 2012

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Il 24 Gennaio 2012 alle 22:22 Lettera aperta all’adorato (e sfigatissimo) Miscél Martone | Editori Online ha scritto:
[...] this article: Lettera aperta all’adorato (e sfigatissimo) Miscél Martone Posted in Stampa Tagged martone, michel-come, notiziahome, ordinario-prima, quale-potrebbe, [...]
Il 24 Gennaio 2012 alle 22:22 Lettera aperta all’adorato (e sfigatissimo) Miscél Martone | Editori Online ha scritto:
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Il 25 Gennaio 2012 alle 1:51 dottoreste ha scritto:
Chi umilmente ha intrapreso la carriera universitaria nell’ambito della ricerca sa quanto è dura ed è consapevole di quanto difficilmente si diventi “professore ordinario” a 29 anni. Neppure nelle grandi università europee ed americane (a parte qualche studente geniale in odore di Nobel). Martone mi sembra facente parte dei nuovi arrembanti pred(ica)atori che non hanno sudato e lavorato facendo la cosiddetta gavetta (professionalmente assai strutturante)…questi personaggi ahimè stanno aumentando e ne siamo pieni e grazie a loro rimpiangeremo quelli veri…gli uomini veri.
Il 25 Gennaio 2012 alle 7:16 Notizie e Cronaca : Lettera aperta all’adorato (e sfigatissimo) Miscél Martone ha scritto:
[...] Italia Pubblicato: 25 gennaio 2012 Autore: aggregatore Sezione: Notizie e Cronaca [...]
Il 25 Gennaio 2012 alle 17:44 - Vivi Capena ha scritto:
[...] #martone è diventato, suo malgrado, uno dei trend twitter, a seguito della discutibile esternazione…Ecco un commento sul tema, numeri alla mano, pubblicato sul numero 28 del 2011 di Panorama, di Luca Ricolfi [...]
Il 25 Gennaio 2012 alle 17:59 francescapicciotto47 ha scritto:
Non voglio riprendere il gioco dell’ironia o del sarcasmo (facile), ma mi permetto di domandare: sappiamo che oggi in Italia, non parlo degli Stati Uniti, le offerte di stages di compagnie internazionali (ex. gr. Vodafone, Tim, Oreal, Lynch, ma anche ditte nostrane come Barilla, Fendi ecc.ecc.)sono rivolte a studenti di età non superiore a 27/28 anni?
In secondo luogo, se veramente i ragazzi lavorano per mantenersi, come spesso sostengono, perchè non si iscrivono all’università part-time, spendendo meno di retta e non andando fuori corso per un minor numero di crediti richiesto ogni anno?
Perchè i luoghi di ritrovo (discoteche, pub, locali vari)non conoscono crisi, in un momento di difficoltà per tutti?
Al di là dell’ironia, quindi, credo che convenga rimboccarsi le maniche e …approfittare di questa non simpativa ma realistica sferzata!
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