Visualizza La mappa della protesta dei tir in una mappa di dimensioni maggiori
Dopo un giorno d’attesa (pardon, con 30 ore di ritardo) con l’Italia paralizzata il Governo ha deciso di intervenire contro i blocchi su strade ed auostrade organizzati dagli autotrasportatori. Così stamane le forze dell’ordine hanno sbloccato con la forza (ma senza incidenti) prima i caselli della A/1 di Napoli, poi hanno fatto lo stesso in altre parti d’Italia.
Un’intervento che ha riportato la calma sulle principali arterie autostradali ma che non ha fermato del tutto la protesta. I camionisti (sempre più una minoranza) infatti in alcuni casi si stanno spostando sulle strade statali, dove il blocco funziona anche con soli 3-4 grossi tir. L’ordinanza del Prefetto di Roma, ad esempio che ha dato il via all’operazione delle forze dell’ordine, prevede delle sanzioni per i camionisti ribelli da 200 euro oltre alla sospensione della patente, del libretto di circolazione fino ad arrivare al fermo amministrativo del mezzo pesante.
Il Ministro dell’Interno Cancellieri rispondendo ad alcune domande al Senato ha dichiarato di aver “rassicurato l’Europa sul fatto che i blocchi saranno tolti”. Per quanto riguarda poi la Sicilia e la Campania la responsabile del Viminale ha spiegato che “sono in corso verifiche ed indagini per scoprire l’origine di alcuni atti intimidatori (leggi gomme bucate e minacce varie) che si sono verificati ieri”.
Difficile, se non impossibile, fare un punto preciso della situazione. Ormai i blocchi nascono e spariscono nel giro di poche ore dall’autostrada alla vicina statale; secondo alcuni i punti critici in tutto il paese sono un centinaio. E c’è già chi prevede difficoltà di distribuzione degli alimenti, soprattutto frutta e verdura. Per la Coldiretti il danno economico dell’agitazione è già superiore ai 50 mln di euro.
La giornata di oggi però ha fatto registrare anche la prima vittima di questa protesta. Massimo Crepaldi, 46 anni, autista in sciopero che è stato travolto da una camionista tedesca che non voleva aderire alla protesta. L’incidente è avvenuto poco dopo l’alba: Massimo Crepaldi, con decine di altri autisti di tir stava presidiando la zona intorno allo svincolo di Asti ovest quando, dopo la pausa notturna, una donna alla guida di un mezzo pesante lo ha investito. Secondo le prime ricostruzioni la camionista stava cercando di aprirsi un varco tra i manifestanti per tornare al lavoro quando Crepaldi le si è parato davanti, inevitabile l’impatto.
Difficile trovare il carburante nel frusinate dove decine di distributori sono stati presi d’assalto dagli automobilsti che temevano di restare a secco. A causa della protesta è saltato il primo turno di lavoro alla Fiat di Cassino per la mancanza di forniture. Presidiato il porto di Livorno, con i tir che impediscono l’accesso allo scalo marittimo. 60 mezzi si sono piazzati davanti alla sede dell’Eni sempre a a Livorno per ostacolare l’ingresso ai lavoratori.
Situazione difficile, poi, in Emilia Romagna specie sul versante occidentale dove i tir si sono piazzati ai caselli di Piacenza nord e Fiorenzuola (Parma) con pesanti ripercussioni sulla viabilità della via Emilia.
Situazione meno caotica in Lombardia dove si registrano solo rallentamenti nella bergamasca. E’ invece il Piemonte il fronte caldo della protesta al nord con blocco totale degli svincoli di Villanova d’Asti in direzione Piacenza e dei caselli di Asti est e ovest.
- Martedì 24 Gennaio 2012


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