
La maggioranza tiene: ieri come riportano tutti i quotidiani stamane PdL, Pd e terzo polo hanno approvato la mozione dei partiti che sostengono il governo. Ma è ancora presto, scrive La Stampa in un retroscena, per capire se si evolverà in una Grosse Koalition come vorrebbe Casini.
Bersani e Alfano, prosegue il quotidiano torinese, si rifiutano di definirla una maggioranza politica e il PdL sta vivendo una forte tensione interna: potrebbe esplodere da un momento all’altro, spinto dalle pressioni trasversali, dagli ex An e dagli ex Fi. Ma al di là delle voci Pd e terzo polo stanno facendo di tutto per evitare la rottura del maggiore partito e tornare alle urne nel 2012, anche se il rischio è che una parte del PdL si stacchi e continui a sostenere Monti, qualora si verificasse un ribaltone sui generis.
Scrive invece il quotidiano romano il Messaggero, in un altro retroscena, che PdL e Pd sembrano aver preso atto che divisi sono molto più deboli al cospetto di “un governo che, spinto dai mercati, continua a concedere molto poco rispetto alla sua agenda”. I partiti, quindi, lavorerebbero per modifiche unitarie al decreto liberalizzazione e al testo sulla riforma del lavoro, per smorzare le tensioni dei rispettivi blocchi sociali che potrebbero spingere l’esecutivo a non accettare modifiche.
E che il premier Monti sia preoccupato della tenuta del PdL, lo sostiene anche Repubblica: “Ho paura che il PdL non tenga”, avrebbe detto Monti ai suoi. Nel partito, scrive il quotidiano di Largo Fochetti, cresce il maldipancia nei confronti del governo tecnico, anche se le strade non possono essere che due: o rompere con Monti e andare al voto, con i sondaggi non certo favorevoli. Oppure rompere l’asse del Nord con la Lega e sostenere il governo tecnico fino alla sua scadenza naturale.
Certo nei discorsi publbici di ieri di Alfano e Bersani, sottolinea il Corsera, è emersa tanta coesione, che però “non deve ingannare”. Tanto che il Cavaliere, ieri a Milano, a chi gli chiedeva se il governo durerà ha risposto di non voler parlare di politica e che in “questo momento la politica on c’è”.
Per il Giornale le strade per il PdL sarebbero addirittura tre: staccare la spina e tornare subito alle urne; continuare ad appoggiare il governo pretendendo di entrare nell’esecutivo; oppure non pretendere di staccare la spina, ma passare all’opposizione assieme alla Lega prima dell’estate, in modo da avere le mani libere in vista delle elezioni. Una scelta, però, chiosa il quotidiano di via Negri, “che sarebbe destinata a spaccare il Pdl, visto che almeno una quarantina di deputati continuerebbero a sostenere Monti”.
- Giovedì 26 Gennaio 2012
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