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USB, Cub, Orsa, Sli-cobas, Snater, Si-cobas e chi più ne ha più ne metta. Muoversi nell’universo sfaccettato dei sincadati di base è uno slalom tra sigle dietro cui c’è il malcontento del mondo dei lavoratori pubblici e privati che non si indentificano in Cgil Cisl e Uil.
L’accusa nei loro confronti è quella di essere troppo politicizzate e di scendere molto facilmente a compromessi con le istituzioni. Il sindacalismo di base muove dalla premessa che per ottenere qualcosa bisogna farlo in piazza e senza fare patti col “padrone”.
Quando i sindacati minacciano sciopero l’Italia trema, ma sempre più spesso succede che dopo al tremito non arrivi lo scossone. Come oggi: si temeva la paralisi di mezzi pubblici, treni, uffici postali, scuole e invece l’adesione è stata inferiore al 40%.
Ma chi sono e, soprattutto quanti sono gli iscritti ai Sindacati di base?
USB e CUB sono le due sigle di riferimento. USB, unione sindacale di base, ha oltre 600 delegati in tutti i settori del mondo del lavoro e i rappresentanti provengono da ogni parte d’Italia. E’ una confederazione nuova, nata nel 2010 nel tentativo, per ora non andato a buon fine, di evitare le frammentazioni della rappresentanza e facilitare l’identificazione sindacale da parte dei lavoratori pubblici, ma anche privati. Conta più di 250.000 iscritti in una ramificazione territoriale con 90 sedi in tutte le regioni. Sul sito si legge: “USB vuole rispondere adeguatamente alle istanze di “Uguaglianza, Solidarietà, Bisogni” provenienti non più solo dai segmenti classici del mondo del lavoro, ma anche da quelli di “nuova generazione”: i precari, i migranti, i disoccupati e coloro che sono senza casa”. Inoltre si associa alla sigla anche l’Organizzazione dei pensionati.
Il Cub, che sta per confederazione unitaria di base, è il più antico sindacato di base e anche il più numeroso con 706.802 iscritti tra i lavoratori dell’industria, dei servizi del pubblico impiego, inquilini e pensionati. E’ stato fondato nel 1992 e raggruppa tutta una serie di sigle minori differenti da settore a settore (CUB- Edili, CUB-Scuola, CUB-Tessili, CUB-trasporti..). Ha circa 65 sedi in tutta Italia e tutela i lavoratori di aziende molto diverse tra loro: dal colosso della telefonia (Wind) all’azienda dei trasporti milanesi (Atm) alla fabbrica di auto (Alfa Romeo) a tante altre aziende.
Poi c’è l’Orsa, organizzazione autonoma dei sindacati di base, una delle sigle sindacali di rappresentanza usato in particolare dal mondo delle ferrovie; nata nel 1999 ha cercato, come il Cub, di riassumere i tratti distintivi del sindacalismo di base in un unico ente rappresentativo. Al momento, fanno sapere da Trenitalia, aderisce a Orsa un lavoratore su 10, quindi lo sciopero di oggi si è fatto sentire sul 10% delle partenza. Orsa non è solo ferrovia: ci sono rappresentanze nel tessile, nei trasporti, anche quelli marittimi, nella scuola, nella sanità e nel settore energia. Il loro numero di iscritti non è molto preciso, ma cifre non ufficiali parlano di 100 mila lavoratori.
Il totale quindi porta ad un numero di 1 mln di lavoratori.
In 1000 qualche secolo fa, cambiarono l’Italia. Oggi, in un milione, al massimo hanno creato qualche coda in posta o in tangenziale.
- Venerdì 27 Gennaio 2012

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