“Sindaco ma lei l’ha letto il libro?” Inizia con una domanda la nostra chiacchierata con il sindaco di Sesto Calende, il leghista Marco Colombo. Tutto comincia ad agosto: forse a causa degli effetti del solleone, o forse per le intemperanze del giovane primo cittadino, Colombo vede sugli scaffali della biblioteca comunale una copia di “L’idiota in politica“, un saggio antropologico firmato dalla studiosa francese Lynda Dematteo. Il libro analizza il fenomeno Lega Nord ed elabora una teoria articolata secondo cui, in sostanza, “l’idiota in politica” del titolo altri non è se non il leghista e il leghismo in generale.
Il sindaco infuriato corre dalla bibliotecaria, Loredana Dadaro, e chiede di ritirare il testo dagli scaffali. Respinto (con perdite) dalla ragazza studia una controffensiva ancora più arguta. Per evitare che il libro circoli indisturbato - dicono i maligni - darebbe ordine ai militanti, a turno, di prenderlo in prestito e di passarselo di mano in mano (”Questo non è mai accaduto” - ci dice, però, Colombo).
La vicenda del libro censurato da storiella di paese per qualche alchimia della cronaca finisce sui media nazionali e così il sindaco Colombo si trasforma nel moralizzatore di una tardiva censura. “Sesto Calende ha subito per 50 anni un’amministrazione di sinistra - sbotta a panorama.it Marco Colombo - io sono in carica da due anni e mezzo e devo fare i conti con funzionari che la pensano in maniera diversa dalla mia e che approfittano della loro posizione per far propaganda politica e questo non va bene; ho quindi chiamato nel mio ufficio la bibliotecaria e le ho chiesto di togliere quel libro a mio avviso gratuito e infamante”. “E io gli ho detto no -ci spiega l’impiegata- Nella biblioteca di Sesto c’è una copia de “Il libro nero del comunismo”, di “Mein kampf” e anche dell’ “Idiota in politica”, se al sindaco non piace deve darmi ordine di ritirare tutti i libri politici dalla biblioteca, ma me lo deve dire con un atto pubblico motivato. Finchè non c’è quello il libro sta al suo posto.”
“Ammetto di aver sbagliato - aggiunge il sindaco quando gli ricordiamo che quello che ha fatto si potrebbe definire “censura” - sono stati cinque minuti, mi passi il termine, di follia; ma sono stufo di questo attacco alla Lega Nord. La sinistra pensa di essere depositaria della cultura, ma non è così. Io ho una formazione tecnica, ma un credo politico forte e non penso che noi della Lega siamo idioti”. Il botta e risposta tra il sindaco “verde” e la bibliotecaria “rossa” si tinge però di giallo. Pare infatti che dopo lo scambio di battute - concluso con un nulla di fatto - il libro sia scomparso dagli scaffali perchè “preso in ostaggio” da militanti leghisti con lo scopo di toglierlo da sotto agli occhi dei sestesi. Il sindaco, però, smentisce e anche la bibliotecaria conferma: “a me non risulta, anzi in questo momento è sullo scaffale”. Posto che in tutto questo polverone l’unica a goderne è l’autrice del saggio, alla domanda iniziale, cioè se il sindaco abbia letto il libro o meno risponde: “ci ho provato, ma per me era troppo complicato”.
- Mercoledì 1 Febbraio 2012


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