Ventiquattro. Nella Smorfia napoletana è il numero che rappresenta le guardie. AMontecitorio è il numero dei ricorsi presentati contro i tagli decisi dalla Presidenza della Camera a stipendi e vitalizi parlamentari. Una decisione che ha scatenato contestazioni da parte di alcuni deputati che hanno mal digerito quest’ultima dieta ai propri benefit. Domani si riunirà il Consiglio di giurisdizione, presieduto da Giuseppe Consolo (Fli) per esaminare la questione dei 24 “indignati” (tra loro parlamentari in carica ed ex deputati) e per fissare - non prima di 60 giorni - un’udienza in cui saranno ascoltate le ragioni dei ricorrenti. Nei 20 giorni successivi si emetterà una sentenza. Tra una lungaggine burocratica e l’altra, è botta e risposta tra alcuni deputati a base di “infame!”, “pulciaro!”, “braccino!”. Che lasciano intendere il nuovo clima da Colosseo in arrivo in Transatlantico. Ed i più pignoli dichiarano guerra alla Presidenza per aver risparmiato i presidenti ed i questori dal giro di vite.
VAI SULL’INFOGRAFICA PER INGRANDIRLA E CAPIRE COME SONO CAMBIATI GLI STIPENDI DEI PARLAMENTARI
TAGLI FARLOCCHI - “Essendo uguali a tutti gli altri cittadini, cosa aspettano i questori della Camera a fare i bagagli dagli appartamenti di rappresentanza e a tornare a dormire nelle bettole?”, si chiede un deputato in camicia verde che fa sfoggio di una certa acredine nei confronti dei piani alti del Palazzo. Dopo il “bluff” dei tagli agli stipendi, che oltre a vedere tuttora invariata l’indennità dei parlamentari ha solo sfiorato alcuni privilegi della presidenza, sono in tanti ad essersi aizzati contro Fini ed i suoi scudieri. In Transatlantico, l’azzurro Guido Crosetto lo dice a chiare lettere: “Sarebbe altrettanto serio che presidente, vicepresidente, questori e segretari della Camera si mettessero anche loro per primi al livello di tutti gli altri parlamentari rinunciando a privilegi assurdi. Altrimenti danno l’impressione di voler fare bella figura solo a spese degli altri per preservare se stessi”. Il collega Osvaldo Napoli aggiunge che “il vero problema è la riduzione dei parlamentari”. Mentre i deputati dell’Idv che da giorni spulciano bilanci farlocchi e finti tagli continuano a parlare di “insoddisfazione per quello che si sta facendo perché è forfettario e sommario, quindi poco trasparente”.
LA FONDAZIONE CAMERA – Tra le spese assurde spunta nuovamente l’Eldorado della Fondazione Camera dei Deputati, che “non essendo esistita per tanti anni dà prova che se ne può fare tranquillamente a meno”, come precisa un deputato pidiellino. “E’ un baraccone incomprensibile. Secondo te per quale motivo Mazzocchi (questore filo An) continua a voler portare avanti il progetto? Perché Fini diventerà il prossimo presidente della Fondazione!”. La Fondazione, costituita nel 2003 e oggi guidata da Fausto Bertinotti, sembra costare al contribuente circa 2 milioni di euro l’anno, oltre a percepirne 400mila dall’Aula dei deputati. “Pensa che negli ultimi anni ha svolto anche un’attività commerciale fallimentare a cui i questori non hanno mai saputo o voluto opporsi” – ci spiega un dipietrista. Il riferimento è anche al famoso “Punto Camera”, un locale raffinatamente arredato, con vetrine spalancate sulla via principale del centro di Roma, e che ha dovuto chiudere la boutique già da un po’ a causa delle scarse vendita degli articoli in catalogo.
LE SPESE – la Fondazione – si legge sul sito - “ha come compiti statutari quelli di realizzare una più ampia conoscenza e divulgazione dell’attività della Camera, promuoverne l’immagine, favorire e sviluppare il rapporto tra l’istituzione parlamentare ed i cittadini, in particolare con i giovani ed il mondo della scuola. Promuove eventi culturali, mostre, convegni e seminari nonché pubblicazioni e prodotti multimediali”. Che incasellato nel bilancio 2010 (quello 2011 sarà pubblicato a giorni) vuol dire - per citare qualche onere - 144.677,27 euro per spese di realizzazione e diffusione pubblicazioni, 23.520 euro per collaborazioni e consulenze esterne, 56.329,43 euro per la realizzazione di eventi, 1.574 euro per promuovere l’immagine della Camera, 12.664,04 euro per spese di missione, rappresentanza e personale, altri 19.968 euro per collaborazioni e consulenze a supporto generale della Fondazione, 5.500 euro per la vigilanza notturna, 444,48 euro per la cancelleria, 3.458,56 per manutenzione ed assistenza, in aggiunta ad altri oneri vari come le utenze telefoniche, elettriche e di riscaldamento della sede. E non manca anche un signor stipendio da consigliere caposervizio previsto per Alessandro Massai, il direttore generale della Fondazione che percepisce circa 12mila euro netti mensili, oltre a quelli del proprio staff (un documentarista e una segretaria).
IL CDA – “Ma se fanno un concorso a Montecitorio e io voglio partecipare, verrò considerato interno o esterno”? – ironizza un deputato, commentando la notizia degli oltre 5mila euro netti al mese percepiti dal barbiere della Camera. Intanto a giorni il Consiglio di amministrazione della Fondazione dovrebbe riunirsi per approvare il conto consuntivo 2011 da trasmettere poi all’Ufficio di presidenza di Montecitorio. “Vedrai che stanno togliendo un po’ di silicone dai capitoli di bilancio…”.
- Giovedì 2 Febbraio 2012


Elezioni amministrative: lo speciale
LEGA: LE DIMISSIONI DI UMBERTO BOSSI
Viaggio tra le gang sudamericane in Italia, le pandillas
La pirateria online è un furto? 








Costa Concordia: gli approfondimenti, le immagini





LA CASTA - Privilegi (veri o presunti) di politici, lobby e categorie






Mostri della porta accanto
Le grandi inchieste sul sesso di Panorama


Avetrana: video, articoli e foto esclusive 







Commenti
Puoi lasciare un commento, oppure fare trackback dal tuo sito.
Il 2 Febbraio 2012 alle 15:15 Notizie e Cronaca : Tagli agli stipendi dei parlamentari: “Io non ci sto!” ha scritto:
[...] Italia Pubblicato: 02 febbraio 2012 Autore: aggregatore Sezione: Notizie e Cronaca [...]
Devi aver fatto log-in per inserire un commento.