Libri, eBook e film: la tragedia della Costa Concordia diventa business

Francesco-Schettino-al-momento-dell'arresto Lapresse

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FRANCALACCIPronti, ai posti.. via. E’ partita la gara a chi adesso riuscirà a guadagnare di più sulla tragedia della Costa Concordia. Libri, ebook, film e interviste strapagate in italiano, in inglese e in decine di altre lingue,  sono già pronte (e in vendita) per raccontare tutto quello che non c’è più da dire su una tragedia inspiegabile di cui si è detto ormai tutto e di più.

Nonostante le ricerche dei dispersi siano ormai state definitivamente sospese, sono ancora molti i giornalisti che non accennano a lasciare l’isola nella speranza di riuscire a trovare uno scoop. Anzi, lo scoop degli  scoop. Che spesso niente ha a che vedere con la cronaca ma solo con la spettacolarizzazione o il business legato alla tragedia.

Dopo il naufragio e i giorni dell’emergenza, l’isola del Giglio con il suo sfondo “cinematografico” senza uguali, si è trasformata in un palcoscenico mediatico  da utilizzare per trasmissioni televisive, per il lancio di libri o di  film ambientati sulla tragedia.

Non a caso, foto strazianti e testimonianze di naufraghi, elucubrazioni sulla dinamica dell’incidente e ricostruzioni dettagliate di ispezioni (quando ancora erano tutte in atto), sono  state confezionate ad hoc dalle case editrici e in tempi da record,  per poter  essere piazzate sul mercato  quando ancora la Costa Concordia fosse parte integrante  del paesaggio gigliese.

E ci sono riuscite. Il primo libro sulla triste fine della nave da crociera  è uscito addirittura quando ancora i sommozzatori  si aggiravano nel ventre della nave in mezzo ad un liquido scuro, tossico e appicciso simile alla cioccolata, alla ricerca dei cadaveri. Nelle stesse ore in cui il testo, di poco più che 100 pagine, veniva presentato all’interno di illustri e seguitissimi salotti televisivi, ecco arrivare  l’annuncio di  altri due libri sull’argomento  in corso di pubblicazione.

In queste settimane si è scatenata una vera e propria lotta tra giornalisti e editori per accaparrarsi  con questa  tragedia un pezzetto dello scaffale di supermercati e  librerie.

Ma non è finita. Lunedi prossimo, 6 febbraio, ne uscirà un altro ancora: “Concordiagate”. E’ l’ebook di Luciano Castro e Patrizia Perilli, un diario che i due giornalisti hanno scritto a bordo della nave e che, essendo in versione digitale  verrà aggiornato continuamente. Praticamente un libro senza fine, un instant ebook in progress.

Anche rilasciare interviste sul naufragio sembra essere davvero un business di cui approfittare. Pare che anche la famiglia Schettino non sia riuscita a respingere le avances di un settimanale davanti alla cifra di 15 mila euro.  “La signora Schettino ha rilasciato un’ intervista la settimanale Oggi e si è fatta pagare? Non ci  voglio credere”.   Il primo a trasalire e ad indignarsi della notizia è il sindaco dell‘isola del Giglio, Sergio Ortelli che non riesce proprio a crederci.

“Non posso criticare la moglie che difende il marito - continua il sindaco - ma farlo dietro compenso io, al suo posto davanti a tutte queste vittime,  mi vergognerei!”. E poi quasi in cerca di una risposta, il primo cittadino domanda: “Ma se è vero, non si vergogna al solo pensiero di che cosa possono pensare i familiari dei morti e dei dispersi quando lo verranno a sapere?”

Chissà. Ma dopo l’intervista fiume della signora Fabiola Russo Schettino alla rivista Oggi, sembra sia aperta anche un’“asta” per aggiudicarsi le parole di Francesco.   Che cosa potrà dire il comandante  Schettino davanti ai registratori, ai taccuini o alla telecamere dei giornalisti? Racconterà tutta la verità e nient’ altro che la verità, già dichiarata davanti ai pm?  Fatto è,  che l’asta in questione pare abbia come base 30 mila euro.

“Per la moglie di Schettino non ho parole ma per quella persona qualcosa da dire io ce l’avrei: faccia silenzio, faccia ammenda e cerchi di immaginare i volti di tutte le persone che sono morte a causa di quella  manovra, quelle di cui non si trova neppure il corpo e di tutti quei soccorritori che rischiano la vita “.

Ortelli, non pronuncia mai  il suo nome e lo chiama  “quella persona“. Per lui quel cognome indica la disgrazia per l’isola e tutti i gigliesi : “Gli abitanti del Giglio non si sono fatti pagare per aiutare i naufraghi; non si sono fatti pagare per rilasciare interviste- continua Ortelli-  i gigliesi hanno perso centinaia di coperte, maglioni e giacconi per i naufraghi, glieli hanno donati senza chiedere niente in cambio. Quella persona deve fare solo silenzio. Silenzio”.

Ma il sindaco che lotta per la rimozione della nave e per evitare l’inquinamento della sua isola,  sembra essersi anche un po’ rassegnato davanti allo spettacolo mediatico.

“Non si riesce a  criticare i giornalisti perchè non si conosce il confine dell’etica”, commenta cauto Sergio  Ortelli.  A pensare di ambientare un film-documentario sulla tragedia del Giglio,  anche National Geografic che tra poche settimane inizierà le riprese.

Commenti

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Il 3 Febbraio 2012 alle 19:57 marcopagliarino ha scritto:

io tanti anni falavorai sul traghetto portoferraioiisola elba credetemi uni sfruttatore la sporcizia ecc …e’empre stato di quelli a cui l’unico unico interesse soldi poi passeggeri chi se ne frega e i marinai anche peggio come lui cellini

Il 3 Febbraio 2012 alle 22:38 gianriva ha scritto:

chiedo scusa, ma quel sindaco così indignato non è lo stesso che a suo tempo aveva scritto a Costa Crociere per complimentarsi con un passaggio così ravvicinato all’isola? Non aveva chiesto che quella tradizione continuasse nel tempo? Perchè pure lui come millanta per la famiglia Schettina non se ne sta zitto, anzi dimettersi da sindaco sarebbe il minimo……..mai criticare l’operato degli altri quando non si ha rispetto nemmeno di se stessi…..saluti

Il 7 Febbraio 2012 alle 0:46 ilfioreapocalisse ha scritto:

non c’è mai fine al peggio! Chi sbaglia non paga… riscuote!
http://evilthings.net/2012/02/.....a-civilta/

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