
Un'immagine di Roma ancora imbiancata (Credits: Piergiorgio Pirrone - LaPresse)

C’è il sole adesso su Roma, il ghiaccio si sta lentamente sciogliendo, ma la situazione è ben lontana dall’essere tornata alla normalità. Ancora questa mattina la stragrande maggioranza dei marciapiedi delle strade romane sono ridotti a lastre di ghiaccio. Gli unici mezzi in funzione, pochi tra l’altro, sono quelli dei camioncini dell’Ama, gli stessi che, in tempi normali vengono a raccogliere la spazzatura – ma oggi i cassonetti sono ricolmi – e che non sono dotati di lame ma solo, ovviamente, di spazzole per ripulire le strade.
Marco D’Emila, vigile urbano, denuncia :”Non ha funzionato assolutamente niente. Se Roma si fosse bloccata dopo la nevicata della notte sarebbe stato accettabile, il problema è che la situazione è andata in tilt già dal primo pomeriggio di venerdì quando di neve ne era caduta ancora poca”.
Difficile la situazione fuori Roma dove interi paesi della provincia, della Ciociaria, del Frusinate restano pressoché isolati. Da tre giorni manca la luce, l’acqua, il riscaldamento. La gente si rassegna a bere la neve e riscaldarla sul fuoco per lavarsi.
E intanto l’emergenza maltempo presenta il conto. Fino ad ora il tilt nel trasporto pubblico, l’impiego straordinario di uomini e mezzi e i danni all’arredo urbano, costeranno alla Capitale almeno 2 milioni di euro. Un bilancio che getta altra benzina sul fuoco delle polemiche che hanno investito il Campidoglio ed il primo cittadino.
L’ultima di promessa di Gianni Alemanno: “Da oggi Roma è in grado di funzionare”. Ma allora perché, è la domanda che si stanno facendo in molti, un’intera città, a tre giorni dall’emergenza, resta “chiusa per neve”?
Vuote scuole e uffici pubblici. Chiusi anche i musei e i monumenti: niente Colosseo per i turisti e niente Foro romano e Palatino. Ferme le università: alla Sapienza attività sospese, esami compresi. Idem a Tor Vergata e a Roma Tre. Stop per i tribunali e rinviata l’inaugurazione dell’anno giudiziario della Corte dei Conti previsto per oggi alla presenza del Capo dello Stato. Annullata anche la seduta del consiglio comunale prevista per questo pomeriggio.
Alle fine si è ridotto davvero solo a questo, a interventi postumi, e all’ordine di tenere le catene a bordo delle proprie auto rivolto ai cittadini costretti pure a spalare da soli e con mezzi proprie davanti a portoni e negozi, il piano-neve del sindaco sventolato giovedì sera. Il giovedì dell’ormai famoso incontro con la Protezione civile, le cui registrazioni finiranno al centro di una commissione d’inchiesta, quando il capo Franco Gabrielli, avvisandolo dell’emergenza in arrivo, propose ad Alemanno di chiedere rinforzi e lui rispose di non averne assolutamente bisogno. Ieri l’ultimo botta e risposta, con il primo cittadino che in tv ha continuato a prendersela con il servizio meteo della Protezione Civile, arrivando addirittura a definire i suoi funzionari dei “passacarte”, e Gabrielli che, senza temere in alcun modo la commissione d’inchiesta, lo ha accusato di errori palesi nella pianificazione di Roma e di mistificare la realtà pur di proteggere se stesso e dissimulare le proprie responsabilità. “Alle 20 di sabato sera - ha detto Gabrielli - Alemanno cercava la lama spazzaneve e a mezzanotte il sale”.
Così, se fino a due giorni fa si erano presi a palate di neve, ormai tra sindaco e il Pdl da una parte e Protezione civile e governo dall’altra è proprio bufera.
“C’è un sindaco pronto a distruggere il lavoro e la credibilità di un intero sistema di Protezione civile – ha tuonato Gabrielli - È incredibile”. Ed è in effetti incredibile quanto accaduto da giovedì sera in poi. Alemanno, l’ingegnere ambientale, il primo cittadino alpinista, che viene da subito informato di quanta neve cadrà – 35 millimetri d’acqua pari ad almeno 35 a terra - consigliato dallo stesso Gabrielli di richiedere mezzi e risorse in più da altre parti d’Italia ma che invece risponde che lui il piano anti-neve ce l’ha già e che non gli serve nulla. E dopo il dramma dell’arroganza, le comiche della disperazione. Tre telefonate in cui un Alemanno ormai in tilt chiede, proprio a Franco Gabrielli, prima mezzi spazzaneve che la Protezione civile in proprio non ha mai avuto, poi 50 tonnellate di sale quando ormai nevica già da ore e infine l’esercito, che al limite potrebbe inviargli solo il prefetto. Nel frattempo i romani rimanevano ostaggio della neve e del loro sindaco, sentendosi pure prima accusare di non aver messo le catene e di aver mollato le auto in mezzo alla strada.
Ma sconfessato anche dal governo e bacchettato dal Ministro dell’Interno Anna Maria Cancellieri per l’assenza di taxi e i mezzi pubblici sprovvisti di catene, Alemanno non si è risparmiato di insinuare che anche lei sia stata “informata male”.
- Lunedì 6 Febbraio 2012
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Commenti
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Il 6 Febbraio 2012 alle 13:14 Maltempo: a Roma restano ghiaccio e polemiche | Editori Online ha scritto:
[...] the rest here: Maltempo: a Roma restano ghiaccio e polemiche Posted in Stampa Tagged claudia-daconto, franco-gabrielli, gabrielli, gianni-alemanno, [...]
Il 7 Febbraio 2012 alle 14:10 angelo41 ha scritto:
Cheppalle co’ sto freddo. D’estate c’è il tormentone del caldo, d’inverno quello del freddo. Non se ne può più.
Semplicemente Schettino deve aver avuto un attacco da fregna.
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