Alcune precisazioni sul “caso Lusi”

il senatore Lusi (a sinistra) in una conferenza stampa (Credits: Marco Merlini / LaPresse)

il senatore Lusi (a sinistra) in una conferenza stampa (Credits: Marco Merlini / LaPresse)

Nel nostro post dedicato all’arresto del Senatore Luigi Lusi (leggi qui) e pubblicato il 31 Gennaio scrivevamo…

“…Dedicato alla dottoressa Gianna Petricone, di professione chiropratica, nonchè moglie italo-canadese del senatore, è per esempio l’emendamento alla Finanziaria 2008, comma 355 dell’articolo 2, con cui l’affettuoso consorte otteneva che il Servizio sanitario nazionale spalancasse le porte alla figura del «dottore in chiropratica». «Il senatore Lusi si è prodigato strenuamente offrendo il suo instancabile supporto» lo lodava pubblicamente John G. Williams, il presidente dell’Associazione italiana dei chiropratici in questione, che da ben 33 anni inseguivano vanamente il risultato…”

A questo proposito abbiamo ricevuto e pubblichiamo una replica dell’Associazione Italiana Chiropratici….

Devo precisare: la chiropratica non è stata riconosciuta dal senatore Lusi, ma dal Parlamento, 25 anni dopo che l’allora ministro della Sanità, Renato Altissimo, aveva inviato la commissione Aniasi negli Stati Uniti. Il ministro Altissimo ha redatto la circolare n. 79 del 21 dicembre 1982, chiedendo la creazione di un corso di laurea in chiropratica al più presto. Da allora, ci sono state otto proposte di legge; finalmente, il 21 dicembre 2007 il Parlamento italiano ha riconosciuto la professione. Il chiropratico affronta un corso
universitario di 5 mila ore, e sarebbe meschino pensare che i nostri parlamentari abbiano riconosciuto la chiropratica per il bene della moglie di un senatore.     John Gordon Williams, presidente Associazione italiana chiropratici

Risponde Laura Maragnani:

Preistoria. Prima Repubblica, Amintore Fanfani a Palazzo Chigi per la quinta volta, Renato Altissimo (PLI) ministro alla Sanità, affiancato dai sottosegretari Francesco Quattrone (DC) e Mario Raffaelli (PSI): è qui che  nasce  la famosa circolare 79 del 1982 che raccomanda al Parlamento di far presto.

Presto? Come no. Fanfani è morto. Aldo Aniasi è scomparso senza vedere i risultati del lavoro della sua commissione. Le 8 proposte di legge sul riconoscimento della chiropratica - disciplina peraltro nobilissima - si sono estinte senza mai arrivare nemmeno alla vigilia di una discussione in aula.

Poi è arrivato il senatore Lusi, membro della potente Commissione Bilancio del Senato, nonchè marito della dottoressa Giovanna Petricone. E zac, ecco il miracolo: la chiropratica ha messo la freccia uscendo improvvisamente da un letargo parlamentare di 25 anni. E’ bastato un piccolo emendamento presentato da Lusi alla Finanziaria 2008, (anzi, nemmeno un intero emendamento: un semplice comma di poche righe) e senza lunghezze parlamentari, senza esami in commissione, senza modifiche antipatiche, senza nemmeno la necessità di una vera e propria legge istitutiva, la signora Lusi, e con lei il dottor Williams e i chiropratici italiani, hanno avuto il loro “regalo di Natale”. Qualcuno si è pure stupito dell’improvvisa celerità (leggi qui).

La legalizzazione della professione, promossa e cercata dai chiropratici fin dalla fondazione dell’associazione italiana chiropratici nel 1974, è arrivata, forse anche un po’ a sorpresa, con l’inserimento di un emendamento all’interno della legge finanziaria 2008.
Tale emendamento ( articolo 2, comma 355) legge testualmente:

“È istituito presso il Ministero della Salute, senza oneri per la finanza pubblica, un registro dei dottori in chiropratica. L’iscrizione al suddetto registro è consentita a coloro che sono in possesso di diploma di laurea magistrale in chiropratica o titolo equivalente. Il laureato in chiropratica ha il titolo di dottore in chiropratica ed esercita le sue mansioni liberamente come professionista sanitario di grado primario nel campo del diritto alla salute, ai sensi della normativa vigente. Il chiropratico può essere inserito o  convenzionato nelle o con le strutture del Servizio sanitario nazionale nei modi e nelle forme previsti dall’ordinamento. Il regolamento di attuazione del presente comma è emanato, entro sei mesi dalla data di entrata in vigore della presente legge, ai sensi
dell’articolo 17, comma 3, della legge 23 agosto 1988, n. 400, dal Ministro della salute.”

Commenti

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Il 12 Febbraio 2012 alle 23:19 mariabertani ha scritto:

Lusi potrebbe essere anche un personaggio molto discutibile ma uno le leggi mica se le può fare da solo.
Una domanda sorge spontanea: se la legge che riconosce la professione chiropratica come professione sanitaria è del 2007 e dice che entro 6 mesi ‘è istituito presso il Ministero della Salute il registro dei dottori in chiropratica’ perchè questo registro, dopo 5 anni, ancora non c’è.
Considerato che per la legge il registro dei chiropratici sarebbe senza costi per la finanza pubblica il vero scippo di legalità ai cittadini lo sta facendo il ministero della salute. A me come cittadina quel registro serve, perchè lo posso consultare anche dopo che Lusi se ne sarà andato, come negli altri paesi civili. Perciò cari giornalisti indignatevi ANCHE per questa mancanza di legalità, grazie. Maria.

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