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Festeggiamenti per una vittoria al Superenalotto (Foto Gennaro Manzo/LaPresse)
Con il jackpot del Superenalotto arrivato a oltre 64 milioni di euro, alzi la mano chi non ci ha mai fatto un pensierino. Ci si mette a letto, si chiudono gli occhi e si immagina. Dicono che costruire il sogno faccia anche bene alla salute: una casa, o forse tre, una rendita come si deve, una attività tutta nuova, e poi regali, sfizi, privilegi come un oligarca russo qualsiasi. E se non sono i sei numeri, sono quelli del Lotto, del Win for life, sono i disegnini del Gratta e vinci in grado di regalarti una pensione anche a 30 anni, sono le carte del poker on line, le fragole delle slot machines in sequenza, il bingo, il black jack o la roulette giocate dal computer di casa, le scommesse sportive. Dove ti giri si gioca e dove si gioca si sogna.
Ma chi sono gli “inventori” di questi sogni? Chi sono i matematici, gli economisti, gli esperti di marketing e i creativi che con una poderosa intuizione fanno sì che il settori giochi in Italia abbia raccolto nel 2011 ben 75 miliardi di euro, qualcosa come quattro manovre del governo Monti? Le proiezioni per il 2012 prevedono un incremento del 20%, con il totale a 90 miliardi di euro. E quello delle agenzie che gestiscono il gioco è uno dei pochi settori in espansione, dove si assume e si mette il segno + ai bilanci.
Francesco Parola è oggi il responsabile della “Product & businness innovation unit” della Sisal. È lui che ha inventato il Superenalotto ed è lui che comanda una pattuglia di ragazze e ragazzi, tutti laureati, che compongono l’Innovation team: «Il gioco cambia di continuo perchè ce lo chiede il mercato. Oggi dobbiamo inventare giochi che consentano di vincere più spesso. Magari cifre meno eclatanti ma che raggiungano il maggior numero di giocatori». Questa è la filosofia che nel 2012 farà sì che alcuni giochi storici cambieranno prevedendo una più ampia soddisfazione.
Conferma Marco Caccavale, responsabile della business unit Lottery di Sisal: «Stiamo lavorando al nuovo Win for life che moltiplichera le possibilità di vincita. E soprattutto si varerà un Superenalotto europeo con estrazioni ogni venerdì in contemporanea in almeno dieci Paesi dell’Ue».
I concorrenti di Lottomatica non staranno a guardare: cambierà infatti il Lotto, il gioco più antico, che introdurrà nuove sorti, nuove combinazioni numeriche e forse più estrazioni. E poi, naturalmente, usciranno nuovi Gratta e vinci, sia a rendita che a vincita unica.
Giancarlo Perrotta, 40 anni, una laurea in Economia e commercio, è uno dello staff di inventori del Gratta e vinci di Lottomatica: «Ogni anno lanciamo dieci nuove cartoline da grattare, ma se ne studiano almeno cento. Il novanta per cento non passa all’esame prima del nostro management e poi ai focus group fatti dai giocatori. Quello famosissimo che si chiama “Turista per sempre” all’origine si doveva chiamare “Mi licenzio”. Pensavamo al vincitore, con una rendita importante che poteva finalmente andare dal proprio direttore e dirgli”Basta, me ne vado”. Poi, in tempi di crisi, di difficoltà del mercato del lavoro, ci hanno fatto notare che il messaggio “Mi licenzio” non sarebbe stato positivo. Oppure ne era passato un altro chiamato “Oro nero”, richiamava i pozzi di petrolio e più pozzi scoprivi nel deserto, più vincevi. Ma con il prezzo del barile che era schizzato a oltre 100 dollari, i giocatori che faticavano a fare il pieno, ci bocciarono l’idea».
Insomma, i creativi propongono e i giocatori dispongono. Non funzionano le parole inglesi, gli acronimi, tutto ciò che non comunica con chiarezza il messaggio. Vuoi mettere “Super miliardario” con “Eureka”?
«La parola d’ordine delle nuove invenzioni e che varrà per i prossimi cinque anni è una sola: social, social, social» dice Rosa Maria Scornalenghi, 27 anni, laurea in Scienze Politiche e più giovane componente dell’Innovation team di Sisal. «Condivisione è la chiave di tutto: cerchiamo forme e luoghi dove si possa giocare insieme. Il “Si vince tutto”, variante del Superenalotto dove viene messo in palio una volta al mese tutto il montepremi, risponde a questo criterio. Si gioca in occasione di una festa, si gioca in gruppo, si vince in gruppo».
Anche per il classico Lotto il discorso è simile. Annalisa Spanò è il responsabile marketing del Lotto ed è una delle inventrici del “10 e lotto” di Lottomatica: «Sono stati i consumatori ad indicarci la strada della lotteria istantanea. Due ragazzi che non sapevano giocare al Lotto hanno espresso una richiesta di semplicità e di immediatezza della vincita. Abbiamo lavorato su questi due cardini ed è nato il 10 e lotto».
L’altra metà della torta è quella digitale che invece include un pubblico assai diverso. Metodici, tradizionali, più anziani i giocatori da ricevitoria e tabaccheria, più giovani e tecnologici quelli da computer: «Chi gioca on line non può aspettare due o tre giorni l’estrazione per sapere se ha vinto. Deve avere il risultato subito» dice Anna Ongarato, anche lei nella squadra di Parola ma con competenza sul digital game. Anna si occupa di grafica, di animazione, di suoni, di flash e di colori, tutti elementi fondamentali nel gioco on line: «Lo sforzo che facciamo è quello di realizzare giochi da una parte facilmente accessibili e dall’altra accattivanti e stimolanti».
Un piccolo genio delle scommesse sportive on line è invece Ernesto Schiavone, 37 anni, di Bwin. Lui è uno di quelli specializzati nel live, ovvero nel cambiare le quote a partita in corso: «La cosa più difficile è essere sempre attento ai flussi delle scommesse e tarare le quote affinchè il risultato sia sempre bilanciato. Devi avere un occhio sul campo e uno sui terminali e decidere nel giro di pochi secondi. Come un squadra segna un gol devi modificare le quote». Ernesto ha una base matematica, liceo scientifico a Milano e poi un inzio di Economia. Poi ha mollato e ha lavorato per qualche anno nel mercato azionario come trader. Lì ha imparato a fare più cose contemporaneamente. «Poi, certo, devi capire di calcio. Io sono interista, ma quest’anno l’Inter campione la do a 15 mentre il Milan a 2,10».

Adam Grapes
Un altro fenomeno, per altri motivi, è Adam Grapes, 34 anni, inglese di Southampton, finito a Milano per amore e diventato un volto noto di Sky sport 24. Adam lavora a Snai, un altro colosso delle scommesse sportive e la sua faccia pacioccona e il suo modo di parlare, a metà tra Alan Friedman e l’ Alberto Sordi doppiatore di Ollio, lo hanno portato - come si dice - a “bucare” lo schermo. «Sono finito in tv per caso. C’erano i mondiali ed erano tutti in ferie così quando Sky voleva sapere le quote delle partite hanno mandato me. Tremavo e pensavo che avrei fatto mille errori di grammatica. Però funzionava. Nel giro di pochi collegamenti sono passato da 30 amici su Facebook a 5000». Adam non si inventa nulla ma ha un modo accattivante e ironico di presentare le quote Snai che entusiasma i telespettatori. Ora lo fermano per strada e gli dicono: «Scommettiamo che sei tu quello di Sky?». Adam sta al gioco e dà le quote su improbabili “novelty bet”, le scommesse divertenti legali in Inghilterra ma ancora vietate in Italia: «Monti premier alle elezioni del 2013? Lo do a 1,70. Il ritorno di Berlusconi? a 8. Il primo paese che lascia l’euro? La Grecia a 1,28 e l’Italia a 8. Mazzarri che si toglie la giacca durante una partita di Champions e la tira in faccia all’arbitro? A 1,85. Trapattoni che durante la prossima Italia-Irlanda agli Europei canta i due inni nazionali? Lo quotiamo a 16, troppo furbo il vecchio Trap».
- Venerdì 17 Febbraio 2012
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Commenti
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Il 17 Febbraio 2012 alle 19:48 Giochi & Lotterie: ecco chi sono gli inventori dei sogni | Editori Online ha scritto:
[...] the article here: Giochi & Lotterie: ecco chi sono gli inventori dei sogni Posted in Stampa Tagged gratta-e-vinci, lottery, lotto, [...]
Il 17 Febbraio 2012 alle 19:59 indigesto ha scritto:
Scherziamoci su ma diffondere il gioco è come diffondere la droga, soprattutto nei periodi di depressione economica.
Un importante politico, ricordandolo a scusante, ha detto che lo Stato biscazziere esiste fin dal 1100. Ecco, siamo rimasti lì! Allora il regnante di turno aveva bisogno di entrate. Oggi, con un parco-principi in continua crescita, vien da sé che proliferino, in maniera disgustosa, giochi “legali” e non. A danno ed inganno di illusi e bisognosi.
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