
L’articolo 18? Il 90% delle aziende nemmeno ce l’ha, ricorda Sarubbi, il più digitale dei deputati democrats, nel suo blog citando il segretario Bersani. E il contratto di inserimento di tre anni, un periodo in cui non verrebbe applicato l’articolo 18 ma con garanzie crescenti per il lavoratore, piace a quasi tutto il Pd. Eppure il partito pare essersi di nuovo spaccato proprio sulla riforma del lavoro. Anche sul web.
A finire bersagliato dalle critiche, neanche a dirlo, è di nuovo l’ex segretario Walter Veltroni, per una sua intervista rilasciata a Repubblica, in cui ha toccato due tasti delicati: quello sull’articolo 18, appunto, (non è un tabù) e il premier Monti (che non andrebbe regalato alla destra).
SINISTRI PRESAGI
E per capire che aria tiri, basta dare una sbirciatina ai cinguettii democratici, e non. Inizia le danze, infatti, l’alleato centrista Pier Ferdinando Casini: “Speriamo che alcuni sinistri non vogliano mandare #Veltroni al rogo per le sue idee sull’#Art18″. Ma dopo poche ore arriva lo schiaffo del responsabile economico del partito, Stefano Fassina: “Caro Walter ti scrivo…”. Inizia così il suo tweet che rimanda una lettera pubblicata sull’Unità.
LE BACCHETTATE
Qui oltre alle critiche (caro Walter, per valutare il tasso di riformismo del Governo Monti, dovremmo ricordare che il Decreto “Salva Italia”, oltre al brutale ed iniquo intervento sulle pensioni di anzianità, in particolare delle donne, ha introdotto maggiori imposte per circa 40 miliardi all’anno) c’è posto anche per qualche richiamo all’ordine: “La prima regola per un dirigente nazionale sarebbe quella di affermare la posizione del partito di cui è parte. La posizione del Pd sul mercato del lavoro e sull’art.18 è diversa dalla tua”. Cinguetta Walter dopo poche ore: “Allora bisogna avere il coraggio di discuterne. E civilmente. Senza dire che una opinione diversa è una opinione del nemico. Teorie pericolose”.
UN SONDAGGINO DICE CHE PER IL PD…
Mentre la classe dirigente democrats litiga, l’Unità.it pubblica un sondaggio dai risultati preoccupanti, soprattutto per i due principali partiti italiani. L’area del non voto, infatti, è salita al 44,6%, contro il 42,6% del campione che sceglierebbe un partito di centrodestra (PdL) o uno di centrosinistra (Pd).
- Lunedì 20 Febbraio 2012

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Il 20 Febbraio 2012 alle 21:30 Cinguettii e bacchettate (molto) democratiche – TREND SUL WEB | Editori Online ha scritto:
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Il 20 Febbraio 2012 alle 23:15 Notizie e Cronaca : Cinguettii e bacchettate (molto) democratiche – TREND SUL WEB ha scritto:
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