I ministri guadagnano poco (almeno rispetto a parlamentari e manager pubblici)

Il giuramento del governo Monti (Credits: La Presse)

Il giuramento del governo Monti (Credits: La Presse)

Carlo Puca

Ora che c’è un integerrimo esecutivo tecnico (quello di Mario Monti).
Ora che sono stati pubblicati i redditi della squadra di governo montiana (ed era ora, finalmente).
Ora che sappiamo quanto guadagna uno che fa il ministro delle Repubblica italiana (circa 200 mila euro l’anno).
Ora che c’è tutto questo, dunque, si può forse dire una cosa in libertà senza il rischio di essere fraintesi, cioè di passare per difensori della Casta (giammai!). E cioè, la seguente: la suddetta cifra è troppo bassa.
È vero infatti che la politica è, o dovrebbe essere, anzitutto un servizio civile. E chapeau a quelli che (pochissimi) lo praticano per davvero. Ma da sempre diffido dei santi e degli eroi (dei navigatori, poi, considerata la Concordia, non ne parliamo).
Andando sul concreto, per esempio, non si capisce perché un semplice parlamentare debba incassare “appena” 35 mila euro in meno del titolare di un dicastero. Gli onorevoli, ma anche molti consiglieri regionali, viaggiano infatti sui 14 mila euro al mese, più o meno 165 mila euro l’anno. Vogliamo però considerare le responsabilità, davvero infinite, di un ministro rispetto a quelle di un parlamentare nazionale o regionale?
Ancora. Lasciamo perdere lo star system (attori, cantanti, conduttori, calciatori, veline, velone, eccetera), che si muove su altri binari e in altri contesti teoricamente produttivi. E lasciamo perdere persino i manager delle aziende private. Però almeno  i boiardi di Stato, quelli che guidano le grandi aziende pubbliche, con i ministri si possono raffrontare. Ecco, i dati relativi al 2011 fanno impressione.
Sentenziano che Fulvio Conti (Enel), ha guadagnato intorno ai 5 milioni di euro, Pier Francesco Guarguaglini (Finmeccanica) ai 4,7, Paolo Scaroni (Eni) ai 4,4, e poi giù fino a Mauro Moretti (Ferrovie dello Stato), fermo a 650 mila euro l’anno.
Soldi talvolta meritati, altre no, ma comunque sudati (si fa per dire) come o meno di un ministro. Ovvero dell’amministratore delegato del bene più prezioso che ci sia: la democrazia. E scusate se è poco.

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Il 21 Febbraio 2012 alle 16:51 I ministri guadagnano poco (almeno rispetto a parlamentari e manager pubblici) | Editori Online ha scritto:

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