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- Un commento
“Manca solo la tassa sull’aria”: è un classico della conversazione da bar; ma mai come oggi ci si sta avvicinando. Decine di esercenti cagliaritani si sono infatti visti recapitare cartelle esattoriali che richiedeveno il pagamento della tassa sull’ombra: proprio l’ombra intesa in senso fisico! Per l’esattezza quella proiettata dall’insegna del negozio sul marciapiede: 80 euro l’anno per un balzello che ha fatto sbarrare gli occhi ai commercianti sardi.
Il realtà questa imposta è stata istituita per decreto nel 1997, ma sono pochissimi i comuni che la applicano proprio per la difficoltà nel quantificare e monetizzare “l’ingobro” dell’ombra della propria insegna sul suolo pubblico.
“Tra un po’ ci chiederanno una tassa sull’ombra che proiettiamo al suolo quando aspettiamo che si faccia verde il semaforo” sbotta qualcuno; “voglio la detrazione per i giorni di cattivo tempo” incalza un altro e il malcontento è talmente diffuso che in consiglio comunale si stanno verificando le istanze possibili da attuare per abrogare il fastidioso dazio; non tanto e non solo per la cifra economica (80 euro non sono un capitale anche se in tempo di crisi comunque non aiutano) ma proprio per l’assurda natura della richiesta; anche perchè le cartelle esattoriali non si riferiscono solo all’anno in corso, ma pretendono il pagamento della tassa dal 2010 ad oggi; del resto la “tassa sull’ombra” non è l’unico balzello “strano” in vigore in Italia.
Qualche tempo fa Confesercenti aveva stilato una lista delle imposte più assurde: ecco le dieci più particolari:
Tassa sui gradini: la devono pagare tutti coloro che sono proprietari di case con gradini che finiscono su una strada pubblica
Tassa sui ballatoi: va pagata dai condomini che abbiano ballatoi che si affacciano sulla strada pubblica
Tassa sui funghi: è un’imposta di bollo sui permessi per raccogliere funghi
Tassa sul tricolore: bisogna pagare i diritti anche per esporre la bandiera italiana; è una tassa sulla pubblicità
Tassa sui cani: è in vigore in alcuni enti locali; va pagata su ogni singolo animale che si possiede e varia da taglia a taglia
Tassa sulle paludi: nata nel 1904 da un regio decreto prevedeva il pagamento di un contributo per la bonifica delle paludi che diventavano terre coltivabili. Quando però negli anni 60 gran parte delle terre furono abbandonate e sulle ex paludi furono costruite città, i proprietari che andavano ad abitare le case cominciarono a ricevere cartelle esattoriali con una strana tassa: il contributo di bonifica, che pagano molti milioni di italiani. Sono sorte da allora molte liti giudiziarie, e due sentenze della Corte di Cassazione (n.8957/96 e 8960/96) hanno stabilito che la tassa è dovuta soltanto nel caso in cui le opere di bonifica abbiano determinato un effettivo incremento di valore dell’immobile.
Tassa sulle suppliche: sono soggetti ad imposta le istanze, petizioni, ricorsi, e relative memorie diretti agli uffici dell’amministrazione dello Stato tendenti ad ottenere l’emanazione di un provvedimento.
Tassa sulla disoccupazione: si tratta della nota tassa per la partecipazione nei concorsi pubblici. Da un decennio si riscontra sempre più spesso nei bandi di concorsi pubblici la “tassa di concorso”, che in mancanza di pagamento ed esibizione di avvenuto pagamento, diventa condizione di esclusione dalla procedura concorsuale.
Tassa sui lumini: si tratta del cosiddetto business dell’elettroilluminazione votiva. Il costo effettivo dell’illuminazione di un lumino, trattandosi di una lampadina in bassa tensione, anche considerando la sua sostituzione periodica, è inferiore ad un euro all’anno. Eppure le società che gestiscono il servizio grazie ad appalti spesso ventennali, incassano mediamente 15 euro all’anno (16,58 a Milano, 24,24 euro per la Acea di Roma).
Tassa sulle botole: si chiama “canone non ricognitorio” ed è un’imposta patrimoniale dei comuni che colpisce pozzetti, botole, tombini, griglie e qualsiasi altro manufatto posto sul suolo pubblico.
- Mercoledì 22 Febbraio 2012

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Commenti
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Il 23 Febbraio 2012 alle 11:33 cini ha scritto:
A quando la tassa sul sesso?.
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