E per entrare alla Festa della Lega ora ci vuole il “pass”

Il questionario da compilare per accedere alla Festa della Lega di Vigonza

Il questionario da compilare per accedere alla Festa della Lega di Vigonza

di Paola Sacchi

Altro che incontri di popolo sul pratone di Pontida. O comizi e cene con il Senatùr fino alle ore piccole, per la delizia dei militanti. Nella Lega, il partito o movimento che dir si voglia, che ha fatto sempre della «base» il suo mito, ormai «si entra ai convegni con il pass». Sul serio? «Sì è così», denuncia indignata a Panorama.it la deputata veneta Paola Goisis, detta la «dama d’acciaio», di stretto rito bossiano.

Goisis si gira e si rigira fremente tra le mani quell’invito che ha ricevuto per un incontro della Lega a Vigonza, vicino alla sua Padova, venerdì 24 febbraio, al teatro cittadino. Si parlerà delle «certezze della Lega nord- liga veneta». Interverrà, scritto a caratteri cubitali, Roberto Maroni.

Ma, Goisis ancora non riesce a crederci, sul retro c’è un tagliandino sotto con un questionarietto in cui si chiede al partecipante nome, cognome, professione, indirizzo e recapiti. Il tutto da consegnare compilato con tanto di firma all’ingresso. Roba dal far balzare sulla sedia la deputata veneta, leghista di lungo corso. Dopo la tregua armatissima raggiunta in seguito alla sotistuzione di Marco Reguzzoni con Giampaolo Dozzo come capogruppo alla Camera, nella Lega il fuoco ricomincia ora a divampare sotto la cenere in vista degli imminenti congressi.

Il volantino della Festa della Lega di Vigonza

Il volantino della Festa della Lega di Vigonza

Denuncia Goisis: «Da quando è nato il Carroccio tutte le iniziative sono state sempre aperte . Ora con l’avvento della cosiddetta “Lega di Maroni”, come “i barbari sognanti” ormai definiscono apertamente il movimento (così la chiama testualmente Maurizio Conte assessore veneto nell’invito che ci ha mandato per Vigonza) si potrà entrare solo con il pass alle manifestazioni?».

Certo, i maroniani a loro volta potrebbero ribattere che il «cerchio magico» ha tenuto finora «il Capo» troppo lontano dai militanti, leit motiv delle loro accuse. Ma «il pass» è davvero una novità. La guerra della Lega ormai è tale che la «Thatcher» del Veneto, come la chiama il governatore Luca Zaia, avverte: «Non vorrei che questi pass servissero per raccogliere nomi per organizzare le truppe cammellate ai congressi». Anzi, «le truppe maronate».

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