“La Rai chiede il canone (e la mora) agli aquilani che non hanno pagato dopo il terremoto”

Un'immagine del capoluogo abruzzese pochi giorni dopo il terremoto (ANSA/ROCCO SCHIAZZA /DC)

Un'immagine del capoluogo abruzzese pochi giorni dopo il sisma (ANSA/ROCCO SCHIAZZA /DC)

Non bastava il tentativo, rientrato dopo le proteste, di far pagare il canone Rai a imprese e professionisti che possiedono un pc collegato a internet. Viale Mazzini avrebbe chiesto soldi anche agli aquilani che dopo il terremoto hanno smesso di pagare. E avrebbe preteso pure la mora. Lo denuncia Bruna Marcantonio, cittadina del capoluogo abruzzese, a Panorama.it.

“Dopo il sisma del 6 aprile 2009 – racconta – in città non sono arrivate bollette di nessun tipo per diversi mesi. Abbiamo ripreso a riceverle dal 2011 e abbiamo pagato il dovuto a tutti, dalla Telecom all’Enel. L’unica che non si è fatta più sentire è la Rai, per cui tutti abbiamo pensato che il canone per il periodo 2009-10 non andasse pagato”.

Nel 2011 la coinquilina della signora, l’iraniana Leila Karami Nogurani, decide di trasferirsi nel Lazio. È lei la titolare della tv di casa Marcantonio, quindi chiede la disdetta del canone: il 14 maggio 2011 paga 56 euro, a saldo del primo semestre 2011, e ritiene chiusa la pratica. Invece il 16 febbraio di quest’anno – pochi giorni fa – la Rai la contatta, imponendole di pagare 167 euro di canone e 27 “per sanzioni amministrative e interessi di mora”.

La signora Karami chiama il call center RispondeRai per avere chiarimenti. I 56 euro che ha versato, le dicono, coprono il primo semestre 2010: restano da pagare il secondo semestre di quell’anno e il primo del 2011, più la mora. La donna fa presente all’operatore che agli aquilani non sono arrivati i bollettini per il pagamento del canone 2010. Risposta: erano i cittadini a dover chiedere l’esenzione, e chi non l’ha fatto va considerato moroso.

“Come aquilana mi sento umiliata dal comportamento della Rai – dice la signora Marcantonio. – Come si può pretendere che chi vive una città distrutta, e magari ha subito la perdita di amici o familiari, pensi all’esenzione dal canone? La parola moroso mi offende profondamente. Se ci avessero detto di pagare, l’avremmo fatto. Invece non si sono fatti più sentire”.

Nelle prossime settimane si capirà se la vicenda è isolata, o se invece riguarda tutta la cittadinanza. Se la signora ha ragione, la Rai potrebbe far partire una pioggia di richieste di pagamento. E da individuale la protesta potrebbe diventare collettiva.

Commenti

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Il 23 Febbraio 2012 alle 15:21 gamont ha scritto:

PERCHE’ CANONE?
Tutti i giornali,come anche la rai e le altre emittenti chiamano questo furto bello e buono ancora “Canone”
Non è TASSA DI POSSESSO?
Tutti questi soldi NON dovrebbero andare alla Rai,ma al massimo,suddividerle per TUTTE le emittenti radio-televisive.Per il semplice motivo che la Rai fà anche piu’ pubblicità delle emittenti private,con la differenza che queste emittenti,con la pubblicità ci debbono vivere,ma la Rai invece no,che prende anche troppi soldi nostri.
Oppure,questi soldi del “Canone” (leggi: Tassa di possesso) sdoperarli non per darli alla Rai,ma usarli per il miglioramento del Paese,per le infrastrutture. Invece di tagliare i fondi per la Sanità,per la Scuola ed ingrassare questa Rai,adoperarli per altri scopi.
E smettiamola una buona volta di chiamarlo Canone. Un gran Signore è stato Sarkozy,che ha vietato alla Televisione Pubblica di emanare pubblicità dalle venti in poi.
Che si aspetta in Italia di fare una cosa del genere? Vabene che tanti politici nella Rai ci hanno le mani in pasta, e questa è una vergogna tutta italiana. Smettiamola una buona volta: Rai senza pubblicità e pagamento della Tassa di Possesso,oppure Rai con la pubblicità ed eliminiamola questa gabella o adoperarne il ricavato per scopi piu’ sociali.

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