
Obama ieri al concerto Blues alla Casa Bianca (Credits: AP Photo/Pablo Martinez Monsivais)

Già la Casa Bianca è tutt’altra cosa rispetto a Palazzo Chigi. Meno storia, meno arte, ma molto più verde (a Palazzo Chigi, solo l’albero di Natale), viali coi nastri ruvidi per fare jogging, verande e giardini fioriti, un’aria di casa vissuta. La classica “sweet home”. Dolce casa.
Ma adesso c’è anche la musica, la grande musica, la musica nera, il blues, che la rende ancora più brillante, più allegra. Ci voleva un presidente come Barack Obama, un giovane sorridente nero elegante ma sportivo affiancato a una consorte in vestiti di buon colore vivo, che afferra il microfono e intona due strofe di “Sweet home Chicago”, disinvolto, perfino intonato, e punta l’indice verso il palco dove stanno B. B. King, Mik Jagger e una doppia fila di autentiche star dell’Olimpo canoro a intonare una canzone dopo l’altra, da “Let the good times roll” a “Miss you”, muovendo le dita come ragni frettolosi su strumenti scintillanti del jazz e blues che riflettono i giganteschi lampadari del salone delle feste alla White House. Obama è perfettamente a suo agio, sfila dinoccolato e partecipa ai canti. Sarà campagna elettorale. Ma viva la vita! Tiene la scena. Partecipa. Ride.
Poi ci siamo noi. C’è Palazzo Chigi con le sue feste. La notte di Natale, per esempio, con il nostro presidente del Consiglio, Mario Monti, che in una nota ufficiale (non quindi attraverso le riprese rimandate dalla televisione come nella serata di musica nera) ci racconta l’edificante cenone natalizio con la moglie ai fornelli che poi serve di persona a tavola, in vassoi col timbrino di governo, un menu di cotechino e lenticchie per una decina di familiari. E tutti a nanna venti minuti dopo la mezzanotte.
Oppure altre brillanti apparizioni festaiole giovanili come quella, pure riferita dalle agenzie di stampa, di Monti come sempre alla messa domenicale che dopo, sul sagrato, s’intrattiene coi bambini firmando autografi (immaginiamo sui volantini della parrocchia).
Rigori del governo tecnico e di questo lungo inverno malinconico di neve che fiocca e soffoca per sempre l’eco di altre canzonette che sembrano appartenere a un’epoca remota: Berlusconi in Sardegna con la bandana che intona una canzone napoletana insieme al cantante preferito, Apicella. Oppure, in occasioni più istituzionali seppur conviviali, ancora il Cavaliere che si esibisce in antiche melodiose e struggenti canzoni francesi del repertorio che fu. Oggi neppure questo.
Monti col microfono che intona “Volare”, accompagnato da un coro della Cancellieri con la Fornero e la Severino, sarebbe quasi più triste di Monti seduto al banco di governo alla Camera con i suoi ministri e ministre che spiegano i tagli al welfare e l’aumento delle tasse. E comunque non riusciamo a immaginare una comparsata del premier neppure allo Zecchino d’Oro. Più facile immaginare scene da cilicio con sottofondo di canti gregoriani. Strettamente private.
- Mercoledì 22 Febbraio 2012
Elezioni amministrative: lo speciale
LEGA: LE DIMISSIONI DI UMBERTO BOSSI
Viaggio tra le gang sudamericane in Italia, le pandillas
La pirateria online è un furto? 








Costa Concordia: gli approfondimenti, le immagini





LA CASTA - Privilegi (veri o presunti) di politici, lobby e categorie






Mostri della porta accanto
Le grandi inchieste sul sesso di Panorama


Avetrana: video, articoli e foto esclusive 







Commenti
Puoi lasciare un commento, oppure fare trackback dal tuo sito.
Il 22 Febbraio 2012 alle 14:32 Obama ed il Blues alla Casa Bianca; Monti ed i canti gregoriani a Palazzo Chigi | Editori Online ha scritto:
[...] the original post: Obama ed il Blues alla Casa Bianca; Monti ed i canti gregoriani a Palazzo Chigi Posted in Stampa Tagged blues, chicago, headlines, house, mario-monti, notiziahome, obama, [...]
Devi aver fatto log-in per inserire un commento.