- Tags: collisione, Giovanni Padre, Ischia, Jolly Grigio
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La nave mercantile Jolly Grigio (Credits: Ansa)
“Uomo di merda! Tu sii ‘na latrina… uomo di merda!” .Gli insulti via radio dei pescatori che assistono impotenti all’affondamento del peschereccio Giovanni Padre davanti alle coste di Ischia, riecheggiano nella plancia comando del cargo Jolly Grigio. E vengono registrate in modo indelebile sulla scatola nera della nave portacontainers della Linea Messina.
Sono rivolti al comandante del cargo Jolly che solo dopo aver capito che i pescherecci presenti in zona, erano stati i testimoni della collisione e che avevano avvisato la Capitaneria di porto di Ischia e Napoli, annuncia di tornare indietro. Queste parole, “tornare indietro”, scatenano le ire dei marinai che ripetono più volte “ommo di merda” “latrina”, in dialetto napoletano, mentre comunicano contemporaneamente su un altro canale radio Vhf tutti i dettagli della collisione alla Capitaneria di porto: “E’ stato il Jolly! Linea Messina! Non l’abbiamo visto più il Giovanni Padre… è affondato!”
Ma l’aspetto più sconcertante è che dopo aver preso in pieno la fiancata a dritta del peschereccio Giovanni Padre con il bulbo e averlo fatto calare a picco con due dei tre occupanti in meno di 120 secondi, il cargo Jolly Grigio non si ferma. Come mostra la registrazione Vdr, Voyage Data Recorder (la scatola nera) che Panorama.it pubblica in esclusiva, continua la navigazione come se nulla fosse accaduto per oltre un miglio a velocità sostenuta: 13 nodi.
Quella mattina del 11 agosto 2011 la visibilità è ottima: non c’è nebbia, il mare è calmo e la navigazione è facilitata dalla luminosità della mattina inoltrata. Al momento della collisione, infatti, il Vdr segna le ore 08.43 e 50 secondi.
E allora che cos’è successo in plancia? Com’è stato possibile che non si siano accorti che davanti a loro c’era un’imbarcazione che pescando a strascico avrebbe dovuto avere la precedenza secondo le “leggi” del mare? Il Giovanni Padre, come da normativa, aveva le segnalazioni (due coni rovesciati sulla plancia) ben visibili anche a distanza.
La scatola nera mostra che l’ufficiale che si trova al comando aveva impostato il radar a 12 miglia, “un gesto che denota molta sicurezza- commenta il pm di Napoli, Giovanni Corona - perché sotto costa solitamente è opportuno impostarlo a 3 o al massimo 6 miglia. E in particolare d’estate e nelle vicinanze di un’isola trafficata come quella di Ischia da numerose barche da diporto ”. Ce lo confermano anche gli ufficiali della Capitaneria.
Ma il terzo ufficiale in plancia evidentemente si sente sicuro e non lo fa. Due minuti prima della collisione alle 8.42 ad una distanza di soli 550 metri , il timoniere si accorge che davanti a loro c’è il Giovanni Padre e tenta di richiamare l’attenzione dell’ufficiale.
Quest’ultimo non si scompone e neppure si allarma; gli impartisce di spostare il timone 10 gradi a dritta ma non di rallentare la velocità del cargo. Sempre 13 nodi. Considerando, però, le dimensioni del Jolly Grigio compiere in così poco tempo una manovra del genere è pressoché impossibile.
Ormai manca solo un minuto e mezzo alla collisione. Poi l’urto. Per sentire attraverso la scatola nera i motori del Jolly Grigio rallentare e vedere dal display l’inversione di marcia, occorrerà aspettare quasi 10 minuti. Dieci interminabili minuti nei quali, forse, era possibile poter salvare i due pescatori morti e affondati assieme al relitto. O almeno tentare di farlo.
E il comandante dov’era? A fare colazione. Sale in plancia solo alle 8.47 minuti e 25 secondi e dopo due minuti esclama: “porca puttana porca”, battendo i pugni da qualche parte sulla plancia. Ma dopo aver capito che cosa era appena avvenuto, prende il comando della nave e compie un gesto gravissimo: non lancia l’allarme. Il suo ufficiale affonda il peschereccio e prosegue la rotta, lui non contatta le Autorità.
Sono stati i marittimi che stavano pescando a strascico a poca distanza dallo sfortunato Giovanni Padre a dare l’allarme, gli stessi che iniziano ad insultarlo proprio perché sta fuggendo; sono sempre stati loro a vedere che il cargo stava puntando dritto al peschereccio senza rallentare e poi a non vedere più il Giovanni Padre, una volta che la sagoma del Jolly aveva lasciato l’orizzonte; sono sempre stati loro che hanno assistito all’allontanarsi della nave portacontaniners senza prestare aiuto.
Ma proprio dopo che i pescatori vicini hanno avvisato la Capitaneria di porto del grave gesto della nave cargo, nella plancia di comando del Jolly Grigio, qualcuno pronuncia un inquietante “vabbuò dai…“. Un’espressione quest’ultima che è diventata tristemente famosa per essere stata pronunciata anche da un altro comandante, Franscesco Schettino, dopo il naufragio della Concordia.
Dopo l’urto la nave cargo Jolly solca il mare diretta a Marsiglia quasi come un ”fantasma” sperando di farla franca.
Le sequenze delle conversazioni sull’apparato radio VHF tra il comandante e i pescherecci vicini è raccapricciante. Le accuse e gli insulti che vengono rivolti al comandante del Jolly Grigio testimoniano la rabbia e la paura di coloro che stavano assistendo alla “fuga” di chi aveva commesso un delitto così grave.
Ma se non ci fossero stati i pescherecci a chiamare la Capitaneria e a testimoniare che una nave della linea Messina aveva affondato un’altra imbarcazione, questa collisione sarebbe mai stata denunciata? Oppure questi due cadaveri, padre e figlio ad oggi ancora insieme al relitto e alle reti ad una profondità di 450 metri, sarebbero stati inghiottiti dal mare senza un perché e senza un colpevole? Che cosa avrebbe potuto pensare, a casa, la giovane moglie e l’altro figlio diciassettenne della loro inspiegabile scomparsa? ( Prima parte)
- Venerdì 24 Febbraio 2012

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Commenti
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Il 24 Febbraio 2012 alle 17:16 marcopagliarino ha scritto:
ho lavorato sui yolly e credefetrmi sono veramente alti e la notte primo c’e sempre uno o piu’marinai di guardia e talvolta questi pescherecci escono no hanno luci di segnala zione e poi se io fossi nel pescherreccio in questione avendola vista ne sarei ststo a distanza di sicurezza e come iciclisti che a tutti icosti passano senza nessuna misura di sicurezza non puoi pretendere che tutti ti vedano ed in mare ci sono regole che valgono sia per navi diporto e pesca unica cosa una bella investigazione poi si sapra non tuti i comandanti sono come schiettino
Il 24 Febbraio 2012 alle 17:20 marcopagliarino ha scritto:
e se non sbaglio lo strascico dovrebbe essere illegale perche distrugge i fondali e questo ha certamente contibuito sulla abilita di manovra sul pechereccio
Il 24 Febbraio 2012 alle 18:52 Jolly Grigio: la “fuga” dopo la collisione con il peschereccio – AUDIO ESCLUSIVO | Editori Online ha scritto:
[...] the original: Jolly Grigio: la “fuga” dopo la collisione con il peschereccio – AUDIO ESCLUSIVO Posted in Stampa Tagged capitaneria, collisione, giovanni-corona, giovanni-padre, google-news, [...]
Il 24 Febbraio 2012 alle 23:12 gigipesca ha scritto:
marcopagliarino secondo me devi essere uno di quelli ke il mare nn sà nemmeno se è dolce o salato …….se rimanevi ancora sulle navi dovevi essere peggio di schettino e del jolli grigio…….elementi come voi il codice della navigazione nn sà nemmeno che esiste…informati bene sulla pesca a strascico perchè nn è mai stato illegale(ignorante)per quanto riguarda i segnali di pesca siete voi che nn li conoscete perchè di giorno abbiamo i coni e di notte abbiamo le luci di segnalazione verde e il bianco.
il codice della navigazione prevede che se stai pescando a strascico hai precedenza e che una nave nn debba passare meno di una distanza di mezzo miglio…capito ignorante
Il 24 Febbraio 2012 alle 23:45 zione ha scritto:
Un grazie di cuore; da parte del derelitto e Oltraggiato Popolo della strada, alla gentile Signora Giornalista ed anche alle Autorità che ancora si occupano di questa terribile “Tragedia” del Mare.
Ma è mai possibile che di questi tempi e su un così grave, delittuoso e Criminale fatto, ci sia ancora un evidente ed Emerito Cretino (o peggio ?) che con poche parole riesca a dire tante Scemenze ?
Il 9 Marzo 2012 alle 15:29 zione ha scritto:
Zione ( ruotologiu at libero.it ) ritene che sarebbe utile e Doveroso, che qualcuno di quei “Bravi” ragazzi, che anche da lontano si agitano tanto contro il compimento della linea del Treno ad alta Velocità in Valsusa, si interessasse pure di quello che capita da altre parti, come l’affondamento del Giovanni Padre e che rappresenta davvero un’infame Ingiustizia … Boja fauss, PICIU, urlava terribilmente l’Urs, Orso Bruno del Circolo Operaio di None, il Compagno Bruno Redoglia, sbaragliando così il Padrun e quei lesti Coniglioni della Fabbrica; ma mi sai nen, me car Sumà; ma cuma l’è. cuma l’è sta storia nèh? Ma per caso, avete paura del Moloc, o forse peggio, siete dei Crumiri nella Sacra Lotta? Domando, perché non mi sembra di avervi mai visto tanto Incazzati col Bubbone della Camorra Giudiziaria, alias GIUDICIUME che congiura contro la nostra Giustizia crinass, che avvelena il Paese e fa irreparabili e Mortiferi danni, così come invece si evince e straripa il vostro entusiastico zelo contro l’operoso Stato, che si nota perfino nei luoghi dei santi Monaci della Madonna Nera, non quella di Oropa ma quella del Partenio, il disdicevole fatto che vi agitate troppo per il Trenin, che serve per il Progresso della Nazione; specie i Gagni, farebbero bene a documentarsi in merito alle Lotte per la Civiltà; Ciau, nèh. http://urladalsilenzio.wordpre.....mment-5700
Il 27 Marzo 2012 alle 19:39 zione ha scritto:
Grazie a Dio che sui “Giornali del Cavaliere” c’è sempre chi si adopera seriamente e coscienziosamente, per cercare almeno di stimolare chi di Dovere, affinché in queste gravi Tragedie non vada a finire tutto nel dimenticatoio delle “perenni indagini”, con ulteriore sofferenza per le Famiglie delle Vittime e per la Verità.
Certo che nella scellerata vicenda del Jolly grigio, considerando che l’Armatore si era detto pronto ad attivarsi comunque per il recupero del relitto del peschereccio Giovanni Padre, dove serviva solo la misera cifra di 500.000 Euro ed in cui sono ancora rinchiusi i corpi del marinaio ventenne e di suo padre (della sventurata Famiglia Guida, di Ercolano) si fosse valutato la sempre possibile riemersione di parte dello scafo in legno dovuta al distacco per corrosione dalla struttura metallica sulla quale è assiemata e tenendo presente che quel posto di mare è percorso da ogni specie di navi (anche con migliaia di passeggeri …), ciò avrebbe dovuto suggerire il più rapido intervento possibile, ai fini della PUBBLICA INCOLUMITA’.
Il 11 Aprile 2012 alle 13:31 Costa Concordia, Jolly Grigio, Msc Eleni: 3 collisioni, 3 comandanti napoletani - Cronaca | Allnewz.it ha scritto:
[...] Jolly Grigio: la “fuga” dopo la collisione con il peschereccio – AUDIO ESCLUSIVO [...]
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