
Un vero e proprio boom, subito dopo l’aggressione al premier Berlusconi. Un’esplosione di commenti e citazioni su Twitter, su Friendfeed e sugli altri social network. Un’onda anomala di gruppi su Facebook (che come spesso accade, in occasione di fatti di grossa rilevanza, registra in tempo reale gli umori della Rete) sia contro che (purtroppo) a favore dell’aggressore.
È bastata l’assurdo gesto di un 42enne psicolabile (come ammette il padre), quel Massimo Tartaglia per anni in cura per problemi mentali che domenica - in chiusura del comizio che Berlusconi ha tenuto in Piazza Duomo - lo ha colpito in volto con una statuina souvenir, per scatenare sul web una ridda di reazioni. Continua

Non gli ci voleva proprio, al presidente della Camera, questo contrattempo: un microfono rimasto acceso lo scorso 6 novembre, durante la giornata conclusiva del Premio Borsellino, ed ecco un fiume di parole mentre chiacchiera - amichevolmente - col procuratore capo di Pescara Nicola Trifuoggi. Continua

Il ministro Gianfranco Rotondi
Italiani mangioni e fannulloni, sempre a perder tempo a ingozzarsi. Avrà pensato questo, il ministro Gianfranco Rotondi, quando davanti alle domande di Klaus Davi ha lanciato i suoi strali contro la pausa pranzo: “Una ritualità che blocca tutta l’Italia“? Continua

“Si chiude una porta e si apre un portone”, dicono i saggi.
Saggezza popolare che nel caso del piddino Piero Marrazzo sembra calzare a pennello: per l’ormai ex Governatore del Lazio si sono chiuse le porte della politica, dopo lo “scandalo trans” che lo ha travolto nelle scorse settimane? Poco male: ci sono sempre i portoni di Viale Mazzini pronti ad aprirsi per lui. Continua

Il neo segretario del Pd, Pierluigi Bersani in una fabbrica di Prato
Si stava meglio quando si stava peggio? Con la vittoria di Pier Luigi Bersani alle primarie del Pd, si apre un nuovo capitolo per l’ex creatura veltroniana, dopo la breve parentesi di (semi)continuità offerta da Dario Franceschini. Continua

“La gatta frettolosa fa i gattini ciechi”, dice un vecchio adagio. E forse dalle parti di Repubblica e del Corriere avrebbero dovuto dar maggiore retta alla saggezza degli antichi, prima di gridare alla censura per il gruppo d’odio contro il premier nato su Facebook, “Uccidiamo Berlusconi”. Continua

“Pazienza, a sinistra sono così: se non trasformano tutto in buffonate non son contenti”. Potrebbe bastare questa frase del blogger Daw per commentare il bailamme seguito in Rete alle polemicucce sul “caso Mesiano” e alle provocazioni di Franceschini che sul suo Twitter - come raccontato qui- invitava tutti a mettersi delle calze turchesi “come il giudice Mesiano, colpevole solo di fare il giudice”.
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Checco Zalone durante un concerto
Niente libertà di stampa, si lamentavano. Al punto da scendere in piazza per protestare contro questo Governo e questo Berlusconi che controlla le tv, non risponde alle domande, tarpa le ali ai giornali e ai media tutti. Continua