
Da sinistra Rita Borsellino, Davide Faraone, Antonella Monastra e Fabrizio Ferrandelli, i quattro candidati alle primarie del centrosinistra. ANSA/ MIKE PALAZZOTTO
In attesa della campagna elettorale, a Palermo tra i fronti dell’antimafia in servizio permanente ed effettivo c’è aria da duello rusticano. Il campo di battaglia in cui è divampata la contesa sono state le primarie, celebrate il 4 marzo per decidere il candidato sindaco del cen- trosinistra alle amministrative di primavera. Vincitore è il trentunenne Fabrizio Ferrandelli: ex Italia dei valori diventato alfiere dell’ala dei democratici che fa capo al senatore Giuseppe Lumia, paladino della lotta ai boss e garante dell’alleanza alla Regione Siciliana del Pd con il governatore terzopolista Raffaele Lombardo, indagato per voto di scambio. Ferrandelli prevale di misura sulla candidata del partito: l’europarlamentare Rita Borsellino. Incassata la vittoria, Lumia giubila: «Oggi ha vinto l’antimafia». Segue spaesamento generale. Vuole dire che la sorella di Paolo, eroe della guerra ai clan, non è abbastanza antimafia? Il senatore delucida: «Sì, certo, ma è un’antimafia da anni Novanta, che non riusciva a coniugare legalità e sviluppo». Continua

Il Presidente del Congilio Regionale Lombardo, Davide Boni (Credits: ANSA / PAOLO SALMOIRAGO)

Dopo una settimana di silenzio, martedì 13 marzo il leghista Davide Boni, presidente del Consiglio regionale della Lombardia, riferirà in aula. Sarebbe lui l’epicentro di un’inchiesta della Procura di Milano sulla corruzione a Cassano D’Adda. Mazzette in cambio di favori edilizi ai tempi in cui Boni, 49 anni, era assessore regionale al ramo. Il leghista martedì spiegherà. E poi l’inchiesta farà il suo corso. Continua

I tre operai di Melfi che il giudice di secondo grado ha stabilito dover essere reintegrati in Fiat

La notizia del reintegro dei tre operai della Fiat di Melfi sembra passata in cavalleria. Considerata quasi una circoscritta questione tra la Fiom, il sindacato della Cgil cui i tre appartengono, e lo stabilimento lucano. In breve: accusati di avere sabotato la produzione durante uno sciopero nell’estate 2010, i tre vengono prima condannati in primo grado dal Tribunale di Melfi il 14 luglio 2011 e poi reintegrati in appello il 22 febbraio 2012. La dura battaglia in Cassazione che adesso si profila potrebbe diventare emblema di contrapposti interessi, pronti a deflagrare e sinteticamente riassumibili così: in fabbrica contano di più i datori di lavoro o i sindacati? Continua

Il sindaco di Genova Marta Vincenzi vota alle primarie (Ansa)

“Super Marta” non riesce a farsene una ragione. Due giorni dopo la sua sonante sconfitta alle primarie del centrosinistra, il sindaco uscente di Genova continua a strepitare. Oggi ha esternato anche su Radio 24, avventurandosi in un impegnativo paragone con Barack Obama: “Il presidente degli Stati Uniti dopo quattro anni non fa le primarie!” ha spiegato al conduttore. “Pensi un po’ se a Obama avessero fatto fare le primarie contro la Clinton? Come ne sarebbe uscito? Io ci ho sempre pensato a Obama in questi anni…”.
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I magistrati brianzoli, attingendo dal vocabolario commerciale, li chiamano «versamenti fuori stagione». Cioè lontani dalle tornate elettorali. Ventidue bonifici, giustificati con le causali più varie, finiti sul conto corrente di Faremetropoli, l’associazione culturale di Filippo Penati. Continua

Il giovane viceministro al Lavoro l’ha presa male. Sul suo blog Michel Martone risponde puntuto alle insinuazioni giornalistiche che fotografano una carriera accademica a velocità ultrasonica: dottorando a 23 anni, ricercatore a 26, associato a 27, ordinario a 29. Mezza Italia l’ha criticato per avere dato degli «sfigati» a quelli che a 28 anni bazzicano ancora in facoltà e ha gridato: tu quoque, figlio del potente ex avvocato generale della Cassazione, Antonio. Insomma, dietro occhialini e capigliatura gramsciani si nasconderebbe il più raccomandato tra i raccomandati. Lui nega recisamente. Continua

Il Sottosegretario al Lavoro, Michel Martone (Credits: Ansa)

Il giovane viceministro al Lavoro l’ha presa male. Sul suo blog Michel Martone risponde puntuto alle insinuazioni giornalistiche che fotografano una carriera accademica dalla velocità ultrasonica: dottorando a 23 anni, ricercatore a 26, associato a 27, ordinario a 29.
Mezza Italia l’ha criticato per avere dato degli «sfigati» a quelli che a 28 anni bazzicano ancora in facoltà: tu quoque, figlio del potente ex avvocato generale della Cassazione, Antonio. Insomma, dietro occhialini e capigliatura gramsciani si nasconderebbe il più raccomandato tra i raccomandati. Lui nega decisamente. Continua


I capintesta dei «forconi» si ritrovano in un’area di servizio alle porte di Catania, assediata dalle erbacce e da una chilometrica fila di sgangherate auto rimaste a secco. Tre pingui uomini sulla sessantina, con gli occhi pesti e i vestiti stazzonati, discutono animatamente. Il più piccolo vuole andare a Palermo a parlare con gli onorevoli. Il più massiccio suggerisce una manifestazione con gli studenti. Il più vecchio ammette di non sapere più che fare. Al terzetto si avvicina un ragazzone con i capelli impomatati e un bidone di plastica in mano: «Andate avanti, vi prego». Accorre una signora di mezza età, pure lei in coda per qualche euro di gasolio: «Posso andare a piedi pure tutta la vita, ma voi non dovete mollare». Un arcigno quarantenne abbassa il finestrino: «A casa li dobbiamo mandare questi politici» si sgola. Continua