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La foto in copertina su Napoli (Credits: Kathryn Cook /The New York Times)
Non e’ vero che non all’estero e negli Stati Uniti non si parli di noi. Non e’ affatto vero. Capita infatti, persino il 1^ maggio che il prestigiosissmo
New York Times dedichi spazio in prima pagina all’Italia, e in particolare a Napoli. Per la recente Coppa America? No. Per l’ottima pizza? No. Per la vista sul Golfo? Neppure. Purtroppo a leggere l’articolo, non c’e’ scampo.
Napoli risulta la capitale europea della falsificazione. Nel capoluogo campano, infatti, viene stampata
oltre la meta’ delle 550/800.000 banconote contraffatte che riproducono l’Euro e che ogni anno le banche del Vecchio Continente ritirano dalla circolazione.
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Bustine di coacina (Credits: LaPresse)
La crisi non risparmia nessuno, neppure un settore come quello degli stupefacenti. Se è vero che i grandi trafficanti non risentono della congiuntura economica, i piccoli “acquirenti” e consumatori invece si. Ecco allora che nascono nuove forme di “approviggionamento”, come i “gruppi di acquisto”, sul modello dei Gas che si occupano di acquisti solidali. In questo caso di solidale c’è solo l’unione dei tossicodipendenti che cercano di unire le forze per comprare la droga a prezzi piu’ bassi. Ecco allora anche cocaina, ecstasy o eroina diventano “low cost”. Continua

Gli amici del libro, l’associazione del bridge, il circolo della vela, ma anche l’onlus che si dedica a favorire la comunicazione fra le persone, accanto alle associazioni che invece si dedicano alla racolta di fondi a favore della ricerca medica nei campi piu’ disparati. Che cosa hanno in comune? Tutte ricevono soldi dalle donazioni del 5 per mille. In periodo di dichiarazione dei redditi, fioccano le richieste delle associazioni o enti, appunto, che chiedono di devolvere il 5 per mille dell’Irpef e la legge prevede che lo si possa fare, indirizzando le somme a soggetti senza scopo di lucro. Ma nella lista degli oltre 40.000 destinatari dei fondi finisce anche chi non avrebbe diritto. Continua

Credits LaPresse
Fare il pieno di carburante di questi tempi è diventato un vero salasso, con i continui aumenti degli ultimi giorni. Ecco allora che il viaggio alla ricerca degli sconti che riguardano i motori inizia proprio dai distributori. Se in autostrada un aiuto può arrivare dai pannelli che si trovano lungo il percorso e che mostrano i prezzi delle diverse compagnie che si trovano nelle aree di servizio, in città la ricerca può diventare più difficile.
Per spendere di meno è bene iniziare con l’individuare le “pompe bianche” vicino a casa: sono dei veri e propri distributori low cost, indipendenti dalle grandi compagnie petrolifere mondiali, senza insegne, che non sottostanno ai listini della casa madre e possono dunque applicare prezzi ridotti, non gravati da costi di marketing o pubblicità. Secondo alcuni calcoli recenti permettono di risparmiare dai 6 agli 8 centesimi al litro, con un costo complessivo di almeno 4 euro in meno per ogni pieno.
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Credits LaPresse
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© Roberto Monaldo / LaPresse
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© Photo-4 / LaPresse
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©Elio Villa/Lapresse
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Credits Eleonora Lorusso
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©beateworks/lapresse
Lo dice uno studio di Banca Intesa presentato ieri. Gli italiani hanno ridotto i consumi e spendono ormai come 30 anni fa (1981). Ecco la seconda puntata della nostra inchiesta con alcuni consigli pratici per risparmiare.
Spegnere gli interruttori, chiudere i rubinetti dell’acqua, ma anche scelgiere il gestore che offre le tariffe di luce e gas più vantaggiose sono alcuni degli accorgimenti che, in tempi di crisi, possono non solo far bene al Pianeta, ma anche alle nostre tasche. E visto che siamo in inverno, iniziamo il nostro viaggio nel “risparmio domestico” dal riscaldamento che, secondo le associazioni dei consumatori, rappresenta il 79% della spesa energetica complessiva di casa. Continua

LaPresse/AP
Lui, Cesare o Don Cesare se preferite, ci tiene a definirla una “amica”, ma per tutti è la sua fidanzata. Anzi era, perchè Cesare Dontati ha deciso di tornare a fare il prete a tempo pieno. Niente più convivenza con una donna, Flavia, di 10 anni più giovane di lui e madre di un figlio avuto dall’ex marito; e niente più bar dove servire caffè, cappuccini e brioche insieme alla socia in affari, ovvero la stessa Flavia.
“Ho preso una sbandata - ammette a Panorama.it Don Cesare - ma adesso ho capito di aver sbagliato e tornerò a tutti gli effetti nella Chiesa”. Ci risponde dal bar “Smile”, aperto in società insieme a Flavia ad Albenga, in provincia di Savona, nel quartiere residenziale della Valletta, il sacerdote, mentre in sottofondo si sente il vociare dei clienti. “Certo tutto dipenderà dal vescovo, che però mi ha già detto che mi accoglierà. Non ho fatto un errore, non ho ammazzato nessuno, ho solo avuto un innamoramento, da uomo” spiega ancora il parrocco, che nei mesi scorsi, mentre durante la settimana lavorava al bar e alla sera tornava a casa da Flavia, alla domenica non ha mai smesso di dir messa sia nella chiesa di Cenesi di Cisano sul Neva che in quella della frazione Vercersio. Continua

Partita la battaglia legale per i risarcimenti (Credits: LaPresse)
1 milione e mezzo di euro per ciascuna vittima dell’incidente alla Costa Concordia, ma anche tempi brevissimi e nuove regole per la navigazione. Un’impresa non da poco per John Arthur Eaves, ma non impossibile, perchè lui, l’avvocato americano che rappresenterà 70 tra parenti delle vittime e passeggeri della nave ormai semi inabissata all’isola del Giglio, non è nuovo a cause del genere. Fu lui che in occasione della tragedia del Cermis nel 1998 “portò a casa” 4 miliardi di lire per ciascuno di coloro che persero la vita, quando un aereo americano tranciò i cavi della finivia in Friuli.
Ma le legislazione marittima in Europa e in Italia è differente da quella statunitense, ecco perchè il legale sarà affiancato, a livello tecnico, da Enzo Fogliani, docente universitario di Diritto della Navigazione dei Trasporti, che spiega: “Lo studio del collega americano si basa sul fatto che la Carnival, che è la casa madre di Costa, essendo il maggior produttore di crociere al mondo avrebbe dovuto rendersi conto che la sua associata non offriva un servizio all’altezza delle aspettative”.
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Partita la battaglia legale per i risarcimenti (Credits: LaPresse)
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Al vie le operazioni di estrazione del carburante dai serbatoi (Credits: LaPresse)
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Uno dei palombari poco dopo l’immersione sul relitto della Concordia (Credits: AP Photo/Pier Paolo Cito)
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Proseguono i lavori sulla nave all’Isola del Giglio (Credits: AP Photo/Pier Paolo Cito)
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L’avvocato John Arthur Eaves Jr (Credits: AP Photo/Domenico Stinellis)
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