Archivio per autore: » elisa canetti

Maturità 2007, il count down è cominciato. Ci si prepara sul web

Ripasso pre-esame di maturitÃ
Ci (ri)siamo: il 20 giugno altri 497.296 ragazzi italiani passeranno una notte insonne, avranno il mal di stomaco, si voteranno ad almeno un santo e si legheranno alla vita la cartucciera dei temi svolti. Cioè, affronteranno l’esame di Stato. Niente di nuovo da decenni. Se non il fatto che la preparazione non avviene più davanti a un tavolo ma davanti a uno schermo.
È ad Internet, infatti, che il 22,3 per cento degli studenti italiani si affida totalmente per allenarsi in vista dell’esame di maturità. E a ragione, perché sono tanti e efficienti gli strumenti che offre la rete.

A cominciare da quei “geni del crimine scolastico” che rispondono all’indirizzo www.studenti.it : hanno messo in moto un funzionamento che permette di sapere come si comporterà un determinato commissionario alla prova orale. Il meccanismo è semplice: il ministero dell’Istruzione ha messo online i nomi dei 118 mila esaminatori (si possono ricercare per nome o per istituto qui). E su studenti.it i ragazzi si scambiano informazioni sui professori in commissione. Da “Strilla, ma poi non ti dà mai la sufficienza” a “È fissata con la grammatica. Ti uccide se sbagli una coordinata”. Insomma, studente avvisato…
C’è poi Secchioni.net che offre un servizio di traduzioni (“momentaneamente sospeso per malattia del prof che curava la sezione”) e ricerche complete su tutti gli argomenti tipici della maturità, dal Le nuove droghe a Cosa ne pensa Talete di Aristotele.
Utile anche dare un’occhiata a Studentville: offre una guida antistress per affrontare al meglio l’esame di maturita. Skuola.net , invece, promette notizie e indiscrezioni “aggiornate e fresche… per non essere mai colti di sorpresa” e Maturando.net tiene aggiornati gli iscritti sulle previsioni dei temi di maturità con una newsletter.
Infine, Picubo.com: mette online tutte le prime prove della maturità degli ultimi dieci anni e tutte le seconde prove di matematica degli ultimi vent’anni. Un vero e proprio archivio.
Tutti siti da tenere d’occhio nelle nottate insonni che precederanno il grande giorno.

Maturità 2007: c’è chi copia, chi prega e… chi se ne frega

L'esame di Stato, che fatica!
Il Corriere dell’università e del lavoro ha scattato un’istantanea della maturità 2007. Ecco i risultati: anche quest’anno i ragazzi si apprestano a studiare ogni metodo possibile per riuscire a sbirciare sui fogli altrui in caso di difficoltà. Su 323 intervistati, quasi il 40 per cento, infatti, dichiara che proverà a copiare. Solo il 28 per cento cercherà di affrontare le difficoltà da solo e pochi si dichiarano disposti a chiedere aiuto ai professori (il 15,8 per cento).

I bigliettini resistono in cima alla classifica dei metodi per copiare. Un 15 per cento, invece, tenterà la sfida del telefonino nascosto (assolutamente vietato) e solo uno su dieci rischierà addirittura con i computer palmari.
Per quanto riguarda la preparazione, invece, il 41,5 per cento si affida ai consigli dei professori e il 22,3 per cento a Internet.
Infine, solo il 9 per cento si dice “tranquillo”. E, a differenza del passato, quasi nessuno si affiderà a riti scaramantici (solo l’11,5 per cento avrà addosso un portafortuna). Ma il 23,5 per cento ha dichiarato che pregherà.

Alitalia: valigie perse e ore d’attesa. Volete sapere di chi è la colpa? Leggete qui


Il piede che tamburella nervoso sul granito della “Sala attesa bagagli” non sa cosa si nasconde dietro le quinte del nastro trasportatore. La testa, al massimo, dopo mezz’ora di snervante attesa, immagina scenari apocalittici di valigie aperte e beni personali trafugati. Come da cicliche cronache aeroportuali.
Ebbene, dietro le tende plastificate del serpentone nero c’è solo un esercito di precari. Lavoratori stagionali aeroportuali, con contratti da due a 12 mesi, poco motivati, pagati 500 euro al mese, costretti a sostenere i costi di selezione e sottoposti a un corso che, a sentir loro, più che formarli li terrorizza. Loro, in questo caso, sono i ragazzi appena usciti da uno dei 27 corsi annuali (15 persone alla volta) di formazione per O.u.a.: l’acronimo di Operatore unico aeroportuale e la sostanza di scaricatore di (aero)porto. In pratica, la persona addetta al carico, scarico e smistamento di bagagli e alla pulizia di bordo.
Mario (il nome è di fantasia) è uno di loro: sta per essere assunto a tempo determinato ad Alitalia Airport, una consociata della maggiore compagnia aerea italiana, e ad assumere il suo piccolo ruolo di responsabilità nel delicato meccanismo aeroportuale. “A fronte di un corso di soli 13 giorni, ci viene chiesto un lavoro di alta specializzazione” racconta. “Il corretto smistamento delle valigie e la conta, infatti, non è cosa facile e tutto deve svolgersi in qualsiasi condizione climatica e sotto la pressione dovuta ai minimi scarti di tempo tra l’arrivo e la partenza di un aeromobile, a volte solo dieci minuti”.
Un lavoro che, in teoria, se non viene svolto con precisione, potrebbe comportare molti disagi: “Se durante l’operazione di carico o scarico, nell’avvicinamento del nastro all’aereo, per esempio, avvenisse anche un minimo contatto, cosa non inverosimile visti i carichi di lavoro e le tempistiche troppo ridotte, l’aereo dovrà essere sottoposto a verifica” continua Mario. “Ciò, spesso, causa i ritardi”.
Per non parlare dello smistamento dei bagagli: “Al corso ci viene detto che se un bagaglio sottoposto a dogana salta il controllo per un errore, allo stagionale sarà imputato il reato penale di importazione illegale e omesso controllo doganale” continua Mario. Insomma, la condizione stagionale, e quindi temporanea, di questi lavoratori (il 30 per cento della forza lavoro impiegata da Alitalia Airport) non è certo una garanzia di sicurezza.
Non la pensa così la compagnia aerea: “Questo lavoro è uno dei più semplici tra le mansioni esistenti in aeroporto” spiega Riccardo Raimondi, amministratore delegato di Az Airport. “Naturalmente è richiesta attenzione nel suo svolgimento, secondo i canoni della normale diligenza. Comunque, il personale, stagionale o no, può essere soggetto al massimo alle sanzioni disciplinari previste dal contratto di lavoro”. E dello stesso avviso è il rappresentante sindacale degli Oua Alitalia, Luigi Fiore (Fit-Cisl): “Beh, parliamoci chiaro: mica è un lavoro per il quale ci vuole la laurea…”.
Chi sta davanti al nastro trasportatore, continui ad avere pazienza: chi non sa se il mese successivo lavorerà ancora, non può avere dalla sua esperienza e specializzazione.

LEGGI ANCHE: Vita da Oua

Vita da Oua, ovvero operatore aeroportuale di Alitalia Airport

Carico e scarico su un aereo Alitalia
Mario, l’O.u.a. (Operatore unico aeroportuale, il nome è di fantasia) di Alitalia Airport, racconta di aver dovuto sostenere delle spese mediche presso un centro a Ostia, Marylab. “È un deterrente contro i numerosi casi di rinunce durante l’iter selettivo” spiega Riccardo Raimondi, amministratore delegato di Az Airport. “Marylab è un centro convenzionato, ma gli esami e la documentazione possono essere prodotti da qualsiasi struttura privata o pubblica”. Il problema però, evidenzia Mario, è che il termine per il quale si richiedono questi esami non consentono di essere effettuati presso una struttura pubblica dove, per esempio, il disoccupato è esentato. “Così, ogni aspirante corsista deve intanto tirare fuori 189 euro”.
Un altro terreno di scontro è sul limite di bagagli che ogni Oua può movimentare in un giorno. “Non c’è un limite scritto” sostiene Mario. “Esistono però regole ben precise per trattare i bagagli pesanti, allo scopo di prevenire infortuni” ribatte Raimondi “Il lavoro è inoltre organizzato secondo standard di equa distribuzione dei carichi”.
Ma interviene a questo punto il dramma psicologico di ogni precario: “Ma se uno come me, temporaneo, si fa male alla colonna vertebrale e non è più abile a ricoprire questa mansione, chi lo riassume? È vero che i turni previsti sono solo di quattro ore con due giorni di riposo. Ma è chiaro che tutti lavorano di più: certo, non è obbligatorio, ma la pressione psicologica? L’azienda si guarderà bene dal riconfermare il contratto del lavoratore che non si presta a questo sacrificio. Su espressa dichiarazione dei Ros (Responsabili operazione sottobordo) ci sono persone che lavorano 10 ore al giorno, con un solo giorno di riposo mensile. E tutto questo per lavorare al massimo 6 mesi”.
“C’è però chi ha contratti di 12 mesi”, spiega Luigi Fiore, rappresentante Fit-Cisl di Alitalia. “E accumulandone un certo numero alla fine si viene stabilizzati”. Bisogna solo avere pazienza. Più o meno ogni anno, l’Azienda procede, infatti, alla stabilizzazione con contratto a tempo. Nel 2006, nonostante la situazione di crisi aziendale, sono state assunte circa 60 persone.

Spifferi dal Transatlantico
Ingiustizia, di Maurizio Tortorella
Uno contro tutti, di Carlo Puca
Io la penso così, di Giovanni Fasanella
Gattopardi,
Il voltagabbana, di Paolo Guzzanti
CLAUDIA DA CONTO
Politicamente (S)corretta, di Annalisa Chirico
Giuseppe Cruciani
FacebookTwitter
NewsletterFeed rss
Mobile & AppsServizi SMS
Il video del direttore, di Giorgio Mulè
L'arcitaliano, di Giuliano Ferrara
Cane sciolto, di Vittorio Feltri
L'editoriale, di Giorgio Mulè
L'europeo, di Sergio Romano
Fatti & credenze, di Luca Ricolfi
Fuori Porta, di Bruno Vespa
 
 
 
 
assicurazione.it Risparmia fino a 500€
mutui.it Risparmia fino a 15.000€
prestiti.it Risparmia fino a 2.000€
 

  • Panorama Unplugged
  • Bruce Springsteen
  • Meteo
  • Calendari
  • Panorama su iPad
  • Cerca casa
  • Le nostre newsletter
  • Abbonati
  • Le uscite al cinema
  • Scopri il nuovo Panorama
  • Abbonati subito a Panorama!
  • Immobiliare.it
    Case  |  Uffici  |  Case Vacanza

    Provincia
    Tipologia



  • Applicazioni Mondadori
  • R101