
Il presidente della Repubblica mantiene un profilo istituzionale seguendo i dettami della Carta
Una manovra da approvare a palazzo Madama entro giovedì alle 14.00 e a Montecitorio entro venerdì o al massimo sabato mattina. L’invito bipartisan a fare presto di Giorgio Napolitano, il vero regista del riavvicinamento tra maggioranza e opposizione, sembra aver ottenuto un primo risultato: l’armistizio tra destra e sinistra dopo anni di muro contro muro. In nome, questa volta, della salvaguardia dei traballanti conti pubblici italiani.
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Il presidente del Consiglio Silvio Berlusconi con il Ministro delle Finanze Giulio Tremonti, ritratti durante i lavori nell'aula della Camera, il 21 giugno 2011 (ANSA/GIUSEPPE LAMI)
Pressato dagli alleati, stretto in una tenaglia tra l’«imbarazzo» della Lega Nord, il gelo di Giulio Tremonti e l’altolà preventivo del Quirinale, Silvio Berlusconi ha dovuto ritirare la cosiddetta norma salva contenuta nella manovra. Non prima di averla difesa pubblicamente, presentandola come una norma «giusta e doverosa in tempo di crisi economica» divenuta, a questo punto, sconveniente sul piano politico. Secondo Francesco Verderami del Corsera sarebbe andato in scena, attorno a questa norma, un capitolo dello scontro sottotraccia tra Berlusconi e il ministro dell’Economia sul futuro della premiership: chi ha inserito quel tetto dei 20 milioni di euro - sospettono i fedelissimi berlusconiani - che l’ha resa una evidente norma «ad aziendam»? Sospetti, veleni, accuse incrociate e l’impressione di un governo dove ognuno gioca la propria partita e tutti gli attori sono, o si devono sentire, «sotto schiaffo». Continua

L'architetto Stefano Boeri, recordman di preferenze del Partito democratico
Intendiamoci. Stefano Boeri, neo-assessore alla Cultura di Milano con delega all’Expo, non ha tutti i torti quando sostiene che la valutazione del prezzo dei terreni su cui dovrebbe sorgere Expo 2015 potrebbe essere stata sovrastimata dall’Agenzia del territorio. Tanto più ora, che i referendum cittadini hanno espresso la volontà dei milanesi di veder trasformata quell’area di Rho-Pero in un grande giardino botanico permanente destinato a durare negli anni ben oltre la fine di Expo 2015. Continua

Il presidente del Consiglio, Silvio Berlusconi, durante il suo intervento al comizio elettorale per le amministrative a Milano con il candidato sindaco Letizia Moratti (S), questo pomeriggio 07 maggio 2011 presso il Palasharp di Milano.
Milano, Torino, Napoli, Bologna. Quattro sfide chiave, per decidere le sorti, non solo dei sindaci e dei consigli comunali chiamati ad aministrarli, ma anche del governo nazionale. In totale, 1344 Comuni chiamati al voto, di cui 11 capoluoghi, 147 con più di 15 mila abitanti, 11 province. Le amministrative del 15-16 maggio hanno acquisito, soprattutto dopo l’endorsement del presidente del Consiglio a favore di Letizia Moratti una forte valenza politica nazionale. Soprattutto a Milano, città simbolo del berlusconismo, culla del leghismo e modello amministrativo di successo cui guardano centinaia di dirigenti del PdL nazionale. Mentre donna Letizia punta a vincere al primo turno, il suo sfidante Giuliano Pisapia, avvocato ed ex parlamentare indipendente di Rifondazione, ha un obiettivo, semplice: arrivare al ballottaggio (29-30 maggio), per strappare al centrodestra, dopo vent’anni, la capitale economica d’Italia. Continua

Il volontario italiano Vittorio Arrigoni in un'immagine presa dal suo profilo facebook
In tre anni era diventato un cittadino onorario di Gaza, rispettato dalla popolazione che assisteva facendo da scudo umano contro le bombe israeliane, dai contadini al confine, dai pescatori che si avventuravano oltre le tre miglia dalla costa dove scatta il blocco. A Gaza ha trovato la morte, ucciso da un gruppo ultraradicale della galassia salafita in competizione con Hamas per il controllo della Striscia: Vittorio Arrigoni, “Vik” per gli amici, aveva 36 anni, era un giornalista free lance e un attivista lombardo dell’International Solidarity Movement, una Ong di ultra sinistra in lotta contro l’occupazione. Continua

L'arrivo del presidente del Consiglio, Silvio Berlusconi, a Lampedusa accolto dal presidente della regione Sicilia, Raffaele Lombardo
Anche questa volta, con la sua visita in una Lampedusa sotto assedio e ormai in rivolta a causa delle ondate di immigrati provenienti dalla Tunisia, Silvio Berlusconi ha sfoderato il meglio del suo repertorio politico e comunicativo. Il fiuto dell’uomo di frontiera che, proprio nelle situazioni di emergenza, riesce a dare il meglio di sé, dicendo quello che i cittadini dell’isola vogliono sentirsi dire.
Presentato alla gente dal governatore della Sicilia, Raffaele Lombardo, e dal sindaco Bernardino De Rubeis, raccolti attorno al municipio, il premier ha inanellato una serie di promesse che hanno entusiasmato la folla radunata sotto al palco. La prima: «In 48-60 ore Lampedusa sarà abitata solo dai Lampedusani». Anzi, il premier, ha detto, è diventato lampedusano, avendo comprato qui, online, una villa. E ancora sugli immigrati: «Proveremo a riportarli in Tunisia». Poi via al piano pulizia: «Stamattina sono arrivati 140 uomini delle forze armate, ed è scattato un piano di pulizia per l’isola, che verrà riportata a condizioni normali». Ma non si ferma qui, il premier, che non dice nemmeno di no, come richiesto dai lampedusani, alla costruzione di una nuova scuola nell’isola.
Blandisce i pescatori lampedusani: «Siamo in trattativa con l’Eni, in modo da ottenere per i pescatori di Lampedusa un prezzo piu’ basso, e magari il primo viaggio a costo zero». Promette uin grande piano per trasformare in un’isola verde questa isola siciliana. «Ho visto la vostra isola e ho deciso che ci sarà un piano verde per rimboscarla».Garanrisce un regime a statuto speciale per fare di Lampedusa un gioiello turistico ed economico. «Lampedusa diventerà anche una zona franca delle tasse». Infine, l’ultimo impegno: «Abbiamo deciso di candidare Lampedusa al Nobel della Pace». Gli applausi - non poteva essere altrimenti - lo hanno sommerso, interrompendo ogni passaggio del suo discorso.
MORTE A LARGO DI LAMPEDUSA: 11 MIGRANTI MORTI
È finito in tragedia l’attraversamento del Canale di Sicilia da parte di un gommone con a bordo ghanesi e nigeriani. Il gommone è affondato e undici migranti, fra i quali un bambino, sono annegati. Gli altri sei sono stati salvati. L”imbarcazione era partita cinque giorni fa dalle coste libiche ma, per cause ancora da chiarire, durante la navigazione è affondata. I sopravvissuti sono stati salvati da un peschereccio egiziano. Continua

Giuliano Pisapia e Letizia Moratti: i sondaggi rivelano una quasi assoluta parità
Primo flash. Un’altra tegola cade su Giuliano Pisapia, il candidato sindaco per il centrosinistra a Milano. Il Fatto - il quotidiano diretto da Antonio Padellaro - ha svelato che Cinzia Sasso, la sua compagna, avrebbe disdetto il contratto d’affitto col Pio Albergo Trivulzio lo stesso giorno in cui nelle redazioni dei giornali avevano iniziato a girare le liste bollenti del Pat. Non nel 2008, come aveva assicurato la giornalista di Repubblica in una lettera inviata ai quotidiani dopo lo scoppio dello «scandalo». «Cinzia mente» chiosa Il Giornale che alla notizia dedica l’apertura del suo sito Internet. Secondo flash. L’Espresso svela stamane che il figlio del sindaco di Milano Continua

Il premier Silvio Berlusconi (AFP PHOTO/ANDREAS SOLARO)
«Lo scioglimento delle Camere non è nei pensieri, assolutamente, del presidente Napolitano. Tra l’altro nell’ultimo colloquio che ho avuto con lui al Quirinale mi ha garantito che finchè c’è un governo che governa e una maggioranza politica che lo sostiene e che lavora non esistono motivi per sciogliere il Parlamento. La Costituzione, comunque, prevede che senza una formale crisi di governo occorre che il Presidente della Repubblica, consulti sia i Presidenti delle Camere, sia il presidente del Consiglio, cioè Silvio Berlusconi»
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