

Un momento del saluto degli alpini dell' 8/o Reggimento prima della partenza per l'Afgahanistan. ANSA/ STEFANO LANCIA
Ogni settimana Panorama dà voce ai nostri militari impegnati nelle missioni all’estero. Per non dimenticarli e per non dimenticare che sono lì anche per noi. Stavolta il caporal maggiore Serafino Blanco ci racconta come si vive a Bakwa, tra le montagne, dove si nascondono gli «insurgent». Continua


Dall’Afghanistan al Libano: i militari italiani scrivono dai fronti caldi della guerra al terrorismo e delle missioni di pace. E chiedono di non essere dimenticati. Questa settimana il caporal maggiore Elisabetta Ilaria Pinna, del 3° Reggimento Genio guastatori, racconta la sua esperienza come sminatrice in Libano. Le altre lettere e le risposte dei lettori si possono leggere sul sito www.panorama.it. Continua


Non dimentichiamoli. I militari italiani scrivono dai fronti caldi della guerra al terrorismo e delle missioni di pace. Questa settimana il maresciallo Demis Farina ricorda il tenente degli alpini Massimo Ranzani, suo ex compagno di corso, rimasto ucciso nell’attentato del 28 febbraio a Shindand, in Afghanistan, dove sono stati feriti anche quattro suoi compagni. Le altre lettere e le risposte dei lettori si possono leggere sul sito www.panorama.it. Continua


Si era sposato con Daniela alla fine dell’estate, un mese prima di partire per il fronte. «Amore, aspetta fino a marzo, il viaggio di nozze lo faremo appena torno dall’Afghanistan e ti giuro che sarà bellissimo». È tornato invece in una bara avvolta nel tricolore Luca Sanna, 33 anni, il caporal maggiore alpino della brigata Julia ucciso in un agguato da un terrorista travestito con la divisa della polizia afghana. Continua


«Prima della missione avevo fatto loro una promessa: il vostro capomacchina vi riporterà a casetta sani e salvi. Invece loro sono morti tutti e io sono vivo. La promessa non sono riuscito a mantenerla». Panorama incontra il caporalmaggiore scelto Luca Cornacchia, 31 anni, quando è ancora ricoverato nell’ospedale spagnolo a Herat. Continua


«Così potremo stare sempre insieme» ha scritto sul biglietto di addio Alberto Fogari, che la sera del 19 settembre, invece di riaccompagnare sua figlia Nicole di 3 anni dalla sua ex compagna, ha pensato di uccidere la bambina, il loro cane e anche se stesso nella campagna di Lonato, Brescia. Così potranno stare sempre insieme, perché altrimenti non c’era modo. Continua


Se la coerenza è la virtù degli imbecilli, i compagni del Pd sono molto smart. Sì, insomma, cambiano idea a seconda della loro posizione di governo o di opposizione. Cinismo, realpolitik o sindrome del voltagabbana? Avvenne per la guerra: «giusta » quella fatta da Massimo D’Alema nella ex Iugoslavia, «sbagliata» se fatta in Iraq con il premier Silvio Berlusconi, di nuovo giusta in Afghanistan sotto il governo Prodi, «inutile» la stessa guerra con l’attuale governo. E così è stato per il giudizio sulla visita di Muammar Gheddafi. Continua


Ogni aquilano sta cercando di ricostruire se stesso. Dopo la morte, dopo le tende, dopo il freddo e il caldo,
dopo le nuove case, dopo l’emergenza, il sogno è la normalità, la ricostruzione, ritrovare vie e piazze, monumenti e bar, cinema e panchine come una volta.
«Le carriole vanno bene, ma se ci dividiamo tra carriole rosse e carriole azzurre, non andiamo da nessuna parte» avverte Giustino Parisse, caporedattore del quotidiano locale Il Centro che ha perso i suoi figli sotto le macerie. Le polemiche che da sempre hanno strumentalizzato il dopo terremoto per fortuna sembrano scivolare come l’olio sull’acqua. Continua