
La campagna #salvaiciclisti, annunciata anche da Panorama.it il giorno della sua nascita in Italia, sta per arrivare al momento più importante: il 28 aprile, a Roma, è convocata la mani-bici-festazione del movimento, in contemporanea con un appuntamento analogo a Londra, città dove il quotidiano Times ha ideato Cities fot for cycling.
L’iniziativa inglese, ripresa in Italia da un gruppo di bike blogger è tutta orientata alla sicurezza per chi va in bicicletta, e per gli utenti leggeri della strada in generale: un manifesto di 8 punti con richieste precise, che vanno dall’istituzione di Zone30 (strade dove la velocità massima sia appunto 30 Km/h, simile a quella in vigore, per esempio, nella maggior parte delle metropoli americane), all’obbligo di sensori per gli autoarticolati che entrano nei centri urbani, passando per budget da destinare alla creazione o al miglioramento della rete ciclabile, anche con il contributo di sponsor privati.
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Pride di Roma 2007, gli organizzatori parlano di un milione di persone, ma non ci sono i dati ufficiali della questura. Un milione forse no, ma poco ci manca: piazza San Giovanni, dove il corteo si è concluso è strapiena.
La famiglia è stata protagonista di questa giornata: applaudito in modo commovente il furgone dell’Agedo (i genitori degli omosessuali), emozionante il trenino delle famiglie Arcobaleno (perché noi siamo capaci di fare e di crescere i figli, ha detto la loro rappresentante dal palco).
È stato un corteo pacifico e festoso, accolto da una Roma distratta, dove si è probabilmente sancita la spaccatura definitiva tra il movimento omosessuale e la politica: chi vorrà ancora questi voti in futuro se li dovrà sudare. Arcigay annuncia iniziative clamorose per i prossimi mesi (restituzione di carte d’identità e tessere elettorali, scioperi fiscali), Imma Battaglia - la storica organizzatrice del World Pride 2000 - dice che gli omosessuali sono cittadini italiani discriminati da uno Stato straniero, che è solo ospitato dall’Italia.
Una sintesi dell’intervento di Vladimir Luxuria, noi sappiamo che cos’è una famiglia, non siamo nati sotto un cavolo, la vera madrina di questa edizione del Pride:
Le prime foto su Flickr.