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L’equipaggio della Costa Concordia: “Adesso si riparte”. E i primi imbarchi già a fine febbraio.

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FRANCALACCILa Costa Concordia? Solo una brutta esperienza da dimenticare prima di riprendere a navigare. La maggior parte dell’equipaggio della Costa Concordia, ha annunciato di voler tornare a lavorare a bordo delle navi da crociera della società. Continua

La ‘ndrangheta costretta a risarcire lo Stato

Immagine porto di Gioia Tauro- Lapresse

Immagine porto di Gioia Tauro- Lapresse

FRANCALACCILa Provincia di Reggio Calabria ha vinto. E davanti alla sentenza del Tribunale di Palmi, esulta: la ‘ndrangheta di Gioia Tauro dovrà risarcirla con 9 milioni di euro. Lo ha deciso il giudice Claudio Parise dopo aver riconosciuto in sede processuale i danni subìti dall’Ente per le speculazioni delle ‘ndrine calabresi sul porto commerciale  di Gioia Tauro.

Costretti al pagamento in solido a favore dello Stato, i boss delle cosche più potenti della Calabria: Giuseppe e Gioacchino Piromalli, Girolamo Albanese, Domenico Stanganelli, Luigi Emilio Sorridente e Antonio Zito, tutti condannati nell’ambito dell’operazione “Porto” condotta dalla procura calabrese. Continua

Maltempo: poliziotto “sfida” la neve e va al lavoro con il trattore

L'agente Tozzi, nel parcheggio della Questura di Benevento

L'agente Tozzi, nel parcheggio della Questura di Benevento

FRANCALACCIIl gelo siberiano ha fermato l’Italia, ma lui no. Francesco Tozzi, 48 anni, poliziotto originario della provincia beneventana nonostante la bufera e il gelo non ha rinunciato ad andare a lavorare. “La gente ha bisogno di me“, ha detto alla moglie e malgrado il suo paese e la sua auto fossero ricoperti da oltre un metro di neve è salito a bordo del suo trattore e si è diretto  a Benevento. Ha impiegato oltre 2 ore per percorrere 50 chilometri, quelli che dividono Reino, nel Sannio, dalla sede della Questura della città campana e lo ha fatto con  temperature “polari“.  Continua

Costa Concordia: Schettino ha avuto un “attacco” della sindrome del Super Uomo?

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FRANCALACCI“La Costa Crociere è un’azienda seria che investe in sicurezza ed è attenta alla preparazione dei suoi equipaggi. Il caso Concordia è un caso straordinario da non utilizzare per giudicare un’intera società e tutto il suo apparato”. Manuel Tavilla, amministratore unico della Litav, l’Ente di Formazione Marittima Superiore e comandante di lungo corso con anni di esperienza, difende la società Costa: ” Ha un’impostazione statunitense di security ciò sta a significare un’attenzione maggiore rispetto ad altre aziende europee del settore. La Costa effettua periodicamente corsi di aggiornamento in safety e security  e ha un centro di addestramento sulla sicurezza riservato ai propri comandanti in Olanda”.

Solo poche settimane prima della tragedia del Giglio la società ha incaricato il dottor Ferrarini, di effettuare presso la Litav un ulteriore corso di specializzazione sulla security riservato ai manager delle compagnia di navigazione.

Eppure la  Costa Concordia, nave della flotta Costa,  ha finito la sua crociera adagiata sull’isola del Giglio. Continua

Libri, eBook e film: la tragedia della Costa Concordia diventa business

Francesco-Schettino-al-momento-dell'arresto Lapresse

Francesco-Schettino-al-momento-dell'arresto Lapresse

FRANCALACCIPronti, ai posti.. via. E’ partita la gara a chi adesso riuscirà a guadagnare di più sulla tragedia della Costa Concordia. Libri, ebook, film e interviste strapagate in italiano, in inglese e in decine di altre lingue,  sono già pronte (e in vendita) per raccontare tutto quello che non c’è più da dire su una tragedia inspiegabile di cui si è detto ormai tutto e di più.

Nonostante le ricerche dei dispersi siano ormai state definitivamente sospese, sono ancora molti i giornalisti che non accennano a lasciare l’isola nella speranza di riuscire a trovare uno scoop. Anzi, lo scoop degli  scoop. Che spesso niente ha a che vedere con la cronaca ma solo con la spettacolarizzazione o il business legato alla tragedia.

Dopo il naufragio e i giorni dell’emergenza, l’isola del Giglio con il suo sfondo “cinematografico” senza uguali, si è trasformata in un palcoscenico mediatico  da utilizzare per trasmissioni televisive, per il lancio di libri o di  film ambientati sulla tragedia. Continua

“Presidente Monti venga al porto di Livorno a parlarci di posto fisso”

Foto panoramica del porto Mediceo di Livorno

Foto panoramica del porto Mediceo di Livorno

FRANCALACCIDottor Monti perchè invece di andare a Bruxelles a prendere il thè non viene con noi in porto a Livorno dalle ore 19 alle 01.30? Le possiamo offrire un caffé caldo e mostrare com’è difficile guadagnarsi poco più che 50 euro con i contratti giornalieri”. E’ l’invito rivolto al Presidente del Consiglio Mario Monti da un gruppo di 30 precari del porto di Livorno che ormai da 6 anni sono costretti a sbarcare il lunario con contratti interinali di 6 ore al giorno: assunti al mattino, licenziati la sera.

“Caro dottor Monti lei si annoierà pure ad avere il posto fisso ma io sono 45 giorni che non ho un contratto perchè il porto labronico non ha bisogno del mio lavoro”. Giuliano Giuliani, 49 anni, dal 22 dicembre non ha più un contratto neppure quello giornaliero. Dal 2006 svolge il proprio lavoro su chiamata: “Pronto, sei disponibile per il primo turno?“, spiega a Panorama.it, Giuliano- rispondo “sì“. Mollo tutto e parto” Continua

Costa Concordia e Jolly Grigio: gli “inspiegabili” ritardi dei comandanti

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FRANCALACCIStop. Le ricerche dei dispersi si sono fermate. Un capitolo, quello più triste del naufragio del Costa Concordia, si è definitivamente chiuso. Diciassette giorni di ricerche negli anfratti deformati e oramai troppo contaminati della nave, hanno portato alla luce solo una parte dei corpi dei dispersi. Gli altri che mancano ancora all’appello e probabilemnte giacciono nascosti nel ventre ferroso della Costa, chissà se mai riusciranno ad essere ritrovati. Una speranza potrebbe essere legata alla rimozione della nave, adagiata sullo scoglio, allo smantellamento della carcassa oppure al mare che, con il tempo, lasci riaffiorare qualcuno dei suoi “ostaggi”.

Sicuramente ad affiorare con tante difficoltà e molto, molto lentamente è la verità legata a quella sera e alla dinamica dell’incidente. La magistratura dovrà “incollare e ripulire” le bugie del comandante e quegli inspiegabili ritardi che potrebbero inquinare la ricostruzione dei fatti. Continua

Mara Bizzotto:”Non pagate il canone Rai”. E poi i soldi finiscono anche a San Marino

E' polemica sul pagamento del Canone Rai (Credits: Marco Merlini/LaPresse)

E’ polemica sul pagamento del Canone Rai (Credits: Marco Merlini/LaPresse)

FRANCALACCI“Il canone Rai è un tributo e come tale deve essere pagato“. E’ due mesi che questa raccomandazione rimbalza tra un canale e l’altro della tv di Stato, la Rai, a tutte le ore del giorno e della notte. Un invito quasi martellante,  a pagare 112 euro per garantire un servizio pubblico efficiente e variegato, un’informazione completa e indipendente, ma che non riesce proprio a  convincere il 45 % degli italiani. Chissà perchè la metà della popolazione chiamata a versare questo tributo non riesce a “digerirlo”. E non è questione solo di quest’anno.

“La Rai, un servizio pubblico? La Rai è tutto meno che un servizio pubblico; è tutto meno che una tv di Stato ovvero una televisione di e per  tutti”. Ad opporsi al pagamento del tributo alla Rai  è l’onorevole Mara Bizzotto, europarlamentare della Lega che in una petizione spiega punto per punto quelle che sono le carenze dell’emittente di Stato e soprattutto l’inutilità  del pagamento del canone.

“Il canone Rai non solo è inutile ma persino illegale in quanto viene versato in favore di un ente che non garantisce nei fatti quello che sostiene con gli spot- prosegue Bizzotti- la Rai dovrebbe essere una televisione vista su tutto il territorio nazionale dalle comunità montane alle grandi città ma in realtà non è così. Ad esempio, dopo il passagio dal segnale digitale a quello analogico molti comuni compresi tra Vicenza e Belluno, così come nei territori di Portogruaro, la tv di Stato non si vede. Dunque come è possibile chiedere a questi cittadini di pagare per un servizio che non hanno?”

Ma la petizione che l’onorevole Mara Bizzotto ha preparato con la collaborazione del Comitato per la Libera Informazione Radiotelevisiva, è piuttosto articolata e  spiega i punti che rendono ingiusta questa tassazione.

“La Rai è lottizzata e non garantisce nessuna informazione imparziale e indipendente- tuona l’europarlamentare- e a favore di questa nostra convinzione ci sono tutte le sentenze Agicom che hanno sanzionato in passato ma anche recentemente la Rai per il suo comportamento scorretto nell’informare i cittadini”.

Altra carenza della Tv degli italiani, è la funzione educativa e sociale:”Non esiste. La Rai non garantisce nessun programma che abbia fini educativi o svolga un ruolo sociale”.

“Fino al 2009 i canali Rai erano visibili sulla piattaforma Sky ed erano seguiti da altre 4,8 milioni di telespettatori- prosegue Bizzotto- oggi con Tv Sat i cittadini sono solo 2 milioni. E questo passaggio è costato diversi miliardi di euro ma, dati alla mano, non ne ha beneficiato nessuno” .

L’onorevole Mara Bizzotto punta il dito anche su trasmissioni come Sanremo e sui personaggi televisivi stra-pagati dagli italiani: “Ma come è possibile pensare di pagare un “gettone” di presenza  milionario a Adriano  Celentano o a Gianni Morandi? E’ una vergogna. E’ possibile che i soldi degli italiani siano utilizzati per questi personaggi? E’ davvero una vergogna. Una televisione di Stato non può permettersi di pagare così i propri conduttori, deve avere un minimo di rispetto per i contribuenti”.

Ma pur sparando a zero sui programmi Rai, Mara Bizzotto, ne salva uno: Chi l’ha visto. “Questo è un programma che ha un valore sociale; questo è un programma che merita i soldi dei cittadini italiani- prosegue - peccato però che non lo vedremo mai su Rai Uno. Chissà perchè?”

Eppure i soldi del canore Rai non vanno a finire solo nelle tasche dei grandi e “antichi” uomini e donne dello spettacolo ma finisco anche nella Repubblica di  San Marino. Programmi come Forum in aula, Spazio Aperto Dossier, A domanda risponde e Primo comma sono programmi televisivi della tv di Stato sammarinese che vengono realizzati con una parte dei soldi che la Rai “gira” al piccolo Paese confinante ogni anno. Ad esempio nel 2008, la Rai ha versato 3milioni 98.741 euro, nel 2009 oltre 3 milioni. Ma a stabilire annualmente la cifra che la Rai deve “donare” alla televisione sammarinese ci pensa una convenzione tra il Dipartimento per l’informazione e l’editoria e la Presidenza del Consiglio.  Ma se la notizia può indispettire ulteriormente  chi paga regolarmente il canone, possiamo confidargli che questo tributo a San Marino viene versato puntualmente dall’11 giugno 1990.

“Non volete pagare il canore Rai? Bene, allora non pagatelo e non vi portanno “piombare” il televisore. Perchè? Secondo l’articolo 11 della Carta dei Diritti fondamentali dell’Unione Europea “bloccare” il televisore è un reato- conclude Mara  Bizzotto- impedire ad un cittadino di accedere all’informazione è illegale. Quindi a voi la scelta.”

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