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Yes WeTube: i video della campagna elettorale italiana, tra satira e spot


Negli Stati Uniti il suo effetto si è fatto sentire dall’inizio della campagna per le primarie. È ancora presto per dire anche in Italia accadrà lo stesso, ma qualcosa inizia a muoversi. Con la par condicio a farla da padrona in tv, la campagna elettorale trova una nuova zona franca in Internet: nei blog e nei siti di informazione, ma soprattutto su YouTube, il gigantesco portale di video-sharing, che in questi giorni si sta popolando di moltissimi filmati autoprodotti. Più o meno ironici e irriverenti, critici e offensivi, ma sempre con il taglio diretto e spontaneo che contraddistingue i contenuti pubblicati in rete. Contemporaneamente sono stati lanciati anche i canali ufficiali dei partiti in corsa: i più attivi e aggiornati sono DemocraticaTv, LegaNordPadania e La Tv delle Libertà, con i primi spot, discorsi e appelli al voto.
Per il momento, ad intercettare le attenzioni degli utenti sono soprattutto gli inni elettorali: Mi fido di te di Jovanotti per il Partito Democratico e Meno male che Silvio c’è per il Pdl, spesso reinterpretati e personalizzati dai rispettivi supporter.
Mi fido di te


Meno male che Silvio c’è

Le clip pro-Veltroni sono disponibili nelle più diverse versioni: One degli U2, Imagine di John Lennon. E, ovviamente, c’è chi ribalta il tutto, all’insegna del “ma-anche” veltroniano popolarizzato da Crozza.
Mi fido di te, ma anche no…

Inevitabili gli accostamenti con il “Yes, we can” di Obama che sta spopolando negli Usa nelle ultime settimane. C’è chi riprende la scena del film Frankenstein Junior in cui il Dottor Gene progetta sua nuova creatura, urlando: “Si può fare”.

E chi addirittura ricorre alla Divina Commedia
Si puote

Secondo un altro utente, invece, “non c’è più niente da fare”
Il nuovissimo inno del Partito Democratico

All’insegna del “Coraggio si può fare”, Carlo Gentile propone diverse clip in cui “Veltroni contro tutti” è accostato ai supereroi di Hollywood.

Crucio86 trova maggiori similitudini con la commedia all’italiana, con Veltroni nei panni di Alberto Sordi. Colonna sonora: “Ma ‘ndo vai se la banana non ce l’hai”
Ma ‘ndo vai???


I più cliccati restano sempre le parodie di Veltroni di Crozza e Albanese:
Crozza e Cristicchi riscrivono l’inno del Pd

Antonio Albanese: parodia del discorso di Spello

Anche l’inno del Pdl passa al setaccio degli utenti, come in questo video in cui sono messe in luce affinità e divergenze con “Certe notti” di Ligabue.
Meno male che Silvio c’è…rte notti

Altro montaggio ironico: un concerto tutto esaurito in cui Ozzy (che in giapponese vuol dire “Silvio”) Osbourne canta l’inno del Pdl

Un altro youtuber dedica un video “ai partiti delle libertà, che sono i migliori scrittori di fiabe del mondo. (…) Il loro fiabesco ottimismo è come sempre senza limiti”.
Il Pdl nel mondo delle fiabe

In tutto ciò non poteva mancare Diego Bianchi, alias Zoro, che dopo aver seguito la campagna per le primarie nel Pd, è stato inviato da “Uarter” in persona al congresso della “Destra” per “cercare il dialogo”. Ecco il risultato:

Sprechi digitali: chiude il portale Italia.it. Sette milioni di euro in fumo

La home page del sito internet che dovrebbe servire a pubblicizzare l'immagine dell'Italia

Sette milioni di euro in fumo. Una pioggia di polemiche che hanno accompagnato il progetto fin dall’esordio. E, dallo scorso weekend, la definitiva scomparsa dalla rete. Risultato: Italia.it non è riuscito a raggiungere neanche il primo anno di vita. Presentato in pompa magna lo scorso febbraio da Francesco Rutelli (insieme al contestato logo “a forma di cetriolo” e all’esilarante video “Please visit our country”), il “mostro” - come è stato subito etichettato dai blogger - non è riuscito a sopravvivere a se stesso.

Doveva essere la vetrina del Made in Italy nel mondo, il punto d’accesso privilegiato per “riportare l’Italia al posto che le spetta”. Invece, si è rivelato solo un’altra occasione persa. O, meglio, un’ordinaria storia di burocrazia e “rimpallo di non-decisioni” all’italiana. Un’esperienza travagliata ricostruita nei dettagli sia dal basso (è il caso del blog Scandalo Italiano) sia da parte del Governo (qui il documento finale in pdf della commissione d’indagine istituita dal ministro Nicolais). E su cui si è pronunciata anche dall’Avvocatura di Stato.
Di qui il dietro-front dello scorso ottobre, quando il ministro per i Beni culturali ha dichiarato: “Quel sito o cambia oppure è meglio chiuderlo”. Ovviamente, nessuno ha fatto niente, come denuncia questa lettera inviata a LaStampa.it dal caporedattore Luca Palamara proprio alla vigilia della chiusura: “Il portale è ancora online grazie anche al lavoro gratuito della redazione, anche se formalmente è stato dichiarato chiuso da un paio di mesi (ironia della sorte, nell’ultimo mese sono aumentati anche gli accessi). Ma intanto nessuno decide: classico esempio di bizantinismo politico di stampo kafkiano”.
Alla fine qualcuno, però, ha deciso. E il portale è stato definitavemente oscurato alle ore 8 dello scorso venerdì. Senza nessuna conferenza stampa o comunicato.

Solo una dichiarazione del Capo dipartimento per l’Innovazione tecnologica, Ciro Esposito, raccolta dall’Ansa: “Ci sono tutte le risorse per riprendere il lavoro” ha spiegato “bisognerà decidere con quali attori, se indire un nuovo bando di gara o no e individuare il nuovo gestore”. In effetti, dei 45 milioni di euro stanziati per il funzionamento del portale, ne restano altri 38 a disposizione. Quanto basta a generare un nuovo “mostro”? È quello che temono diversi blogger italiani. “Molto probabilmente significa buttare tutto nel cestino e ripartire da zero con enormi sprechi di denaro pubblico. Niente male” scrive TomStarDust. “Ora chi paga?” si chiedono gli autori di The Million Portal Bay.

Massimo Mantellini sintetizza il tutto con un titolo efficace: “Italia.fu”. Un altro blogger rilancia l’idea di un portale creato dal basso: “Forse è arrivato anche il momento di riprendere in mano l’iniziativa di Ritalia con tutta l’umiltà possibile, se non altro valorizzando progetti paralleli al mega portalone”.

Il VIDEO del Ministro Francesco Rutelli

Il VIDEO parodia che circola su Youtube

Spifferi dal Transatlantico
Ingiustizia, di Maurizio Tortorella
Uno contro tutti, di Carlo Puca
Gattopardi,
Il voltagabbana, di Paolo Guzzanti
CLAUDIA DA CONTO
Politicamente (S)corretta, di Annalisa Chirico
Giuseppe Cruciani
 
 
 
 
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