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Il senatore Lucio Malan, con l'ex ministro Roberto Calderoli. ALESSANDRO DI MEO ANSA-RED
«Quelle del ministro hanno solo la parvenza delle scuse, ma non sono scuse. Lui parla di frasi esrapolate dal contesto, ma vorrei sapere: qual è il contesto in cui definire una schifezza la politica del PdL e del suo segretario politico può essere considerato accettabile?» È ancora arrabbiato il senatore Lucio Malan, tra i primi firmatari con l’ex ministro della Giustizia del governo Berlusconi III Valerio Nitto Palma, della lettera dei 46 senatori pidiellini indirizzata al capogruppo Maurizio Gasparri che chiede nero su bianco una richiesta di mozione di sfiducia individuale nei confronti del ministro. Continua

Andrea Gibelli, Lega Nord, vicepresidente della regione Lombardia
Risponde con voce piana, come si trattasse di un’intervista di routine, una delle tante che ha rilasciato in questi anni in qualità di vicepresidente della Regione Lombardia. Questa volta però, per Andrea Gibelli, la questione è doppiamente spinosa. Per due ragioni: perché Davide Boni, finito nella bufera per un vorticoso giro di tangenti che, secondo la Procura di Milano, avrebbe incassato negli uffici della Regione tra il 2008 e il 2010, non è un signor nessuno della Lega Nord.
È stato Assessore lombardo all’edilizia fino al 2010 ed è attualmente il presidente del Consiglio Lombardo, una figura di garanzia (ma anche di potere) della giunta che da quasi vent’anni governa la regione più ricca d’Italia. Ma c’è un’altra ragione che rende spinosa, per il Carroccio, quest’inchiesta di corruzione e malaffare che sta facendo tremare la Regione: la Lega, come candidamente ammette al telefono lo stesso Gibelli, ha sempre fatto della sua «diversità» un marchio di fabbrica sin dai tempi di Tangentopoli. E scoprire che non è così potrebbe essere devastante per decine di migliaia di militanti cresciuti a pane, salamelle e riti delle ampolle nelle acque del Po. Gibelli ne è consapevole, non lo nasconde. Continua

La home page del nuovo sito PdL.it
«È un sito ben fatto con alcune interessanti novità rispetto alla tradizionale politica digitale del Popolo delle Libertà. C’è lo spazio azzurro che è una bacheca virtuale aperta ai commenti, ci sono i collegamenti social (gli Rss, Twitter, Facebook), c’è il canale Youtube, c’è in home page il blog di Alfano. Del resto, dietro il nuovo sito del PdL, c’è la mano di Palmieri, l’ex regista comunicativo di Berlusconi del 1993, un uomo che si conferma anche in questo caso un grande professionista».
Alberto Castelvecchi, docente di public speaking e coimunicazione efficace presso la Luiss, promuove a pieni voti PdL.it, il nuovo sito del partito guidato da Alfano. Continua

Il leader del movimento No Tav Alberto Perino
«Questo blitz è una bomba a orologeria che hanno deciso di far scoppiare adesso per dare un messaggio a tutti quelli che stanno cercando di rialzare la testa contro il governo Monti: tassisti, camionisti, pescatori. Che questa operazione di polizia fosse pronta da mesi noi valsusini, del resto, lo sapevamo già prima di natale. L’hanno fatta scattare ora, non a caso, in concomitanza con le proteste in tutta l’Italia». Alberto Perino è un fiume in piena. Le 26 ordinanze di custodia cautelare in carcere contro coloro che hanno partecipato agli scontri al cantiere No Tav del luglio scorso sono, per lo storico leader dei comitati della Val di Susa, un’operazione studiata a tavolino per colpire con il movimento No Tav tutti i movimenti di protesta. Continua

Cesare Damiano, Pd
Intervista all’On. Cesare Damiano, ex ministro del Lavoro del secondo governo Prodi
Onorevole Damiano, ha ascoltato la conferenza stampa di Monti?
Tutto, dalla prima all’ultima parola.
Che giudizio ne dà?
Nessuna sorpresa. Il discorso non poteva entrare nei dettagli. Del resto il modus operandi del presidente del Consiglio è misurato: sono i ministri a entrare nel merito dei problemi. Continua

Il senatore Lucio Malan, con l'ex ministro Roberto Calderoli. ALESSANDRO DI MEO ANSA-RED
Intervista al senatore Lucio Malan, PdL
Onorevole Malan, che voto darebbe alle prime mosse del governo Monti?
Sei meno, ma solo perché abbiamo deciso di dargli la fiducia.
Di più o di meno di quello che si aspettava?
Diciamo che, se il saldo quantitativo va bene, mi aspettavo di meglio come qualità. In fondo, il criterio che sta usando Monti è quello di colpire a destra e a manca come nella prima e nella seconda repubblica. Insomma: non c’è bisogno di tecnici per fare i tipi di intervento grossolani che hanno annunciato di fare. Continua

Il segretario della Uil Luigi Angeletti con il berretto del logo del sindacato, alla Manifestazione della UIL, UGL, CIsl a Piazza Navona contro la manovra finanziaria del governo Berlusconi il 1 settembre 2011, a Roma. ANSA
Luigi Angeletti è convinto che la discussione sull’articolo 18 sia stata mal impostata dal governo dei professori. «Stanno facendo una grande confusione. Se vogliono discutere delle norme che rendono legittimi i licenziamenti determinati da crisi aziendali, benissimo: siamo pronti a sederci attorno a un tavolo con i rappresentanti delle imprese. Facciamo un accordo all’insegna della chiarezza normativa e parliamo pure delle soluzioni per ridurre i tempi assurdi della giustizia del lavoro. Ma che cosa c’entra tutto questo con un articolo dello Statuto dei Lavoratori che protegge solo dai licenziamenti senza nessun motivo?» Continua

Domenico Nania, vicepresidente del Senato
Intervista con Domenico Nania, vicepresidente del Senato, PdL
Onorevole Nania, quanto guadagna al mese?
Non lo so esattamente, sarà sui cinque mila euro e rotti netti come indennità, ai quali aggiungere i 3 mila euro circa che percepisco come vicepresidente del Senato. Continua