Archivio per autore: » Renzo Rosati

E Bersani si prende il Pd: “Ora farò il leader, ma a modo mio”

Pier Luigi Bersani terzo segretario del Partito Democratico

Pier Luigi Bersani terzo segretario del Partito Democratico

Pier Luigi Bersani è il nuovo segretario del Partito Democratico. Le primarie “aperte a tutti” non hanno dunque ribaltato il voto tra gli iscritti, confermandone anzi sostanzialmente le percentuali: Bersani primo con oltre il 50 per cento, Dario Franceschini intorno al 35, Ignazio Marino ben oltre il 10. Continua

“Meglio il posto fisso”, la marcia di Tremonti verso il socialismo (o a qualcosa che gli assomiglia)

Il ministro dell'Economia Giulio Tremonti durante una conferenza stampa

Il ministro dell'Economia Giulio Tremonti durante una conferenza stampa

Il tabù del ritorno al posto fisso, che resisteva da quindici anni, più o meno dal crollo della prima Repubblica, è stato alla fine violato da un ministro di centrodestra. Ma contrariamente a ciò che fino a qualche tempo fa ci si poteva aspettare non è stato un esponente della destra sociale a picconarlo, insomma un ex di An, ma Giulio Tremonti, fin dall’inizio (dopo un brevissimo flirt con Mario Segni) tra i padri di Forza Italia e detentore-esecutore quasi assoluto – anche qui con breve parentesi di dimissionamento nel 2004 - della dottrina e della pratica economica e fiscale di Silvio Berlusconi. Continua

Il dopo-lodo di Berlusconi: fraintendimenti, strategie e frizioni con il Colle

Il presidente del Consiglio Silvio Berlusconi e il presidente della Repubblica, Giorgio Napolitano

Il premier Silvio Berlusconi e il presidente della Repubblica, Giorgio Napolitano

Peserà di più, per Silvio Berlusconi e il suo governo, la bocciatura del lodo Alfano, o le dure parole riservate al Quirinale? Quelle due frasi: “Il predidente della Repubblica, sapete voi da che parte sta”, e “Non mi interessa quello che ha detto il capo dello Stato, mi sento preso in giro e non mi interessa. Chiuso”? Continua

Lodo Alfano: 1, X, 2? Le tre ipotesi sul dopo-sentenza che agitano il premier

Il premier Silvio Berlusconi a Palazzo Chigi

Il premier Silvio Berlusconi a Palazzo Chigi

Se si potesse banalizzare in termini calcistici, ed il giudizio della Corte Costituzionale sul lodo Alfano venisse sintetizzato in un 1 per la bocciatura del lodo stesso, in un 2 per il suo accoglimento integrale, ed in un X per un accoglimento parziale, cioè con la richiesta al Parlamento di modifiche legislative, ebbene le puntate di palazzo Chigi si concentrano sul 2, ma soprattutto sull’X. Continua

Pd, caos sulla “gestione collegiale”. Franceschini si infuria, Rutelli saluta

Francesco Rutelli e Dario Franceschini, ex Margherita

Francesco Rutelli e Dario Franceschini, ex Margherita

Cronaca di un addio più che annunciato: Francesco Rutelli sta preparando i bagagli per uscire dal Partito democratico. I rumors si susseguivano da tempo, ed oggi l’ex leader della Margherita li ha confermati tutti alla presentazione del suo libro dal titolo anch’esso evocativo: La svolta. Lettera a un partito mai nato. Continua

Count down Pd: cercasi leader e linea politica. Disperatamente

Festa del Partito Democratico

L’agenda del Pd: un mese dalle primarie (25 ottobre), sedici giorni dall’assemblea nazionale (11 ottobre) che aprirà ufficialmente le procedure per la scelta del segretario. Ma se la situazione dei tre candidati - Pierluigi Bersani, Dario Franceschini, Ignazio Marino - appare sufficientemente chiara quanto a consensi e sondaggi, molto meno lo è per la futura linea politica. Continua

Il piano casa secondo Giulio: “Creiamo ricchezza a costo zero”

Giulio Tremonti, ministro dell’Economia

Giulio Tremonti, ministro dell’Economia

“Il presidente del Consiglio, illustrando il piano casa a una delegazione qualificata di piccoli e medi imprenditori invitata a Palazzo Chigi, prese in prestito, come spesso fa, un modo di dire diffuso in Francia: ‘Quand le bâtiment va, tout va‘. Quando si costruisce, tutto va bene. Uno dei nostri interlocutori, un dirigente, gli rispose: ‘Presidente, io non parlo il lombardo come lei, però mi sembra in effetti un’idea fantastica’”.Oggi Giulio Tremonti ci scherza su, eppure riconosce che portare a casa questo risultato, per il governo, non è stata una passeggiata: Leggi l’intervista

L’agenda d’autunno del Cavaliere: fitta di impegni da bollino rosso

Il premier Silvio Berlusconi

L’agenda d’autunno di Silvio Berlusconi si apre di fatto con l’incontro fissato per domani all’Aquila con il segretario di Stato vaticano Tarcisio Bertone e con il viaggio del 30 a Tripoli, in occasione dell’anniversario del Trattato di amicizia italo-libico (mentre diserterà la festa per  il quarantesimo anniversario, il 1 settembre, della rivoluzione che ha portato al potere il colonnello Gheddafi).
Le due vicende sono legate da un problema, quello dell’immigrazione: la Chiesa critica la politica del governo sui clandestini, in particolare l’istituzione del reato di clandestinità; la Libia, con la sponda di Malta, non rispetta sempre gli impegni assunti con l’Italia al momento della firma del trattato di amicizia.

Gioco di matrioske
Ma, come in un gioco di matrioske, questi aspetti ne contengono altri ancora, potenzialmente assai più pericolosi per il Cavaliere e per il governo. La questione immigrati è stato uno dei due veri cavalli di battaglia cavalcati da Umberto Bossi in questo agosto; l’altro sono i salari differenziati tra Nord e Sud.
Il resto - la bandiera, l’inno di Mameli, il dialetto nelle scuole e in tv- fa parte del folklore. Sui clandestini, così come sugli stipendi ed in generale sulla “manica larga” dello Stato verso il Mezzogiorno, il capo della Lega sa invece di avere dalla sua parte gran parte degli elettori.
A cominciare da quelli di centrodestra. Una carta potenzialmente decisiva da giocare da qui alle Regionali del 2010, vero appuntamento strategico per il Pdl, per i suoi alleati e per Berlusconi stesso. Chiunque abbia seguito Bossi nei suoi spostamenti estivi ha notato che il leader del Carroccio ha concentrato la presenza in Veneto: Ferragosto a Calalzo, all’hotel Ferrovia, un posto da gitanti qualsiasi, con l’immancabile cena assieme a Calderoli e Tremonti. Passeggiate in manica di camicia in lungo e in largo per Pieve di Cadore e per altri paesi minori del bellunese e del trevigiano, trascurati dai vip ma fondamentali per conquistare una regione da 15 anni nelle mani del berlusconiano Giancarlo Galan.

Lega: il Veneto nel mirino
Assieme a Bossi si è mosso molto e fatto molto sentire anche Luca Zaia, ministro leghista dell’Agricoltura in rapidissima ascesa, che ha celebrato su tutte le tv locali la tragica morte dei quattro soccorritori del 118, caduti con l’elicottero a Cortina. Così, mentre il presidente della Repubblica Giorgio Napolitano approfittava della consegna ad Auronzo di Cadore della targa che riconosce le Dolomiti come patrimonio dell’Unesco per ripetere i suoi appelli all’unità nazionale, e mentre la nomenklatura andava come ogni estate a dibattere di fronte agli habituè milanesi e romani delle Tofane (specie la terrazza prendisole) e del Cristallo, gli esponenti della Lega parlavano a veneti “veri”, e da lì naturalmente a tutto il Nord-Est. Nonostante le strategie a tavolino del Pdl, che ufficialmente prevedono la candidatura leghista in Piemonte (cioè la regione più difficile da conquistare, dove è necessario l’appoggio dell’Udc), e la conferma di Galan e Formigoni a Venezia e Milano, tutti sanno che la Lega punta al Veneto o alla Lombardia.

Le carte del Cavaliere
E sarà molto difficile non accontentarla. Naturalmente Berlusconi ha molte altre carte da giocare. La più importante è la ripresa economica: se non si farà attendere troppo (il governatore di Bankitalia, Mario Draghi, al meeting di Cl, l’ha prevista per il 2010), il governo potrà dire di avere “portato l’Italia fuori dalla crisi”, e senza eccessivi danni. Qui i tempi sono tutto: Tremonti spera in un segnale di inversione di tendenza del Pil già nel’ultimo trimestre 2009, che bilanci l’inevitabile calo dei posti di lavoro a settembre. Se l’operazione - che non dipende da noi ma dal risveglio delle economie americane e tedesche - avrà successo, il Cavaliere ed il Pdl ne trarranno vantaggi anche politici. Sicurezza e immigrazione sono per gli elettori una priorità, ma l’economia è tutto.

Partito democratico scomparso
E oltretutto su questo terreno il Partito democratico è letteralmente scomparso dalla scena. C’è chi prevede che una volta “risolta” la crisi, Berlusconi premi Tremonti con un ministero di maggior peso politico, quello degli Esteri, indicando una sorta di erede. Mentre un altro ministro, Claudio Scajola, andrebbe ad occuparsi dell’organizzazione del partito, specialità nella quale eccelle. Ma siamo ancora alle chiacchiere.
L’altra carta che Berlusconi intende giocare è il rispetto dei tempi nella consegna delle case agli sfollati d’Abruzzo. Se ci riuscirà, un punto a favore, e non da poco. La politica di palazzo però tornerà comunque a farsi sentire. Le Regionali richiedono accordi con l’Udc, non il massimo per la Lega. E inevitabilmente Casini alzerà il prezzo.

L’ombra di Fini
Fini è tornato a sua volta ad esercitare il ruolo di coscienza critica del centrodestra, ed anche di più. Si sta prefigurando uno scenario per il dopo-Cavaliere? In realtà il presidente della Camera sembra avere più consensi a sinistra che nel centrodestra (a differenza di Casini). Di sicuro costituirà una grana per Berlusconi. Soprattutto se, come molti prevedono o temono, la Corte Costituzionale giudicherà in tutto o in parte illegittimo il lodo Alfano. Altra questione segnata in rosso sull’agenda del premier.

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