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Ciclismo, restano da dopare solo gli spettatori

Ivan Basso, maglia Rosa 2006
C’era la speranza che qualcosa potesse cambiare nel mondo del ciclismo. L’Operation Puerto sul doping aveva aperto il coperchio sulle cosiddette emotrasfusioni, considerate dopanti dal 1985. Tra i nomi emersi nell’inchiesta della Guardia Civil spagnola c’era anche quello di Ivan Basso, vincitore del Giro d’Italia 2006. Dopo un anno di silenzi e continui “io non c’entro”, il varesino si è deciso a collaborare con la Procura Antidoping del Coni. Lui, uomo simbolo di un ciclismo pulito, ammette di aver contattato il dottor Eufemiano Fuentes, mago delle emotrasfusioni.
La Procura plaude alle parole di Basso e parla di “ammissione e collaborazione”. Ma l’ex corridore della Csc e della Discovery Channel convoca, quasi immediatamente, una conferenza stampa nella quale svela le sue carte. L’attesa per clamorose rivelazioni svanita in un lampo. Svanita come l’utopia, perché di questo si tratta, di avere un ciclismo pulito, finalmente senza doping. Davanti a tantissimi microfoni Basso non si spoglia. Anzi si copre. Gioca in difesa. No, lui non sarà un nuovo Marco Pantani. “Ho chiesto a Fuentes quelle sacche di sangue solo in un momento di debolezza” ribadisce più volte e con convinzione. E come se non bastasse aggiunge: “Non ho mai fatto uso di sostanze dopanti o di emotrasfusioni”. Quindi Basso è pulito. La sua colpa è quella di essersi messo in contatto con Fuentes, ma siccome nel mondo dello sport vale anche la regola secondo la quale è punita anche l’intenzione, eccolo presentarsi a dare le sue spiegazioni. Nessuna macchia, nessuna. Le gare vinte, anzi stravinte, sono tutte, senza esclusione alcuna, frutto di lavoro e di sudate sedute di allenamento. Ora ci sarà la squalifica da due a un anno. Verosimilmente un anno, visto che Basso ha, diciamo così, collaborato.
Ma il bubbone è ormai scoppiato. Oltre a Basso c’è anche Michele Scarponi che ha ammesso le colpe. L’Operation Puerto coinvolge anche lui. Due “casi Basso”, in pochi giorni. Troppo per un ciclismo che prima elogia Landis, vincitore del Tour de France lo scorso anno, e poi lo trova positivo. Troppo, anche perché sabato parte il “90° Giro d’Italia. Cosa racconteremo a tutti gli appassionati che a migliaia riempiranno, lo sappiamo, le strade della penisola? Racconteremo che è tutta una bugia? Forse c’è solo bisogno di più coraggio.
Ivan Basso alla conferenza stampa sul doping

I ragazzi del Salvemini: ricordi e immagini di ora e allora

Si comincia con le vicende personali dei familiari delle vittime e si continua con il difficile iter giudiziario.
Per la realizzazione del film I ragazzi del Salvemini sono state raccolte molte testimonianze. Significative quelle del senatore Walter Vitali, dell’avvocato dell’aeronautica militare Mario Zito e dell’avvocato di parte civile Andrea Fornasari, dell’assessore provinciale alla cultura Simona Lembi (a quel tempo studentessa proprio del Salvemini), ma soprattutto quelle di un vigile del fuoco arrivato subito dopo il momento del disastro. Emozionante lo spezzone in cui si sovrappongono le immagini degli studenti di oggi che escono da scuola tranquilli e il volo impazzito dell’aereo che si schianta sulla Salvemini.
Particolare che impressiona visto che quelle immagini sono vere e furono girate quel giorno da un operatore di Rete7.
Libro e dvd sono acquistabili a 12 euro. I proventi andranno all’Associazione Vittime del Salvemini. Qui sotto il trailer:

La strage del Salvemini come Ustica? Un film per dire di no

La presentazione del documentario prodotto dall'associazione Ondanomala sulla strage del Salvemini. I proventi della vendita (libro+Dvd a 12 euro) saranno devoluti all'Associazione delle Vittime
Deborah, Laura, Sara, Laura, Tiziana, Antonella, Alessandra, Dario, Elisabetta, Elena, Carmen e Alessandra erano, come sempre, a scuola quella mattina del 6 dicembre 1990. All’Istituto tecnico Salvemini di Casalecchio di Reno era una giornata come le altre, normale. All’improvviso un rumore fortissimo e subito dopo un tonfo sordo. Un aereo, un Aermacchi MB 326 dell’Aeronautica Militare italiana, si schianta proprio su quella scuola spezzando, con la sua velocità, vite e sogni.

Dodici ragazzi di 15 anni, tutti della II A, persero la vita, mentre 88 persone vennero ricoverate e ad altre 72 fu, ma solo in seguito, riconosciuta l’invalidità permanente. Il velivolo stava effettuando delle esercitazioni militari proprio sopra il centro abitato.
L’iter giudiziario che seguì quei terribili momenti, ha portato all’assoluzione degli imputati perché “il fatto non sussiste”. Sentenza confermata anche dalla Corte di Cassazione il 26 gennaio del 1998. Tanti ancora i dubbi da sciogliere. Come, per esempio, il perché non si decise di far atterrare l’aereo, in realtà troppo vecchio e risalente agli anni ‘50, in mare. Una storia lunga e complicata che, però, ha lasciato un’eredità il dolore. Dolore che si rinnova sempre in occasione dell’anniversario.
Nella cittadina del bolognese si ricorda la morte dei quindici ragazzi con concerti, manifestazioni, ma soprattutto con una sorta di giornata del silenzio. Ma per esorcizzare quello che è quasi un male collettivo è stato realizzato un film. Si chiama I ragazzi del Salvemini. Titolo breve, efficace e diretto che fa correre veloce la memoria di tutti a quel giorno. Non è un caso, poi, che a dirigere questa pellicola sia stato Emilio Guizzetti, un coetaneo delle vittime. Che ha voluto raccontare, con l’esiguità dei mezzi a disposizione, e attraverso l’obiettivo, questa storia che in tanti, troppi, hanno messo nel cassetto della memoria. La realizzazione del film è stata possibile grazie alla collaborazione di Rossella Caterina Lippi, del giornalista Giuliano Bugani e anche grazie al supporto dell’Associazione Culturale Ondanomala. La casa editrice Bacchilega ha in seguito deciso di pubblicare insieme a un libro questo dvd che contiene anche il backstage fotografico curato da Massimiliano. Le musiche, infine, sono state realizzate dal Gruppo Altera (Gianfranco Degli Esposti, Federico Bologna Valentini).
Libro e dvd sono acquistabili a 12 euro. I proventi andranno all’Associazione Vittime del Salvemini. Qui sotto il trailer:

Spifferi dal Transatlantico
Ingiustizia, di Maurizio Tortorella
Uno contro tutti, di Carlo Puca
Io la penso così, di Giovanni Fasanella
Gattopardi,
Il voltagabbana, di Paolo Guzzanti
CLAUDIA DA CONTO
Politicamente (S)corretta, di Annalisa Chirico
Giuseppe Cruciani
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Il video del direttore, di Giorgio Mulè
L'arcitaliano, di Giuliano Ferrara
Cane sciolto, di Vittorio Feltri
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L'europeo, di Sergio Romano
Fatti & credenze, di Luca Ricolfi
Fuori Porta, di Bruno Vespa
 
 
 
 
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