Archivio per autore: » silvia dogliani

Un pugno alla burocrazia italiana. Hakim, talento della boxe, senza la cittadinanza

Professione cameriere, aiuto cuoco, pugile e tra poco anche piccolo imprenditore, con il locale Gran Bistrot, che aprirà a marzo nel centro di Bologna. Si chiama Hakim Chebakia, ha 22 anni e viene da Kenitra, in Marocco. Ne aveva solo sei quando è arrivato in Italia con la madre e i suoi tre fratelli. Ad aspettarli c’era il padre, che nel 1989 lasciò paese e lavoro di insegnante e partì per l’Europa, in cerca di fortuna. Hakim è cresciuto in Emilia Romagna, ha studiato e si diplomato in un istituto alberghiero. Quattro anni fa ha chiesto la cittadinanza italiana, ma ancora non è arrivata e chissà se mai arriverà. Anche il padre ha fatto domanda e anche lui sta aspettando. Nessuna corsia preferenziale, dunque, per la prima e la seconda generazione di immigrati. Ma vivere in Italia senza sentirsi cittadini a tutti gli effetti non è proprio facile. Hakim, per esempio, non potrà emergere nell’attività agonistica e sarà escluso dalle più importanti competizioni pugilistiche, come i Campionati nazionali e la Coppa Italia. La sua fidanzata, anche lei di origine marocchina, nata a Catania e cresciuta in Italia, non potrà fare l’esame di stato per diventare avvocato. Eppure ha studiato alla facoltà di Giurisprudenza di Bologna e gli esami li ha dati quasi tutti! Continua

Dieci anni di immigrazione in Lombardia: esce il nuovo rapporto ORIM 2009

Gli immigrati in Lombardia sono quasi triplicati negli ultimi nove anni . Un quarto degli stranieri presenti in Italia ha scelto di vivere in questa regione, che al 1 luglio 2009 conta 1.170.000 presenze, tra regolari e non (nel 2001 se ne contavano 420 mila). Sono i primi dati che emergono dal IX Rapporto dell’Osservatorio Regionale per l’integrazione e la multietnicità di  Milano (Orim).

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Lavoro nero ed immigrazione: boom di irregolari

Lavoratori immigrati in presidio per richiedere un permesso di soggiorno

Lavoratori immigrati in presidio per richiedere un permesso di soggiorno

In Italia la disoccupazione continua ad aumentare, ma per gli immigrati presenti nel nostro paese il lavoro non manca, specie se in nero. Gli stranieri irregolari (422mila, dati Ismu), quelli senza un permesso di soggiorno, lavorano di più e guadagnano di meno rispetto a chi ha i documenti in regola. E’ più facile per loro trovare un impiego sottopagato, magari senza contratto e contributi e con turni più pesanti. Lavorano di sabato (80%), di domenica (31,8%), di notte (38%) e guadagnano meno di 5 euro l’ora (il 40% ), in media il 12,4% in meno di chi è in regola (il 17% se donne). Sono questi i dati riportati nell’indagine “sicurezza, lavoro nero, immigrazione” condotta dall’economista Tito Boeri per la Fondazione Debenedetti e l’Università Bocconi di Milano. A dare il buon esempio di integrazione è invece il capoluogo lombardo, dove un’azienda su cinque aiuta i dipendenti stranieri.

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Gli afgani di Roma, l’assessore Belviso: sì all’accoglienza, stop all’assistenzialismo

Due ragazzi afgani ospiti di un centro d'accoglienza

Due ragazzi afgani ospiti nel centro d'accoglienza

Tra chi ha seguito da vicino le vicende dei profughi afgani nella capitale (quelli nella “buca” della Stazione Ostiense e quella che ha coinvolto anche i minori, trovati a dormire sui vagoni del treno c’è anche l’assessore alle Politiche Sociali del Comune di Roma, Sveva Belviso. Panorama.it ha raccolto la sua versione, per capire quale sia stato il ruolo effettivo del Comune e per sentire quali siano i progetti futuri per l’accoglienza e la tutela dei profughi. Anche alla luce del Rapporto annuale del sistema di protezione per i richiedenti asilo e rifugiati (SPRAR 2008-2009), presentato qualche giorno fa dall’Associazione Nazionale Comuni Italiani (ANCI), insieme al Ministero dell’Interno. Continua

Da piccolo fantasma a ragazzo solare. L’odissea di Alaa, 17enne afgano dell’Ostiense

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Il centro diurno CivicoZero (Foto Marco Iegri per Save the Children)

Il 31 marzo del 2009 sono stati trovati dei bambini afgani vicino alla “buca” della Stazione Ostiense di Roma. Il Comune è intervenuto immediatamente dopo le segnalazioni, smentendo anche la notizia che i ragazzi dormivano dentro i tombini. Panorama.it ha seguito le loro tracce e ha ricostruito la loro storia. Continua

Tra la via Flaminia e l’A1: nel Centro per rifugiati dove vivono gli afgani della “buca” di Roma

Due operatrici CRI nel centro CARA di Castelnuovo

Due operatrici CRI nel centro CARA di Castelnuovo

Ecco dove sono finiti gli afgani della “buca” di Roma, o almeno gran parte di loro.
Non dormono più alla Stazione Ostiense insieme ai topi, ma in una camera riscaldata del centro di accoglienza dei richiedenti asilo C.A.R.A (Centro accoglienza richiedenti asilo), nei pressi del Comune di Castelnuovo di Porto, a pochi chilometri dalla capitale. Continua

C’è ancora vita nel deserto dell’Ostiense, a Roma. Dove sono finiti gli afgani della “buca”?

Tre ragazzini afgani che vivono nella "buca", all'Ostiense di Roma

Tre ragazzini afgani che vivono nella "buca", all'Ostiense di Roma

La Stazione Ostiense sembra una cattedrale in mezzo ad un esteso deserto. Sarà anche per questo che il quartiere è conosciuto come la Piramide.
La mattina c’è qualche passante che si trascina sui marciapiedi, con poca voglia di iniziare la giornata.
Bizzarro: ad attirare l’attenzione, sono le scritte colorate di un centro commerciale. Dall’esterno sembra abbandonato, ma all’interno due commessi puliscono il pavimento, circondati dagli addobbi natalizi. “Questo centro è penalizzato” dice la donna. “Perché i giornalisti vengono da queste parti a fare domande? Cosa c’è da dire ancora? Bisogna intervenire, e nessuno lo fa!”. Continua

La Strada dell’integrazione: a Roma il primo centro commerciale tutto romeno

Il supermercato del centro commerciale romeno a Roma

Il supermercato del centro commerciale romeno a Roma

Davanti alla Stazione Tiburtina di Roma, dove oltre ai treni e alle metropolitane partono anche i pullman diretti verso la Romania, è sorto un centro commerciale un po’ diverso da quelli che siamo abituati a frequentare: si chiama La Strada ed è uno spazio interamente made in Romania, il primo in Italia. Continua

Spifferi dal Transatlantico
Ingiustizia, di Maurizio Tortorella
Uno contro tutti, di Carlo Puca
Gattopardi,
Il voltagabbana, di Paolo Guzzanti
CLAUDIA DA CONTO
Politicamente (S)corretta, di Annalisa Chirico
Giuseppe Cruciani
 
 
 
 
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Il video del direttore, di Giorgio Mulè
L'arcitaliano, di Giuliano Ferrara
Cane sciolto, di Vittorio Feltri
L'editoriale, di Giorgio Mulè
L'europeo, di Sergio Romano
Fatti & credenze, di Luca Ricolfi
Fuori Porta, di Bruno Vespa

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