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Monti, ora manovra più equa: “Pagheranno i nuovi noti”

Mario Monti durante l'audizione della V° e VI Commissioni della Camera (Ansa/Maurizio Brambatti)

Mario Monti durante l'audizione della V° e VI Commissioni della Camera (Ansa/Maurizio Brambatti)

Via libera nella notte alla manovra economica da parte delle commissioni Bilancio e Finanze della Camera e questa mattina alle 10 inizia l’esame in Aula. Nei lavori notturni sono stati approvati gli emendamenti del governo e dei relatori ed è stato votato il mandato al relatore a riferire in Aula.
Prima però Mario Monti ha voluto difendere col suo solito aplomb ma con ardore la manovra, “dura ma equa”, anzi, ora più equa dopo i suggerimenti venuti dalla Camera che il governo ha accettato. Continua

L’annuncio delle prossime dimissioni del Cavaliere sui siti internazionali

L'annuncio delle future dimissioni del Cavaliere sulla stampa estera

L'annuncio delle future dimissioni del Cavaliere sulla stampa estera

Dopo il voto alla Camera di ieri e l’incontro con il presidente della Repubblica Giorgio Napolitano, è arrivato l’annuncio: prima l’approvazione della legge di stabilità, con le misure promesse all’Unione Europea, poi Silvio Berlusconi si dimetterà.
La notizia si è diffusa con evidenza sulla stampa internazionale, che dopo le dichiarazioni del premier dedica alla situazione italiana grande risalto.

Dal tedesco Der Spiegel, che apre il sito con una foto a piena larghezza del premier, al francese Le Figaro, che gli riserva simile peso (forse sulla linea dell’asse franco-tedesco), al New York Times, che pubblica una foto di Berlusconi con Bossi, ecco come i siti esteri trattano la crisi italiana. Continua

Scontri di Roma, nei siti antagonisti disapprovazione ma anche applausi

Alcuni manifestanti tentano di sfondare una vetrina (Ansa/Massimo Percossi)

Alcuni manifestanti tentano di sfondare una vetrina (Ansa/Massimo Percossi)

Indignati, stanchi, ma ora anche uno contro l’altro.
Dopo gli scontri di Roma del 15 ottobre, con piazza San Giovanni ridotta alle fiamme, chi ha partecipato alla manifestazione contro il sistema delle banche e della finanza (e non solo) si divide: molti condannano la violenza, tanti altri non la giustificano ma la indicano come importante segnale della volontà di cambiamento, alcuni la caldeggiano e segnano un punto a favore. Continua

Maturità, le materie dalla voce del ministro: greco al classico, matematica allo scientifico

Il ministro neo-sposa Mariastella Gelmini fa di nuovo capolino dal suo spazio su YouTube e, all’insegna della tecnologia e al passo coi tempi, annuncia in video le materie della seconda prova scritta per la maturità 2010. Continua

Coraggiosa e meritocratica: l’università della Gelmini. “Rapita” dagli studenti

Mariastella Gelmini (Foto: LaPresse)

Mariastella Gelmini (Foto: LaPresse)

Mariastella Gelmini prosegue dritta per la sua strada, con il beneplacito del Consiglio dei Ministri. È  stato infatti approvato il “famigerato” (per gli studenti) disegno di legge per la riforma dell’università. Continua

Università italiana in vergognosa caduta libera: peggio di Taiwan

Università La Sapienza

Stati Uniti, Gran Bretagna… Sì, certo, gli atenei di Cambridge e Harvard non possono non eccellere. Canada, Giappone, Svizzera… Continuiamo a scorrere.
Hong Kong, Francia, Australia, Irlanda, Corea del Sud… Corea del Sud? Ma l’Italia nella speciale classifica delle migliori Università del mondo dove sta? Continua

La formula Bil premia le Marche. Sta al centro il primato del benessere in Italia

Le 10 province italiane del benessere, Macerata

Guarda la GALLERY: le 10 province italiane del benessere

Al Centro si sta meglio. No, non è una dichiarazione politica. Piuttosto, una condizione geografica: quella dello star bene o, secondo la classifica redatta dal Sole 24 Ore, insieme al Centro studi Sintesi, tenendo conto degli otto indicatori previsti dal “Bil”, cioè “Benessere interno lordo” (rispetto al Pil pro-capite) dell’economista Joseph Stiglitz a cui anche il presidente francese Nicholas Sarkozy ha dato l’incarico della ricerca del “benessere pluridimensionale”. Continua

Il Ct Lippi boccia la tessera del tifoso e promuove il Pd di Marino

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Dopo aver, involontariamente, punto l’orgoglio nerazzurro di mister Mourinho pronosticando la Juventus come vincitrice del campionato appena iniziato, il ct della nazionale di calcio azzurra esce di nuovo allo scoperto. Questa volta in campo politico.

Franceschini? Meglio Marino. E non sta parlando dei convocati per il prossimo appuntamento azzurro in vista del mondiale sudafricano. Intervistato (per la seconda volta: la prima, nel gennaio scorso, parlò di gay e calcio, dell’avvocato Agnelli, dell’amicizia con Moggi e della stima reciproca con Berlusconi) da Klaus Davi nel programma tv su YouTube KlausCondicio“, Marcello Lippi “svela” la sua fede democratica affermando che alle prossime primarie del Pd andrà a votare: “Il Pd sta attraversando una fase dinamica, per cui ritengo che sia importante partecipare attivamente con il mio voto. Mi compiaccio nel vedere il partito impegnatissimo a cercare di trovare un’unità d’intenti, una compattezza, e a incrementare la propria forza”.
L’allenatore viareggino dice di aver conosciuto l’outsider Ignazio Marino (”Mi sembra una persona seria”) e di non conoscere invece il segretario uscente Dario Franceschini. “Nel Pd, poi, conosco anche Veltroni” aggiunge, “che rimane una grande risorsa. Mi sembra una persona molto seria che vive questa sua tradizione familiare con grande orgoglio. È un uomo che fa tante cose, ma non saprei dire se la sua stagione tornerà”.
Non dribbla le domande sull’attualità, il Ct campione del mondo. E infatti boccia la tessera del tifoso: “Non mi piace. È una cosa che ghettizza. Anche se sono il ct della Nazionale, dico sinceramente che, a caldo, questo strumento non mi convince. Mi sa di schedatura”. Ed entrando nel merito della querelle sull’inno nazionale innescata da Bossi, Lippi dice: “Ogni volta che sento l’inno di Mameli, mi dà una sensazione bellissima, particolare. Non è per forza legata alla vittoria del Mondiale, perchè la sentivo anche prima. Le parole, secondo me, sono molto belle e io non vedo per quale motivo si debba sostituire con il Va Pensiero”. Per il ct l’inno quindi non va cambiato: “Ci sono tante canzoni nazional-popolari, ma per gli italiani l’inno è quello di Mameli. A me emoziona. Bossi ritiene che debba essere cambiato? Non dico che sbagli, ma io, ogni volta che ascolto le prime note, avverto un qualcosa dentro e provo una bellissima sensazione”. Categorico, il ct anche sul capitolo immigrazione: “I disperati in mare non li avrei mai lasciati morire: li avrei soccorsi, aiutati e poi li avrei rimpatriati”. E pazienza se questa non è esattamente la linea dei democratici.
Ricordandosi poi di rappresentare l’intero Paese, essendo il commissario tecnico della nazionale (un posto sognato, come si dice solitamente, dai 57 milioni di cittadini italiani), Lippi ammette anche di non essere d’accordo sugli attacchi al premier: “Mi sembra che gli attacchi rivolti a Berlusconi negli ultimi mesi siano stati molto forti e molto strumentali”. E poi definisce Veronica Lario: ”Una donna di spessore, che ha avuto la forza di dire quello che voleva”.
Quel gringo di un Marcello ha la lingua puntuale e secca come una Colt…

Ma l’uomo che ha portato gli azzurri a trionfare sopra Berlino, vincendo l’ultima Coppa mondiale, non è il primo del mondo del calcio a esternare le proprie idee politiche.
Alle primarie del Pd di soli due anni fa, già Roberto Donadoni, allora ct della Nazionale, aveva detto che, non fosse stato in ritiro con la squadra, sarebbe andato a votare.
Don Fabio Capello, dal canto suo, in passato aveva ammesso di sentirsi uomo del Nord e di aver a volte votato per la Lega, mentre Renzo “Stalin” Ulivieri, come lo chiamano alcuni utenti sul web, da sempre convinto comunista, in casa ha il busto di Lenin e un poster de Il terzo Stato di Pellizza da Volpedo. Il buon Arrigo Sacchi, invece, da ex allenatore milanista, aveva confessato di essersi fatto ammaliare dal premier: “Prima ero di sinistra, ora voto Berlusconi“.
E tra i calciatori? La maggior parte dei nostri campioni quando intervistati su “altro” che non sia la partita domenicale, pare obbedire a due principi ispiratori. Primo: “Non capisco nulla di politica”. Secondo: mai scontentare nessuno e non irritare le proprie tifoserie.

Eppure, tra conferme e smentite, non sono pochi quelli che hanno manifestato le loro tendenze politiche. L’amaranto Cristiano Lucarelli, come tutta la curva livornese, ha anche il cuore politico dichiaratamente rosso, e fece parlare di sé dopo un gol per aver mostrato al pubblico la maglia con l’immagine del Che. Gesto e simbolo opposti, Paolo Di Canio più di una volta ha sollevato la curva laziale, notoriamente di destra, col saluto romano, per poi precisare che non trattavasi di “un gesto politico”.
E ancora, simpatie per Forza Nuova per Daniele De Rossi, mentre il suo capitan Totti nelle amministrative di Roma si è palesemente schierato per Rutelli, contro Alemanno. Il portiere del Milan Christian Abbiati alle ultime elezioni politiche ha votato per La Destra di Storace e si dichiara orgogliosamente fascista, Alberto Aquilani ha affermato alla Gazzetta di collezionare cimeli del fascio, (regalo “di uno zio fissato”) e Fabrizio Miccoli il bomber tascabile del Palermo sfoggia - come testimonia un tatoo con il Che sul polpaccio - i suoi convinti ideali di sinistra. Nel mezzo (e non solo nella linea difensiva) il capitano azzurro Fabio Cannavaro, pizzicato con il tricolore listato dal fascio littorio durante i festeggiamenti dell’ultimo scudetto del Real, il napoletano a Sky disse: “Me ne sono reso conto soltanto dopo, quando ormai era troppo tardi. Chiedo scusa a chi si è offeso, ma io non sono fascista e non sono di sinistra“.

La politica è proprio nel pallone. Ma cosa succederebbe se ora uscisse fuori un mister Mou della politica obiettando che personaggi pubblici e rappresentativi come calciatori e allenatori non dovrebbero esprimere i propri orientamenti politici?
In fondo i vari Lippi, Totti & co. sono emblemi di uno sport nazional-popolare come il calcio e potrebbero influenzare simpatie dell’elettorato. Se siano anche  in grado di spostare voti, bisognerebbe chiederlo ai sondaggisti…

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