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	<title>Italia</title>
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	<description>Canale Italia di Panorama.it</description>
	<pubDate>Fri, 20 Nov 2009 17:12:14 +0000</pubDate>
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		<title>Preti pedofili: quando c&#8217;è il diavolo sotto la tonaca</title>
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		<pubDate>Fri, 20 Nov 2009 16:23:08 +0000</pubDate>
		<dc:creator>ignazio.ingrao</dc:creator>
		
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		<description><![CDATA[La tolleranza zero varata da Benedetto XVI si scontra sempre più spesso con i fedeli che non accettano le severe sentenze del Sant'Uffizio. E divampa la polemica]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<div id="attachment_8512" class="wp-caption alignnone" style="width: 510px"><img class="size-large wp-image-8512" src="http://blog.panorama.it/italia/files/2009/11/03084420_alta-large.jpg" alt="Un fotogramma di &lt;i&gt;La mala educación&lt;/i&gt; di P.Almodovar" width="500" height="350" /><p class="wp-caption-text">Un fotogramma di La mala educación di P.Almodovar</p></div>
<p>Negli Stati Uniti <strong>le vittime dei preti pedofili <a href="http://blog.panorama.it/italia/2009/06/19/tanti-scandali-e-la-chiesa-non-si-da-lassoluzione/" target="_blank">hanno messo la Chiesa in ginocchio</a></strong><a href="http://blog.panorama.it/italia/2009/06/19/tanti-scandali-e-la-chiesa-non-si-da-lassoluzione/" target="_blank">.</a> In I<strong>talia, invece, i fedeli scendono in piazza per difendere coloro che sono stati bollati dalla giustizia come orchi</strong>. È successo a Firenze con Roberto Berti, condannato dalla <a href="http://www.vatican.va/roman_curia/congregations/cfaith/index_it.htm" target="_blank">Congregazione per la dottrina della fede</a> per molestie sessuali.<span id="more-8495"></span></p>
<p>Molti amici dell&#8217;ex parroco di <strong>Ginestra Fiorentina</strong> non hanno creduto alle accuse e si sono schierati dalla sua parte. Finché<a href="http://www.chiesacattolica.it/pls/cci_new/bd_edit_doc.edit_documento?p_id=10065" target="_blank"> <strong>l&#8217;arcivescovo, Giuseppe Betor</strong></a><strong>i</strong>, ha fatto<a href="http://www.ffwebmagazine.it/ffw/page.asp?VisImg=S&amp;Art=2771&amp;Cat=1&amp;I=immagini/Foto%20O-Q/pretepedofilo_int.gif&amp;IdTipo=0&amp;TitoloBlocco=Attualit%C3%A0&amp;Codi_Cate_Arti=24" target="_blank"> affiggere la <strong>sentenza di condanna nella bacheca parrocchiale</strong></a>, mettendo a<strong> tacere quanti sostenevano che don Berti fosse stato addirittura assolto</strong>.<br />
Manifestazioni di<strong> solidarietà anche a Roma per <a href="http://www.caramellabuona.org/index.php?option=com_content&amp;task=view&amp;id=162&amp;Itemid=84" target="_blank">Ruggero Conti</a></strong>, il <strong>parroco di Selva Candida accusato di pedofilia, atti sessuali con minorenni e prostituzione aggravata</strong>. Al processo si sono presentati decine di <strong>giovani indossando magliette con la scritta &#8220;don Ruggero, ti vogliamo bene&#8221;</strong>, mentre le presunte vittime venivano dileggiate.</p>
<p>In Vaticano c&#8217;è sconcerto: <strong><a href="http://blog.panorama.it/italia/2007/10/01/chiesa-e-scandali-papa-ratzinger-toglie-il-velo-e-chiede-tolleranza-zero/" target="_blank">Benedetto XVI ha scelto la linea dura contro i preti pedofili</a></strong>. Ma sempre più spesso deve <strong>fare i conti con i fedeli che difendono i sacerdoti accusati di abusi</strong> e manifestano per loro con cartelli e striscioni. Su Berti l&#8217;ex Sant&#8217;Uffizio non ha avuto dubbi: accusato di molestie sessuali nei confronti di cinque minorenni, <strong>il parroco è stato condannato a 8 anni di domicilio coatto a Trento</strong>, in una casa per il recupero di preti con problemi psichici, unito al <strong>divieto assoluto di svolgere attività pastorale</strong>.<br />
Berti era stato sollevato il 6 giugno 2008 dalla guida della sua nuova <a href="http://www.comune.signa.fi.it/categorie/La-citta/la-storia-e-l-arte/chiese-ed-oratori/san-mauro-a-signa?set_language=it" target="_blank">parrocchia di San Mauro a Signa</a>, a seguito di una denuncia per molestie sessuali. In base alle norme sulla<strong> <a href="http://ricerca.repubblica.it/repubblica/archivio/repubblica/2006/10/29/quando-la-santa-sede-decise-di-dire.html" target="_blank">tolleranza zero varate nel 2001 dal cardinale Ratzinger</a></strong> (allora <strong>prefetto della Congregazione</strong> per la dottrina della fede), il processo canonico a carico di Berti è stato affidato all&#8217;ex Sant&#8217;Uffizio. Per più di un anno non si è saputo ufficialmente nulla. Nel frattempo venivano ascoltati a Roma il prete fiorentino e i suoi accusatori: <strong>giovani nati tra il 1977 e il 1986 che hanno riferito di aver subito le attenzioni e le molestie</strong> del parroco di Ginestra tra il 1990 e il 2001.</p>
<p>Ma<strong> il silenzio e la riservatezza</strong> nella quale si è svolto il processo canonico a carico di Berti sono diventati un <strong>boomerang per la curia e per le stesse vittime delle molestie</strong>. Nelle due parrocchie della periferia fiorentina si è <strong>diffusa la voce che il prete era stato prosciolto e le accuse si erano rivelate infondate</strong>. Qualcuno ha anche cominciato a dubitare della buona fede degli accusatori. Impossibile persino ricorrere all&#8217;autorità giudiziaria perché, dal punto di vista penale, i reati di molestie contestati al sacerdote risultavano già prescritti.</p>
<p>Insomma, per qualche mese <strong>gli innocentisti hanno avuto buon gioco a sostenere che si era trattato di una bolla di sapone</strong>, mentre i colpevolisti sono finiti sotto accusa. Da qui è nata la richiesta dell&#8217;arcivescovo di Firenze di rendere <strong>pubblica la sentenza di condanna</strong>. Il nuovo parroco di Ginestra Fiorentina, James Savarirajan, <strong><a href="http://corrierefiorentino.corriere.it/firenze/notizie/cronaca/2009/10-novembre-2009/prete-accusato-molestie-sessuali-condannato-ex-sant-uffizio-1601990207492.shtml" target="_blank">domenica 8 novembre ha affisso in bacheca il pronunciamento della Congregazione per la dottrina della fede</a></strong>. Tuttavia, neanche questo gesto clamoroso è bastato a mettere fine alle polemiche: mentre i colpevolisti hanno diffuso la notizia ai giornali locali, <strong>gli amici di Berti hanno accusato la curia di aver creato &#8220;scandalo &#8220;</strong> pubblicando la sentenza.</p>
<p>Ancora più pesante la situazione a Selva Candida, periferia nord di Roma, diocesi di Porto - Santa Rufina.<br />
Il parroco della Natività di Maria Santissima, <strong>Ruggero Conti, 56 anni, è finito in carcere a Regina Coeli</strong>. Sette, secondo l&#8217;accusa, le giovani vittime dei presunti <strong>abusi sessuali compiuti dal sacerdote tra il 1998 e il marzo 2008</strong>. Per il pm, Francesco Scavo, gli adolescenti sarebbero stati indotti dal sacerdote a compiere o subire atti sessuali in cambio di denaro e capi di abbigliamento.</p>
<p>Ma <strong>don Ruggero è difeso persino dalle madri</strong>: &#8220;Per i nostri figli è stato come un padre&#8221; dicono alcune di loro. E <strong>puntano il dito invece contro l&#8217;ex viceparroco, Claudio Peno Brichetto</strong>. È lui a parlare per primo dei comportamenti di don Ruggero al <strong><a href="http://www.webdiocesi.chiesacattolica.it/cci_new/vis_diocesi.jsp?idDiocesi=159" target="_blank">vescovo di Santa Rufina, Gino Reali</a></strong>, ma viene trasferito in un&#8217;altra chiesa, mentre il parroco accusato di pedofilia resta al suo posto. Don Claudio non si dà per vinto e si rivolge a un&#8217;associazione antipedofilia, <a href="http://www.caramellabuona.org/index.php?option=com_content&amp;task=view&amp;id=13&amp;Itemid=28" target="_blank"><strong>Caramella buona, con sede a Reggio Emilia</strong></a>.</p>
<p>I dirigenti dell&#8217;associazione informano l&#8217;autorità giudiziaria.<strong> I carabinieri mettono sotto controllo il telefono di don Ruggero, prendono nota degli sms che invia ai ragazzi</strong>, controllano il suo computer e<strong> i siti che abitualmente frequenta, raccolgono le prime testimonianze</strong>. Così, nel giugno 2008, <strong>scattano le manette</strong>: il parroco di Selva Candida finisce prima agli arresti domiciliari, poi a Regina Coeli.</p>
<p>Ma la vicenda assume subito una coloritura politica: <strong>don Ruggero, infatti, era stato <a href="http://iltempo.ilsole24ore.com/roma/2009/06/17/1037421-ruggero_finisce_alla_sbarra_abuso_minori.shtml" target="_blank">scelto in campagna elettorale dal sindaco Gianni Alemanno</a></strong><a href="http://iltempo.ilsole24ore.com/roma/2009/06/17/1037421-ruggero_finisce_alla_sbarra_abuso_minori.shtml" target="_blank"> come garante per le politiche della periferia e della famiglia</a>. Tanto che la costituzione del <strong>Comune di Roma come parte civile nel processo contro il sacerdote è diventata un giallo</strong>. Alla prima udienza contro don Ruggero, il 16 giugno scorso, il comune non si è presentato.<br />
Alemanno sostiene di avere dato mandato al <a href="http://www.comune.roma.it/was/wps/portal/!ut/p/_s.7_0_A/7_0_21L?menuPage=/Area_di_navigazione/Sezioni_del_portale/Dipartimenti_e_altri_uffici/Dipartimento_XVI/&amp;flagSub=1" target="_blank">Dipartimento promozione dell&#8217;infanzia</a> di provvedere alla costituzione in giudizio. Ora <strong>la dirigente del dipartimento è stata sospesa e il comune, il 27 ottobre, si è costituito contro don Ruggero</strong> (la prossima udienza sarà il 26 novembre).</p>
<p>Nel frattempo sono arrivate anche <strong>minacce di morte</strong>: buste con proiettili indirizzate al pm Scavo, a<a href="http://lnx.mariostaderini.it/staderini/?q=node/421" target="_blank"> <strong>Mario Staderini, neoleader dei Radicali italiani</strong></a> (anch&#8217;essi parte civile nel processo), e a <a href="http://www.caramellabuona.org/index.php?option=com_content&amp;task=view&amp;id=13&amp;Itemid=28" target="_blank">Roberto Mirabile, presidente di Caramella buona</a>.<br />
E spuntano <strong>pure testimoni contro don Claudio, il grande accusatore di don  Ruggero</strong>. Tra questi <strong>Antonio Savaiano</strong>: afferma che il giovane viceparroco <strong>gli avrebbe offerto 300 euro per bruciare la macchina di don Ruggero</strong>. Accuse tutte da provare. Intanto il presidente della VI sezione del tribunale penale, Luciano Pugliese, ha stabilito che il processo si svolgerà a porte chiuse.<br />
Ma<strong> lo scontro tra innocentisti e colpevolisti</strong> continua.</p>
<p><strong>MIGLIAIA DI CASI</strong><br />
<strong>4.392 sacerdoti denunciati</strong> per pedofilia negli Usa.<br />
<strong>2,6 miliardi di dollari: il totale dei risarcimenti pagati</strong> fino a questo momento alle vittime dei preti pedofili negli Stati Uniti.<br />
<strong>1.700 preti accusati di violenze, orge e uso di droga in Brasile</strong> a danno dei bambini piccoli.<br />
<strong>800 sacerdoti, religiosi e suore chiamati a rispondere</strong> di 30 mila casi di abusi sessuali in Irlanda.<br />
<strong>1,1 miliardi di euro di risarcimenti richiesti</strong> dalle vittime dei sacerdoti pedofili in Irlanda.<br />
<strong>107 preti e religiosi condannati in Australia</strong> per abusi sui minorenni.<br />
<strong>73 casi di presunti abusi sessuali su minori e più di 235 le vittime di sacerdoti</strong> e religiosi pedofili <strong>in Italia</strong>. Polonia, Gran Bretagna, Austria, Francia, Croazia gli altri paesi europei più colpiti dalla piaga della pedofilia nella Chiesa.</p>
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		<title>D&#8217;Alema e le poltrone co.co.co. Il Migliore nelle occasioni mancate</title>
		<link>http://blog.panorama.it/italia/2009/11/20/dalema-e-le-poltrone-cococo-il-migliore-nelle-occasioni-mancate/</link>
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		<pubDate>Fri, 20 Nov 2009 16:22:02 +0000</pubDate>
		<dc:creator>filippomaria_battaglia</dc:creator>
		
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		<description><![CDATA["Baffo di ferro" ha un curriculum di prim'ordine. Tutti incarichi autorevoli. Ma a termine: il suo <i>cursus honorum</i> è zeppo di occasioni mancate ed esperienze fuggevoli]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<div id="attachment_8509" class="wp-caption alignnone" style="width: 510px"><img class="size-large wp-image-8509" src="http://blog.panorama.it/italia/files/2009/11/massimo-dalema-large.jpg" alt="Massimo D'Alema" width="500" height="350" /><p class="wp-caption-text">Massimo D&#39;Alema</p></div>
<p>Presidente del consiglio, ministro degli esteri, segretario del principale partito di sinistra. <strong><a href="http://www.massimodalema.it/biografia/" target="_blank">La biografia di Massimo D’Alema</a> è costellata di incarichi autorevoli</strong>, offici di alta responsabilità, mansioni di primissimo livello. <strong>Eppure</strong>. <span id="more-8484"></span></p>
<p>Eppure <strong>più che di mandati di lunga scadenza</strong>, la rilettura <em>à rebours</em> del suo <em>cursus honorum</em> è piena <strong>zeppa di occasioni mancate</strong> ed esperienze fuggevoli ed evanescenti.<br />
Una sensazione confermata ancora una volta <a href="http://blog.panorama.it/mondo/2009/11/20/unione-europea-dalema-entra-papa-ed-esce-cardinale/" target="_blank">dalla<strong> sua mancata elezione a Mr. Pesc</strong>, il ministro degli esteri dell’Unione europea</a>. Per D’Alema, infatti, la cocente delusione (<a href="http://www.italiainformazioni.com/giornale/politica/71655/dalema-miei-migliori-auguri-alle-persone-nominate.htm" target="_blank">trincerata da<strong> un elegantissimo comunicato </strong>in cui si è detto onorato di essere stato comunque della partita</a>) è solo <strong>l’ultimo smacco della sua carriera politica</strong> (che mica finisce qui).</p>
<p>Segretario della<a href="http://it.wikipedia.org/wiki/Federazione_Giovanile_Comunista_Italiana#Segretari_nazionali" target="_blank"> federazione giovanile comunista<strong> (la ex FGCI,</strong></a><strong> che Baffino ha guidato dal &#8216;75 all&#8217;80<a href="http://it.wikipedia.org/wiki/Federazione_Giovanile_Comunista_Italiana#Segretari_nazionali" target="_blank">)</a> a ventisei anni</strong>, deputato a trentotto, <strong><a href="http://www.unita.it/" target="_blank">direttore dell’<em>Unità</em> a quaranta</a></strong>, leader del Pds a quarantacinque (battendo Veltroni a colpi di fax): <strong>D’Alema ha la prima grande occasione nel 1997</strong>, quando si ritrova a capo della <strong>“<a href="http://www.camera.it/parlam/bicam/rifcost/" target="_blank">Commissione parlamentare per le riforme istituzionali</a>”</strong>. È quella che resterà alla storia come <strong>“Bicamerale”</strong>, nata con l’obiettivo di riformare la seconda parte della Costituzione. Un’esperienza che si conclude amaramente:<strong> dopo mille traversie (e solo un anno e mezzo dopo la sua costituzione)</strong>, il progetto di revisione non andrà in porto: la Bicamerale si spegne.</p>
<p>Da quel dì, al <em>lìder maximo</em> della sinistra italiana,<strong> rimane appiccicata addosso l’accusa di “inciucio” col centrodestra</strong>, suggellata da una stagione di dialogo e <strong>strette di mano con Berlusconi che lo renderà inviso all’ala massimalista dei progressisti</strong>.  Scenario non dissimile da quello che si ritroverà di lì a qualche mese, <strong><a href="http://www.governo.it/governo/governi/prodi1.html" target="_blank">quando il primo governo Prodi cade sotto i magli della sinistra radicale </a>e “Baffino”,  a breve premier,  viene accusato più o meno velatamente di tradimento</strong> da parte degli uomini più vicini al &#8220;professore&#8221;, incassando <a href="http://blog.panorama.it/italia/2009/11/17/tremonti-quinto-ministro-deuropa-d%E2%80%99alema-ferrato-negli-intrighi-i-giudizi-fi-fine-anno-del-financial-times/" target="_blank"> il giudizio al fomicotone dei più autorevoli giornali stranieri</a>.</p>
<p>Ma <strong>per D&#8217;Alema un&#8217;altra, grande e vera, occasione è datata<a href="http://www.governo.it/Governo/Governi/dalema1.html" target="_blank"> 21 ottobre 1998, con la nomina a presidente del Consiglio</a></strong>. Giunto nella stanza dei bottoni, con la benedizione del <a href="http://www.quirinale.it/qrnw/statico/ex-presidenti/Cossiga/cos-biografia.htm" target="_blank">presidente emerito della repubblica Francesco Cossiga</a>, l&#8217;ormai ex comunista può  sfruttare finalmente il suo momento. E invece.<br />
La <strong>sua esperienza a Palazzo Chigi dura poco meno di venti mesi</strong>, infrangendosi con <a href="http://elezionistorico.interno.it/enti.php?tp=R&amp;dt=16/04/2000&amp;cta=I&amp;ord=2&amp;sut1=&amp;sut2=&amp;sut3=&amp;sut4=&amp;liv=&amp;descE=&amp;descA=ITALIA" target="_blank">una <strong>sonora débâcle elettorale del centrosinistra alle regionali del 2000</strong></a>.</p>
<p>Con  l’arrivo del quinquennio berlusconiano, per molti osservatori <strong>D’Alema diventa l’icona di tutti i mali della sinistra</strong>, <a href="http://blog.panorama.it/italia/tag/nanni-moretti/" target="_blank">strigliata da Moretti e compagni</a> (“Con questi dirigenti non vinceremo mai!&#8221;) perchè i<strong>ncapace di ostacolare lo “strapotere berlusconiano”</strong> e di approvare “una dignitosa legge sul conflitto di interessi”.</p>
<p>L&#8217;aria sembra cambiare nel 2006: <strong><a href="http://elezionistorico.interno.it/area.php?tp=S&amp;dt=09/04/2006" target="_blank">grazie alla vittoria sul filo di lana dell&#8217;Unione</a></strong>, il &#8220;padre nobile della sinistra italiana&#8221; si ritroverà ad essere <strong>candidato altre due volte, ma per altre due volte viene bruciato al fotofinish</strong>. Dapprima<strong> come presidente della Camera dei deputati </strong>(designazione a cui lui stesso rinuncerà, <a href="http://www.repubblica.it/2006/04/dirette/sezioni/politica/elezioni/22aprile/index.html?ref=search" target="_blank">con un nobile passo indietro</a>, per non creare dissapori tra l&#8217;Unione prodiana e <strong><a href="http://presidentebertinotti.camera.it/biografia/biografia.asp" target="_blank">Fausto Bertinotti</a></strong>), poi <strong>come presidente della Repubblica</strong>, impallinato da un gioco di veti incrociati che porterà il centrosinistra a proporre <a href="http://www.quirinale.it/qrnw/statico/presidente/nap-biografia.htm" target="_blank"><strong>la nomina di Giorgio Napolitano</strong>, eletto con l’astensione del centrodestra</a>.</p>
<p><a href="http://www.esteri.it/MAE/IT/Ministero/" target="_blank">Il biennio trascorso alla Farnesina</a> come <strong>ministro degli esteri (nonché vicepremier) del secondo governo Prodi</strong>, è stato solo un felice intermezzo, nel quale <strong>D&#8217;Alema si è portato a casa  diversi riconoscimenti bipartisan</strong>.  Un trampolino ideale verso un incarico di <strong>prestigio fuori dell’ambito nazionale</strong>. E la figura di <strong><a href="http://europa.eu/pol/cfsp/index_it.htm" target="_blank">Mr Pesc</a> sembrava la (nuova) grisaglia </strong>ideale per un Massimino internazionale<strong>.</strong></p>
<p>E invece, e ancora: entrato papa al vertice in cui si sono decise le nomine, <strong>D&#8217;Alema ne esce cardinale.</strong> Chi lo aveva sostenuto (<a href="http://www.repubblica.it/2009/10/sezioni/esteri/ue-unione-europea/d-alema-tradito/d-alema-tradito.html" target="_blank"><strong>la &#8220;Grande Famiglia&#8221; socialista </strong></a>) ora dice che sarebbe stato un perfetto ministro degli esteri europeo. Peccato<strong> </strong> però<strong>,</strong><strong> secondo</strong><a href="http://blog.ilgiornale.it/foa/2009/11/20/nomine-di-basso-profilo-leuropa-sceglie-di-restare-piccola/" target="_blank"><strong> Martin Schulz</strong></a><strong>,</strong> che a presentarlo fosse un governo di destra. Quello di Silvio Berlusconi&#8230;<br />
E così Massimo<strong> D’Alema è  rimasto in Italia</strong>. Pronto, magari, ad essere <strong>speso per un’altra candidatura impossibile</strong>. D&#8217;altronde per uno ferrato<strong> negli intrighi</strong> (così <strong><a href="http://blog.panorama.it/italia/2009/11/17/tremonti-quinto-ministro-deuropa-d%E2%80%99alema-ferrato-negli-intrighi-i-giudizi-fi-fine-anno-del-financial-times/" target="_blank">scriveva qualche giorno fa<em> Ft)</em></a> </strong> le occasioni non mancheranno. Basta saperle cogliere&#8230;</p>
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		<title>Virus A, Fazio ci scrive: Non mi faccio influenzare</title>
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		<pubDate>Fri, 20 Nov 2009 10:49:23 +0000</pubDate>
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		<description><![CDATA[Allarme, inutile allarme o mezzo allarme? Il sottosegretario alla Salute, sotto accusa per la l'influenza a virus H1N1, non ci sta e qui spiega perché]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<div id="attachment_8460" class="wp-caption alignnone" style="width: 510px"><img class="size-large wp-image-8460" src="http://blog.panorama.it/italia/files/2009/11/vaccini-h1n1-01-large.jpg" alt="Il vaccino contro l'influenza H1N1" width="500" height="350" /><p class="wp-caption-text">Il vaccino contro l&#39;influenza H1N1</p></div>
<p>L’arrivo di una pandemia era atteso da tempo. Da quando<strong><a href="http://nuovo.camera.it/470?stenog=/_dati/leg16/lavori/stencomm/12/audiz2/2009/0922&amp;pagina=s010" target="_blank"> il 24 aprile 2009 è stata segnalata in Messico un’epidemia di influenza</a> causata da un nuovo virus</strong>, la prima preoccupazione di tutto il mondo scientifico, e mia come medico oltre che come<strong> <a href="http://www.ministerosalute.it/ministero/sezMinistero.jsp?label=org&amp;id=591" target="_blank">sottosegretario alla Salute</a></strong>, è stata di pensare al <strong>modo migliore per proteggere la salute della popolazione</strong>, sapendo che <strong>nuovi virus influenzali colpiscono sempre i soggetti più fragili</strong> e i più giovani, perché più sensibili alle nuove infezioni.<span id="more-8464"></span></p>
<p>Con i maggiori esperti del settore abbiamo istituito subito <strong><a href="http://www.ministerosalute.it/dettaglio/principaleFocusNuovo.jsp?id=13&amp;area=influenzaA&amp;colore=2" target="_blank">un’unità di crisi</a></strong>: abbiamo immediatamente <strong>attivato i <a href="http://www.ministerosalute.it/dettaglio/approfondimentoFocusNuovo.jsp?id=13&amp;sub=3&amp;lang=it&amp;parametro=4&amp;area=influenzaA" target="_blank">controlli alle frontiere</a></strong>, la consolidata rete di servizi di sanità pubblica, i centri di eccellenza per il ricovero,<strong> l’isolamento e il trattamento delle persone affette</strong>, la distribuzione regionale delle <strong>scorte di <a href="http://www.ministerosalute.it/dettaglio/approfondimentoFocusNuovo.jsp?id=13&amp;sub=7&amp;lang=it&amp;parametro=8&amp;area=influenzaA" target="_blank">farmaci antivirali</a></strong>.</p>
<p>Tutto ciò ha<strong> ritardato l’arrivo della nuova influenza in Italia di diversi mesi rispetto ad altri paesi europei</strong>. Il numero di casi che si sta osservando in Italia era previsto e atteso, così come<strong> era atteso che questa influenza mietesse un certo numero di vittime fra i soggetti con uno stato di salute più debole</strong>, numero peraltro inferiore a quello che si registra durante le epidemie di influenza stagionale.</p>
<p>Con questa considerazione <strong>non vogliamo certo sminuire l’impatto di tali dati</strong>, dietro ognuno dei quali ci sono persone reali, ma focalizzare l’attenzione sull’efficacia di quanto fatto nel nostro Paese. Tra le cose fatte, voglio sottolineare che <strong>siamo stati fra i primi paesi a offrire una <a href="http://www.ministerosalute.it/dettaglio/approfondimentoFocusNuovo.jsp?id=13&amp;sub=8&amp;lang=it&amp;parametro=9&amp;area=influenzaA" target="_blank">vaccinazione specifica contro l’influenza da virus A/H1N1</a>, che è l’unico, valido e doveroso strumento per prevenire l’infezione</strong>.</p>
<p>La strategia vaccinale adottata risponde a una <strong>triplice esigenza</strong>: <strong>salvaguardare il sistema</strong> paese attraverso la <a href="http://www.ministerosalute.it/dettaglio/approfondimentoFocusNuovo.jsp?id=13&amp;sub=9&amp;lang=it&amp;parametro=10&amp;area=influenzaA" target="_blank">vaccinazione delle categorie dei lavoratori essenziali</a>; <strong>vaccinare le persone che contraendo l’infezione possono rischiare gravi complicanze</strong>; vaccinare quella parte della <strong>popolazione che funge da moltiplicatore dell’infezione</strong>, a partire dai giovani.</p>
<p>Il nostro <strong>obiettivo è contenere la circolazione del virus evitando che questo possa determinare un secondo picco epidemic</strong>o di influenza A/H1N1 tra qualche mese, nonché che circolando a lungo nell’ambiente possa mutare e diventare più aggressivo.<br />
Nella gestione di una situazione così complessa si possono determinare, nella inevitabile <strong>pluralità di voci, problemi di comunicazione che però credo il governo abbia superato</strong>, non venendo mai meno a un’informazione ai cittadini centrata su puntualità e trasparenza. Un altro problema che stiamo affrontando è quello della <strong>scarsa percezione delle influenze quali malattie potenzialmente mortali</strong>: in certi casi possiamo rilevare una scarsa adesione tra i medici persino alla vaccinazione contro l’influenza stagionale.</p>
<p>Voglio sgombrare il campo da inutili illazioni:<strong> il vaccino contro l’influenza A è assolutamente sicuro</strong>, autorizzato dall’<a href="http://www.emea.europa.eu/" target="_blank">Emea, massima autorità a livello europeo</a>. Certo, come tutti i vaccini è previsto che possa dare qualche reazione, ma <strong>la sua efficacia va valutata in rapporto agli enormi benefici che offre</strong>. Bisogna quindi continuare gli sforzi per promuovere la vaccinazione, anche quando il picco influenzale sarà passato, per evitare problemi più gravi in futuro.</p>
<p>di <em>Ferruccio Fazio</em>, Sottosegretario di Stato al Lavoro Salute e Politiche sociali</p>
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		<title>Sfiducia a Cosentino, caos in Parlamento. Il sottosegretario divide il Pdl e fa litigare l&#8217;opposizione</title>
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		<pubDate>Fri, 20 Nov 2009 10:15:41 +0000</pubDate>
		<dc:creator>emanuele rossi</dc:creator>
		
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		<description><![CDATA[Il "chi sta con chi" sul caso del sottosegretario di Casal di Principe. Gli ex di FI lo sostengono, i finiani gli chiedono un passo indietro. Ma anche l'opposizione non è compatta: presentate 3 mozioni diverse]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<div id="attachment_7979" class="wp-caption alignnone" style="width: 510px"><img class="size-large wp-image-7979" src="http://blog.panorama.it/italia/files/2009/11/cosentino-large.jpg" alt="Nicola Cosentino in una immagine di archivio" width="500" height="371" /><p class="wp-caption-text">Nicola Cosentino in una immagine di archivio</p></div>
<p>&#8220;Non è più nel novero delle cose possibili&#8221;. Così <strong>Gianfranco Fini</strong> pensava di avere stroncato, con una semplice <a href="http://www.adnkronos.com/IGN/News/Politica/REGIONALI-FINI-CANDIDATURA-COSENTINO-NON-E-PIU-POSSIBILE_3976413134.html" target="_blank">dichiarazione</a>, una settimana fa, <strong>la candidatura a presidente della Campania di Nicola Cosentino</strong>, il sottosegretario all&#8217;Economia <a href="http://www.ilmattino.it/articolo.php?id=80139&amp;sez=NAPOLI" target="_blank">per il quale la Procura di Napoli ha chiesto l’arresto</a> dopo le rivelazioni di alcuni pentiti.<span id="more-8446"></span></p>
<p>Ma <strong>l&#8217;idea del presidente della Camera non ha fatto troppi proseliti nel Pdl</strong>: Cosentino <a href="http://www.corriere.it/politica/09_novembre_17/cosentino-tv-dia-bufi_a24b657a-d34c-11de-a0b4-00144f02aabc.shtml" target="_blank">si è difeso da Bruno Vespa, a <em>Porta a Porta</em>,</a> ed è andato dal premier Berlusconi ad annunciargli la sua decisione di non rinunciare alla candidatura e men che meno al posto di sottosegretario.<br />
<strong>Secondo lo stesso Cosentino, il presidente del Consiglio &#8220;ha preso atto&#8221; della situazione.</strong> Il che lascia la porta aperta a tutti gli scenari. E in assenza di un&#8217;indicazione chiara dall&#8217;alto in Parlamento si scatena una querelle interna al Pdl e, di riflesso, anche nell&#8217;opposizione.<br />
<strong></strong></p>
<p><strong>Ad accendere la miccia sono i deputati più vicini al presidente della Camera</strong>: <a href="http://www.italobocchino.com/index.php/Interventi-Blog/Cosentino-non-ha-compreso-mia-richiesta.html" target="_blank">Italo<strong> Bocchino</strong></a><strong> in particolare ha chiesto esplicitamente un passo indietro</strong> a Cosentino. E si è spinto a dire che<strong> <a href="http://www.ilgiornale.it/interni/i_finiani_abboccano_allamo_idv_cosentino_se_ne_deve_andare/18-11-2009/articolo-id=399829-page=0-comments=1" target="_blank">&#8220;valuterà&#8221; la mozione di sfiducia presentata dall&#8217;Idv alla Camera</a></strong> (cui non ha aderito il Pd, ma questa è un&#8217;altra storia&#8230;)<br />
Apriti cielo. Le parole di Bocchino sono state interpretate come un<strong> &#8220;atto di guerra&#8221; dei finiani alla maggioranza</strong>: reazioni sdegnate da gran parte degli ex Forza Italia (Cicchitto:<strong> &#8220;noi siamo garantisti con i nemici, figuriamoci con gli amici</strong>&#8220;) e da un folto gruppo di ex An, mentre altri hanno condiviso la linea del presidente della Camera (<strong>Fabio Granata, Adolfo Urso</strong>) e hanno chiesto esplicitamente a Cosentino di farsi da parte.<br />
E infine c&#8217;è <strong>un terzo gruppo che prova a fare da pontiere</strong>, come <a href="http://www.ilmessaggero.it/articolo.php?id=80893&amp;sez=HOME_INITALIA" target="_blank">uno dei tre coordinatori del Pdl, <strong>Ignazio La Russa</strong></a><strong>, che <a href="http://www.ilgiornale.it/interni/camera_cosentino_persecuzione_giudici/politica-camera_deputati-giustizia-pdl-giunta_autorizzazioni_procdere-richiesta_arresto-cosentino-camorra-difesa/19-11-2009/articolo-id=400056-page=0-comments=1" target="_blank">bacchetta sia un Cosentino troppo loquace con i media</a></strong> (&#8221;Ogni sua polemica personale non aiuta a mantenere la serenità in questa fase delicata (non solo per lui) della vita politica&#8221;) sia Bocchino: &#8221;Io non so come la pensa Fini, ma<strong> so che Bocchino non è il suo portavoce e non voterò una mozione contro Cosentino</strong>&#8221;. Il ministro della Difesa ritiene la candidatura &#8220;inopportuna&#8221; ma preferisce<strong> rimandare al 26 novembre, </strong>quando i quadri del Popolo della libertà riempiranno <strong>le griglie definitive delle candidature per le regionali</strong> della prossima primavera.</p>
<p>Le altre anime della maggioranza si schierano col sottosegretario.<a href="http://www.informazione.it/a/30D90D5B-1EE9-47C9-B272-E1171BA7B01E/CASO-COSENTINO-ROTONDI-CANDIDATURA-NON-DIPENDE-DA-MAGISTRATURA" target="_blank"> Gianfranco Rotondi</a> esprime &#8220;cristiana vicinanza&#8221; al collega di Casal di Principe: &#8220;<strong>La candidatura non la decidono i magistrati</strong>&#8221; dice, ma poi parla di una possibile alternativa: &#8221;In Campania non c&#8217;è un tema Cosentino, in Campania il tema si chiama Camorra. <strong>A Bersani propongo un governo di emergenza composto da Pd, Pdl e Udc che ripulisca le istituzioni e risani le finanze</strong>&#8220;.</p>
<p>Appoggio al sottosegretario arriva dalla<strong> Lega</strong> per bocca dello stesso<a href="http://www.leganord.org/segretariofederale/default.asp" target="_blank"> Senatùr Umberto Bossi</a>: &#8220;No a un garantismo a fasi alterne&#8221;, e dall&#8217;<strong><a href="http://www.irpiniaoggi.it/index.php?option=com_content&amp;task=view&amp;id=25328&amp;Itemid=4" target="_blank">Mpa</a> </strong>con il <strong>componente della bicamerale Antimafia <a href="http://www.camera.it/cartellecomuni/leg16/include/contenitore_dati.asp?tipopagina=&amp;deputato=d302998&amp;source=%2Fdeputatism%2F240%2Fdocumentoxml.asp&amp;position=Deputati\La%20Scheda%20Personale&amp;Pagina=Deputati/Composizione/SchedeDeputati/SchedeDeputati.asp%3Fdeputato=d32490&amp;Nominativo=BELCASTRO%20Elio%20Vittorio" target="_blank">Elio Belcastro</a></strong>: &#8221;Troppa gente è stata perseguita dalla Magistratura per questa ipotesi di reato, inesistente nel nostro Codice Penale ed inventato da certa Magistratura che<strong> ha sinora creato soltanto confusione ed ingiustizie</strong>. Ricordo ad esempio quanto accaduto all&#8217;onorevole<strong><a href="http://www.repubblica.it/2008/10/sezioni/cronaca/assolto-mannino/assolto-mannino/assolto-mannino.html" target="_blank"> Calogero Mannino</a></strong>, che è stato<strong> perseguito ingiustamente per tanti anni,</strong> sino poi alla sua completa assoluzione&#8221;.</p>
<p>E l&#8217;opposizione? <strong>Finalmente compatta</strong> a sfruttare le frizioni nel Pdl? <strong>Ma manco per idea</strong>. Se a parole chiedono quasi tutti le dimissioni di Cosentino, <strong>nei fatti abbondano i distinguo</strong>: tanto che vengono presentate tre diverse mozioni di sfiducia individuali nei confronti del sottosegretario campano,<strong> firmate da Idv, Udc e Pd</strong>.<br />
Per <a href="http://www.unita.it/notizie_flash/65212/cosentino_udc_presenta_mozione_sfiducia_casini_prima_firma" target="_blank">Pierferdinando Casini la candidatura è &#8220;Un&#8217;ipotesi lunare&#8221;</a> e il <strong>leader dell&#8217;Udc e il segretario Cesa sono i primi firmatari della mozione</strong> del partito.  Litigano (come accade da un po&#8217;) invece Idv e Pd, come <strong>spiega Antonio Di Pietro <a href="http://www.antoniodipietro.com/2009/11/caso_cosentino.html" target="_blank">sul suo blog</a></strong>:</p>
<blockquote><p>&#8221;La regola dice che ci vogliono 60 parlamentari per firmare la mozione di sfiducia e per metterla ai voti. Noi dell&#8217;Italia dei Valori siamo 25. Ho chiesto a Bersani di far firmare la mozione di sfiducia contro Cosentino anche dai parlamentari<br />
del Partito Democratico e la risposta che ho ottenuto stata: No, siccome lo avete fatto voi dell&#8217;Italia dei Valori, non metto la firma sotto la vostra. Che metta pure la sua firma sopra la mia, ma che firmi questo documento! Sapete cosa mi ha risposto Bersani? Che la mozione di sfiducia l&#8217;avevano gi depositata loro al Senato l&#8217;anno scorso, ma che non mai stata messa all&#8217;ordine del giorno&#8221;.</p></blockquote>
<p>Di Pietro sostiene anche di essere <strong>stato &#8221;avvicinato da parlamentari del centrodestra stufi di essere rappresentati in questo modo</strong>, che&#8221; ha riferito &#8220;mi hanno <strong>incoraggiato ad andare avanti e chiedere il voto segreto</strong>, perché nel segreto dell&#8217;urna voteranno anche loro per la sfiducia&#8221;.</p>
<p>Così il risultato è che <strong>ci sono 3 mozioni praticamente identiche alla Camera</strong>. Mentre al Senato <a href="http://notizie.tiscali.it/feeds/09/11/17/t_02_20091117_000075.html?ultimora" target="_blank">quella &#8220;originale&#8221; del Pd </a>sarà discussa mercoledì 25, come ha sabilito ieri la conferenza dei capigruppo.<strong><br />
Settimana di barricate e fuoco amico?</strong> Lo sapremo presto, a meno che Cosentino non getti la spugna prima.</p>
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		<title>Il &#8220;Taglialeggi&#8221; Calderoli ora sforbicia 50mila poltrone</title>
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		<pubDate>Fri, 20 Nov 2009 06:58:16 +0000</pubDate>
		<dc:creator>lungi_mirante</dc:creator>
		
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		<description><![CDATA[Il Consiglio dei ministri approva la Carta delle Autonomie del ministro leghista che toglierà consiglieri, assessori in Comuni e Province. Ma gli enti locali non ci stanno]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><img src="http://media.panorama.it/media/foto/2007/10/04/482eea41e391d_zoom.jpg" border="0" alt="Roberto Calderoli Ã¨ raggiante" width="500" /></p>
<p>Semplificare l&#8217;assetto istituzionale e, <strong>tagliando enti e poltrone, risparmiare</strong>. Passato presoché sotto silenzio, il <strong>primo colpo di scure</strong> alla pubblica amministrazione in stile Bisanzio lo ha assestato <strong>il <a href="http://www.governo.it/Notizie/Palazzo%20Chigi/dettaglio.asp?d=52861" target="_blank">Consiglio dei ministri di giovedì 19</a></strong>. Con il via libera al <a href="http://blog.panorama.it/italia/2009/04/01/brunetta-e-maroni-svuotano-le-province-riforma-in-sette-giorni-via-tra-5-anni/" target="_blank"><strong>codice delle Autonomie</strong></a>, preparato dal <a href="http://www.governo.it/Governo/Biografie/ministri/Calderoli_Roberto.html" target="_blank">ministro per la Semplificazione</a> <a href="http://blog.panorama.it/italia/2008/06/14/calderoli-che-cosa-vuol-fare-il-ministro-taglialeggi/" target="_blank">(alias &#8220;Minsitro Taglialeggi&#8221;)</a> <a href="http://blog.panorama.it/italia/2008/12/18/calderoli-il-taglia-leggi-elimina-piu-di-29mila-norme/" target="_blank"><strong>Roberto Calderoli</strong></a>, si <strong>falciano 50mila poltrone e si risparmiano un bel po’ di quattrini</strong>: &#8220;diversi miliardi&#8221;, gongolava il ministro leghista. Il provvedimento taglia-burocrazia, che <strong>ora dovrà affrontare l’iter parlamentare</strong>, stabilisce chi fa cosa nei diversi livelli di governo ma soprattutto razionalizza le autonomie locali.<span id="more-8475"></span></p>
<p>&#8220;Si tratta di un <strong>altro importante risultato ottenuto in tempi brevissimi da questo governo</strong>, che alle chiacchiere preferisce i fatti&#8221;, commentava Calderoli. <strong>Una cura dimagrante per il mammuth dell’amministrazione statale</strong> che ha come effetto immediato quello di raggranellare un po’ di risorse. E <strong>le comunità montane? &#8220;Cesseranno di esistere a livello dell’ordinamento statale</strong> e passeranno, come deciso dalla Corte costituzionale, sotto le <strong>Regioni</strong>. Le Regioni se vorranno farle esistere dovranno fare una loro legge, <strong>rispondere rispetto ai loro elettori e pagarsele</strong>&#8220;.</p>
<p>Regioni ed <strong>enti locali, però, non sono soddisfatti del risultato</strong>, perchè dopo un lungo lavoro di confronto, proseguito fino a ieri sera, <strong>non tutti gli emendamenti da loro richiesti sarebbero stati accolti dal governo</strong>. In particolare, dicono, sarebbero<strong> &#8220;saltate&#8221; le &#8220;modifiche volte a un profondo decentramento dallo Stato a favore di Regioni, Province e Comuni</strong>, che sono le premesse di un vero federalismo&#8221;. <strong>Se così fosse, la riforma si ridurrebbe a un &#8220;semplice restyling&#8221;</strong>, non garantirebbe &#8220;un equilibrio tra i vari livelli di governo e il federalismo fiscale non avrebbe sostenibilità&#8221;, commentavano, <strong>bocciando il testo</strong>, la <a href="http://www.regioni.it/mhonarc/readsqltop1.aspx" target="_blank">Conferenza delle Regioni</a>, l’<a href="http://www.anci.it/index.cfm?layout=dettaglio&amp;IdSez=4871&amp;IdDett=20916" target="_blank">Associazione nazionale dei Comuni italiani</a> e l’<a href="http://www.upinet.it/upinet/contr_edit.bfr" target="_blank">Unione delle Province d’Italia</a>.</p>
<p>Il provvedimento, infatti, rientra in quel <strong>progetto complessivo di riforma dello Stato</strong> che ha il suo cappello nel <a href="http://blog.panorama.it/italia/2009/04/30/il-senato-approva-il-federalismo-fiscale-e-legge/" target="_blank"><strong>federalismo fiscale</strong></a>. La norma <strong>rivede le funzioni assegnate a Comuni e Province, apre la strada alla possibilità di ridurre numericamente le Province</strong> (e conseguentemente delle Prefetture), ma nel contempo ne potenzia i compiti. E soprattutto <strong>riduce i numeri degli organi di governo locale</strong>, mettendo ordine nel sistema degli enti e archiviando i doppioni.</p>
<p>Calderoli ha quantificato, a oggi, in <strong>34 mila i soggetti che svolgono funzioni sovrapponendosi di fatto alle competenza di Comuni e Province</strong>. &#8220;Il numero esatto neppure si conosce&#8221; ha detto &#8220;ma grossolanamente la cifra è questa&#8221;. La <a href="http://www.anci.it/index.cfm?IdSez=2558&amp;layout=sezione" target="_blank"><strong>Carta delle autonomie</strong></a> effettuerà una &#8220;potatura&#8221;. Tra gli enti destinati a chiudere, le comunità montane. &#8220;Oggi sono <strong>367</strong>: il numero spaventa&#8221; ha commentato il ministro leghista. &#8220;Più del 50% dei comuni sono all&#8217;interno di Comunità montane, il che non ha senso&#8221;. Un passaggio spinoso, quest&#8217;ultimo. <strong>&#8220;Le comunità attualmente sono 185 e non 367&#8243;, <a href="http://www.uncem.it/" target="_blank">ha replicato infatti l&#8217;Uncem (Unione comunità montane)</a></strong>, contestando i dati del ministro. Quanto ai sindaci dei piccoli comuni montani si sentono calpestati e parlano di &#8220;scippo&#8221;.</p>
<p>L&#8217;altro <strong>capitolo corposo della norma riguarda assessori e consiglieri</strong>. &#8220;Li ridurremo a 30 mila&#8221;, ha assicurato Calderoli, annunciando un <strong>taglio di 50 mila poltrone tra Comuni e Province</strong>. Gradualmente saranno <strong>abolite anche le circoscrizioni comunali</strong> e &#8220;con loro 6.605 consiglieri e dei 344 presidenti&#8221;. Quanto farà risparmiare tutto questo? Fare i conti è difficile. Ma <strong>una stima, per quanto riguarda il sistema comunale, il ministro l&#8217;ha fatta, quantificandola in circa 150 milioni</strong>: oltre 20% di quei 600 milioni indicato come il costo annuale sostenuto per chi oggi governa e legifera nei Comuni.</p>
<p>Mentre i due responsabili degli enti locali del Pdl <strong><a href="http://www.giovannicollino.it/index.php?id=129" target="_blank">Giovanni Collino</a> e <a href="http://www.mariovalducci.it/" target="_blank">Mario Valducci</a></strong> brindavano (&#8221;Gli elettori ci hanno dato il mandato per cambiare l’Italia e la riforma degli enti locali è parte fondamentale di questo disegno&#8221;), c’era già chi arricciava il naso. <strong><a href="http://www.paolofontanelli.it/" target="_blank">Paolo Fontanelli (&#8221;la voce di Pisa e della Tosca in Parlamento&#8221;)</a>, del Pd, accusa il governo di fare &#8220;propaganda&#8221;</strong> e fa notare che prima bisogna chiarire con quali risorse e con quali norme si attuerà il federalismo fiscale.</p>
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		<title>Video shock ma utile: arrestato il presunto killer ripreso al rione Sanità</title>
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		<pubDate>Thu, 19 Nov 2009 16:36:52 +0000</pubDate>
		<dc:creator>redazione</dc:creator>
		
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		<description><![CDATA[Grazie <strong>a questo cruento filmato</strong>, diffuso a fine ottobre dalla procura di Napoli tra le polemiche, è stato arrestato a Castelvolturno il presunto sicario di Mariano Bacioterracino]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<div id="attachment_8432" class="wp-caption alignnone" style="width: 510px"><img src="http://blog.panorama.it/italia/files/2009/11/sanita-large.jpg" alt="Il killer in azione" width="500" height="371" class="size-large wp-image-8432" /><p class="wp-caption-text">Il killer in azione</p></div>
<p>Scelta forte e sofferta. Che però, pare abbia dato i suoi frutti: <strong>il presunto omicida</strong> di <a href="http://www.ansa.it/web/notizie/rubriche/cronaca/2009/10/29/visualizza_new.html_991557131.html" target="_blank">Mariano <strong>Bacioterracino, 53 anni</strong>, ucciso</a> con 5 colpi di pistola l&#8217;11 maggio scorso in piazza Vergini, <a href="http://it.wikipedia.org/wiki/Rione_Sanit%C3%A0" target="_blank">nel rione Sanità</a>, <strong>è stato fermato dalle forze dell’ordine</strong>. <span id="more-8429"></span></p>
<p>A quanto si è appreso, <strong>il presunto sicario è stato arrestato dai carabinieri del comando provinciale di Napoli a Castel Volturno</strong>, nel Casertano. <a href="http://corrieredelmezzogiorno.corriere.it/napoli/notizie/cronaca/2009/19-novembre-2009/omicidio-bar-sanitapreso-killer-video-choc-1602032602571.shtml" target="_blank">Si chiama, come riportato dal <em>Corriere del Mezzogiorno</em>, Costanzo Apice e ha 27 anni</a>. </p>
<p><strong>Per sei mesi gli inquirenti brancolavano nel buio</strong>: non avevano avuto indicazioni utili su quell&#8217;uomo che, cappellino in testa, davanti a un bar con freddezza colpì più volte il suo obiettivo, incurante dei passanti.<br />
Poi, a fine ottobre, <a href="http://blog.panorama.it/italia/2009/10/29/cosi-uccide-la-camorra-a-napoli-il-video-shock-di-unesecuzione/" target="_blank">la <strong>decisione della procura partenopea di diffondere le immagini shock dell&#8217;esecuzione</strong></a>: una scelta sofferta e che ha suscitato forti polemiche, ma che dopo 21 giorni ha portato all&#8217;identificazione del presunto killer.  </p>
<p>&#8220;Quella del video shock&#8221; aveva <a href="http://www.rainews24.rai.it/it/news.php?newsid=133579" target="_blank">commentato giorni fa il procuratore di Napoli Giovandomenico Lepore</a> &#8220;è stata un&#8217;<em>extrema ratio</em> alla quale siamo stati <strong>costretti a ricorrere perché nessuno collaborava</strong>. Ma si è trattato anche di un successo ad alto costo, perchè facendo il giro del mondo, quel video ha proposto il lato brutto di Napoli. è stata una scelta sofferta, ma anche l&#8217;ultimo tentativo dopo sei mesi di silenzi&#8221;. Una decisione <a href="http://it.reuters.com/article/topNews/idITMIE5A102E20091102" target="_blank">criticata, tra gli altri, anche dal ministro dell&#8217;Interno</a>, Roberto Maroni, secondo il quale quelle immagini &#8220;hanno dato l&#8217;idea di una città, Napoli, ben diversa dalla realtà&#8221;.</p>
<p>Da giorni sia i carabinieri che gli uomini della squadra mobile erano sulle sue tracce. <strong>L&#8217;identificazione dell&#8217;uomo</strong>, si legge in una nota della Procura della Repubblica di Napoli, è stata possibile &#8220;anche <strong>in virtù della diffusione del filmato</strong> che riproduceva la consumazione del crimine&#8221;.<br />
Il fermo di Apice <strong>dovrà essere convalidato dalla Procura di Santa Maria Capua Vetere</strong>, competente per il territorio della provincia di Caserta.</p>
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		</item>
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		<title>Il futuro di Bertolaso: soccorrere la politica? Oggi no, ma domani&#8230;</title>
		<link>http://blog.panorama.it/italia/2009/11/19/il-futuro-di-bertolaso-soccorrere-la-politica-oggi-no-ma-domani/</link>
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		<pubDate>Thu, 19 Nov 2009 15:08:57 +0000</pubDate>
		<dc:creator>redazione</dc:creator>
		
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		<description><![CDATA[Il sottosegretario per l'emergenza ai rifiuti lascia la Protezione civile, orgoglioso di averne fatto una struttura efficiente. E giura di non mirare ad altre poltrone. Almeno non prima di una missione in Africa]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><img src="http://media.panorama.it/media/foto/2008/05/30/483fc157f2027_zoom.jpg" border="0" alt="Guido Bertolaso" width="500" /></p>
<p>L&#8217;<a href="http://blog.panorama.it/italia/2009/04/12/in-prima-linea-in-abruzzo-mi-chiamo-bertolaso-risolvo-problemi/" target="_blank"><strong>uomo dell&#8217;emergenza</strong></a>, <a href="http://blog.panorama.it/italia/tag/rifiuti/" target="_blank">spazzatura</a>, incendi, <a href="http://blog.panorama.it/italia/2009/07/10/ritratto-di-bertolaso-luomo-giusto-nel-posto-giusto-anche-al-g8/" target="_blank"><strong>terremoti</strong></a>, <a href="http://blog.panorama.it/italia/2009/07/01/decine-di-treni-a-rischio-in-italia-ecco-la-mappa-interattiva/" target="_blank">disastri ferroviari</a>, ha detto stop.  <a href="http://www.governo.it/Governo/Biografie/sottosegretari/bertolaso_guido.html" target="_blank"><strong>Guido Bertolaso</strong></a>, fino al 31 dicembre prossimo <a href="http://www.protezionecivile.it/cms/view.php?dir_pk=187&amp;cms_pk=16736" target="_blank">capo della Protezione civile</a>, va <strong>in pensione</strong>, o meglio cambia lavoro. <span id="more-8419"></span>Ma ha ancora da fare: <strong><a href="http://gallery.panorama.it/gallery/frana_ischia_ritrovata_ragazza_morta_nel_fango/189049_frana_ischia_ritrovata_ragazza_morta_nel_fango.html" target="_blank">la frana di Ischia del 9 novembre</a> è il più recente gravoso impegno</strong>. &#8220;Provo grande rabbia e tristezza perché questo significa che tutto il lavoro fatto fino a oggi non è stato sufficiente&#8221; ha commentato a caldo.<br />
Bertolaso <strong>aveva deciso di non rilasciare più interviste: questa è un&#8217;eccezione</strong>.<br />
<strong>Perché lascia la Protezione civile?</strong><br />
Perché ormai sono peggio di un presidente della Repubblica. Loro hanno sette anni di mandato. Io ne ho già fatti otto e mezzo. La gente non ne potrà più della mia faccia.<br />
<strong>Eppure, c&#8217;è chi l&#8217;ha ribattezzata San Bertolaso.</strong><br />
Bertolaso è sufficiente.<br />
<strong>Ha sconfitto i terremoti, soccorso i più deboli, salvato paesi dalle eruzioni. Ha confortato, accolto, ricostruito. È <a href="http://www.protezionecivile.it/cms/view.php?dir_pk=5&amp;cms_pk=16462" target="_blank">difficile immaginarla davanti alla televisione</a> con i popcorn o ad accompagnare al parco i nipotini.</strong><br />
Infatti non sarà così. Ho il mio grande sogno nel cassetto: l&#8217;Africa.<br />
<strong>Pure lei come Walter Veltroni. Non è che poi ci ripensa?</strong><br />
È già deciso. Non ci ripenso. In Africa sono già stato. E ci tornerò a breve, allo scadere del mio mandato.<br />
<strong>Qual è il progetto?</strong><br />
Sono laureato in medicina con specializzazione in malattie infettive. Ho lavorato anche in Thailandia. Torno in Africa per due ragioni.<br />
<strong>Ovvero?</strong><br />
La prima lavorare al fianco di un&#8217;associazione di medici volontari cattolici. Starò lì per un bel po&#8217;.<br />
<strong>E la seconda ragione?</strong><br />
Voglio ritrovare me stesso. Dopo tutto questo tempo in cui sono stato letteralmente frullato e che mi ha permesso però di vincere tanti scudetti, ho bisogno di stare accanto alle persone care: mia moglie e le mie figlie. E anche di fare mente locale.<br />
<strong>Sul suo prepensionamento a 59 anni non sono mancate congetture. Come quella <a href="http://www.ilgiornale.it/interni/bertolaso_e_stufo_sono_pronto_lasciare/10-11-2009/articolo-id=397761-page=0-comments=1" target="_blank">apparsa sul <em>Giornale</em></a>: si è ventilato che la sua uscita di scena dipenda dalle inchieste che la riguardano. Cosa replica?</strong><br />
Le indagini non fanno mai piacere, ma la mia decisione nasce altrove: tutte le esperienze hanno un inizio e una fine. Considero chiuso questo momento della mia vita.<br />
<strong>Ma che cosa pensa dei magistrati?</strong><br />
Come in tutti i lavori, ci sono quelli bravi e quelli meno bravi. Con alcuni di loro ho un ottimo rapporto, come per esempio Vincenzo Galgano; altri non li conosco abbastanza bene per poter giudicare.<br />
<strong>La Protezione civile oggi è per tutti Guido Bertolaso. La gente le chiede autografi, la fotografa come un divo, la tocca. È vero l&#8217;assioma in base al quale nessuno è indispensabile?</strong><br />
Proprio così. Ed è sbagliato identificare un&#8217;istituzione con una persona. Quando ho cominciato, il consenso nei confronti della Protezione civile,<a href="http://blog.panorama.it/italia/2007/11/05/missione-arcobaleno-otto-anni-dopo-arriva-lora-del-giudizio/" target="_blank"> dopo la missione Arcobaleno in Kosovo</a>, era pari a zero. Oggi i risultati sono sotto gli occhi di tutti. Abbiamo risolto il problema rifiuti in Campania, ma anche il dopo disastro ferroviario a Viareggio. Il mese prossimo consegnerò l&#8217;ultima chiave agli sfollati dell&#8217;Aquila. Poi riprenderò in mano la mia vita.<br />
<strong>E il dopo Bertolaso?</strong><br />
Ci penserà chi di dovere.<br />
<strong>Secondo le voci della politica, il suo parere sarà determinante per la scelta di chi la sostituirà. Ha in mente qualcuno?</strong><br />
Tutti i nomi che circolano vanno benissimo. <a href="http://poliziadistato.it/articolo/1502-Giovanni_De_Gennaro" target="_blank">Gianni De Gennaro, ex capo della polizia</a>; Paolo <a href="http://www.vigilfuoco.it/informazioni/organigramma/default.asp?menu=2" target="_blank">Tronca, attuale numero uno dei vigili del fuoco</a>; il prefetto dell&#8217;Aquila,<a href="http://www.libero-news.it/adnkronos/view/95455" target="_blank"> Franco Gabrielli</a>, mio attuale vice.<br />
<strong>Si fanno anche i nomi del prefetto <a href="http://www.interno.it/mininterno/export/sites/default/it/sezioni/ministero/dipartimenti/dip_immigrazione/scheda_22730.html" target="_blank">Mario Morcone, capo del dipartimento immigrazione al ministero dell&#8217;Interno</a>, e dell&#8217;ex direttore del Sismi, Niccolò Pollari.</strong><br />
Ripeto. Sono tutti bravissimi.<br />
<strong>Lei è un pensionato troppo giovane: non sarà forse tentato dalla politica?</strong><br />
Non rientra nei miei progetti attuali.<br />
<strong>Però è berlusconiano&#8230;</strong><br />
Cerco di fare bene il mio mestiere chiunque sia il presidente del Consiglio. Ma ho grande stima di Silvio Berlusconi, è evidente.<br />
<strong>Ha collezionato tanti successi: dal <a href="http://it.wikipedia.org/wiki/Giubileo_del_2000" target="_blank">Giubileo</a> alle giornate mondiali della gioventù. Mai un&#8217;amarezza?</strong><br />
Una sola, veramente grande.<br />
<strong>Quale?</strong><br />
Napoli. Si poteva evitare all&#8217;Italia quella <a href="http://gallery.panorama.it/gallery/cronaca_emergenza_rifiuti_a_napoli/4857_napoli.html" target="_blank">vergogna in mondovisione</a>.<br />
<strong>C&#8217;è chi ha detto che lei si innamora della cause perse. Nel 2000 anche la Protezione civile lo era?</strong><br />
Allora c&#8217;era <a href="http://www.uniroma3.it/persona.php?persona=zlIOQd0H3R5IuPCbIVYCy5s1cVmZBQTUoLgfPsdoZJA=&amp;cf={cf}" target="_blank">Franco Barberi</a>. Fu invischiato nello scandalo Arcobaleno, l&#8217;operazione per il sostegno ai profughi albanesi. Ma non fu colpa sua: non c&#8217;entrava niente, venne travolto da alcuni che ne capivano anche troppo bene i meccanismi contabili: 100 miliardi di lire a disposizione, una parte spesa male. Ma è acqua passata. Ora lascio una Protezione civile forte e salda. E con un&#8217;immagine rinnovata. Chiunque verrà dopo di me avrà presente quale responsabilità eredita. Io ce l&#8217;ho messa tutta anche trasmettendo messaggi positivi di informazione e di educazione. Se poi qualcuno mi ha creduto e ascoltato, tanto meglio.<br />
<strong>L&#8217;ultima tirata di orecchie da capo della Protezione civile a chi l&#8217;ha fatta?</strong><br />
Ho detto a tutti i sindaci d&#8217;Italia che è ora di finirla con le sagre della salsiccia, del ventaglio, del tartufo d&#8217;oro&#8230; Sarebbe meglio che i fondi fossero utilizzati per la sicurezza del territorio. Ma con le sagre si vincono le elezioni, con la prevenzione no.</p>
<p>di <em>Romana Liuzzo</em></p>
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		<title>A Strasburgo, la corte che vorrebbe sequestrare Gesù</title>
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		<pubDate>Thu, 19 Nov 2009 14:53:57 +0000</pubDate>
		<dc:creator>silvia.grilli</dc:creator>
		
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		<description><![CDATA[L’ultima sentenza, contro i crocefissi nelle aule scolastiche, ha creato sconcerto. Ma chi sono e come agiscono i giudici di Strasburgo? <em>Panorama</em> è andato a bussare alla loro porta]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<div id="attachment_8459" class="wp-caption alignnone" style="width: 510px"><img src="http://blog.panorama.it/italia/files/2009/11/corte-strasburgo-01-large.jpg" alt="Il palazzo della Corte europea dei diritti dell’uomo a Strasburgo" width="500" height="350" class="size-large wp-image-8459" /><p class="wp-caption-text">Il palazzo della Corte europea dei diritti dell’uomo a Strasburgo</p></div>
<p>Il palazzo della <a href="http://www.coe.int/T/I/Corte_europea_dei_Diritti_dell%27Uomo/" target="_blank"><strong>Corte europea dei diritti dell&#8217;uomo</strong></a> si trova a Strasburgo, in Alsazia, tra i ponti dell&#8217;Ill, affluente del Reno (<a href="http://maps.google.it/maps?q=Corte%20europea%20dei%20diritti%20dell%27uomo&amp;oe=utf-8&amp;rls=org.mozilla:it:official&amp;client=firefox-a&amp;um=1&amp;ie=UTF-8&amp;sa=N&amp;hl=it&amp;tab=wl" target="_blank">qui la <strong>MAPPA</strong></a>). È in cemento armato e vetro per fare entrare la luce del sole che qui, di solito, è avara. <strong>Dentro non si vedono crocefissi, bandiere o altri simboli</strong>. <span id="more-8439"></span></p>
<p>Eccetto all&#8217;ingresso, dove si nota la testa di Rolv Ryssdal, un defunto presidente norvegese della Corte, oppure nello studio di <strong>Paolo Cancemi, capo della divisione giuridica degli affari italiani</strong>, dove è appesa una <strong>foto di Alberto Sordi</strong>.</p>
<p>In questo palazzo, il 3 novembre, una camera di &lt;<a href="http://blog.panorama.it/mondo/2009/11/04/crocifissi-a-scuola-perche-do-ragione-alla-corte-europea/" target="_blank">strong&gt;sette giudici ha condannato l&#8217;Italia per aver violato il diritto dei genitori a educare i figli secondo le proprie convinzioni</a>. Era successo che <a href="http://www.corriere.it/cronache/09_novembre_04/tempo-talebani-cattolici-crocifisso-imarisio_fcf4aa5e-c90b-11de-a52f-00144f02aabc.shtml" target="_blank"><strong>Soile Lautsi</strong></a>, moglie finlandese di un cittadino italiano, si era molto <strong>impegnata per far crescere nella laicità i propri figli</strong> di 11 e 13 anni.</p>
<p>Purtroppo per lei nella scuola media di Abano Terme, frequentata dai due ragazzi nel 2001, c&#8217;erano <strong>dei crocefissi che li disturbavano</strong>. Così la signora <strong>prima si è rivolta al tar del Veneto</strong> e poi al <a href="http://www.giustizia-amministrativa.it/" target="_blank"><strong>Consiglio di Stato</strong></a>. Poiché nessuno si è sognato di rimuovere quelle croci, è approdata all&#8217;ultima spiaggia: la Corte dei diritti dell&#8217;uomo.<br />
Ora i suoi figli sono cresciuti, <strong>nessun carabiniere farà irruzione per sequestrare Gesù</strong>, la Corte ha condannato l&#8217;Italia <strong>a versarle 5 mila euro come danno morale</strong>.</p>
<p>Ma il guaio è un altro: <a href="http://www.tgcom.mediaset.it/cronaca/articoli/articolo464812.shtml" target="_blank"><strong>il governo italiano dovrà chiedere alla Grande camera di Strasburgo il rinvio della sentenza</strong></a>, perché, <strong>se diventasse definitiva, dovrebbe risolvere la questione davanti al Comitato dei ministri del Consiglio d&#8217;Europa</strong>.<br />
Come quando si tolgono i quadri, molte sagome di vernice più chiara potrebbero rimanere sui muri delle nostre scuole, al posto di simboli religiosi, segni della cultura italiana.<br />
<strong>Non è fantascienza, perché di solito le sentenze di Strasburgo le ascoltano</strong>. Qualche giorno fa, una lesbica francese che convive con un&#8217;altra donna ha ottenuto il diritto all&#8217;adozione, dopo essersi rivolta alla Corte dei diritti dell&#8217;uomo, che <strong>ha condannato la Francia per discriminazione sessuale.</strong> In Italia la sentenza sul crocefisso ha sconcertato quasi tutti. La corte di Strasburgo è stata perfino accusata di distruzione delle icone religiose. &#8220;Un conto è che lo Stato non possa imporre il crocefisso&#8221; dice <a href="http://www.unibo.it/SitoWebDocente/default.htm?NRMODE=Published&amp;TabControl1=TabAvvisi&amp;MAT=030686&amp;news=6167" target="_blank"><strong>Lucia Serena Rossi, docente di diritto internazionale all&#8217;Università di Bologna</strong></a>, &#8220;ma trasformarlo da imposizione in divieto è eccessivo, considerato che si tratta di una tradizione diffusa&#8221;.</p>
<p>Il <a href="http://www.coleurop.be/w/Vincent.Berger" target="_blank"><strong>giureconsulto della Corte, Vincent Berger</strong></a>, uomo pacato dai capelli bianchi, rivela una certa dose d&#8217;immaginazione: &#8220;Se la sentenza diventasse definitiva&#8221; dice &#8220;per tutelare le convinzioni religiose individuali ci potrebbero chiedere di tutto: togliere i tempietti votivi dalle strade o altre cose del genere&#8221;. Secondo Berger, <strong>la Corte potrebbe accettare il rinvio del governo italiano e aprire una procedura davanti alla Grande camera</strong>: &#8220;Perché è una questione grave che coinvolge molti paesi, un terreno vergine senza giurisdizione. Di fatto, è la prima sentenza sul divieto di un simbolo religioso che non sia un velo, un turbante, un capo di abbigliamento&#8221;.</p>
<p>In quei casi, i ricorsi erano stati respinti dalla Corte, che ha sempre giustificato gli interventi degli stati in difesa della laicità. Per esempio, <strong>i giudici hanno deciso che non violano la libertà di religione il divieto imposto a un francese di dottrina sikh che rivendicava il diritto a non togliersi il turbante nemmeno per farsi identificare</strong>, a una studentessa turca che voleva indossare il velo all&#8217;università, anche quello imposto a una maestra svizzera, convertita all&#8217;Islam, che pretendeva di presentarsi tutta coperta nella scuola elementare dove insegnava.</p>
<p>All&#8217;ufficio interno di smistamento della posta arriva di tutto. <strong>Brigitte Lotz</strong>, signora dedita alla causa, mostra <strong>i plichi appena recapitati dall&#8217;Italia: bustone gialle col timbro di studi di avvocati, lettere scritte a mano da cittadini qualunque</strong>. Ogni giorno vengono aperte <strong>2.500 richieste di ricorso</strong>, il 30 per cento dalla Russia, il 5 per cento dal nostro Paese. Paolo Cancemi riassume che gli italiani protestano soprattutto per le lungaggini dei processi, i trattamenti umani degradanti ai detenuti in regime duro, le espulsioni degli immigrati, l&#8217;affidamento dei minorenni. Giungono anche rivendicazioni bizzarre: persone convinte di essere perseguitate dai marziani, altre certe di essere spiate. <strong>Un tedesco e un azero hanno provato a darsi fuoco davanti all&#8217;ingresso della Corte sostenendo di essere vittime di incredibili ingiustizie</strong>. E poi senzatetto che sostano esibendo cartelli, una polacca che si è incatenata.</p>
<p>Il quotidiano della Cei <a href="http://www.avvenire.it/Commenti/QUEI+GIUDICI+CHE+VORREBBERO+FARCI+TUTTI+PI+POVERI_200911050821122500000.htm" target="_blank"><strong><em>Avvenire</em> ha titolato la vicenda di Abano Terme: &#8220;I sette giudici del crocefisso&#8221;</strong></a>. Ma <strong>chi sono</strong> questi giudici? A quali principi s&#8217;ispirano? <strong>Il presidente della <a href="http://www.echr.coe.int/ECHR/FR/Header/The+Court/The+Court/The+Sections/" target="_blank">sezione che ha condannato l&#8217;Italia all&#8217;unanimità è la belga Françoise Tulkens</a></strong>. Gli altri sono il portoghese Ireneu Cabral Barreto, che arriva dalla corte suprema del suo paese; <strong>l&#8217;italiano Vladimiro Zagrebelsky</strong>, scelto dal governo dell&#8217;Ulivo come responsabile dell&#8217;ufficio legislativo del ministero della Giustizia; la 39enne lituana Danutò Joãienò; l&#8217;ex ambasciatore serbo in Svizzera Dragoljub Popoviç; <strong>l&#8217;ungherese András Sajó che ha fondato un movimento contro la pena di morte</strong>; e Isil Karakas, prima donna turca alla Corte.</p>
<p>Nello studio di <strong>Tulkens, 67 anni, l&#8217;unico simbolo appeso alle pareti è la cartolina di una divinità thailandese</strong>. Prima di arrivare alla Corte, ha <strong>insegnato 30 anni <a href="http://www.uclouvain.be/" target="_blank">all&#8217;Università cattolica di Lovanio</a></strong><a href="http://www.uclouvain.be/" target="_blank">, in Belgio</a>, &#8220;dove&#8221; ricorda &#8220;non c&#8217;erano crocefissi nelle aule&#8221;. Alla domanda se è cattolica, risponde di sì, ma non è praticante. <strong>Chiedo se le sentenze della Corte non siano il frutto di una visione talebana della laicità, una forma rovesciata di religiosità</strong>. Scuote la testa e va a cercare un opuscolo azzurrino intitolato <a href="http://www.unhcr.it/news/dir/15/view/376/convenzione-europea-per-la-salvaguardia-dei-diritti-delluomo-e-delle-liberta-fondamentali-37600.html" target="_blank"><em>Convenzione di salvaguardia dei diritti dell&#8217;uomo e delle libertà fondamentali</em></a>. Poi con la penna <strong>cerchia l&#8217;articolo 2 sul diritto all&#8217;istruzione</strong>: &#8220;Lo stato, nell&#8217;esercizio delle funzioni che assumerà nel campo dell&#8217;educazione e dell&#8217;insegnamento,<strong> rispetterà il diritto dei genitori di assicurare quest&#8217;educazione e quest&#8217;insegnamento in conformità con le loro convinzioni religiose e filosofiche</strong>&#8220;. Chiedo di parlare <a href="http://www.echr.coe.int/ECHR/FR/Header/The+Court/The+Court/Judges+of+the+Court/" target="_blank">all&#8217;italiano Zagrebelsky</a>. Con <strong>un&#8217;email risponde che i giudici della Corte non incontrano abitualmente i giornalisti</strong>. Torinese di origine russa, Zagrebelsky ha 69 anni, una madre di confessione valdese, e <strong>nel 2001 è stato eletto a Strasburgo dopo aver avuto la meglio fra tre candidati del governo di Giuliano Amato</strong>. Rieletto nel 2007 su proposta del governo di Romano Prodi, era tra i componenti della <a href="http://www.echr.coe.int/ECHR/FR/Header/The+Court/The+Court/The+Grand+Chamber/" target="_blank"><strong>Grande camera</strong></a> che, due anni fa, ha condannato la Norvegia per non aver concesso ai genitori di alcuni alunni la dispensa dal frequentare un corso sulla religione cristiana.</p>
<p>Ed era anche tra chi ha respinto, giudicandolo irricevibile, il ricorso presentato da cittadini e associazioni contro la sentenza della Corte d&#8217;appello di Milano che aveva permesso d&#8217;interrompere l&#8217;alimentazione di <a href="http://blog.panorama.it/italia/?tag=eluana-englaro" target="_blank"><strong>Eluana Englaro</strong></a>, in coma irreversibile da 17 anni. <strong>Il giudice portoghese Barreto, 68 anni, è quello che più si è posto il problema dell&#8217;effetto della sentenza sul crocefisso</strong>, perché anche dalle sue parti quel simbolo porta con sé una tradizione intrisa di passione, credenze, valori accumulati nel tempo. <strong>Ma, alla fine, l&#8217;unanimità ha prevalso</strong>.<br />
Bisogna dire, però, che non sempre <strong>i sette giudici del crocefisso vanno d&#8217;accordo</strong>. L&#8217;ungherese Sajó e la turca Karakas hanno dissentito da Zagrebelsky e dagli altri quando si è trattato di emettere <a href="http://www.ilsole24ore.com/art/SoleOnLine4/Italia/2009/02/cofferati-cgil-bossi-processo.shtml?uuid=ad0824e4-0282-11de-9fad-9a786367f95c&amp;DocRulesView=Libero" target="_blank">un&#8217;altra condanna contro l&#8217;Italia</a>. Era il 2002, <strong>Sergio Cofferati, allora segretario della Cgil, aveva fatto ricorso a Strasburgo</strong> perché, in un&#8217;intervista, e perciò fuori dal perimetro della Camera che gli garantiva l&#8217;immunità parlamentare, il leader della Lega Umberto Bossi aveva accusato la Cgil di aver contribuito al clima di odio che aveva portato all&#8217;omicidio del giuslavorista Marco Biagi. <strong>Ma chi decide quali giuristi vadano a Strasburgo? E chi li paga? </strong></p>
<p>Funziona così: <strong>i governi dei 47 paesi che hanno firmato la Convenzione sui diritti dell&#8217;uomo propongono tre giudici, fra questi i parlamentari del Consiglio d&#8217;Europa ne eleggono uno</strong>. I giudici sono stipendiati dalla Corte, finanziata dall&#8217;Europa che le ha versato nel 2009 56 milioni di euro (l&#8217;Italia 6.737.304). <strong>Guadagnano 18.426 euro netti al mese incassati in anticipo, non pagano le tasse, non hanno la pensione, ma godono di statuto diplomatico e immunità</strong>. Su alcuni <a href="http://ambrox.wordpress.com/2009/11/03/corte-europea-dei-diritti-contro-crocifisso/" target="_blank">blog</a>, ultimamente, li hanno massacrati. I giornali sono stati più miti: il <a href="http://www.corriere.it/editoriali/09_novembre_06/lepri_73e3b638-ca9b-11de-89f9-00144f02aabc.shtml" target="_blank"><em>Corriere della sera</em> ha scritto che dovrebbero riflettere prima di agire</a>. Vittorio Feltri sul <em>Giornale</em> si è chiesto se a Strasburgo non giri per caso troppa birra.</p>
<p><strong>I NUMERI DELLA CORTE </strong><br />
La Corte europea dei diritti dell&#8217;uomo è stata <strong>istituita nel 1959</strong>. Da allora ha emesso circa <strong>10 mila sentenze contro gli stati membri</strong>, che oggi sono 47. Il Vaticano non è uno stato membro. <strong>L&#8217;Italia è seconda dopo la Romania per risarcimenti</strong> richiesti in seguito alle condanne della Corte: <strong>9.737.505 euro (dato definitivo del 2008)</strong>. La causa più costosa è quella intentata contro lo stato russo da parte degli azionisti della Yukos, che chiedono 92miliardi di dollari. <strong>56.616.100 euro</strong>: è il bilancio previsto dalla Corte per l&#8217;anno 2009. <strong>6.737.304 euro: è il contributo italiano alla Corte europea per l&#8217;anno 2009</strong>. 6.109: sono le richieste pendenti al 14 maggio 2009.</p>
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		<item>
		<title>Che fine hanno fatto i compagni di Casarini? Ecco la carriera degli ex &#8220;capetti&#8221; No Global</title>
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		<pubDate>Thu, 19 Nov 2009 12:40:04 +0000</pubDate>
		<dc:creator>massimo morici</dc:creator>
		
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		<description><![CDATA[Dopo gli anni ruggenti della disobbedienza, l'ex leader delle Tute Bianche ha aperto la partita Iva; Agnoletto cerca lavoro; don Vitaliano ha una parrocchia virtuale....]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<div id="attachment_8402" class="wp-caption aligncenter" style="width: 510px"><img class="size-large wp-image-8402" src="http://blog.panorama.it/italia/files/2009/11/casarini_agnoletto_caruso2-large.jpg" alt="No global: Francesco Caruso (a sinistra), Luca Casarini (al centro) e Vittorio Agnoletto" width="500" height="371" /><p class="wp-caption-text">No global: Francesco Caruso (a sinistra), Luca Casarini (al centro) e Vittorio Agnoletto</p></div>
<p>Che fine hanno fatto i leader (gli altri, orami ex) dei <strong><a href="http://it.wikipedia.org/wiki/Movimento_no-global" target="_blank">No global</a></strong>? La domanda rimbalza tra i lettori ai quali, di certo, non è sfuggita l&#8217;intervista a <a href="http://www.facebook.com/people/Luca-Casarini/1002499412" target="_blank"><strong>Luca Casarini</strong></a> comparsa su <strong><em><a href="http://www.lastampa.it/redazione/cmsSezioni/cronache/200911articoli/49507girata.asp" target="_blank">La Stampa</a></em></strong> e il profilo delineato da <strong><em><a href="http://blog.ilgiornale.it/filippi/2009/11/18/casarini-il-no-global-diventato-padroncino/" target="_blank">Il Giornale</a></em></strong>. L&#8217;ex leader delle tute bianche, infatti, <a href="http://blog.panorama.it/italia/2009/11/18/da-no-global-a-no-tasse-la-curiosa-storia-di-luca-casarini-neo-imprenditore/" target="_blank"><strong>è</strong> <strong>diventato un piccolo imprenditore</strong></a>.<span id="more-8389"></span></p>
<p>Dopo aver aperto la partita Iva, ha scoperto che la pressione fiscale italiana è pesantissima. E <strong>vorrebbe non pagare le tasse</strong>, proprio come la maggior parte dei piccoli imprenditori che votano da anni il centrodestra (che poi, alla fine dei conti e fuori dai luoghi comuni, le tasse invece le pagano).</p>
<p><strong>Ma che cosa combinano oggi</strong>, si diceva, <strong>gli altri &#8220;capetti&#8221;</strong>, che insieme a lui guidavano i cortei con megafono in mano, tra <strong>espropri proletari (i No Global preferivano definire così due reati</strong> che la legge definisce &#8220;appropriazione indebita&#8221; e &#8220;furto&#8221;) e occupazioni?</p>
<p><strong>Vittorio Agnoletto</strong><br />
Uno dei volti più noti, Agnoletto per molti anni, dal lunedì al venerdì, ha fatto il<strong> medico del lavoro</strong> in un&#8217;azienda metalmeccanica di Milano. Nel tempo libero partecipava a cortei e manifestazioni. Questa <a href="http://www.vittorioagnoletto.it/index.php?page=chi-sono" target="_blank">la sua vita</a> fino a giugno 2004, quando viene <strong>eletto come <a href="http://www.europarl.europa.eu/sides/getDoc.do?pubRef=-//EP//TEXT+CRE+20081217+ITEM-013+DOC+XML+V0//IT&amp;language=IT&amp;query=INTERV&amp;detail=3-287" target="_blank">indipendente nelle liste di Rifondazione Comunista</a> al <a href="http://www.europarl.europa.eu/ep-dif/28975_29-06-2004.PDF" target="_blank">Parlamento Europeo</a></strong> (membro della Commissione per gli Affari esteri, membro della Sottocommissione per i Diritti dell’uomo, membro della delegazione dell’Assemblea parlamentare paritetica ACP-UE).<br />
Scaduto il mandato, <strong>Agnoletto nel 2009 <a href="http://www.vittorioagnoletto.it/index.php?mact=News,cntnt01,detail,0&amp;cntnt01articleid=740&amp;cntnt01returnid=65" target="_blank">ci riprova</a></strong>: gli toccano 37mila preferenze ma <strong>Rifondazione comunista <a href="http://blog.panorama.it/mondo/tag/vittorio-agnoletto/" target="_blank">non raggiunge il quorum</a></strong>: stavolta niente poltrona a Bruxelles.<br />
Quindi si mette a cercare lavoro, ma non lo trova. <strong>&#8220;È difficile che un&#8217;azienda mi assuma&#8221;</strong>, confessa in una recentissima intervista ad <em><strong><a href="http://www.vittorioagnoletto.it/index.php?mact=News,cntnt01,print,0&amp;cntnt01articleid=820&amp;cntnt01showtemplate=false&amp;cntnt01returnid=65" target="_blank">Affari Italiani</a></strong></em>. &#8220;Il medico del lavoro viene scelto dal datore di lavoro. E non è facile trovarne uno che scelga me&#8221;. Perché (chiede il giornalista) è un vero &#8220;rompi scatole&#8221;? <strong>&#8220;Perché sono scomodo&#8221;, risponde lui</strong>: nel 1989 è stato licenziato da una azienda chimica per aver richiesto interventi ambientali per tutelare la salute dei lavoratori.  <strong><br />
In realtà, sogna ancora un ruolo politico</strong>, ma &#8220;Lavorando sui progetti, a sinistra del Pd, e lasciando stare le ideologie e gli interessi individuali. Qualcosa sul modello della Linke tedesca, che è il quarto partito e conta parecchio&#8221;. <strong>Nel frattempo si muove per &#8220;Tornare a fare il medico del lavoro</strong>. O a occuparmi di aids, sanità e diritti umani. E mi sto rivolgendo a organizzazioni non governative internazionali:<strong> in Italia trovo solo porte sbarrate</strong>&#8220;.<br />
Comunque ha l&#8217;agenda piena di impegni: il prossimo, <strong>dal 25 al 27 novembre</strong>, volerà <strong>a Siviglia per seguire il <a href="http://www.undp.org/" target="_blank">Forum del programma delle Nazioni Unite per lo sviluppo</a></strong>.</p>
<p><strong>Francesco Caruso</strong><br />
Ex leader dei no global napoletani, <strong><a href="http://www.openpolis.it/politico/276" target="_blank">ex parlamentare per Rifondazione</a> comunista</strong> <a href="http://legxv.camera.it/cartellecomuni/leg15/include/contenitore_dati.asp?tipopagina=&amp;deputato=d301527&amp;source=%2Fdeputatism%2F240%2Fdocumentoxml%2Easp&amp;position=Deputati\La%20Scheda%20Personale&amp;Pagina=Deputati/Composizione/SchedeDeputati/SchedeDeputati.asp%3Fdeputato=d301527&amp;Nominativo=CARUSO%20Francesco%20Saverio" target="_blank">dal 2006 al 2008</a>, Caruso è ancora attivo nella sinistra radicale. <em>Panorama.it</em> lo intercettò lo scorso luglio mentre stava raggiungendo il corteo contro il <a href="http://blog.panorama.it/italia/2009/07/08/g8-allaquila-i-luoghi-le-immagini-le-opinioni-tutto-sul-summit-dabruzzo/" target="_blank"><strong>G8 a L&#8217;Aquila</strong></a>. &#8220;Non siamo più quelli di una volta&#8221;, <a href="http://blog.panorama.it/italia/2009/07/10/il-no-global-caruso-non-siamo-piu-quelli-di-genova-ma-a-laquila-faremo-sentire-i-nostri-no/" target="_blank">disse</a>. E aveva ragione: <strong>erano poco più di 5.000, a Genova nel 2001 cento volte tanto</strong>. Il 19 dicembre, comunque, sarà a Ponte San Giovanni (Reggio Calabria) contro la costruzione del <strong><a href="http://blog.panorama.it/economia/tag/stretto-di-messina/" target="_blank">ponte sullo Stretto</a></strong>. Megafono in mano, ovviamente. Caruso, inoltre, gestisce il <strong><a href="http://altrosud.wordpress.com/" target="_blank">blog/sh</a></strong><strong><a href="http://altrosud.wordpress.com/" target="_blank">ock Altrosud</a></strong>, dove pubblica post di questo tenore &#8220;<a href="http://altrosud.wordpress.com/2009/09/07/la-benzina-va-usata-contro-i-padroni-non-contro-se-stessi/" target="_blank">La Benzina? Va usata contro i padroni, non contro se stessi</a>&#8221; o anche &#8221;<a href="http://altrosud.wordpress.com/2009/08/28/e-se-fossero-gli-operai-ad-aprire-il-fuoco-contro-uomini-donne-e-bambini-cosa-direbbero-lor-signori/" target="_blank">E se fossero gli operai ad aprire il fuoco contro uomini, donne e bambini, cosa direbbero lor signori?&#8221;</a>.<br />
Su <a href="http://www.facebook.com/pages/Francesco-Caruso/48410015668?v=app_2347471856" target="_blank">facebook il suo profilo conta oltre 2.500 fans</a>. Lui voleva che rimanesse privato, ma lo hanno costretto a renderlo pubblico per aver superato 5.000 contatti. <strong>Come si guadagna da vivere?</strong> Lo spiega in <a href="http://altrosud.wordpress.com/2009/10/13/ma-quale-francesco-caruso-a-capo-del-forum-delle-culture-del-comune-di-napoli/" target="_blank">una lettera di risposta </a>a chi lo aveva confuso con un omonimo funzionario dell&#8217;Unesco: &#8220;Svolgo semplicemente il mio <strong>dottorato di ricerca all&#8217;università</strong> e, per quanto precario e sottopagato (<strong>700 euro al mese e con scadenza 2012</strong>), lo faccio con la dignità di chi non deve dare conto e dire grazie a nessuno&#8221;.</p>
<p><strong>Don Vitaliano</strong><br />
Il prete dei no global, 46 anni, campano, è ancora <strong>presbitero della <a href="http://www.diocesi.avellino.it/index.asp?sez=Presbit&amp;sel=tutti#" target="_blank">Diocesi di Avellino</a></strong>. E non è poco. Il suo <a href="http://www.donvitaliano.it/vecchiosito/Notizie%20su%20Vitaliano.htm" target="_blank">curriculum</a> (pubblicato sul suo <a href="http://www.donvitaliano.it/vecchiosito/" target="_blank">vecchio sito</a>) è davvero impressionante: nel 1974 entra in Seminario a Benevento, ma nel 1981 viene espulso per &#8220;indisciplina&#8221;. Riammesso nel 1983 al seminario di Napoli, viene nuovamente espulso nel 1985. Non molla: si iscrive da esterno alla <a href="http://cms.pul.it/" target="_blank">Pontificia Università Lateranense di Roma</a>. E il <strong>24 ottobre 1992</strong> ce la fa: <strong>viene ordinato prete</strong> a Mercogliano, da monsignor Joseph Vianney Fernando, vescovo di Kandy (Sri Lanka). Dopo due mesi diventa <strong>parroco di San Giacomo Apostolo di Sant’Angelo a Scala</strong>, uno sperduto paesino in provincia di Avellino. In dieci anni, però, don Vitaliano viaggia molto (e per motivi umanitari): va nell&#8217;ex Jugoslavia, in Iraq, in Chiapas (Messico), a Strasburgo e in Turchia. Per manifestare, ovviamente. Insomma, è più all&#8217;estero che in Italia. E quando è a casa, non è che stia fermo: <strong>nel 1997</strong>, contro gli inasprimenti dell&#8217;embargo per punire Fidel Castro, <strong>espone la bandiera di Cuba sul campanile</strong>. Tre anni dopo <strong>partecipa al World Gay Pride</strong> e si  becca una serie di ammonizioni dalla Diocesi. Il <strong>22 marzo del 2002</strong> <strong>monsignor Tarcisio Nazzaro</strong>, che non ne può davvero più, <strong>lo rimuove dalla parrochia </strong>di Sant&#8217;Angelo a Scala. Don Vitaliano presenta ricorso, senza ottenere risultati. Ora gli è rimasto solo il suo <strong><a href="http://www.donvitaliano.it/?page_id=3" target="_blank">nuovo blog</a></strong>, la sua <strong>parrocchia virtuale</strong>.</p>
<p><strong>Nunzio D&#8217;Erme</strong><br />
Non è il più famoso, ma<strong> <a href="http://r-esistenza-settimanale.blogspot.com/2004/06/chi-e-nunzio-derme.html" target="_blank">di sicuro il più originale</a></strong> degli ex esponenti No Global. Tanto per dire, nel 2003 a 42 anni è <strong>consigliere comunale</strong> (mentre in Campidoglio siede Veltroni) della capitale (per la seconda volta), come indipendente tra le fila di <strong>Rifondazione comunista</strong> grazie al voto dei centri sociali. E che fa? <strong>Partecipa a un blitz contro il vertice Ue</strong> con i &#8220;disobbedienti&#8221; che versano circa <a href="http://www.repubblica.it/2003/i/sezioni/esteri/verticeroma/letameberl/letameberl.html" target="_blank"><strong>130 litri di letame sotto Palazzo Grazioli</strong> </a>al grido di &#8220;Sfrattiamo Berlusconi dall&#8217;Europa&#8221;.<br />
L&#8217;allora sindaco Walter, gli<a href="http://archiviostorico.corriere.it/2003/ottobre/15/Erme_via_delega_rimangono_accuse_co_10_031015012.shtml" target="_blank"> toglie immediatamente la delega </a>per la &#8220;partecipazione democratica e il bilancio partecipato&#8221;. Ma la carriera politica di D&#8217;Erme continua: <strong>nel 2006</strong>, durante il <a href="http://it.wikipedia.org/wiki/Governo_Prodi_II" target="_blank">Prodi bis</a>, viene nominato da <a href="http://www.senato.it/leg/15/BGT/Schede/Attsen/00002129.htm" target="_blank">Giovanni Russo Spena</a> <strong>&#8220;consulente per le politiche abitative&#8221; del gruppo di Rifondazione</strong>, con tanto di benefit e stipendio. Soldi spesi a vuoto, riportava <em><strong><a href="http://www.ilgiornale.it/roma/niente_senato_nunzio_derme_il_gip_ha_negato_permesso_uscire_casa_leader_no_global_arresti_domiciliari/31-07-2006/articolo-id=108783-page=0-comments=1" target="_blank">il Giornale</a></strong></em>: D&#8217;Erme <strong>non potè partecipare ai lavori in Senato, perché agli arresti domiciliari</strong>, a seguito di una &#8220;spesa proletaria&#8221; del 2004.<br />
Ora, a 48 anni, si è finalmente seduto: <strong>nella redazione del mens</strong><strong>i</strong><strong>le free press <a href="http://dinamofp.blogspot.com/" target="_blank">Dinamo nuove energie dentro la crisi</a></strong>, diffusa nei circuiti universitari, e fa l&#8217;opinionista in alcune radio della capitale.</p>
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		<title>Bossi duro, Fini non è da meno. Scontro a distanza sul voto agli stranieri</title>
		<link>http://blog.panorama.it/italia/2009/11/19/bossi-duro-fini-non-e-da-meno-scontro-a-distanza-sul-voto-agli-stranieri/</link>
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		<pubDate>Thu, 19 Nov 2009 06:50:09 +0000</pubDate>
		<dc:creator>lungi_mirante</dc:creator>
		
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		<description><![CDATA[La legge bipartisan sul voto agli immigrati alla Camera. Altolà della Lega. Il presidente della Camera non ci sta: "Anatemi inutili non risolvono problemi"]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<div id="attachment_8392" class="wp-caption alignnone" style="width: 510px"><img class="size-large wp-image-8392" src="http://blog.panorama.it/italia/files/2009/11/finibossi-large.jpg" alt="Il presidente della Camera Gianfranco Fini e il ministro Umberto Bossi" width="500" height="371" /><p class="wp-caption-text">Il presidente della Camera Gianfranco Fini e il ministro Umberto Bossi</p></div>
<p>Giorni di <a href="http://blog.panorama.it/italia/2009/11/16/partita-aperta-nel-pdl-il-rebus-fini/" target="_blank"><strong>allarme, questi, per il governo</strong></a>: tamponata una falla, se ne apre un&#8217;altra.  E mentre i pontieri sono al lavoro, nel Pdl, per una<strong> <a href="http://blog.panorama.it/italia/2009/11/18/schifani-un-aut-aut-per-tre-maggioranza-fini-e-quirinale-compatti-o-si-torna-alle-urne/" target="_blank">nuova tregua tra il presidente del Consiglio e il presidente della Camera</a></strong>, quest&#8217;ultimo cambia avversario (e tema) e rimette in fibrillazione la maggioranza: <strong>stavolta lo scontro è con la Lega sull&#8217;annoso tema dell&#8217;<a href="http://blog.panorama.it/italia/tag/immigrazione/" target="_blank">immigrazione</a></strong>. <span id="more-8385"></span></p>
<p>A <strong>bocciare, senza mezzi termini i progetti di legge</strong> finiani sulla cittadinanza e sul voto agli extracomunitari è il <strong><a href="http://www.governo.it/Governo/Biografie/ministri/Bossi_Umberto.html" target="_blank">Ministro delle Riforme</a></strong> e <a href="http://www.google.it/url?sa=t&amp;source=web&amp;ct=res&amp;cd=5&amp;ved=0CBsQFjAE&amp;url=http%3A%2F%2Fwww.leganord.org%2Fsegretariofederale%2Fdefault.asp&amp;ei=Jx0FS-SrGY_8_AbOrbG4Dw&amp;usg=AFQjCNFCi0cyxm3GtbShyUoPWaAuGX1ntA&amp;sig2=zlgMz4Xzf1gEOFP5uefHJw" target="_blank">capo leghista</a> <strong>Umberto Boss</strong>i: &#8220;Gli immigrati devono essere mandati a casa loro&#8221; dice &#8220;non c&#8217;è lavoro neanche per noi&#8221;. <strong>Un &#8220;anatema&#8221; che non piace a Fini</strong> perché, spiega, &#8220;una battuta liquidatoria non risolve il problema&#8221;.</p>
<p><strong>Lo scontro tra i due leader evidenzia una divisione più ampia all&#8217;interno del Pdl</strong>. Da una parte ci sono <strong>i finiani cofirmatari di un progetto di legge per estendere il <a href="http://blog.panorama.it/italia/2008/03/31/voto-amministrativo-agli-immigrati-il-primo-nodo-del-prossimo-parlamento/" target="_blank">diritto di voto</a> alle amministrative</strong> agli <a href="http://blog.panorama.it/italia/2009/09/24/stranieri-italiani-in-5-anni-contro-le-idee-tribali-della-lega-parola-di-granata-alfiere-finiano/" target="_blank"><strong>extracomunitari in Italia da almeno cinque anni</strong></a>; dall&#8217;altra c&#8217;è chi, come il capogruppo alla Camera<strong> <a href="http://www.fabriziocicchitto.it/default.aspx?id=7&amp;ant=0" target="_self">Fabrizio Cicchitto</a>, definisce &#8220;inaccettabile che alcuni colleghi abbiano presentato un ddl con esponenti dell&#8217;opposizione</strong>&#8221; e &#8220;senza che la proposta sia contenuta nel programma di governo&#8221;.</p>
<p>Il <strong>provvedimento è quello, bipartisan</strong>, illustrato a Montecitorio dai deputati di Pd, Pdl, Idv e Udc: il redivivo <a href="http://www.facebook.com/pages/Walter-Veltroni/35976175320" target="_blank">Walter Veltroni</a>, <a href="http://www.camera.it/cartellecomuni/leg16/include/contenitore_dati.asp?tipopagina=&amp;deputato=d302911&amp;source=%2Fdeputatism%2F240%2Fdocumentoxml.asp&amp;position=Deputati\La%20Scheda%20Personale&amp;Pagina=Deputati/Composizione/SchedeDeputati/SchedeDeputati.asp%3Fdeputato=d302911" target="_blank">Fabio Granata</a>, <a href="http://www.leolucaorlando.it/" target="_blank">Leoluca Orlando,</a> <a href="http://www.camera.it/cartellecomuni/leg16/include/contenitore_dati.asp?tipopagina=&amp;deputato=d302828&amp;source=/deputatism/240/documentoxml.asp&amp;position=DeputatiLa%20Scheda%20Personale&amp;Pagina=Deputati/Composizione/SchedeDeputati/SchedeDeputati.asp%3Fdeputato=d302828" target="_blank">Roberto Rao</a> e <a href="http://www.camera.it/cartellecomuni/leg15/include/contenitore_dati.asp?tipopagina=&amp;deputato=d301493&amp;source=%2Fdeputatism%2F240%2Fdocumentoxml.asp&amp;position=DeputatiLa%20Scheda%20Personale&amp;Pagina=Deputati/Composizione/SchedeDeputati/SchedeDeputati.asp%3Fd" target="_blank">Flavia Perina</a> (la pasionaria <a href="http://www.secoloditalia.it/publisher/chi%20siamo/section/" target="_blank">direttrice del <em>Secolo d&#8217;Italia</em></a>, battagliera testa d&#8217;ariete dei finiani in Parlamento, di cui non si contano le battaglie laiche, spesso controcorrente rispetto al Pdl). &#8220;Ci sono temi sui quali è naturale che persone con idee diverse possano convergere&#8221;, dice Veltroni. <strong>La Perina respinge le critiche di &#8220;inciucio&#8221; rivoltele dal <em>Giornale</em></strong> e invita a &#8220;superare gli schemi&#8221;.</p>
<p>Più netta la<strong> replica &#8220;preventiva&#8221; del Fabio Granata, altro finiano</strong>, cofirmatario anche del ddl sulla cittadinanza: &#8220;Neanche &#8217;scudo fiscale&#8217; e privatizzazione dell&#8217;acqua&#8221; dice &#8220;erano nel programma di governo&#8221;. La richiesta di cambiare la legge sulla cittadinanza arriva poi dalla <strong><a href="http://www.secondegenerazioni.it/" target="_blank">rete nazionale di figli di immigrati &#8220;G2-Seconde generazioni&#8221;</a></strong> in un appello alla Camera con Granata e Andrea Sarubbi (Pd), cofirmatario della proposta di legge.</p>
<p>Ma le iniziative dei finiani non piacciono nel Pdl. <strong><a href="http://www.camera.it/cartellecomuni/leg16/include/contenitore_dati.asp?tipopagina=&amp;deputato=d302869&amp;source=%2Fdeputatism%2F240%2Fdocumentoxml.asp&amp;position=Deputati\La%20Scheda%20Personale&amp;Pagina=Deputati/Composizione/SchedeDeputati/SchedeDeputati.asp%3Fdeputato=d302869" target="_blank">Riccardo Mazzoni</a> le definisce &#8220;comiche finali&#8221;</strong> e <a href="http://www.isabellabertolini.it/index.php?tipo=1&amp;id=3363&amp;pag=1&amp;citta=&amp;ric=" target="_blank"><strong>Isabella Bertolini</strong> ricorda come ci siano &#8220;ben altre priorità per il Paese&#8221;</a>. Il colpo più duro però è di Bossi. &#8220;Restiamo della nostra idea&#8221; dice. E l&#8217;idea è che<strong> &#8220;gli immigrati devono essere mandati a casa loro&#8221;</strong>.<br />
La replica di Fini arriva <a href="http://www.farefuturofondazione.it/ff/page.asp?VisImg=S&amp;Art=922&amp;Cat=1&amp;IdTipo=0&amp;TB=InAgenda&amp;CCA=9" target="_blank">nel corso dell&#8217;incontro &#8220;L&#8217;Italia a chi la ama&#8221;</a>, organizzato dalle f<strong>ondazioni <a href="http://www.farefuturofondazione.it/ff/default.asp" target="_blank">Farefuturo</a> e <a href="http://www.bimestralecon.com/" target="_blank">Con</a></strong> a Montecitorio: &#8220;Spero che sull&#8217;ipotesi di una sorta di &#8216;ius solis&#8217; temperato si riesca a ragionare senza anatemi&#8221; afferma. &#8220;<strong>Si deve agire su legalità e integrazione. Con la stessa convinzione con cui ho firmato una legge che porta il mio nome chiedo alla politica di occuparsi dell&#8217;altra faccia della medaglia</strong>&#8220;. Il presidente della Camera critica le &#8220;chiusure contro il buon senso e la logica, ma anche contro l&#8217;interesse nazionale&#8221;.</p>
<p>Il tutto, mentre scoppia<a href="http://www.ilmessaggero.it/articolo_app.php?id=23984&amp;sez=HOME_INITALIA&amp;npl=&amp;desc_sez=" target="_blank"> <strong>il caso &#8220;White Christmas&#8221;</strong></a>: la decisione dell&#8217;<a href="http://www.comunedicoccaglio.it/bin/index.php?id=699" target="_blank">amministrazione leghista di </a><strong><a href="http://www.comunedicoccaglio.it/bin/index.php?id=699" target="_blank">Coccaglio</a>, paesino del Bresciano</strong>, di sottoporre a controlli tutti i permessi di soggiorno e revocare entro Natale la residenza agli extracomunitari non in regola. <strong><a href="http://www.farefuturofondazione.it/ff/page.asp?VisImg=S&amp;Art=64958&amp;Cat=Ext&amp;I=http://www.irispress.it/null&amp;IdTipo=0&amp;tipo=UltimeNotizie&amp;TitoloBlocco=Ultime%20News&amp;Codi_Cate_Arti=0&amp;Page=1&amp;ShowMode=0" target="_blank">&#8220;Giù le mani dal Natale&#8221;, scrive Farefuturo, la fondazione presieduta da Fini</a></strong>.<br />
Opinione che fa da controvoce a quella di alcuni  senatori lombardi del Pd, per i quali si tratta di un&#8217;operazione &#8220;vergognosa, incivile e incostituzionale&#8221;.</p>
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	<div class='democracy'>
		<strong class="poll-question">Scontro a distanza sul voto agli stranieri. Umberto Bossi: "Pensiamo che gli immigrati debbano essere rispediti a casa loro". Gianfranco Fini: "Un anatema che non risolve il problema". Secondo voi chi ha ragione?</strong>
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