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	<title>Italia</title>
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	<description>Canale Italia di Panorama.it</description>
	<pubDate>Thu, 09 Feb 2012 17:24:06 +0000</pubDate>
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		<title>Nuovo allarme maltempo a Roma, ma stavolta il piano neve c’è</title>
		<link>http://blog.panorama.it/italia/2012/02/09/nuovo-allarme-maltempo-a-roma-ma-stavolta-il-piano-neve-ce/</link>
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		<pubDate>Thu, 09 Feb 2012 15:15:44 +0000</pubDate>
		<dc:creator>claudiadaconto</dc:creator>
		
		<category><![CDATA[Headlines]]></category>

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		<category><![CDATA[Gianni Alemanno]]></category>

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A guardare il cielo di oggi su Roma, azzurro e assolato, e a giudicare dagli oltre 10 gradi temperatura, sembra quasi impossibile che domani la Capitale tornerà sotto la neve come una settimana fa. Eppure questa mattina è arrivata l&#8217;ordinanza del sindaco che chiude scuole e uffici pubblici, mentre già da ieri era stato diramato l&#8217;obbligo [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<div id="attachment_55001" class="wp-caption aligncenter" style="width: 510px"><img class="size-large wp-image-55001" src="http://blog.panorama.it/italia/files/2012/02/colosseo-con-neve1-large.jpg" alt="Il Colosseo imbiancato" width="500" height="299" /><p class="wp-caption-text">Il Colosseo imbiancato</p></div>
<p><img class="alignleft" style="margin-right: 1em;float: left" src="http://blog.panorama.it/italia/files/2011/02/daconto.jpg" alt="Claudia Daconto" width="100" height="75" /></p>
<p>A guardare il cielo di oggi su Roma, azzurro e assolato, e a giudicare dagli oltre 10 gradi temperatura, sembra quasi impossibile che domani la Capitale tornerà sotto la neve come una settimana fa. Eppure questa mattina è arrivata l&#8217;ordinanza del sindaco che chiude scuole e uffici pubblici, mentre già da ieri era stato diramato l&#8217;obbligo di catene a bordo. In tutta Roma da ore è scattata la caccia con benzinai, gommisti e negozi d&#8217;auto “assaliti” dai romani <strong>costretti a sborsare anche fino a 150 euro</strong> per qualcosa che forse saranno di nuovo obbligati a usare in città tra altri 30 anni.<span id="more-55499"></span> Se fino a ieri si parlava di <a href="http://blog.panorama.it/italia/2012/02/04/neve-a-roma-e-il-giorno-delle-polemiche/">un&#8217;allerta inferiore rispetto a quella di venerdì scorso</a>, stamattina, infatti dai 15 previsti i centimetri di neve attesi su Roma sono diventati 30 con termometro di nuovo in picchiata.<br />
La raccomandazione di Gianni Alemanno, che ha mobilitato anche l&#8217;Esercito - è sempre la stessa: &#8220;Evitare spostamenti non necessari domani e sabato per evitare blocchi e ingorghi”.</p>
<p><strong>Questa volta, però, un piano neve c&#8217;è. Sia per Roma che per la Regione.</strong></p>
<p>Per la Capitale – dove in alcune zone già da questa mattina è iniziata la salatura delle strade - sono pronte mille tonnellate di sale e 4mila pale; i mezzi dedicati alla rimozione della neve e del ghiaccio saranno 250 (87 spalaneve, 40 bobcat, 29 spargisale e 94 altri mezzi); 900 i vigili in campo e mille le strade presidiate (compreso il nodo di Termini e altri punti sensibili). Gli operatori di pronto intervento del verde saranno 550, cento le squadre del Dipartimento Lavori pubblici; 45 quelle del pronto intervento Acea e 900 volontari della Protezione civile nelle 24 ore. Sul versante sanitario, invece, l&#8217;Ares 118 metterà a disposizione 300 operatori a turno ed aumenteranno anche i posti per i senzatetto: 2.500, ovvero 1.300 in più rispetto all&#8217;ordinario.</p>
<p>Per quanto riguarda i trasporti Gianni Alemanno ha garantito che<strong> saranno messi a disposizione 866 bus dotati di gomme termiche</strong>. Funzioneranno metro A e B funzioneranno e i taxi scioglieranno i turni.<br />
Insomma, il sindaco vuole ad ogni costo scongiurare una nuova figuraccia dopo che, a seguito degli esposti presentati da Codacons e Adoc, la <strong>Procura di Roma</strong> ha aperto un&#8217;inchiesta, per il momento senza ipotesi di reato e senza indagati, sulla disastrosa gestione dell&#8217;emergenza di venerdì scorso.</p>
<p>In allerta anche l&#8217;Ama che ha predisposto una task-force &#8221;dedicata&#8221; di 1.500 uomini e 96 mezzi speciali.</p>
<p>Per quanto riguarda il resto della regione, dove migliaia di cittadini sono ancora senza elettricità, riscaldamenti e acqua calda, la presidente Renata Polverini, ha annunciato l&#8217;arrivo di squadre di taglialegna dal Nord, 5mila pale e tonnellate di sale.<br />
Intanto, dopo la bufera scoppiata nei giorni scorsi, si allenta la tensione tra Comune e Protezione civile. Oggi il sindaco <strong>Gianni Alemanno</strong> ha auspicato che la collaborazione vada avanti “per il bene di Roma” rimandando ogni polemica a quando l&#8217;emergenza sarà finita.</p>
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		<title>Alberto Torregiani: “Cesare Battisti ha perso un’altra occasione per stare zitto”</title>
		<link>http://blog.panorama.it/italia/2012/02/09/alberto-torregiani-cesare-battisti-ha-perso-unaltra-occasione-per-stare-zitto/</link>
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		<pubDate>Thu, 09 Feb 2012 14:41:57 +0000</pubDate>
		<dc:creator>barbara.massaro</dc:creator>
		
		<category><![CDATA[Google News]]></category>

		<category><![CDATA[Headlines]]></category>

		<category><![CDATA[Cesare-Battisti]]></category>

		<category><![CDATA[torregiani]]></category>

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		<description><![CDATA[La notizia della presenza di Cesare Battisti alle sfilate del prossimo Carnevale di Rio ha scatenato furibonde polemiche. Ecco la reazione di un parente delle vittime]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<div id="attachment_55486" class="wp-caption aligncenter" style="width: 510px"><a href="http://blog.panorama.it/italia/files/2012/02/estradizione.jpeg"><img class="size-large wp-image-55486" src="http://blog.panorama.it/italia/files/2012/02/estradizione-large.jpg" alt="(Credits: La Presse)" width="500" height="300" /></a><p class="wp-caption-text">(Credits: La Presse)</p></div>
<p>&#8220;La cosa più assurda è che dopo averla fatta franca invece di ritirarsi in silenzio a vita privata addirittura si mette a <a href="http://blog.panorama.it/italia/2012/02/09/cesare-battisti-il-pluriomicida-che-trasforma-il-carnevale-della-vita-nel-carnevale-della-morte/" target="_blank">sfilare sui carri del carnevale di Rio</a>&#8220;. E&#8217; senza parole <strong>Alberto Torregiani</strong>: la notizia che <strong>Cesare Battisti</strong> non solo circoli libero per le strade di Rio De Janeiro, ma addirittura che andrà a far passerella sui carri allegorici del carnevale più famoso del mondo proprio non gli va giù.</p>
<p>Il prossimo 16 di febbraio saranno esattamente passati 33 anni dal giorno che ha cambiato la sua vita. Durante una rapina suo padre, Pierluigi Torregiani, gioielliere milanese, è stato prima gambizzato e poi freddato con un colpo in testa dai <strong>Proletari Armati per il Comunismo,</strong> quale mandante fu riconosciuto e condannato <strong>Cesare Battisti</strong>. Quel giorno Alberto Torregiani era col padre in negozio e lo vide morire davanti ai suoi occhi; non solo, nella sparatoria si beccò una pallottola nella spina vertebrale: da allora Alberto è paraplegico e viva su una sedia a rotelle.<span id="more-55470"></span></p>
<p><strong>Cosa le ha dato la forza in questi anni di andare avanti a lottare?</strong></p>
<p>Quando hai 15 anni e ti succede una cosa simile le cose sono due: o ti lasci completamente andare oppure reagisci e provi a tirare fuori qualcosa di buono dalla tua vita. Io ho scelto la seconda opzione. A volte ho avuto anche io dei momenti di sconforto, non sono mica superman, ma non ho mai smesso di lottare.</p>
<p><strong>Cosa ne pensa dell&#8217;ennesima provocazione del terrorista?</strong></p>
<p>Il suo atteggiamento beffardo -per usare un eufemismo - mi lascia sempre più sconcertato. La cosa che mi angoscia maggiormente è che oltre al danno Battisti aggiunga la beffa. Continua impunemente in questa farneticazione da innocente vittima della guerra civile e gira libero pur essendo stato condannato con sentenza definitiva dalla giustizia italiana. Non solo: di recente ha detto che vorrebbe parlare col presidente Napolitano per far riaprire il processo. Posto che, ovviamente, non è possibile e che lui è già stato processato e condannato, accettiamo la sua provocazione e rilanciamo - per gioco - la sfida. Mi piacerebbe dirgli ok, va bene, riapriamo il processo&#8230;secondo voi si presenterebbe in Italia? Secondo me mai e poi mai. La gente come lui è solo capace di scappare. Vorrei poterlo mettere con le spalle al muro; noi sappiamo di essere nel giusto, qualunque corte lo ricondannerebbe. Quello che vorrei, a sto punto, è che almeno avesse la dignità di starsene in silenzio invece di sputare sulla memoria di chi non c&#8217;è più.</p>
<p><strong>Dopo tutto quello che ha vissuto crede ancora nella giustizia?</strong></p>
<p>Credo che sia possibile ancora fare qualcosa, sì lo credo. Visto che la giustizia a livello istituzionale ha fallito e la prova che lui sia ancora libero è più che sufficiente per motivare la mia affermazione vorrei poter dar vita a un&#8217;iniziativa personale alla quale sto lavorando, di preciso non so ancora in che forma, ci sto pensando, ma voglio fare qualcosa, non posso accettare che la questione Battisti finisca così: non tanto e non solo per me, ma per quel senso di giustizia che in fondo io ho ancora nell&#8217;anima.</p>
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		</item>
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		<title>Monti: stop ai regali da 150 euro. Ecco cosa si può e cosa no…</title>
		<link>http://blog.panorama.it/italia/2012/02/09/monti-stop-ai-regali-da-150-euro-ecco-cosa-si-puo-e-cosa-no/</link>
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		<pubDate>Thu, 09 Feb 2012 14:31:02 +0000</pubDate>
		<dc:creator>barbara.massaro</dc:creator>
		
		<category><![CDATA[Headlines]]></category>

		<category><![CDATA[150 euro]]></category>

		<category><![CDATA[austerithy]]></category>

		<category><![CDATA[Circolare governativa]]></category>

		<category><![CDATA[Mario Monti]]></category>

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		<description><![CDATA[150 euro, non un centesimo di più. L&#8217;Austerithy imposta da Palazzo Chigi viene oggi ribadita dalla Circolare governativa nella quale - si legge- vengono definite &#8220;istruzioni per assicurare efficenza ed economicità nell&#8217;azione amministrativa&#8221;: di fatto -tra gli altri punti - si vieta ai funzionari pubblici di ricevere doni di valore superiore ai 150 euro e [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<div id="attachment_55468" class="wp-caption aligncenter" style="width: 510px"><a href="http://blog.panorama.it/italia/files/2012/02/monti.jpg"><img class="size-large wp-image-55468" src="http://blog.panorama.it/italia/files/2012/02/monti-large.jpg" alt="Il Premier Mario Monti (Credits: La Presse)" width="500" height="300" /></a><p class="wp-caption-text">Il Premier Mario Monti (Credits: La Presse)</p></div>
<p><strong>150 euro</strong>, non un centesimo di più. L&#8217;Austerithy imposta da <strong>Palazzo Chigi</strong> viene oggi ribadita dalla <a href="http://blog.panorama.it/italia/files/2012/01/circolare-governo.pdf" target="_blank">Circolare</a> governativa nella quale - si legge- vengono definite &#8220;istruzioni per assicurare efficenza ed economicità nell&#8217;azione amministrativa&#8221;: di fatto -tra gli altri punti - si vieta ai funzionari pubblici di ricevere doni di valore superiore ai 150 euro e - ovviamente - di farne. Sobrietà e rigore nell&#8217;era Monti diventano parole d&#8217;ordine anche quando si parla di <em>cadeau</em> e l&#8217;Italia così si mette in linea con l&#8217;Europa (da poco il parlamento Ue ha sancito un analogo tetto pari a 150 euro). <span id="more-55437"></span></p>
<p>Parrebbero, dunque, finiti i tempi degli sfarzosi omaggi dell&#8217;esecutivo quando a Natale venivano snocciolati a destra e a manca Cartier, quando all&#8217;ex prime minister inglese <strong>Tony Blair</strong> venne donato un autentico orologio <strong>Frank Muller</strong> o quando l&#8217;allora premier Prodi ricevette, durante un viaggio nei Paesi Arabi, una scimitarra tempestata di diamanti: basta con vacanze da sogno, cene gratis, tavoli e sedie antiche, quadri e arazzi che venivano scambiati come fossero bruscolini.</p>
<p>Oggi se un funzionario pubblico riceve più di una bottiglia di <em>champagne</em> è pregato di restituire al mittente il dono o di riportarlo alla Tesoreria dello stato. E allora al di là della stretta di mano e del panettone con spumante del discount bisognerà spremersi le meningi per trovare omaggi dignitosi a prezzi contenuti..che poi..a ben guardare è quello che fanno le famiglie a Natale, quando la tredicesima è agli sgoccioli e mancano ancora un sacco di regali per non fare una figuraccia.</p>
<p>Alcune idee, potremmo suggerire, arrivano da internet: basta digitare in un qualunque motore di ricerca &#8220;regali con meno di 150 euro&#8221; ed escono infinite possibilità:</p>
<p>- <strong>quadri</strong> di arte aborigena australiana (140 euro per un pezzo unico)</p>
<p>- sobri <strong>set da viaggio</strong> per uomini: <em>beauty case </em>in pelle portatutto - dal dopobarba alla spazzola - per esattamente 150 euro.</p>
<p>- un<strong> massaggio antistress</strong> (50 euro)</p>
<p>- Con 150 euro un <strong>abbonamento </strong><em><strong>carnet</strong> </em>per verdere 5 spettacoli a teatro e se non ci si possono più permettere vacanze quattro stelle (e tanto meno appartamenti in centro) un finesettimana in <strong><em>bed and breakfast</em></strong> magari scappa fuori.</p>
<p>- l&#8217;immancabile <strong>cravatta</strong> (di qualità medio bassa, però)</p>
<p>Del resto le nuove linee guida del governo Monti non sono così rigide se si considera che, per esempio, negli <strong>Stati Uniti </strong>è vietato accettare doni del valore superiore ai <strong>venti dollari</strong> e che, quindi, oltre agli snack della macchinetta e al caffè di Starbucks&#8217; c&#8217;è poco altro.</p>
<p>In Inghilterra viceversa ogni dono è censito sul sito del governo e i sudditi di Sua Maestà possono verificare cosa entra ed esce da Downing Street; in Germania, infine, per ricevere doni dal valore superiore ai 25 euro ci vuole l&#8217;autorizzazione del proprio capo. Categoricamente vietato accettare qualsiasi regalo in contanti (che tradotto, poi, a ben vedere, si chiama tangente) e pericoloso far viaggiare la famiglia gratuitamente durante le missioni all&#8217;estero. Per facilitare la vita ai dipendenti pubblici il ministero dell&#8217;interno tedesco ha diffuso un vademecum per districarsi tra regole divieti e semplici norme dettate dal buon senso.</p>
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		</item>
		<item>
		<title>Processo Mills: sentenza a tutti i costi anche se prescritta</title>
		<link>http://blog.panorama.it/italia/2012/02/09/processo-mills-oggi-la-decisione-sulla-prescrizione/</link>
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		<pubDate>Thu, 09 Feb 2012 13:29:06 +0000</pubDate>
		<dc:creator>maurizio_tortorella</dc:creator>
		
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		<category><![CDATA[in giustizia]]></category>

		<category><![CDATA[processo Mills]]></category>

		<category><![CDATA[Silvio Berlusconi]]></category>

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		<description><![CDATA[
Al processo Mills, in corso a Milano dal 2006, la difesa di Silvio Berlusconi questa mattina ha chiesto il proscioglimento dell&#8217;ex premier per intervenuta prescrizione. L&#8217;avvocato Piero Longo ha chiesto una sentenza di non luogo a procedere per il suo assistito, imputato di corruzione in atti giudiziari, perché è scattata la prescrizione. I giudici si sono [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<div id="attachment_55478" class="wp-caption aligncenter" style="width: 510px"><a href="http://blog.panorama.it/italia/files/2012/02/berlusconi.jpeg"><img class="size-large wp-image-55478" src="http://blog.panorama.it/italia/files/2012/02/berlusconi-large.jpg" alt="(Credits: La Presse)" width="500" height="300" /></a><p class="wp-caption-text">(Credits: La Presse)</p></div>
<p><a href="http://blog.panorama.it/italia/tag/ingiustizia/"><img class="alignleft" style="margin-right: 1em;float: left" src="http://blog.panorama.it/italia/files/2011/02/tortorella.jpg" alt="MAURIZIO TORTORELLA" width="100" height="75" /></a></p>
<p>Al <strong>processo Mills</strong>, in corso a Milano dal 2006, la difesa di <strong>Silvio Berlusconi</strong> questa mattina ha chiesto il proscioglimento dell&#8217;ex premier per intervenuta prescrizione. L&#8217;avvocato <strong>Piero Longo</strong> ha chiesto una sentenza di non luogo a procedere per il suo assistito, imputato di corruzione in atti giudiziari, perché è scattata la prescrizione. I giudici si sono riuniti in camera di consiglio per valutare se sia effettivamente già intervenuta la prescrizione. Nel primo pomeriggio dovrebbero assumere una decisione. <span id="more-55476"></span></p>
<p>I siti internet di cronaca già parlano, concordi, di una «mossa a sorpresa», ma in effetti il passo era già stato preannunciato parecchie volte dalla difesa del premier.  Ed è noto che tra accusa e difesa esistono in merito posizioni assai diverse.</p>
<p>Secondo la <strong>procura di Milano</strong>, la punibilità del reato decade il prossimo <strong>14 febbraio</strong>; secondo il pubblico ministero <strong>Fabio De Pasquale 14 febbraio</strong>: quindi esiste ancora il tempo teorico per una sentenza.  Per la difesa di <strong>Berlusconi</strong>, invece, poichè il presunto reato darebbe stato commesso l&#8217;<strong>11 novembre 1999</strong> (e questa data è stata confermata anche da una sentenza della Cassazione a sezioni riunite, che il 25 febbraio 2010 ha stabilito quel giorno nel procedimento a carico dell&#8217;avvocato Mills) la prescrizione scatterebbe dal <strong>31 gennaio</strong>. Per arrivare a questo risultato, la difesa si è affidata a un «parere pro-veritate» commissionato ad <strong>Antonio Fiorella</strong>, noto docente di procedura penale.</p>
<p>Chi ha ragione? Difficile stabilirlo, anche per tecnici del diritto, a causa del leggi intervenute negli ultimi anni sul processo penale, a partire dalla legge ex Cirielli, cui vanno aggiunti i rinvii ottenuti dalla difesa, alcuni dei quali hanno comportato la sospensione dei termini di prescrizione: l’ultimo caso risale al 23 ottobre 2011, quando il legittimo impedimento rivendicato dall’imputato spinse i giudici a sospenderla fino al 28 novembre.  Sta di fatto che, su 33 processi aperti dal 1994 a oggi contro Berlusconi, nove (Mills compreso) sono ancora in corso; quattro sono finiti con un’<strong>assoluzione piena</strong>; due sono finiti con un’<strong>assoluzione per intervenuta modifica del reato;</strong> e altri 12 sono stati <strong>archiviati</strong> già in istruttoria.</p>
<p>Anche il <strong>processo Mills si estinguerà sicuramente con una prescrizione</strong>, com’è accaduto ad altri cinque prima: ma se l’11 febbraio la procura riuscirà ad arrivare comunque a una condanna (che poi la Corte di cassazione dovrebbe inevitabilente cancellare), il suo risultato «politico» non potrà che danneggiare l’immagine dell’ex premier.</p>
<p>Alla fine i giudici hanno deciso che&#8230; per loro non è possibile decidere. La data della prescrizione del presunto reato, nel processo Mills avviato a Milano contro Silvio Berlusconi, non può essere stabilita «contestualmente con la valutazione nel merito del processo». Il tribunale ha insomma respinto la richiesta di archiviazione, avanzata oggi dai legali dell&#8217;ex premier. E il processo va avanti. La corte ha aggiunto una nuova udienza all&#8217;ultima già prevista: oltre all&#8217;11 febbraio, il processo continuerà anche il 15.</p>
]]></content:encoded>
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		</item>
		<item>
		<title>Cesare Battisti, il pluriomicida che trasforma il “Carnevale della vita” nel “Carnevale della morte”</title>
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		<pubDate>Thu, 09 Feb 2012 12:22:20 +0000</pubDate>
		<dc:creator>marco.ventura</dc:creator>
		
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		<category><![CDATA[Cesare-Battisti]]></category>

		<category><![CDATA[estradizione]]></category>

		<category><![CDATA[Profeta di Ventura]]></category>

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		<description><![CDATA[Dov’è lo scandalo? Già, dov’è il vero scandalo? Cesare Battisti è a tutti gli effetti un libero cittadino dal giugno 2011. Vive a Rio de Janeiro, che è il sogno di molti. Può svegliarsi la mattina e concedersi una salutare corsetta sulla spiaggia di Copa Cabana per poi ciondolare tutto il giorno in casa, per [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<div id="attachment_55460" class="wp-caption aligncenter" style="width: 510px"><img class="size-large wp-image-55460" src="http://blog.panorama.it/italia/files/2012/02/cesarebattisti-large.jpg" alt="Il pluriomicida Cesare Battisti (Credits: ANSA/ ROBERTO JAIME)" width="500" height="300" /><p class="wp-caption-text">Il pluriomicida Cesare Battisti (Credits: ANSA/ ROBERTO JAIME)</p></div>
<p><a href="http://blog.panorama.it/mondo/tag/Profeta-di-Ventura/"><img class="alignleft" style="margin-right: 1em;float: left" src="http://blog.panorama.it/mondo/files/2011/11/strip-ventura-post.jpg" alt="Marco Ventura" width="100" height="75" /></a>Dov’è lo scandalo? Già, dov’è il vero scandalo? Cesare Battisti è a tutti gli effetti un libero cittadino dal giugno 2011. Vive a Rio de Janeiro, che è il sogno di molti. Può svegliarsi la mattina e concedersi una salutare corsetta sulla spiaggia di Copa Cabana per poi ciondolare tutto il giorno in casa, per leggere, scrivere, andare al cinema, viaggiare, sorseggiare con la sua donna e gli amici batida de coco o caipirinha davanti al tramonto. <span id="more-55457"></span></p>
<p>È libero di sfilare al Carnevale di Rio il 10 e il 18 febbraio in un “bloco” tra i più famosi, quello del “Cordao do bola preta”. È una celebrità, in fondo. Un <strong>pluriomicida ex terrorista e rapinator</strong>e che si è inventato una seconda vita da intellettuale, “graziato” dall’ex presidente brasiliano Lula e appoggiato da amici potenti in tutto il mondo.</p>
<p>Lula ha affrontato una <strong>crisi diplomatica con l’Italia</strong> pur di negare l’estradizione. La partita era politica, gli amici dell’ex terrorista avevano la loro punta di diamante addirittura nel ministro della Giustizia dell’epoca. Battisti del resto ha sempre goduto del sostegno attivo e generoso di una certa élite culturale in Francia, dove si era rifugiato facendosi scudo con la dottrina Mitterrand da soccorso rosso ai terroristi, finché i tempi sono cambiati e, con i tempi, le leggi.</p>
<p>A quel punto, per schivare l’estradizione in Italia, qualche buon amico lo ha aiutato a espatriare in Brasile. <strong>Da Parigi a Ri</strong>o. Bella la vita. Sono schierate a suo favore decine di personalità di spicco, dalla scrittrice di gialli <strong>Fred Vargas</strong> agli scrittori <strong>Gabriel Garcia Marquez</strong> e <strong>Daniel Pennac</strong>, passando per il filosofo <strong>Bernard Henri-Levy</strong>.</p>
<p>In Italia, a centinaia hanno firmato la solidarietà a Battisti, compreso <strong>Roberto Saviano</strong> che ha poi ritirato la firma per rispetto alle vittime. “Panorama” ebbe un ruolo centrale nel denunciare lo scandalo di questa vergognosa complicità “intellettuale”.</p>
<p>Battisti è libero di sfilare. <strong>Sorriderà dall’alto del suo carro in faccia a tutto il suo passato</strong>. In faccia ai vivi e ai morti. Ai quattro uomini (commercianti e poliziotti) che ha ucciso e per i quali è stato condannato all’ergastolo (in tre casi come co-esecutore materiale), e ai sopravvissuti come <strong>Alberto Torregiani</strong>, figlio di una delle vittime (un gioielliere) che fu colpito da un proiettile sparato dal padre per difendersi, e che da allora non vive a Rio e non sfila nei carnevali ed è costretto su una sedia a rotelle e sta meditando di piazzarsi sotto una tenda davanti all’Ambasciata del Brasile a Roma, a Piazza Navona.</p>
<p>Per protesta contro il governo Italiano che non farebbe abbastanza per riavere Battisti in Italia. Lo scandalo non è la sfilata al Carnevale. Lo <strong>scandalo</strong> è che Battisti non abbia pagato il conto. Ogni attimo di ogni sua giornata è uno <strong>sfregio alla giustizia</strong>. Ogni attimo di ogni sua giornata dovremmo ricordarci quanto sangue abbia versato e quanto sia inaccettabile, ipocrita, vergognosa la complicità morale di cui continua a godere. Si può essere scrittori, artisti, saggisti, ma assassini.</p>
<p>Un terrorista davvero pentito diventa un ex terrorista. Ma un pluriomicida resta un pluriomicida. E il carnevale della vita, a Rio, quest’anno sarà il carnevale della morte.</p>
<p>&#8212;&#8212;&#8212;&#8212;&#8212;&#8212;&#8212;&#8212;&#8212;-</p>
<p><em><strong>Marco Ventura</strong>, inviato di guerra e cronista parlamentare de Il Giornale, poi collaboratore de La Stampa, Epoca, Il Secolo XIX, Radio Radicale, Mediaset e La7, responsabile di uffici stampa istituzionali e autore di una decina fra saggi e romanzi. L&#8217;ultimo  &#8221;Hina, questa è la mia vita&#8221;. Da &#8220;Il Campione e il Bandito&#8221; è stata tratta la miniserie con Beppe Fiorello per la Rai vincitrice dell’Oscar Tv 2010 per la migliore fiction televisiva.</p>
<p></em></p>
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		</item>
		<item>
		<title>L’equipaggio della Costa Concordia: “Adesso si riparte”. E i primi imbarchi già a fine febbraio.</title>
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		<pubDate>Thu, 09 Feb 2012 12:16:28 +0000</pubDate>
		<dc:creator>nadiafrancalacci</dc:creator>
		
		<category><![CDATA[Apertura#1]]></category>

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		<category><![CDATA[equipaggio]]></category>

		<category><![CDATA[Maurizio Campagnoli]]></category>

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		<description><![CDATA[La maggior parte del personale imbarcato sulla nave ha già chiesto di tornare al lavoro in mare.]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<div id="attachment_55454" class="wp-caption aligncenter" style="width: 510px"><a href="http://blog.panorama.it/italia/files/2012/02/costa.jpg"><img class="size-large wp-image-55454" src="http://blog.panorama.it/italia/files/2012/02/costa-large.jpg" alt="Lapresse" width="500" height="273" /></a><p class="wp-caption-text">Lapresse</p></div>
<p><img class="alignleft" style="margin-right: 1em;float: left" src="http://video.panorama.it/inchieste/francalacci.jpg" alt="FRANCALACCI" width="100" height="75" />La Costa Concordia? Solo una brutta esperienza da dimenticare prima di riprendere a navigare. La maggior parte dell&#8217;equipaggio della <strong>Costa Concordia</strong>, ha annunciato di voler tornare a lavorare a bordo delle navi da crociera della società.<span id="more-55434"></span></p>
<p>Sembra che il terrore e la paura vissuta quella notte durante e dopo la collisione con lo scoglio, si stia cominciando ad allontanare. Almeno per loro. C&#8217;è chi ha telefonato spontaneamente per dare la disponibilità a bordo di altre navi della flotta; c&#8217;è  chi invece ha risposto positivamente alla domanda di reintegro che gli ha proposto la società di navigazione. Secondo la Costa, insomma, sono davvero molti quelli che  hanno detto &#8220;sì&#8221; ad un nuovo imbarco.</p>
<p>Tra qualche giorno, a fine febbraio, la Costa Crociera varerà la nave <em><strong>NeoRomantica</strong></em> e entro maggio metterà in mare anche <em><strong>Costa Fascinosa</strong></em>. Con queste due navi  già molti membri dell&#8217;equipaggio della fortunata crociera sulla <em>Concordia</em> potranno ripartire: &#8220;Per loro è previsto un &#8220;passaggio agevolato&#8221; per il reimbarco in virtù- spiega a <em>Panorama.it,</em> <strong>Maurizio Campagnoli</strong>, <em>Industrial and Employment Relations Director</em> di Costa Crociere - mentre per chi non desidera reimbarcarsi più, la società ha previsto il pagamento della retribuzione  per l&#8217;intera durata del contratto&#8221;.</p>
<p>La Costa Crociere, infatti, non ha tenuto conto della normativa internazionale  che prevede in questi casi, il pagamento di solamente due mensilità.</p>
<p><strong>Dottor Campagnoli,</strong><strong> Costa Crociere</strong><strong> è sempre rimasta in contatto con tutti membri dell&#8217;equipaggio?</strong></p>
<p>Sì, costantemente attraverso i nostri uffici amministrativi e i nostri psicologi. Dopo il naufragio la società ha inviato sull&#8217;isola un team di 12 persone della Direzione Risorse umane che hanno seguito tutti i nostri dipendenti sia psicologicamente che materialmente. Abbiamo pensato ad alloggiarli presso strutture alberghiere di Grosseto, Civitavecchia e Fiumicino, in pensione completa e abbiamo provveduto a distribuire loro indumenti e generi di prima necessità affinché potessero far rientro a casa in condizioni dignitose.</p>
<p><strong>Quanto tempo hanno impiegato per far rientro a casa? Molti di loro erano stranieri:  filippini, indiani, peruviani..</strong></p>
<p>Tutti i membri dell&#8217;equipaggio, eccetto i deceduti e i dispersi, hanno fatto ritorno a casa entro il 20 gennaio. I tempi sono stati piuttosto lunghi semplicemente perché abbiamo dovuto seguire con loro le pratiche burocratiche presso i Consolati e le Ambasciate dei loro Paesi  per ottenere tutti i documenti necessari per il rimpatrio. Molti li avevano persi nel naufragio. La Costa ha fornito contatti, telefoni e connessioni internet per farli mettere in contatto con i propri familiari e abbiamo provveduto anche alla prenotazione degli aerei e dei vari mezzi di trasporto utilizzati per il rientro. Non li abbiamo mai abbandonati.</p>
<p><strong>Chi aveva con sé del denaro lo ha speso per cibo e bevande; molti altri invece a bordo della nave ci hanno lasciato mesi e mesi di retribuzione che ovviamente sono andati perduti nel naufragio&#8230;</strong></p>
<p>Abbiamo provveduto non solo al rimborso del bagaglio e degli effetti personali ma anche delle somme di denaro che ciascun membro ha perduto nella collisione con lo scoglio. La società ha ripagato tutto.</p>
<p><strong>La società ha messo a disposizione un gruppo di psicologi. Quanti membri hanno accettato l&#8217;aiuto psicologico da parte dei vostri professionisti?</strong></p>
<p>&#8220;La percentuale è difficile da stabilire. Ma l&#8217;assistenza psicologica da parte della  società Costa Crociere è stata fornita sia immediatamente dopo il naufragio che oggi a distanza di quasi un mese. Noi stiamo seguendo in tutto il mondo attraverso un gruppo di dodici professionisti, i  membri dell&#8217;equipaggio che ci hanno chiesto un supporto. C&#8217;è chi ne ha ancora bisogno e c&#8217;è chi invece non ne ha più necessità.  Gli psicologi dal 13 gennaio stanno viaggiando e raggiungendo fisicamente ciascuno di loro sia questo residente in Perù o nelle Filippine&#8221;.</p>
<p>A seguire immediatamente dopo la tragedia sia i membri dell&#8217;equipaggio ma anche i passeggeri terrorizzati sono stati anche gli operatori e i professionisti della Protezione Civile.</p>
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		<title>È ora che i partiti recuperino il senso di responsabilità</title>
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		<pubDate>Thu, 09 Feb 2012 09:12:50 +0000</pubDate>
		<dc:creator>redazione</dc:creator>
		
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		<category><![CDATA[governo Monti]]></category>

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		<description><![CDATA[di Paolo Guzzanti
È già nell’aria, lo sento e non sono il solo: il Parlamento è una sentina di avanzi di galera, i singoli parlamentari dei parassiti da schiacciare, i partiti sono associazioni per delinquere e se poi a palazzo Chigi al posto di un governo eletto si insedia un consiglio d’amministrazione di tecnici che sanno [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<div id="attachment_50990" class="wp-caption aligncenter" style="width: 509px"><img class="size-large wp-image-50990" src="http://blog.panorama.it/italia/files/2012/01/large_120103-105001_to030112cro_0007-large.jpg" alt="L'aula di Montecitorio (Credits: La Presse)" width="499" height="299" /><p class="wp-caption-text">L&#39;aula di Montecitorio (Credits: La Presse)</p></div>
<p><a href="http://blog.panorama.it/italia/author/paolo-guzzanti/"><img class="alignleft" style="margin-right: 1em;float: left" src="http://blog.panorama.it/italia/files/2011/05/guzzanti.jpg" alt="Paolo Guzzanti" width="100" height="75" /></a><strong>di Paolo Guzzanti</strong></p>
<p>È già nell’aria, lo sento e non sono il solo: il Parlamento è una sentina di avanzi di galera, i singoli parlamentari dei parassiti da schiacciare, i partiti sono associazioni per delinquere e se poi a palazzo Chigi al posto di un governo eletto si insedia un consiglio d’amministrazione di tecnici che sanno loro cosa fare e in che lingua, la domanda che ne segue è una sola: a che diavolo serve e perché dovemmo tenere in piedi la democrazia? Dico “la democrazia” e non “la politica”, perché la politica è soltanto il braccio operativo della rottamiamo questa ipocrisia delle elezioni, del Parlamento, dei parlamentari e di tutta la baracca teatrale con lo scenario di destra e quello di sinistra e smontiamo tutto.<span id="more-55435"></span> Mai, credo, in alcun Paese democratico occidentale un Capo di Stato ha sostenuto senza essere contraddetto che le elezioni anticipate sono da evitare perché potrebbero turbare i mercati. “La politique d’abord” era il motto di Pietro Nenni, vecchio capo socialista durante il fascismo e nella ricostruita democrazia:<strong> prima di tutto la politica, la politica politicante, la politica dei compromessi, la politica della lotta parlamentare</strong>, del gioco delle parti, come ovunque, come sempre. Certo, Winston Churchill, il primo ministro inglese che condusse il suo Paese nella guerra contro Hitler, Mussoli e il Giappone, diceva che la democrazia “è un sistema di governo assolutamente pessimo, peccato che non se ne sia trovato uno migliore”, E da secoli una delle alternative possibili della democrazia è stato o governo tecnico, il governo dei competenti, degli accademici, degli intellettuali, di coloro che sanno e che non potrebbero lavorare bene e alacremente se dovessero fare i conti con il consenso delle plebi. Ma le plebi sono la democrazia, e i rappresentanti delle plebi sono la democrazia, e se le plebi sono un tantino mafiose, ‘ndranghetiste e camorriste, se le plebi e i ceti medi si sottraggono alle tasse, alle regole, agli obblighi, puà anche accadere che finiscano in Parlamento varie figure di piccoli, medi e grandi gaglioffi che ben rappresentano l’elettorato.</p>
<p>E naturalmente, dopo aver scoperto che il Parlamento – tutti i Parlamenti di tutti i Paesi in ogni epoca – contengono personaggi non del tutto decenti, si scopre di conseguenza che<strong> la sostituzione del personale politico con personale tecnico ha i suoi vantaggi</strong>. Salvo quello di come scegliere fra le possibili decisioni da prendere, perché un governo tecnico come quello che auspicava Platone nella Repubblica è sempre più efficiente e presentabile di un governo uscito dall’agorà della democrazia di Pericle, questo populista sovrastimato.<br />
E poi, onestamente, dobbiamo dire che in fondo, in condizioni totalmente diverse e drammatiche, nel 1924 era già accaduto qualcosa di anormale che aveva qualche affinità – poca ma significativa – con quel che accade oggi: allora i partiti politici, frustrati dall’attacco mussolinano alle istituzioni e traumatizzati dal rapimento e poi dall’uccisione del leader socialista Giacomo Matteotti, si ritirarono dall’agone politico, abbandonarono il Parlamento e dettero un solido pretesto a Mussolini per chiudere baracca e burattini per suicidio della democrazia stessa.<br />
<strong> Molti giovani pensano che il fascismo sia andato al potere con un colpo di Stato, ma non fu esattamente così</strong>: Mussolini ebbe un regolare incarico dal capo dello Stato che si chiamava Vittorio Emanuele Savoia e governò per almeno due anni in una agitata dialettica parlamentare in cui erano ancora preseti sia la  maggioranza che opposizione. Il delitto Matteotti fu concepito dall’ala “rivoluzionaria” del fascismo guidata da avventurieri come Viola, Rossi e Dumin. La decisione di entrare in sciopero abbandonando il Parlamento fu presa al termine di una agitata una riunione nella sala detta dell’Aventino, a causa di un grande arazzo che illustrava la secessione su quel colle delle plebi romane nel conflitto con l’aristocrazia.<br />
Non ho alcuna intenzione di mettere sullo stesso piano quella crisi della democrazia con l’attuale, e meno che mai penso di assegnare al professor Mario Monti un qualsiasi ruolo “mussoliniano”. Tutt’altro. Questo esimio cattedratico stimato in tutto il mondo non trascura occasione per tessere fin troppo l’elogio della democrazia, che è certamente malata. L’unico punto di contatto con la situazione di 88 anni fa non è l’alba della dittatura, ma<strong> la fuga dei partiti dalle loro responsabilità e la scorciatoia consistente nel delegare ad un esterno di alto profilo, le responsabilità che appartenevano a loro</strong>. Monti ha preso su di sé un enorme fardello con spirito di servizio. Non resta che ringraziarlo e apprezzarlo per questo. Ma il fardello lo ha ricevuto da chi invece quel fardello lo doveva portare con le proprie spalle.<br />
Abbiamo visto che cosa è successo: Berlusconi, sul quale si concentrava un fuoco distruttivo senza l’uguale (e non entriamo nel merito delle sue imprudenze che hanno alimentato e reso ancora più micidiale quel fuoco) ha fatto il famoso “passo indietro con eleganza” permettendo a Monti di entrare in scena. Oggi si consola forse vedendo che il professor Monti fa le stesse cose che avrebbe voluto o dovuto fare lui, restando però impastoiato nei giochi della palude democratica: veti incrociati, ricatti, ambizioni personali, tattica, fuffa, incoscienza. Ma quando la sinistra oggi ribattezza l’inquilino di Palazzo Chigi come Berlusmonti, non ha tutti i torti.</p>
<p>Ma la sinistra, quando a diserzione e scaricabarile, ha fatto molto peggio: mentre i sondaggi davano l’opposizione oltre il 60 per cento con la vittoria in tasca, <strong>Bersani ha avuto paura della propria ombra ed ha rinunciato a riscuotere quel consenso</strong>, ha rinunciato a chiedere le elezioni anticipate, ha rinunciato a governare l’Italia e far vedere che cosa la sinistra italiana sapesse fare per rimediare ai mali strutturali di una crisi che viene da molto lontano e che, per usare le parole di Monti, viene dal “buonismo di sinistra”: soddisfare tutte le richieste e i lussi sociali, mettendole in conto spese allo Stato e alle generazioni future. In nessuna democrazia del mondo poi un Capo dello Stato ha mai sconsigliato il ricorso alla legittimazione del sovrano elettore, sostenendo che le campagne elettorali fanno male alla salute del Paese. Controprova: la Spagna in piena crisi ha affrontato la campagna elettorale, ha votato, ha licenziato un governo e ne ha assunto un altro con un’altra maggioranza, senza che ciò abbia avuto la minima influenza sui mercati i quali, come abbiamo visto, se ne infischiano delle beghe politiche e guardano soltanto al sodo: è questo Paese un debitore solvibile o no?<br />
Un moto di risveglio della politica viene dal dibattito su una nuova legge elettorale. <strong>Si tratta di decidere se si vuole l’attuale “porcellum” che tutela il bipolarismo, oppure una legge proporzionale che tutela i partiti minori</strong> e dunque l’attuale centro di fini Casini e Rutelli. Il Pdl di Alfano con Berlusconi alle spalle, sceglie il “porcellum”, magari modificato, ma con premio ai due maggiori partiti. Il Pd di Bersani deve decidere se liquidare una legge che gli dà la supremazia assoluta in uno schieramento, o se rinunciare alla primogenitura per fare squadra con alleati eterogenei. La logica vuole che opti per la prima scelta. In questo caso avremo, e già abbiamo, una saldatura di interessi comuni fra Pdl e Pd che in politica vuol dire intesa politica, comunque la si mascheri e si giustifichi. Ciò implica una sconfitta e forse la sparizione del terzo polo, o comunque la sua marginalità.</p>
<p>Tutto ciò è di basilare importanza anche perché l’assetto del nuovo Parlamento determinerà la scelta del candidato per il Quirinale e quella per palazzo Chigi, ammesse e non concesso che il professor Monti e la sua squadra non ci abbiano legittimamente preso gusto e vogliano seguitare a giocare, e con chi. Ma questo tipo di scenario lo analizzeremo la prossima volta.</p>
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		<title>Legge elettorale: dialogo in alto mare - RASSEGNA STAMPA</title>
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		<pubDate>Thu, 09 Feb 2012 07:30:30 +0000</pubDate>
		<dc:creator>redazione</dc:creator>
		
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		<category><![CDATA[legge-elettorale]]></category>

		<category><![CDATA[Pd]]></category>

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		<description><![CDATA[Al secondo giorno di consultazioni sulla legge elettorale la situazione, come previsto nei giorni scorsi, si ingarbuglia. E non poco]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><img src="http://blog.panorama.it/italia/files/2012/02/unita-large.jpg" alt="unita" width="500" height="303" class="aligncenter size-large wp-image-55428" /></a></p>
<p>Al secondo giorno di consultazioni sulla legge elettorale la situazione, come previsto nei giorni scorsi, si ingarbuglia. E non poco.<span id="more-55427"></span></p>
<p>A Palazzo Madama, riporta il <em>Corsera</em>, non si è raggiunto l&#8217;accordo sulla road map per le riforme e dopo i paletti di Bossi, prende corpo l&#8217;ipotesi di un vertice a tre per trovare la quadra tra i leader dei partiti che sostengono la maggioranza (Alfano, Bersani e Casini).</p>
<p>Il quotidiano <em>La Stampa</em> intervista il politologo <strong>Roberto D&#8217;Alimonte</strong> (oggi compare anche un suo intervento sul <em>Sole 24 ore</em>), che fa un&#8217;analisi dei sistemi elettorali in discussione e quali potrebbero essere le conseguenze in Parlamento che deriverebbero dall&#8217;introduzione di un proporzionale alla tedesca. E soprattutto di un proporzionale corretto, come sta uscendo dal cilindro dei partiti: &#8220;Andrebbe contro i desiderata di tutti quelli che hanno firmato il referendum: volevano un maggioritario con collegi uninominali veri e si ritroverebbero, se va bene, con un sistema proporzionale con effetti maggioritari e con il contentino di collegi finti&#8221;. </p>
<p>Stando alla bozza in discussione, infatti, il 50% dei seggi sarebbe assegnato a chi vince nei collegi uninominali, mentre la restante metà sarebbe preso dalle liste bloccate dei nominati, come accade oggi col Porcellum. E alla fine, si dice certo D&#8217;Alimonte, si uscirà con una legge che potrebbe dare al Pd il 40% dei seggi, nonostante viaggi nei sondaggi al 27-28%, e al PdL il 35%; per cui le alleanze si faranno dopo il voto. Come nella Prima Repubblica.</p>
<p>Del resto il rischio del fallimento è alto, scrive il dierettore dell&#8217;<em>Unità</em>, <strong>Claudio Sardo</strong>, &#8220;anche perché i difensori del Porcellum sono più di quelli che lo dichiarano&#8221;, sia nel centrodestra sia nel centrosinistra, per il  mantenimento degli attuali gruppi dirigenti e che &#8220;hanno già cominciato a gridare all&#8217;inciucio al primo incontro tra Pd e PdL&#8221;.</p>
<p>Intanto il governo, che ha annunciato tagli ai costi della Pa, con un provvedimento che prevede la restituzione di regali sopra i 150 euro per i dipendentiper esponenti e collaboratori del governo e dei ministeri, sarebbe pronto a fare un passo indietro sulla responsabilità civile dei magistrati. <em>Repubblica</em> spiega che all&#8217;incontro di ieri, nel suo studio privato, con il premier Monti e i vertici del sindacato dei giudici, l&#8217;Anm, hanno ascoltato &#8220;parole di rispetto per la loro categoria&#8221; e ottenuto &#8220;la promessa di cambiamento, sul quale avranno anche la possibilità di riflettere&#8221;. </p>
<p>Se ne riparlerà, insomma, quando l&#8217;emendamento Pini (dal cognome del parlamentare leghista che l&#8217;ha presentato) sarà modificato, anche se quest&#8217;ultimo si dice certo che l&#8217;esecutivo sarà sconfitto anche al Senato.</p>
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		<title>Nazionale Parlamentari “spesata” per fare beneficenza? Gli onorevoli smentiscono</title>
		<link>http://blog.panorama.it/italia/2012/02/08/parlamentari-spesati-per-fare-beneficenza-gli-onorevoli-smentiscono/</link>
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		<pubDate>Wed, 08 Feb 2012 18:57:30 +0000</pubDate>
		<dc:creator>andrea.monti</dc:creator>
		
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		<description><![CDATA[Nel mirino un torneo giocato a Catania dalla Nazionale parlamentari. Sono accusati di non aver partecipato a una colletta per comprare tre carrozzine per bambini disabili]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<div id="attachment_55395" class="wp-caption aligncenter" style="width: 510px"><img class="size-large wp-image-55395" src="http://blog.panorama.it/italia/files/2012/02/muro-large.jpg" alt="Luigi Muro, deputato di Futuro e libertà (ANSA /ALESSANDRO DI MEO)" width="500" height="299" /><p class="wp-caption-text">Luigi Muro, deputato di Futuro e libertà (ANSA /ALESSANDRO DI MEO)</p></div>
<p>“Se davvero ci fossimo comportati come ha scritto il <em>Corriere della Sera</em>, dovrebbero ammazzarci”. <strong>Gioacchino Alfano</strong>, deputato del Pdl, smentisce a <em>Panorama.it</em> la notizia secondo cui il 4 febbraio la <a href="http://www.nazionaleparlamentari.it/index.php" target="_blank">Nazionale parlamentari</a> – in cui gioca – avrebbe partecipato a un torneo di beneficenza a Catania, ma a condizione di essere totalmente spesata. Gli onorevoli sono accusati di aver lasciato il conto da pagare al ristorante dopo la partita, e soprattutto di non aver partecipato a una colletta per comprare tre carrozzine per bambini disabili.<br />
<span id="more-55394"></span></p>
<p>“Sentir dire che non abbiamo voluto mettere 50 euro a testa per una causa simile mi fa stare male – dice Alfano. – La cosa è più che falsa, è paradossale. Noi parlamentari paghiamo lo staff che ci accompagna, abbiamo speso 2.000 euro oltre ai nostri spostamenti, e ci saremmo rifiutati di contribuire a comprare delle carrozzine?”. Il parlamentare Pdl ammette che il soggiorno è stato gratis: “Sono andato al banco dell’albergo, volevo pagare, e mi hanno detto che ci pensava l’hotel, in quanto sponsor dell’evento. Alcuni di noi sono rimasti qualche notte in più e hanno pagato”.</p>
<p>Stessa versione da <strong>Luigi Muro</strong>, deputato di Futuro e libertà, anche lui in campo a Catania: “A fine partita – dice a <em>Panorama.it</em> - nessuno mi ha chiesto di partecipare a una colletta. Se l’avessimo saputo prima, probabilmente avremmo fatto un pagamento collettivo. Per quanto mi riguarda, ammesso che ci sia stato un equivoco, sono disposto ad acquistare le carrozzine”. E a proposito della cena? “Quando abbiamo cercato di pagare, il parlamentare Pd Berretta – che è catanese – si è quasi offeso. Ha detto: siete a casa mia, ci penso io. Abbiamo insistito, ma non c’è stato niente da fare”. L’interessato, intervistato da <em>Repubblica</em>, conferma: “Era normale per me offrire una cena ai miei colleghi a Catania, la mia città”.</p>
<p>Muro rafforza il suo racconto a suon di cifre: “Io sono da poco nella Nazionale, ma i miei amici mi dicono che in questi 30 anni di attività hanno contribuito a raccogliere 3-4 milioni di fondi. Paghiamo 500 euro di iscrizione all’associazione, più una quota di 100 euro l’anno. E per andare all’aeroporto, al ritorno, mi sono pagato 80 euro di taxi”. Una cosa il parlamentare di Fli la conferma: il biglietto del volo, comprato dagli onorevoli, verrà rimborsato “a livello istituzionale”. Tutto il resto della storia, per i politici-calciatori, non corrisponde alla verità.</p>
<p>La competizione si è svolta nel centro sportivo del <strong>Calcio Catania</strong> “Torre del Grifo Village”. La società di serie A dice di non sapere nulla della vicenda dei parlamentari: “Abbiamo solo concesso gli spazi”, spiegano dall’ufficio stampa. Risposta simile dal <strong>Comune</strong>, che era in campo con una propria selezione: “Non siamo a conoscenza di niente. Dovete sentire l’associazione sportiva dei vigili urbani catanesi, che ha organizzato il torneo”.</p>
<p>Dalla stessa associazione fanno sapere di non voler dire nulla, salvo quanto contenuto in un comunicato diffuso ieri: “L’obiettivo benefico della manifestazione è stato pienamente raggiunto, grazie al concorso della squadra dei magistrati, dei parlamentari e degli amministratori comunali, che senza alcuna distinzione personalistica si sono adoperati solidalmente per conseguire l&#8217;obiettivo programmato di aiutare le persone più svantaggiate”. Par di capire che gli onorevoli abbiano fatto la loro parte. Ma se è così, perché tutta questa polemica?</p>
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		<title>Il decreto svuota-carceri non è la soluzione</title>
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		<pubDate>Wed, 08 Feb 2012 18:00:43 +0000</pubDate>
		<dc:creator>redazione</dc:creator>
		
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		<category><![CDATA[decreto svuota-carceri]]></category>

		<category><![CDATA[in giustizia]]></category>

		<category><![CDATA[Maurizio Tortorela]]></category>

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		<description><![CDATA[
Il decreto svuota-carceri, sul quale il governo Monti ha deciso di porre la fiducia nella votazione che si svolgerà domani alle ore 12 alla Camera, prevede di fare uscire dalle sovraffollate prigioni italiane circa 3.800 detenuti sugli attuali 68.144. Il provvedimento firmato dal ministro della Giustizia, Paola Severino, stabilisce che quanti hanno ancora 18 mesi [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<div id="attachment_55385" class="wp-caption alignnone" style="width: 510px"><a href="http://blog.panorama.it/italia/files/2012/02/carcere1.jpg"><img src="http://blog.panorama.it/italia/files/2012/02/carcere1-large.jpg" alt="Il decreto salva-carceri non sembra affatto risolutivo" width="500" height="375" class="size-large wp-image-55385" /></a><p class="wp-caption-text">Il decreto salva-carceri non sembra affatto risolutivo</p></div>
<p><a href="http://blog.panorama.it/italia/tag/ingiustizia/"><img class="alignleft" style="margin-right: 1em;float: left" src="http://blog.panorama.it/italia/files/2011/02/tortorella.jpg" alt="MAURIZIO TORTORELLA" width="100" height="75" /></a><br />
<strong>Il decreto svuota-carceri</strong>, sul quale il governo Monti ha deciso di porre la fiducia nella votazione che si svolgerà domani alle ore 12 alla Camera, prevede di fare uscire dalle sovraffollate prigioni italiane circa <strong>3.800 detenuti sugli attuali 68.144</strong>. Il provvedimento firmato dal ministro della Giustizia, <strong>Paola Severino</strong>, stabilisce che quanti hanno ancora 18 mesi di pena da scontare dietro le sbarre possano farlo anche a casa, agli arresti domiciliari. Ovviamente, non tutti i reati sono compresi. L’obiettivo del decreto è arginare almeno in parte il disperante sovraffollamento delle 206 prigioni italiane. <span id="more-55383"></span></p>
<p><strong>Il provvedimento, però, non sembra affatto risolutivo</strong>: le prigioni italiane in realtà potrebbero ospitare non più di 45.654 reclusi, quindi anche una riduzione di circa 4 mila detenuti <strong>non riuscirà né a modificare né a migliorare sensibilmente la situazione</strong>. Proprio ieri l’Italia è stata condannata dal <strong>Tribunale dei diritti dell’uomo</strong> a risarcire con 10 mila euro un detenuto nel carcere di Parma, malato di cancro alla prostata: costui, ha denunciato in aula la deputata radicale <strong>Rita Bernardini</strong>, <em>&#8220;non solo non viene curato per il male che lo aggredisce, ma vive intrappolato nella sua sedia a rotelle perché inevitabilmente circondato da barriere architettoniche&#8221;</em>.</p>
<p>La situazione carceraria è obiettivamente drammatica: secondo i radicali, che da tempo propongono come unica soluzione possibile il ricorso all’amnistia, <strong>nel 90% delle prigioni l’affollamento è letteralmente insopportabile</strong>. I reclusi in media sono costretti a vivere, per oltre 23 ore al giorno, in una superficie di circa due metri quadrati in media a testa. I suicidi sono stati <strong>65 nel 2011</strong>, cui si sono aggiunti altri <strong>1.137 tentativi di suicidio</strong>; gli atti di autolesionismo sono stati 5.703. I morti in cella per suicidio negli ultimi 10 anni sono stati 1.023 in totale, per il 63% detenuti in attesa di giudizio.</p>
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		<title>La ‘ndrangheta costretta a risarcire lo Stato</title>
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		<pubDate>Wed, 08 Feb 2012 15:55:33 +0000</pubDate>
		<dc:creator>nadiafrancalacci</dc:creator>
		
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		<category><![CDATA[Giuseppe Raffa]]></category>

		<category><![CDATA[ndrangheta]]></category>

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		<description><![CDATA[La Provincia di Reggio Calabria ha vinto. E davanti alla sentenza del Tribunale di Palmi, esulta: la &#8216;ndrangheta di Gioia Tauro dovrà risarcirla con 9 milioni di euro. Lo ha deciso il giudice Claudio Parise dopo aver riconosciuto in sede processuale i danni subìti dall&#8217;Ente per le speculazioni delle &#8216;ndrine calabresi sul porto commerciale  di [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<div id="attachment_55318" class="wp-caption aligncenter" style="width: 510px"><a href="http://blog.panorama.it/italia/files/2012/02/immagine-porto-di-gioia-tauro.jpg"><img class="size-large wp-image-55318" src="http://blog.panorama.it/italia/files/2012/02/immagine-porto-di-gioia-tauro-large.jpg" alt="Immagine porto di Gioia Tauro- Lapresse" width="500" height="327" /></a><p class="wp-caption-text">Immagine porto di Gioia Tauro- Lapresse</p></div>
<p><img class="alignleft" style="margin-right: 1em;float: left" src="http://video.panorama.it/inchieste/francalacci.jpg" alt="FRANCALACCI" width="100" height="75" />La <strong>Provincia di Reggio Calabria</strong> ha vinto. E davanti alla sentenza del <strong>Tribunale di Palmi</strong>, esulta: la &#8216;ndrangheta di Gioia Tauro dovrà risarcirla con <strong>9 milioni </strong>di euro. Lo ha deciso il giudice <strong>Claudio Parise </strong>dopo aver riconosciuto in sede processuale i danni subìti dall&#8217;Ente per le speculazioni delle &#8216;ndrine calabresi sul porto commerciale  di Gioia Tauro.</p>
<p>Costretti al pagamento <em>in solido</em> a favore dello Stato, i boss delle cosche più potenti della Calabria: Giuseppe e Gioacchino <strong>Piromalli</strong>, Girolamo <strong>Albanese,</strong> Domenico <strong>Stanganelli</strong>, Luigi Emilio <strong>Sorridente</strong> e Antonio <strong>Zito</strong>, tutti condannati nell&#8217;ambito dell&#8217;operazione &#8220;Porto&#8221; condotta dalla procura calabrese.<span id="more-55316"></span><br />
&#8220;E&#8217; una sentenza storica-commenta a <em>Panorama.it</em> , il presidente della provincia di Reggio Calabria,<strong> Giuseppe Raffa</strong>- la Provincia come  Ente dello Stato esulta di fronte a questa decisione giusta ma anche coraggiosa assunta dal Tribunale di Palmi&#8221;.<br />
Dopo le condanne nei due giudizi di merito e il rigetto del ricorso per Cassazione proposto dagli imputati, in cui l&#8217;Ente rappresentato dall&#8217;avv. Pietro Catanoso si era costituito parte civile, il dirigente del Settore Avvocatura della Provincia aveva deciso di procedere per ottenere in sede civile la quantificazione dei danni subiti in conseguenza dei reati commessi. E la decisione si è rivelata giusta.</p>
<p>&#8220;Questa sentenza è importante perchè mostra ancora una volta agli italiani e ai calabresi che la &#8216;ndrangheta c&#8217;è, esiste e che noi siamo vittime-continua il presidente Raffa-  ma allo stesso tempo che non ci pieghiamo ai suoi voleri e che siamo disposti a combatterla con tutti i mezzi che abbiamo a disposizione&#8221;.</p>
<p>&#8220;Il riconoscimento, in sede penale prima, e ora in quella civile - ha concluso Giuseppe Raffa - dà il senso concreto di un&#8217;Amministrazione provinciale che intende perseguire concreatamene il bene comune, al di là degli slogan e dell&#8217;antimafia di facciata&#8221;.</p>
<div id="attachment_55317" class="wp-caption aligncenter" style="width: 510px"><a href="http://blog.panorama.it/italia/files/2012/02/sentenza-tribunale-di-palmi.jpg"><img class="size-large wp-image-55317" src="http://blog.panorama.it/italia/files/2012/02/sentenza-tribunale-di-palmi-large.jpg" alt="La sentenza del Tribunale di Palmi" width="500" height="647" /></a><p class="wp-caption-text">La sentenza del Tribunale di Palmi</p></div>
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		<item>
		<title>ESCLUSIVO PANORAMA: inchiesta Penati, 332mila euro di Faremetropoli usati per la campagna elettorale</title>
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		<pubDate>Wed, 08 Feb 2012 15:49:09 +0000</pubDate>
		<dc:creator>redazione</dc:creator>
		
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		<category><![CDATA[Faremetropoli]]></category>

		<category><![CDATA[Filippo-Penati]]></category>

		<category><![CDATA[Procura Monza]]></category>

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		<description><![CDATA[Quasi 332 mila euro, destinati ad attività culturali, sono finiti invece su due conti correnti riconducibili a Filippo Penati, l’ex presidente della Provincia di Milano che dallo scorso maggio è indagato dalla Procura di Monza per concussione, corruzione e finanziamento illecito ai partiti. Nel numero in edicola da domani, giovedì 8 febbraio, il settimanale Panorama [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<div id="attachment_55377" class="wp-caption aligncenter" style="width: 510px"><img class="size-large wp-image-55377" src="http://blog.panorama.it/italia/files/2012/02/medium_110416-163403_mi160309int_0002-large.jpg" alt="Filippo Penati durante la campagna elettorale (Credits: Stefano Meluni/ LaPresse)" width="500" height="299" /><p class="wp-caption-text">Filippo Penati durante la campagna elettorale (Credits: Stefano Meluni/ LaPresse)</p></div>
<p>Quasi <strong>332 mila euro</strong>, destinati ad attività culturali, sono finiti invece su due conti correnti riconducibili a <strong>Filippo Penati</strong>, l’<strong>ex presidente della Provincia di Milano</strong> che dallo scorso maggio è indagato dalla <strong>Procura di Monza</strong> per concussione, corruzione e finanziamento illecito ai partiti. Nel numero in edicola da domani, giovedì 8 febbraio, il settimanale <strong>Panorama</strong> ricostruisce il meccanismo di finanziamento elettorale dell’ex braccio destro del segretario del <strong>Pd, Pier Luigi Bersani</strong>.</p>
<p>Tra il gennaio del 2009 e l’aprile 2011 sul conto corrente di <strong>Faremetropoli</strong>, associazione fondata da Penati, una serie di aziende e privati accreditano <strong>22 bonifici</strong>, per un totale di quasi 368 mila euro: sono soldi che dovrebbero essere destinati per legge a promuovere le attività politico-culturali dell’associazione. Invece circa <strong>332 mila euro </strong>raccolti vengono usati per foraggiare la <strong>macchina elettorale di Penati.</strong> Quasi 175 mila euro finiscono sul conto della tesoriera di Penati, nonché storica responsabile della raccolta di fondi per il Pd a Milano. Altri 35 mila euro vanno sul conto della lista «<strong>Penati presidente</strong>». Poco più di 90 mila euro vengono destinati infine alla proprietaria dei locali in cui aveva sede la segreteria personale di Penati. I pagamenti a Faremetropoli sono eseguiti da aziende, banche locali, cooperative, supermercati, e persino dallo stesso comitato di Penati. Panorama scrive che in molti casi la tempistica dei bonifici fa pensare a inspiegabili partite di giro.</p>
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		</item>
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		<title>ESCLUSIVO PANORAMA: scoperto misterioso segretario di Scognamiglio a carico dello Stato - AUDIO</title>
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		<pubDate>Wed, 08 Feb 2012 15:36:32 +0000</pubDate>
		<dc:creator>redazione</dc:creator>
		
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		<category><![CDATA[Carlo Scognamiglio]]></category>

		<category><![CDATA[Panorama]]></category>

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		<description><![CDATA[Ascolta le telefonate tra Scognamiglio ed il nostro giornalista]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<div id="attachment_55373" class="wp-caption aligncenter" style="width: 510px"><img class="size-large wp-image-55373" src="http://blog.panorama.it/italia/files/2012/02/medium_110202-113808_09034011-large.jpg" alt="L'ex presidente del Senato, Carlo Scognamiglio (credits:  ROBERTO MONALDO/LAPRESSE)" width="500" height="299" /><p class="wp-caption-text">L&#39;ex presidente del Senato, Carlo Scognamiglio (credits:  ROBERTO MONALDO/LAPRESSE)</p></div>
<p>Tra le diverse polemiche sui costi ed i <strong>privilegi della Casta</strong> Panorama è andata ad indagare anche sui benefit a disposizione degli ex <strong>Presidenti del Senato</strong>.<br />
<strong>Franco Marini</strong> ammette di avere diritto a due stanze e ad una somma di denaro per 3 collaboratori a tempo pieno ed altrettanti part time.<br />
<strong>Nicola Mancino</strong> invece preferisce non rispondere.<br />
<strong>Marcello Pera</strong> invece è irraggiungibile anche alla sua segretaria per per &#8220;problemi legati alla neve&#8221;.</p>
<p>Eccovi invece l&#8217;audio di due telefonate. La prima con l&#8217;ex Presidente del Senato<strong> Carlo Scognamiglio</strong>, oggi professore alla Luiss di Roma. Al centro della chiamata del nostro cronista, <strong>Giacomo Amadori</strong>, la presenza tra i suo collaboratori e la mansione di un cittadino extracomunitario, che, secondo Scognamiglio) si occuperebbe di un lavoro di segreteria presso lo studio del Professore a Milano.</p>
<p>Una versione che viene però smentita dalla seconda parte della telefonata.<br />
Il nostro cronista infatti chiama proprio lo studio di Scognamiglio a Milano e la segretaria chiaramente afferma che &#8220;non c&#8217;è nessun segretario messicano&#8221;.<br />
<a title="Anarchy Media Player - Right click to download file" href="http://video.panorama.it/Italia/scognamiglio.flv"></a><br />
La domanda quindi resta: cosa fa e dove lavora questo messicano &#8220;misterioso&#8221;?</p>
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		</item>
		<item>
		<title>Patto Pd-PdL: che bell’Italia se….</title>
		<link>http://blog.panorama.it/italia/2012/02/08/patto-pd-pdl-che-bellitalia-se/</link>
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		<pubDate>Wed, 08 Feb 2012 15:11:06 +0000</pubDate>
		<dc:creator>marco.ventura</dc:creator>
		
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		<category><![CDATA[costituzione]]></category>

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		<category><![CDATA[Italia]]></category>

		<category><![CDATA[legge-elettorale]]></category>

		<category><![CDATA[Profeta di Ventura]]></category>

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		<description><![CDATA[
Sarebbe meraviglioso. Nel migliore dei mondi possibili l’Italia avrebbe una legge elettorale e un’architettura costituzionale come quelle inglesi o americane. O almeno francesi. Tedesche no, perché con gli italiani non funzionerebbe.
Da noi ci vorrebbe una grande riforma per rifondare la Repubblica. Una legge elettorale che consentisse di indicare i nomi dei candidati senza essere costretti [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<div id="attachment_55359" class="wp-caption aligncenter" style="width: 510px"><a href="http://blog.panorama.it/italia/files/2012/02/italia.jpg"><img class="size-large wp-image-55359" src="http://blog.panorama.it/italia/files/2012/02/italia-large.jpg" alt="(Credits: La Presse)" width="500" height="300" /></a><p class="wp-caption-text">Uno scorcio di Palazzo Chigi (Credits: La Presse)</p></div>
<p><a href="http://blog.panorama.it/italia/tag/Profeta-di-Ventura/"><img class="alignleft" style="margin-right: 1em;float: left" src="http://blog.panorama.it/mondo/files/2011/11/strip-ventura-post.jpg" alt="Marco Ventura" width="100" height="75" /></a><br />
Sarebbe meraviglioso. Nel migliore dei mondi possibili l’<strong>Italia</strong> avrebbe una <strong>legge elettorale</strong> e un’architettura costituzionale come quelle inglesi o americane. O almeno francesi. Tedesche no, perché con gli italiani non funzionerebbe.</p>
<p>Da noi ci vorrebbe una grande riforma per rifondare la <strong>Repubblica</strong>. Una legge elettorale che consentisse di indicare i nomi dei candidati senza essere costretti a mettere una croce sui nomi scelti dai big dei partiti. Perché siano elezioni e non ratifiche di nomine approvate nel chiuso delle sedi nazionali.</p>
<p>Sarebbe stupendo se vi fossero soltanto due-tre <strong>partiti</strong> (meglio due) e che noi potessimo scegliere tra<strong> due opzioni </strong>che escludano i fanatismi, gli estremisti, i qualunquismi&#8230; Un <strong>centro-destra </strong>e un <strong>centro-sinistra,</strong> che comprendano al loro interno le legittime differenze in un arco abbastanza omogeneo (come negli Stati Uniti). <span id="more-55356"></span></p>
<p>Sarebbe fantastico se non vi fosse più la probabilità/necessità di ricorrere a tecnici non eletti, non responsabili di fronte agli elettori, per governare là dove la politica ha fallito.</p>
<p>Sarebbero stupefacenti un <strong>Parlamento</strong> costituito solo da una <strong>Camera</strong>, con un numero più basso di deputati, e un esecutivo capace di prendere decisioni senza esporsi a mesi e mesi di estenuanti diatribe parlamentari in balìa dei gruppi più piccoli.</p>
<p>Sarebbe decisivo per la <strong>democrazia </strong>e la stabilità dell’<strong>Italia</strong> un sistema che non lasciasse spazio a privilegi, corporazioni, nicchie di potere autonomo al di sopra di tutto e tutti, che non risponde a nessuno (cosa che mai dovrebbe avvenire in una democrazia) come la <strong>magistratura</strong> che si autogoverna e autoassolve e nell’equilibrio e nella separazione dei poteri svolge il compito del monarca insindacabile o papa infallibile.</p>
<p>Sarebbe entusiasmante un paese nel quale i processi fossero rapidi, le pene certe e la prescrizione non imputata… all’imputato, ma a chi giudica. Un paese nel quale la corte suprema non fosse politicizzata.</p>
<p><strong>Silvio Berlusconi</strong> è convinto in cuor suo di tutto questo, anche se non è riuscito nei suoi governi a realizzarlo. E la sua unica sponda possibile è quella del Pd, il maggior partito d’opposizione insidiato dalle falangi minoritarie, ma sempre più forti e nutrite, della sinistra estrema e dell’anti-politica militante. Per cambiare il <strong>sistema elettorale e costituzionale</strong> ci vuole la convenienza di una maggioranza molto ampia, che solo i due grandi partiti (che però si stanno affievolendo) possono garantire. Questo è il momento. La mediazione è in corso. Comprensibile l’opposizione più o meno abilmente motivata di <strong>Lega e Italia dei Valori</strong>.</p>
<p>Quanto a <strong>Pierferdy Casini</strong>, il leader del <strong>Terzo Polo</strong> fonda la sua forza sull’essere il potenziale ago della bilancia com’era una volta Craxi, e avrebbe tutto da perdere da un accordo elettorale e costituzionale tra PdL e Pd, perciò sapientemente e furbescamente tace.</p>
<p>Che passi la buriana, tanto alla fine tutti i sogni di rinascita della Repubblica, di trasformazione dell’Italia, si infrangeranno, come sempre è stato, sugli interessi particolari di questo e/o quel partitino. Impensabile anche per questo un accordo prima delle amministrative di primavera: salterebbero le alleanze. Ma la cosa alla quale crediamo di meno è che vi sia una volontà autentica da parte dei big di rinunciare a designare per chiamata diretta, e non per selezione elettorale e di consenso, gli utili idioti in <strong>Parlamento</strong>, nei baracconi pubblici, negli enti locali.</p>
<p>La speranza è l’ultima a morire ma, appunto, alla fine muore. E i fuochi di paglia di questi giorni non devono impressionare: la strada è tutta in salita.</p>
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		</item>
		<item>
		<title>ESCLUSIVO PANORAMA: la verità sul corso universitario di Michel Martone</title>
		<link>http://blog.panorama.it/italia/2012/02/08/esclusivo-panorama-la-verita-sul-corso-universitario-di-michel-martone/</link>
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		<pubDate>Wed, 08 Feb 2012 15:01:22 +0000</pubDate>
		<dc:creator>redazione</dc:creator>
		
		<category><![CDATA[Apertura#1]]></category>

		<category><![CDATA[Google News]]></category>

		<category><![CDATA[Headlines]]></category>

		<category><![CDATA[Gianni Arrigo]]></category>

		<category><![CDATA[michel martone]]></category>

		<category><![CDATA[Università di Siena]]></category>

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		<description><![CDATA[Dopo le polemiche scatenate per aver dato degli "sfigati" ai laureati con più di 28 anni Panorama, in edicola domani, vi racconta l'iter del concorso per professore ordinario dell'Università di Siena vinto dal sottosegretario al Lavoro, Michel Martone]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<div id="attachment_55357" class="wp-caption aligncenter" style="width: 510px"><img class="size-large wp-image-55357" src="http://blog.panorama.it/italia/files/2012/02/medium_111129-124121_bast291111pol_19-large.jpg" alt="Il Sottosegretario al Lavoro, Michel Martone (Credits: Mauro Scrobogna /LaPresse)" width="500" height="300" /><p class="wp-caption-text">Il Sottosegretario al Lavoro, Michel Martone (Credits: Mauro Scrobogna /LaPresse)</p></div>
<p>Nel numero in edicola da domani, giovedì 8 febbraio, il settimanale <strong>Panorama</strong> ricostruisce nei dettagli come si è svolto il concorso per professore ordinario bandito dall’<strong>Università di Siena</strong> e vinto oltre otto anni fa dal <strong>viceministro al Lavoro</strong>, <strong>Michel Martone</strong>.</p>
<p>Il concorso era iniziato l’<strong>11 gennaio 2002</strong> e si era concluso il 9 luglio 2003: era durato pertanto più di un anno e mezzo, tanto da richiedere una proroga. Sono state proprio queste lungaggini a permettere ad altri sei docenti, i concorrenti di Martone per il posto a Siena, di diventare ordinario in altre sedi. E di ritirare così la loro candidatura a Siena, lasciando campo libero a Martone.<span id="more-55355"></span></p>
<p>Ecco la ricostruzione dei fatti e delle date, nell’articolo pubblicato da Panorama.</p>
<p>Un concorso della <strong>Lum di Bari</strong>, cui prende parte uno dei concorrenti di Martone, si conclude il 22 ottobre 2002. Un altro dell’<strong>Università del Molise,</strong> con due posti, termina una settimana prima. Il 30 ottobre 2002 parte poi un concorso dell’<strong>Università di Modena</strong>, cui partecipa un’altra possibile contendente del viceministro: e anche quella cattedra viene assegnata molto velocemente, in tre mesi e mezzo, il 10 febbraio 2003.<br />
A quel punto quattro concorrenti sono usciti di scena. Ma sulla strada di Martone restano due candidati. <strong>Marco Marazza</strong> decide di ritirarsi e poco dopo vincerà un posto a Teramo. L’ultimo ostacolo è <strong>Gianni Arrigo</strong>, ma anche lui rinuncia. Così, una defezione dopo l’altra, l’enfant prodige del governo Monti vince la cattedra il <strong>9 luglio 2003</strong>: ordinario a 29 anni.</p>
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