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113

113: i suoi primi 40 anni. Nel 2008 5,2 mln chiamate, un intervento ogni 13 secondi

Polizia

L’arresto di 161 pericolosi latitanti (43 dei quali per associazione di tipo mafioso), oltre 436mila le persone controllate dagli agenti dei reparti prevenzione crimine nel corso delle operazioni mirate al controllo del territorio e il soccorso ai cittadini, il sequestro dei beni dei mafiosi e il contrasto al terrorismo islamico. C’è ogni aspetto della sicurezza nei numeri di un anno di attività della Polizia, che domani festeggia il 157esimo anniversario della fondazione (con una tre giorni dal titolo “C’è più sicurezza insieme” che si aprirà venerdì 8 con la tradizionale cerimonia a piazza del Popolo, a Roma, alla presenza del presidente della Repubblica Giorgio Napolitano) e lo sbarco su Facebook e YouTube, per essere sempre più vicino ai giovani.

Questi i numeri resi noti dalla Polizia in un anno di attività
113, oltre 5 milioni di chiamate in un anno - Un intervento ogni 13 secondi, quasi 7mila al giorno. Nel 2008 sono arrivate complessivamente al 113 5.252.748 chiamate; 4.225.263 sono state le persone controllate in seguito alle segnalazioni. Gli interventi sono stati complessivamente 2.465.952 così divisi: 1.710.000 per attività di polizia (incidenti stradali compresi), 78.777 per soccorso sanitario, 214.269 per calamità naturali e incidenti vari, 462.328 per interventi di natura diversa. Quasi 30mila (29.921), infine, le persone arrestate dopo l’intervento di una volante e 90.892 quelle denunciate.
161 latitanti arrestati, 3 in elenco 30 più pericolosi - Dei 161 finiti in manette, 43 sono stati arrestati per reati di tipo mafioso. Tra questi spiccano i nomi di Vincenzo Licciardi, Giuseppe Di Stefano e Pietro Criaco, inseriti nell’elenco dei 30 latitanti più pericolosi. Gli uomini della polizia hanno arrestato anche Giuseppe Nirta, Antonio Pelle, Antonio Romeo e Paja Ilir, che erano tra i cento uomini più ricercati. Sul fronte dei sequestri, il valore complessivo dei beni mobili e immobili recuperati ammonta a circa 1.600 milioni. In totale gli arrestati nel 2008 sono stati 46.118 e 230.943 i denunciati.
14 estremisti islamici in manette per terrorismo - Alcuni già noti alle forze dell’ordine. Altri quattro magrebini sono invece stati espulsi per gravi motivi di sicurezza nazionale, e 29 stranieri sono finiti in manette perchè appartenenti ad organizzazioni terroristiche di matrice non religiosa. Quanto al terrorismo interno, sono stati arrestati 9 anarco insurrezionalisti e 2 persone responsabili di attentati a danno di obiettivi islamici in Italia. Sul versante dell’estremismo di sinistra sono finiti in manette 35 militanti, mentre sul fronte opposto gli arresti hanno riguardato 73 militanti.
Immigrazione, 24mila irregolari allontanati - Su oltre 70mila stranieri rintracciati in Italia nel 2008. I provvedimenti di allontanamento sono stati adottati anche nei confronti di 910 cittadini comunitari, per motivi di pubblica sicurezza, mentre per favoreggiamento dell’immigrazione clandestina sono state arrestate 408 persone e 2.693 denunciate.
Polstrada, 30.000 ubriachi al volante - Gli automobilisti in difficoltà che hanno ricevuto aiuto dalla Polstrada sono stati 480.706. Le pattuglie sono intervenute per 80mila incidenti, di cui 1.341 mortali con 1.507 vittime. Arrestate oltre 2mila persone. Quasi 4,5 milioni i punti patente tagliati. I controlli con gli etilometri sono stati oltre 1,3 milione ed hanno portato all’identificazione di 30mila ubriachi al volante e più di 2.500 drogati alla guida.
Pedofilia on line, 39 arresti - La polizia postale ha monitorato 23mila siti internet, arrestando 39 persone e denunciandone 1.167. Nell’ambito del contrasto ai reati relativi al commercio elettronico sono stati monitorati oltre 12mila siti, con più di 100 persone arrestate e 4.000 denunciate.
Monitorate 3.050 partite calcio - Sul fronte degli eventi sportivi, la polizia ha monitorato 3.050 partite di calcio alle quali hanno assistito 16,5 milioni di spettatori. Per il servizio di ordine pubblico in occasione dei soli incontri di squadre professionistiche è stato disposti l’impiego di 114.208 poliziotti. Nel corso delle manifestazioni sportive sono rimasti feriti 102 agenti (dato in netto calo rispetto ai 236 del 2007).
Sono stati arrestati 201 tifosi (-40% rispetto al 2007), mentre 848 sono stati denunciati in stato di libertà.

Milano, violenza su una colf 36enne. Fini: lo stupro è un’emergenza civile

Albanese stuprata a MIlano

L’hanno rapita una prima volta, per costringerla a prostituirsi. Dopo qualche giorno di sottomissione lei era riuscita a scappare, ma è stata sequestrata di nuovo, segregata e stuprata. La vittima della violenza è una donna albanese di 36 anni, i suoi aguzzini sono alcuni suoi connazionali, due dei quali fermati la notte scorsa dalla polizia di Milano.

La ragazza è stata prelevata per strada a Magenta, nel Milanese, dopo essere stata rapinata e quindi portata a Milano in un appartamento nella zona Ticinese dove è stata ripetutamente violentata dai due albanesi, probabilmente legati al giro dello sfruttamento della prostituzione. La punizione è arrivata, perché la 36enne si era ribellata: non voleva più lavorare sul marciapiede. Questa notte ha tentato di scappare dall’appartamento, una passante l’ha vista sul cornicione e ha chiamato il 113.

La donna sequestrata era stata costretta a fare la prostituta, ma è una giovane che da oltre dieci anni vive regolarmente in Italia lavorando come addetta alle pulizie. Solo quindici giorni fa era stata rapita una prima volta, portata nella zona di Monza e messa sulla strada. Ma lei non aveva nemmeno concluso la serata: aveva spiegato tutta la situazione a un cliente convincendolo a riportarla a casa a Magenta.

I suoi persecutori però hanno continuato a cercarla e due giorni fa sono riusciti di nuovo a rapirla portandola questa volta nell’appartamento di Milano dove è stata violentata. A un certo punto lei, facendo finta di essersi convinta a tornare a prostituirsi, ha mandato gli uomini a comprarle dei vestiti adatti ed è rimasta sola. Subito dopo si è calata dal balcone ed è scesa fino in cortile dove ha chiesto aiuto a un inquilino. Gli agenti della Squadra mobile si sono quindi appostati e hanno aspettato il rientro dei due uomini. Si tratta di due albanesi irregolari di 26 e 34 anni, entrambi noti nell’ambiente dello sfruttamento della prostituzione.

Proprio oggi, in occasione della Festa della donna il presidente della Camera Gianfranco Fini, ha parlato di violenze sessuali. Le donne maltrattate sono state al centro anche del discorso di ieri del presidente della Repubblica Giorgio Napolitano, mentre Papa Benedetto XVI nell’Angelus di questa mattina ha affrontato il tema del rispetto della dignità femminile.
“La violenza sulle donne è da un lato una piaga sociale e dall’altro una vera e propria emergenza civile ma non ci può essere una connotazione etnica dietro lo stupro, ha affermato Fini, intervenendo alla manifestazione per l’8 Marzo al teatro Brancaccio di Roma. Fini ha sottolineato l’esigenza di una “convergenza bipartisan” che deve essere “un valore aggiunto della politica su questioni che attengono la dignità della persona”. E poi, echeggiando le parole dette ieri dal capo dello Stato, ha esortato a non dare connotazioni etniche agli episodi di stupro: “È giusto”, ha spiegato Fini, “titolare ‘donna stuprata da romeno’, ma bisogna fare lo stesso quando a commettere la violenza è un italiano”.

“Per un impegno corale delle istituzioni contro la violenza sulle donne non possiamo concentrarci solo su nuove leggi, non possiamo limitarci a una stretta repressiva, che pure è utile, ma occorre avere più attenzione per la violenza quotidiana e silenziosa, quella che avviene tra le mura domestiche e che provoca ferite ma anche un grande senso di ingiustizia”, ha aggiunto Fini. Occorre, ha sottolineato il presidente della Camera, “mobilitare le coscienze, senza distinzioni politiche: ci si può dividere sulla bontà di un singolo provvedimento, non nel momento in cui si lancia una mobilitazione delle coscienze”. Mobilitazione che, secondo Fini, deve riguardare “innanzitutto chi ha la responsabilità di educare i giovani”. Occorre, ha detto ancora, “far sentire alla donna che il suo grido di dolore viene ascoltato”. Bisogna dunque, secondo il presidente della Camera, occuparsi della violenza quotidiana, e per fare questo serve “un’azione culturale e l’impegno di tutti, ma anche l’impegno degli opinion leader”. Fini ha invitato a “porre maggiore attenzione ai messaggi distorti”, a quelli che comunicano uno scarso rispetto nei confronti della donna e del suo corpo.

Il VIDEO servizio:

Spifferi dal Transatlantico
Ingiustizia, di Maurizio Tortorella
Uno contro tutti, di Carlo Puca
Gattopardi,
Il voltagabbana, di Paolo Guzzanti
CLAUDIA DA CONTO
Politicamente (S)corretta, di Annalisa Chirico
Giuseppe Cruciani
 
 
 
 
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