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25-ottobre

Bettini: sono le critiche di Berlusconi a spingere in piazza il Pd

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L’appuntamento di sabato 25, al Circo Massimo a Roma, è per fare “una manifestazione in alternativa alla politica del governo. Noi rappresentiamo un’alternativa al governo Berlusconi e al governo delle destre”. Il coordinatore del Partito democratico, Goffredo Bettini, intervistato da Maurizio Belpietro a Panorama del giorno su Canale 5, allarga il discorso dalla riforma della scuola alla crisi economica e chiarisce gli obiettivi della manifestazione del 25.
L’iniziativa, ha spiegato Bettini, è stata concepita mesi fa, perché già alla “fine di luglio vedevamo una manovra economica del governo che non era per nulla soddisfacente”.
“Si era promesso di tagliare le tasse e le tasse non sono state tagliate, c’è un aggravamento via via più forte della situazione economica delle famiglie e il Paese si spacca in due quindi c’è
bisogno come il pane di questa manifestazione. Ho la sensazione che più la destra e Berlusconi la osteggiano in maniera pregiudiziale, più questa manifestazione si sta montando nel sentimento del nostro popolo”.
Ma anche il presidente Napolitano ha auspicato un confronto, perché non combattere nella aule parlamentari? Perché il ricorso alla piazza?
“Quando queste proposte camminano sulle gambe della gente” ribatte il coordinatore del Pd “c’è una consapevolezza che si diffonde nella società e quando la gente si sente protagonista è un fatto salutare per la democrazia. Dimostrare che in campo c’è una grande forza di massa, pacifica, dovrebbe essere una rassicurazione per tutti e non dovrebbe essere vista in modo sospettoso. Non vedo perché quando in scende in campo la destra va bene e quando scendono in campo le forze democratiche non va più bene. Questo lo trovo un po’ stravagante”.

L’autunno caldo di Veltroni: “Da Berlusconi insulti e bugie”

Il segretario del Pd Walter Veltroni
E il muro contro muro continua. Tra il leader dell’opposizione e il capo del governo. L’attacco del leader del Pd è totale. La nuova puntata, dopo l’intervista di domenica scorsa a Il Corriere della Sera, è andata in scena al seminario sul federalismo dei senatori del Pd in corso a Frascati, dove Veltroni, torna a parlare di “preoccupazione democratica”. E di balle (nel senso di bugie).
Per la precisione quelle che, secondo l’ex sindaco di Roma, “Berlusconi” usa - “passando metà del suo tempo ad insultare l’opposizione” - per ingannare gli italiani” in una strategia di contrapposizione frontale con chi la pensa in modo diverso da lui”.
E allora, le “tre balle” di cui parla Veltroni riferite a Berlusconi riportano alla vicenda Alitalia. “Berlusconi dice che Epifani voleva firmare l’accordo e che io avrei fatto da New York il diavolo a quattro per non farglielo firmare e ancora che D’Alema mi telefona per chiedermi se sono impazzito e quindi io cambio linea su Alitalia” spiega Veltroni ai senatori. “Tre balle per ingannare gli italiani e poi quei giochini di utilizzare me e D’Alema finiscono lì perché nessuno di noi due è disposto a prestarsi”. Mentre, aggiunge Veltroni, è che “in un sistema democratico si convive con le opposizioni, non le si insulta e non le si aggredisce. Il governo scambia il governare con la presa di potere e quindi tutto ciò che non è omogeneo è un fastidio da rimuovere”.
Veltroni fa poi un esplicito invito al premier, chiedendogli “moderazione, pensando a governare non a insultare l’avversario”.
Anche Massimo D’Alema nega la veridicità delle dichiarazioni del presidente del Consiglio dicendosi “stupito per le frasi false”: “I fatti descritti non sono mai accaduti, io ero in America ad occuparmi di altre faccende nei giorni in cui si è chiuso l’accordo per cui si è adoperato anche Walter. Berlusconi rispetti il Pd e dialoghi con Veltroni” ha concluso D’Alema.
Ma non è solo Alitalia il tema che scalda il leader dell’opposizione: che anzi non si risparmia e attacca su tutti i fronti: “Il presidente del Consiglio ha una certa propensione per le bugie: è giusto che il Paese lo sappia”. Per Veltroni il punto debole di Berlusconi è la mancanza di “rispetto delle istituzioni: il governo riduce il Parlamento a una situazione per la quale sarebbe bastata la votazione del 14 aprile per riceverne il mandato a fare quello che vuole. Il governo deve ricordare però che non ha il consenso del 50% degli italiani. Pretendiamo un clima di rispetto istituzionale”.
Veltroni poi passa ad un altro tema di stretta attualità: la magistratura. L’attacco del presidente del Consiglio Silvio Berlusconi al giudice Nicoletta Gandus è, per il leader del Pd, “inammissibile” perché denota una “mancanza di senso delle istituzioni” testimoniato anche dal messaggio lanciato dal premier nei confronti della Corte Costituzionale, chiamata a esprimere un parere sulla legittimità del lodo Alfano. “Berlusconi ha aggredito, citandola per nome e per cognome, un magistrato chiamato a giudicarlo e pensate a cosa ha detto in questi giorni sulla Corte Costituzionale”.

La risposta da parte del governo alle parole di Veltroni è arrivata dal sottosegretario alla presidenza del Consiglio Paolo Bonaiuti, portavoce del premier. Che replica con un’alzata di spalle all’attacco del leader del Pd: “Il governo sta governando bene e gli italiani lo sanno. Tanto che la fiducia in Berlusconi è al massimo storico per un presidente del Consiglio. Perciò” dice Bonaiuti “non cadiamo nel giochetto di Veltroni che vuole portarci allo scontro e lo lasciamo sproloquiare da solo”.
Rincara la dose Fabrizio Cicchitto, presidente dei deputati del Pdl: “Veltroni, rovesciando la linea politica sulla quale si fece eleggere come leader del Pd, ha preso l’abitudine di insultare circa tre volte al giorno Berlusconi a orario fisso, in tempo utile per apparire sui Tg”. “Non contento di ciò” prosegue “se Berlusconi si permette di replicare allora lo paragona a Putin, affermando che vuole bastonare l’opposizione. Queste quotidiane scenate stanno diventando imbarazzanti nonché ridicole. Quanto più si avvicina il 25 ottobre Veltroni alza i toni e ci aspettiamo, prima o poi, anche l’evocazione di Francisco Franco e dei colonnelli greci”.

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