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Profeta di Ventura

Il sindaco "pistolero" di Taranto, Ippazio Stefàno (Credits: ANSA / RENATO INGENITO)

Sindaco, pediatra, vendoliano, pacifista. Ma con la pistola a tamburo nella cintura. L’arma fa capolino minacciosa e inquietante quando Ezio Stefàno alza il calice per brindare alla rielezione come primo cittadino di Taranto, città che fu guidata dal manesco Giancarlo Cito, o quando si mette le mani in tasca o sfila con i concittadini in qualche marcia di protesta o militanza. Ma Stefàno, che cura i bambini poveri senza farsi pagare e non ha proprio il physique du rôle del pistolero, Stefàno che non ti aspetteresti armato e non potresti immaginare nella posa western di brandire il revolver in una sfida all’Ok Corral, in realtà ha il porto d’armi e gira attrezzato da tanti anni. Continua

(Credits: La Presse)

I magistrati in Puglia? Parliamone. Scoppiano tre bombole di gas collegate tra loro dentro un cassonetto dell’immondizia all’ingresso di una scuola di Brindisi e muore Melissa, 16 anni. Veronica, accanto a lei, lotta tra la vita e la morte, e ci sono altri quattro feriti. Figli nostri, nel mirino. Un orrore inaudito. L’Italia sotto choc. Ci si aspetta da chi indaga serietà, concordia e efficienza. Nulla di più, nulla di meno. Continua

Finale Emilia, Modena (ANSA/ELISABETTA BARACCHI)

Questo paese, l’Italia, non sa più neanche scegliere le parole da usare di fronte alle tragedie. Non ci sono solo i pazzi o i criminali, che spingono il pulsante di un telecomando e uccidono delle ragazzine sul cancello della scuola. Non c’è più soltanto la sventura di un territorio sismico nel quale i terremoti fanno strage ogni volta che s’irradiano dal fondo magmatico. C’è pure la drammatica incapacità di commentare gli eventi, dominarli con la riflessione e l’incoraggiamento e confortare chi è più direttamente colpito: l’ignoranza dell’italiano e l’insormontabile difficoltà di ragionare con la delicatezza richiesta dalla fase cupa che l’Italia attraversa. Continua

(Credits: La Presse)
Gli attacchi a Equitalia sono una vergogna, una follia, un crimine. Detto questo, per scongiurarli bisogna da un lato reprimere, dall’altro riaprire un canale di comunicazione tra lo Stato e i contribuenti. Peccato che solo il presidente del Consiglio, Mario Monti, sembra non averlo compreso fino in fondo. E infatti. Continua

Fazio e Saviano ieri a Quello che (non) ho (Credits: Daniele Bottallo / LaPresse)
Una parata di parole, parabole, paure. Elegante, piacevole, divertente pure se non fa ridere. Con i suoi alti e bassi, le sue ingenuità, le sue cadute, le sue banalità, ma anche i momenti di poesia, di verità, le sue verità, la sua fazio-sità. I talenti, il manierismo, la retorica. Il virtuosismo e l’inciampo, la buona recitazione di attori come Favino e di scrittori che amano il suono delle parole come Erri De Luca. La cattiva recitazione di un regista timido che non sa dirigere se stesso come Pupi Avati. La riflessione, lo spettacolo.
E poi il risultato, che non guasta: record di ascolti per La7 con il 12.66 per cento di share, oltre 3 milioni di telespettatori, quasi 9 milioni di contatti e picchi del 18.45 per cento a notte fonda. È una bella notizia che la tv riesca oggi a fare ascolto con Erri De Luca che scrive a braccio la favola triste del Ponte di Mostar distrutto nell’autunno 1992 dalle cannonate cristiane:
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Il Governo sta studiando una Tassa sulle Bibite (Credits: AP Photo/Thibault Camus)

E no eh! Dopo la manovra correttiva, anche la
tassa correttiva no, stavolta scendo in piazza anch’io. Succede che il ministro
talebano della Salute,
Renato Balduzzi, ha proposto una tassa sulle
bibite gassate come
“ipotesi allo studio, aperta alla discussione, ma che si sta concretizzando”. Come? Prelevando “appena 3 centesimi” su ogni bottiglietta da 33cl. Una piccola imposta, un’impostina, o meglio suppostina, frizzante che avrebbe a suo dire tanti bei vantaggi.
Non creerebbe “problemi né ai consumatori, né ai produttori”. Manderebbe alla pubblica opinione “un segnale di attenzione verso un problema sottovalutato dalle famiglie, visto che metà dei nostri ragazzi consuma troppe bevande gassate e zuccherate”. E porterebbe nelle casse dello Stato qualcosa come 250 milioni di euro l’anno da “finalizzare a iniziative di prevenzione e promozione di corretti stili di vita e ad alcuni provvedimenti in campo sanitario”. Una versione moderna della dantesca legge del contrappasso: ti faccio scontare il vizio di scolarti le bibite più sfiziose succhiandoti soldi che investirò contro di te e contro quelli come te (ma intanto lo Stato specula sulle mie cattive abitudini). Continua

Uno screenshot dell'apparizione di Monti a Strscia la Notizia
Ormai sembra di vivere in una favola dell’orrore in cui nessuno riesce più, in questa Italia alla canna del gas, a fare il proprio mestiere. A cominciare dal presidente del Consiglio. Abbiamo visto tra giornali e tv, ma speriamo che sia un abbaglio, l’immagine del sobrio professore chiamato dal cielo a salvare tutti noi, Mario Monti, confrontarsi a Palazzo Chigi con l’inviato di “Striscia la notizia”, il vulcanico e (vivaddio) tutt’altro che sobrio Valerio Staffelli. L’abbiamo visto tagliare con delle grandi forbici il fiocco di un pacco dono che lo stesso Staffelli gli aveva portato. Continua

Beppe Grillo
Sono elezioni amministrative e va bene. Sono elezioni parziali e va bene. Sono elezioni dalle quali non si possono ricavare assoluzioni e condanne, certezze, speranze o preoccupazioni per il futuro. A volte le vicende dei singoli prevalgono su quelle dei partiti che li esprimono e questo vale per Tosi a Verona e Orlando a Palermo. E tuttavia ci sono almeno due dati che emergono e rappresentano la conferma dei peggiori incubi dei tre partiti che sostengono il governo Monti: PDL, PD e UDC. Continua