
È di don Silvano Caccia, 55 anni, parroco di Giussano (Milano), il corpo carbonizzato trovato nella notte del 19 marzo nell’abitacolo di un’auto andata a fuoco nell’area di servizio Brianza Nord, all’altezza di Caponago a una ventina di chilometri dal capoluogo, in direzione di Milano, dell’autostrada Torino-Venezia (A4).
L’incendio dell’auto era stato segnalato da alcuni clienti di un autogrill, non distante.
Le indagini sono condotte dalla Polstrada. Al momento gli inquirenti non escludono alcuna pista investigativa: il sacerdote, che stava rientrando da un viaggio in Trentino, potrebbe aver accidentalmente lasciato cadere una sigaretta accesa o l’incendio potrebbe essere stato causato da un malfunzionamento del vecchio motore a gas. Ma tutte le ipotesi sono ancora aperte.
Don Silvano Caccia è stato per 10 anni il responsabile dell’Ufficio Famiglie della Curia. Era nato a Trezzo sull’Adda (Milano) e in ottobre avrebbe compiuto 55 anni. Ordinato sacerdote nel 1982, laureato in pedagogia, aveva insegnato al Seminario Arcivescovile di Venegono e nel 2001 era diventato responsabile del Servizio per la Famiglia nella Curia di Milano, voluto in quella posizione dall’allora arcivescovo, cardinale di Milano Carlo Maria Martini. Nell’ottobre scorso aveva assunto la responsabilità della comunità pastorale di Giussano, che comprende cinque parrocchie.
Don Caccia era andato in Trentino mercoledì per gli esercizi spirituali ma, ieri, aveva deciso di fare rientro a Giussano, a bordo della sua Punto alimentata a gpl.
La scorsa notte alla camera mortuaria dell’ospedale di Gorgonzola (Milano) si è recato a pregare anche l’attuale arcivescovo di Milano, cardinale Dionigi Tettamanzi, di cui don Caccia è stato collaboratore. Tettamanzi ancora recentemente gli aveva dimostrato la sua stima inviandolo (malgrado non fosse più responsabile del Servizio per la Famiglia) a Città del Messico per l’incontro mondiale delle famiglie, in gennaio, in vista del prossimo appuntamento che si terrà a Milano nel 2012.
Non si ferma la lista nera delle morti bianche. Tre operai sono stati travolti, la scorsa notte intorno alle 23, da un tir mentre stavano lavorando in un cantiere sulla A1 Milano-Napoli, tra Chiusi e Valdichiana. Uno è morto, gli altri due sono rimasti gravemente feriti.
I tre operai sono dipendenti della ditta Fau, azienda di Asciano in provincia di Siena, che si occupa di dotazioni stradali. Secondo una nota di Autostrade per l’Italia, l’operaio morto, nel momento dell’incidente, si trovava a bordo di un furgone “a protezione di un cantiere mobile regolarmente segnalato: il veicolo è stato tamponato da un mezzo pesante”. Le cause dell’incidente sono ancora da accertare, ma sono probabilmente da imputare all’eccessiva velocità e alla distrazione.
Autostrade per l’Italia, sottolinea la nota, “profondamente colpita dal doloroso evento, esprime il proprio cordoglio alla famiglia e ai compagni di lavoro”.
Intanto dopo l’incidente che venerdì scorso ha causato la morte di sette persone nel tratto dell’autostrada A4 Venezia-Trieste,all’altezza di Cessalto (Treviso), la Procura della Repubblica di Treviso ha disposto il sequestro del guard rail spartitraffico. Il sequestro - da quanto trapelato a Trieste e Palmanova (Udine), dove si trova la sede di Autovie Venete - dovrebbe essere finalizzato a verificare se il guard rail, per caratteristiche e le condizioni in cui si trovava, era in grado di garantire la sicurezza della circolazione automobilistica sull’autostrada.
Il VIDEO servizio:
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Venerdì scorso l’ennesima strage in autostrada: 7 morti sull’A4, all’altezza di Cessalto (Treviso). Sul sito www.youreporter.it è stato pubblicato il video dell’incidente in cui si vede il tir che improvvisamente perde il controllo e invade la carreggiata opposta.
Il camion, come si vede nella sequenza filmata, salta da una carreggiata all’altra: erano le 15.15 quando il mezzo, che sembra fosse in ritardo sulla tabella di marcia visto che a breve sarebbe scattato lo stop ai tir in un week end da bollino nero, ha prima travolto una macchina nella sua corsia, e poi ha invaso la carreggiata opposta schiacciando altre automobili.
È chiaro che questo sarà il video decisivo nell’aiutare gli investigatori a far luce sull’esatta dinamica di quello che è accaduto. In questo montaggio, istante dopo istante, la tragedia. Il tir è sulla prima corsia. Non sta effettuando alcun sorpasso. Improvvisamente perde totalmente il controllo e invade la carreggiata opposta, non prima di sbattere contro un camper giallo di olandesi che sbanda fino a ribaltarsi: gli occupanti usciranno, fortunatamente illesi.
E mentre fanno il giro della rete le immagini dello schianto di venerdì, il Giornale pubblica un’angosciante analisi fatta dalla Cgia di Mestre, secondo la quale proviene dall’Est, dai Paesi fuori dell’Unione Europea, il 65% dei tir che fanno stragi in strada. Quelli che secondo il ministro delle Infrastrutture e dei Trasporti Altero Matteoli dovrebbero sottostare a regole più rigide su ore di guida e controllo del mezzo.
Ecco i dati raccolti dall’associazione artigiani di Mestre: sul tratto Venezia-Trieste della A4, l’autostrada maledetta dove - come ha fatto notare il governatore del Veneto Giancarlo Galan - manca ancora la terza corsia, dal 2002 a oggi il 37% degli incidenti hanno visto coinvolti tir. Ma soprattutto il 65,5% di questi erano camion stranieri, “provenienti soprattutto dall’Est Europa”, scrive la Cgia nella sua relazione, svolta su analisi dei dati delle Autovie Venete, società che ha in concessione quel tratto di autostrada.
Sono numeri che fanno paura per la sicurezza di chi transita, ma che indicano anche un trend in crescita, nell’autotrasporto, di padroncini non italiani, al servizio di ditte straniere di Paesi extra Ue dove il gasolio, e i camionisti, costano meno: “Indipendentemente dalle responsabilità dell’autista polacco che ha provocato al strage di venerdì scorso” dice al Giornale Giuseppe Bortolussi, segretario della Cgia di Mestre e assessore della giunta Cacciari a Venezia “sulla A4 è allarme autisti stranieri”. Che sono costretti a guidare in fretta, con poche soste (dieci, dodici ore di fila quando le regole europee prevedono un massimo di 4 ore e mezzo e poi 45 minuti di riposo) e metodi fuori legge: cronotachigrafi, gli strumenti che sui camion rilevano il numero di ore di moto, truccati. Vero anche che le piazzole per la sosta “mancano”, sottolinea anche la Cgia: “Occorre realizzare nuovi spazi attrezzati” sulla Venezia-Trieste. Ma le immagini dell’orrore sulla A4 sono davanti agli occhi di tutti: un camion che vira quasi a novanta gradi verso il guard rail, di colpo, causando una strage.
Il VIDEO da YouTube della strage
Un venerdì di esodo estivo finito in tragedia sull’A4 Venezia-Trieste: sette persone hanno perso la vita in un incidente avvenuto nei pressi di Cessalto (Treviso) causato da un tir impazzito, che ha saltato la carreggiata e centrato i veicoli che marciavano in senso contrario. Causando una tragedi e il caos sulle arterie della viabilità .
L’incidente, secondo la ricostruzione della Polstrada di Padova, è avvenuto poco dopo le 15. A innescarlo, un Tir proveniente da Venezia che all’altezza dello svincolo di Cessalto, subito dopo la stazione di servizio ha compiuto un salto di carreggiata. Il drammatico volo è terminato contro un’auto che sorpassava un altro Tir italiano, carico di farina, e contro quest’ultimo mezzo pesante. La folle corsa del camion ha finito per travolgere anche una Bmw che seguiva i due mezzi. L’impatto ha provocato un violento incendio che ha coinvolto i mezzi pesanti e parte delle vetture.
L’auto che stava sorpassando il camion diretto verso Venezia è rimasta incastrata sotto il mezzo; della vettura non è riconoscibile né modello né targa. Spaventato dalla scena che gli appariva davanti il conducente austriaco di un camper che seguiva il Tir impazzito ha cercato di evitarlo: il suo mezzo si è rovesciato disintegrandosi. Nell’impatto l’uomo e la donna che viaggiava al suo fianco sono rimasti lievemente feriti. Il bilancio delle vittime è pesante: per ora i morti sarebbero sette, almeno due dei quali italiani. A perdere la vita anche il camionista che ha dato il via alla mortale carambola. Tutte le sette vittime - quattro italiani e tre stranieri, ancora da identificare - sono rimaste carbonizzate. Dell’auto finita sotto il camion, l’ultima ad essere estratta dai pompieri, completamente fusa, non era identificabile neppure il modello.
Il tragico scontro ha paralizzato per ore la circolazione verso Trieste. Una coda di circa 8 km si è formata sulla tangenziale di Mestre.
Dure le parole del presidente della Regione, Giancarlo Galan, sul nuovo disastro stradale in Veneto: “la tragedia accaduta oggi sull’A4 rende evidente che siamo di fronte ad un’emergenza che va risolta immediatamente”.