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E così sta per arrivare il giorno fatidico: dopo settimane burrascose per l’Italia - fra scandali gonfiati e “scosse” previste - domani avrà inizio il G8 dell’Aquila, summit internazionale dalla rilevanza strategica che vedrà riuniti i leader degli 8 maggiori Stati mondiali.
Italia, USA, Canada, Francia, Germania, Regno Unito, Giappone e Russia: sono questi gli 8 paesi le cui delegazioni si incontreranno a partire da domani e fino al prossimo 10 luglio nei territori del terremotato Abruzzo, in cui la task-force organizzativa ha svolto rapidamente un lavoro egregio in condizioni precarie.
I preparativi
In un’intervista odierna a Il Giornale, infatti, il premier Silvio Berlusconi ha infatti assicurato che “la cittadella è organizzata in modo perfetto”.
All’interno della struttura “troveranno ospitalità 40 capi delegazione e più di mille persone al loro seguito, e anche i giornalisti avranno la possibilità di seguire i lavori da vicino”.
La “cittadella” è la scuola della Guardia di Finanza di Coppito, un edifico costruito secondo criteri antisismici e considerato quindi sicuro per ospitare i partecipanti al summit.
Le insidie
Come preventivato anche dallo stesso premier, però, la buona riuscita dell’evento sembra esser messa in dubbio da una serie di problemi e tensioni. Ecco i principali:
Il terremoto
Proprio in questi giorni immediatamente precedenti al summit, la terra ha ripreso a tremare in Abruzzo.
Quattro scosse di terremoto fra la notte di domenica e la mattina di questo lunedì, l’ultima delle quali alle 9.02 con una magnitudo di 3.0 nella scala Richter.
Per questo motivo la Farnesina ha previsto un piano d’emergenza, da sfruttare nel caso in cui una scossa superasse i 4/4.5 di magnitudo: la caserma di Coppito verrebbe evacuata e il summit verrebbe trasferito a Roma.
Le “previsioni” di D’Alema
Nonostante le problematiche interne al PD, nel pieno della lotta per la scelta del nuovo segretario, Massimo D’Alema non è riuscito a trattenersi dal prevedere “altre scosse” ai microfoni di Radio Città Futura: secondo l’ex leader maximo la leadership di Berlusconi comincierebbe a “mostrare delle crepe” tali da permettergli di ipotizzare “un periodo di incertezza in cui nel Paese possono aprirsi anche scenari imprevedibili”.
La caccia alle foto di Villa Certosa
Era prevedibile, e da più parti si erano alzate voci per anticipare la cosa: con l’avvicinarsi del G8, l’attenzione della stampa (non solo) estera si sarebbe concentrata sul premier.
Ed è quanto sta accadendo, con una vera e propria caccia allo scandalo da parte delle maggiori testate internazionali, in lotta - secondo il Sunday Times di proprietà Murdoch, “acerrimo nemico” di Berlusconi - per accaparrarsi altre foto fra quelle scattate da Antonello Zappadu a Villa Certosa.
Foto che “non corrispondono a fatti avvenuti e sono certamente frutto di manipolazione o di fotomontaggi digitali”, come giustamente sottolineato da una nota di Palazzo Chigi in risposta all’intensificarsi degli attacchi contro il presidente del Consiglio, e che sarebbero frutto di una “morbosa campagna della stampa estera”.
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L’opinione della Rete
I sisma di Berlusconi
“Decontestualizzare e virgolettare sono due tra gli esercizi da scribacchino che meglio riescono a questi venduti della disinformazione di regime: l’ordine di scuderia è, oggi e già da qualche settimana, spargere la voce che Berlusconi stia tentando di far fuori i “grandi della terra” facendoli inghottire da un terremoto (del resto, perché avrebbe spostato il G8 dalla tranquilla Sardegna, sennò?)”
Poliscòr » La mala información: Capitolo XII - Terremoto Birichino /2
Le scosse di D’Alema
“Come se non bastassero le scosse sismiche naturali, sono annunciate scosse artificiali. Quelle di cui parla da tempo D’Alema, senza dire di preciso di cosa si tratta. [...] Lo spieghi meglio perché qualcuno potrebbe anche insinuare che trattasi di terrorismo psicologico, tra l’altro.
Unpercento » Scosse & Sismi
“Di nuovo a Vicenza una esibizione dei soliti pacifisti. C’è chi ha definito quella di Vicenza una prova generale, fatta nella immediata vigilia del G8 d’Abruzzo (per farsi una idea dei preparativi, basta andare a dare un’occhiata al loro sito: Abruzzo Social Forum). [...] Prepariamoci dunque al peggio. Ma non in Abruzzo. Meglio, molto meglio a Roma: si possono fare più danni e ci si può confondere e fuggire molto più facilmente.”
Daw Blog » No global, no party
Gli scandali montati ad arte
“Ormai è chiaro: entro qualche giorno, o durante i lavori del G8, la stampa nostrana o straniera compirà un blitz in piena regola per gettare fango sul Presidente del Consiglio e rovesciarlo. Ma tutto ciò non potrà intimidire Berlusconi, nè il suo elettorato. [...] L’ennesimo tentativo di golpe non riuscirà.”
Anduril » Il G8 si avvicina: prepariamoci al tentativo di golpe

L’esercito tedesco era in fuga dall’Abruzzo, nel giugno del 1944: a Onna, una paese a pochi chilometri dall’Aquila, i soldati uccisero una ragazza che li aveva accusati di aver rubato un cavallo. Ma si spinsero ben oltre. Rastrellarono trenta persone per l’uccisione di un loro commilitone: sedici furono fucilate in un edificio, poi distrutto con la dinamite. In seguito, le truppe demolirono con l’esplosivo altre dieci abitazioni per ritorsione.
Sono passati quasi 65 anni dalla strage: anni in cui la Germania ha affrontato senza ipocrisie la memoria del nazismo. Nella puntata di Porta a Porta dopo il terremoto del 6 aprile, Bruno Vespa ricorda che Onna è stata “colpita due volte”: dal sisma e dalla strage nazista. Uno degli spettatori era l’ambasciatore tedesco in Italia, Michael Steiner: “Ho pensato che, però, la tragedia poteva essere un’opportunità per trasformare il male del passato in un bene per il futuro”. Inizia una campagna per raccogliere fondi da destinare al paese abruzzese.
La risposta dalla Germania non si fa attendere. Anzi, la solidarietà si allarga a macchia d’olio. Il governo di Berlino ricostruirà e restaurerà la chiesa di Onna. Se da un lato la Volkswagen ha promesso di inviare un milione di euro per la ricostruzione, dall’altro banche e assicurazioni tedesche si sono già impegnate a finanziare ulteriori interventi. È una lunga lista a cui si uniscono Mercedes e la Camera di commercio italo-tedesca. Da tempo, inoltre, è arrivato in Abruzzo un gruppo di volontari della Protezione civile di Berlino (Thw) che ha contribuito ai soccorsi. L’attenzione per Onna, infatti, è costante: il 25 maggio Stainer, visiterà il paese abruzzese con la moglie del ministro per l’economia e la tecnologia, Karl Guttenberg. E l’undici giugno, anniversario della strage, sarà organizzata una festa nella casa dell’ambasciatore a Roma.
Ma la solidarietà spontanea dei tedeschi è partita subito dopo il terremoto. Tina Trippens era in Abruzzo con la famiglia durante il sisma del sei aprile: ha descritto lo scenario lunare all’indomani delle scosse e poi ha inviato subito un appello attraverso internet con Xing, un social network tedesco simile a Facebook, indicando i numeri di conti corrente per le donazioni alla Croce Rossa. Oppure, la città di Rottweil, gemellata con L’Aquila, ha lanciato subito una raccolta fondi da inviare verso le zone colpite dal sisma. Oggi un gruppo pop di giovani italiani, “I dolci signori”, organizza in Germania un concerto di beneficenza, Abruzzo Hilfe: per ogni biglietto venduto, dieci euro arriveranno in Abruzzo.
Il cortometraggio “Onna 44″ racconta la strage nazista. Di seguito potete vedere il trailer e immagini dal backstege
Il trailer
Il backstage
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Il progetto per la rinascita dell’Abruzzo è già chiaro. “Entro 6 mesi verranno costruite delle case per 13 mila persone. Saranno spostate dalle tende perché non vogliamo le baraccopoli” afferma il premier Silvio Berlusconi, parlando dei provvedimenti per i terremotati dell’Abruzzo davanti all’assemblea dell’Ance. “Queste case” prosegue il Cavaliere “verranno costruite su 14-20 aree abitative nel verde”. Poi aggiunge: “Una volta che le case saranno ricostruite, i moduli abitativi diventeranno i nuovi campus universitari in modo tale che gli studenti avranno a disposizione non una stanza, ma un vero e proprio appartamento”.
“Credo che degli 8,7 miliardi stanziati per l’Abruzzo più di 7 siano da spendere nel campo delle costruzioni e dell’edilizia in generale”, precisa il presidente del Consiglio. “Stiamo anche lavorando affinché ci possa essere un intervento sul nostro patto di stabilità” aggiunge “per quanto riguarda i comuni, per far destinare i risparmi all’edilizia”. Poi il premier aggiunge: “Lo stato interverrà per le abitazioni ricostruendo il 100% di ciò che la forza della natura ha tolto”.
Secondo la Ragioneria generale dello Stato, i 3,1 miliardi di euro previsti dal decreto ‘terremoto’ per la ricostruzione degli immobili danneggiati o distrutti dal sisma sono sufficienti, anche se dall’iniziale previsione di contributi massimi di 150.000 euro si provvederà alla copertura del 100 per cento del danno subito. Il fondo originariamente basta perché, spiega la Ragioneria Generale dello Stato, “il numero degli immobili da ricostruire è inferiore alle stime iniziali” e il costo per gli interventi di riparazione “sarà in molti casi inferiore alla quota di 150.000 euro”. E, quindi, sarà possibile una “ridistribuzione del fondo” già previsto.
In base ai primi dati, le case inagibili al termine delle verifiche saranno pari al 32 per cento del totale, vale a dire 21.773 su 72mila unità. Quelle danneggiate saranno invece 11.839. In totale le unità immobiliari inagibili ammonteranno, al termine delle verifiche, a 23.040, ma di queste 1.267 non sono a uso abitativo. Quelle danneggiate saranno pari a 12.528 (il 17,4% del totale), di cui a uso non abitativo sono 689.

8 maggio 2008 - 8 maggio 2009. Compie un anno, il governo Berlusconi. Dopo una campagna elettorale all’insegna dell’austerity, nella quale non promette “miracoli”, ma “concretezza”, Silvio Berlusconi vince le elezioni e il suo esecutivo giura un anno fa. La crisi economica è alle porte e l’azione di governo viene improntata da subito su provvedimenti di stampo economico. Tra le riforme, vanno in porto quelle di scuola e federalismo fiscale; molti i decreti, a volte modificati in corso d’opera, scelta che causa all’esecutivo più di qualche frizione con il Quirinale. Diverse le iniziative di politica estera, nell’anno della presidenza italiana del G8: tra le altre il trattato di Bengasi o l’impegno per la crisi in Georgia. Altro fronte di azione della maggioranza è quello della sicurezza, che viaggia insieme a norme legate a situazioni di emergenza come il terremoto abruzzese o la questione rifiuti in Campania. Ecco, in pillole, alcuni dei passaggi più significativi di questo primo anno di governo.
Il primo provvedimento preso dal nuovo esecutivo è sull’emergenza rifiuti a Napoli. Si tratta di una iniziativa alla quale Berlusconi attribuisce anche un valore simbolico e lo dimostra convocando subito un Consiglio dei ministri nel capoluogo campano. Lo stesso farà anche per il terremoto all’Aquila. Il decreto che stanzia 8 miliardi di euro per la ricostruzione dell’Abruzzo vede la luce il 23 aprile scorso. Tra le questioni emergenziali affrontate dal governo c’è anche la crisi Alitalia. Il decreto per il salvataggio della compagnia di bandiera diventa legge il 24 ottobre 2008.
L’emergenza numero uno, però, è quella economica. Per far fronte alla complicata congiuntura internazionale il governo anticipa la manovra finanziaria a giugno. E vara inoltre 2 decreti anti-crisi.
Tra i temi dell’iniziativa governativa c’è senza dubbio quello della sicurezza. Il governo a un mese e mezzo dal suo insediamento dà vita a un consistente “pacchetto sicurezza”, che viene poi diviso in un decreto e un disegno di legge. Il secondo, che prevede, tra l’altro, la possibilità di “ronde” di cittadini, ma soprattutto il reato di immigrazione clandestina, dovrebbe avere a breve il via libera della Camera anche grazie alla fiducia posta dal governo.
I decreti hanno finora rappresentato la “cifra” dell’azione di governo. Testi a volte modificati in corso d’opera e sui quali diverse volte è intervenuto il Colle. La scelta di ricorrere molto spesso a questo strumento ha anche inasprito il rapporto con l’opposizione che ha fatto appello ai presidenti delle Camere. Gli interventi di Gianfranco Fini in questo senso hanno più volte provocato frizioni con il premier.
Berlusconi, anche a un anno dall’insediamento, non manca di sottolineare che la sua luna di miele con l’elettorato non subisce battute d’arresto. Nei giorni scorsi ha fatto sapere di avere oltre il 75% del consenso degli italiani. Dall’inizio del governo, due consultazioni elettorali su tre gli hanno dato ragione. Il centrodestra ha infatti perso le provinciali a Trento, ma ha conquistato la regione Abruzzo e soprattutto la Sardegna. Una sconfitta, quella nell’isola, che nel Pd ha portato alle dimissioni di Walter Veltroni.
Da gennaio l’Italia ha assunto la presidenza del G8 e il Summit dei grandi del mondo si terrà nel nostro Paese. Il governo, dopo il terremoto in Abruzzo ne ha spostato la sede dall’isola della Maddalena all’Aquila. Tra le iniziative del governo in campo internazionale va citato il trattato di Bengasi che chiude i contenziosi riguardanti l’avventura coloniale italiana in Libia e l’impegno per la risoluzione della crisi in Ossezia. Dopo l’elezione di Barack Obama alla Casa Bianca Berlusconi ha fatto sapere che il rapporto del nostro Paese con gli Usa non cambierà.
Tra i momenti più travagliati del governo Berlusconi c’è quello riguardante la vicenda di Eluana Englaro, la donna lombarda in coma irreversibile, per la quale il padre, Beppino, ha chiesto e ottenuto lo stop di alimentazione e idratazione. Mentre la maggioranza sta per approvare un ddl che obbliga i medici a riprendere quei trattamenti, Eluana muore. Maggioranza e opposizione si impegnano comunque ad approvare nel più breve tempo possibile una norma sul testamento biologico. Ma il provvedimento, dopo l’ok del Senato, è ancora all’esame della Camera.
Il governo ha finora varato tre riforme strutturali. La prima riguardante la scuola, fonte di una pesante protesta di studenti e professori contro il ministro Gelmini; la seconda sulla pubblica amministrazione. La terza è il federalismo fiscale, che vede la luce, con un voto bipartisan dopo sei mesi di discussione in Parlamento. L’annunciata riforma della giustizia, invece, tarda ad arrivare. Su questo fronte si registra, però, l’approvazione del disegno di legge Alfano che prevede uno “scudo” per le più alte cariche dello Stato.
Il VIDEO servizio:
- Tags: abruzzo, Dario Franceschini, divorzio, errore, governo, menzogna, Pd, pdl, Porta-a-Porta, Silvio Berlusconi, veline, veronica-lario
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Prima una tiratina d’orecchi: “Veronica è caduta nella trappola della sinistra e della sua stampa, deve ammettere l’errore”, poi la blandisce “le ho voluto bene e le voglio ancora un mare di bene”, quindi - parlando del nipotino Alessandro - conclude con una ‘proposta’ per invecchiare insieme: “Quanto sarebbe bello fare il nonno insieme a lei…”.
Ecco il Silvio Berlusconi che si è presentato martedì 5 a Porta a Porta. Nel salotto di Bruno Vespa il Cavaliere ha affrontato subito la questione legata al divorzio con la “signora Lario”. Insomma il Cavaliere è passato al contrattacco. Conferma di volere “un mare di bene” alla moglie, da cui esige però delle scuse per essere “caduta in errore” per esempio sul caso di Noemi Letizia. “È una menzogna”, si inalbera il premier, la storia delle relazioni con minorenni. Berlusconi “francamente” non si aspettava “questa tempesta” sulla stampa.
Quanto all’annuncio di divorzio dato dalla Lario, “alla base della reazione di mia moglie ci sono due falsità che riguardano le veline e la diciottenne”, è la ricostruzione del Cavaliere. A Ferruccio De Bortoli, il direttore del Corriere della Sera, che lo ha “bacchettato” sul fatto che un presidente del Consiglio non si deve recare alle feste di compleanno, Berlusconi ha risposto: “Non sono d’accordo su rinunciare a feste o matrimoni perché rinuncerei a essere me stesso e a stare con la gente. Nei ristoranti, poi, faccio sempre incontri con le persone che ci lavorano e ho grandissimo rispetto per le persone più umili”.
A Veronica, Berlusconi dice di volere “un mare di bene”. Ma il premier non riesce a “capacitarsi” del motivo per cui la signora Lario e’ “incorsa in questi errori”: evidentemente, “è successo qualcosa di non totalmente razionale”.
Berlusconi continua “a ritenere doveroso non parlare del fatto con mia moglie, che deve restare nel privato e che e’ stato provocato da due situazioni assolutamente false, contrarie al vero”. Poi smentisce inoltre con fermezza la “menzogna” della frequentazione di ragazze minorenni. Il premier si sofferma sul caso dell’amicizia con Noemi Letizia accusando la Repubblica di aver fatto “un titolo in cui si sottintendeva una mia frequentazione con una ragazza che compiva quel giorno 18 anni e quindi, fino a quel momento, era minorenne. E sulla questione minorenni il premier si fa netto definendola una ‘menzogna’: “Sarebbe da pazzi frequentare minorenni e poi farsi notare in pubblico in un luogo frequentatissimo e fotografatissimo se ci fosse un rapporto non pulito tra me e la ragazza”. E quanto all’ipotesi che le fotografie sulla festa di Noemi Letizia a Casoria passate al settimanale Chi possano essere ritoccate, il Cavaliere attacca: “Colpa della pervicacia delle gazzette della sinistra”.
Da Vespa si parla anche di eurocandidature e vere o presunte”veline”. “Chi è inserito in lista per le Europee” spiega Berlusconi che ha escluso di aver fatto lui le liste “non è automaticamente eletto ci sono le preferenze e bisogna essere scelti: al Pdl sono arrivate migliaia di domande, ridotte a 500 schede e sono state scelte 72 candidature e su queste si è scelto di seguire la strada indicata dal nostro congresso e cioè candidati giovani. Abbiamo in lista personalità femminili assolutamente valide e non sono d’accordo sull’uso del termine ‘veline’, che tra l’altro non sono in lista”, ha ribadito il Cavaliere.
Poi il capo del governo insiste su un punto: “Sulle donne non ho mai usato termini sgradevoli e non ho mai raccontato storielle. Le donne sono più brave a scuola e al lavoro, più rigorose e più serie”, dice rispondendo alle critiche che gli aveva indirizzato in tal senso Piero Sansonetti, direttore de L’altro (quotidiano prossimo all’uscita). E chiudendo la questione Veronica e veline controbatte all’Avvenire che aveva criticato raccomandando maggiore sobrietà: “Non perderò le simpatie dei cattolici, perchè quando tutti conosceranno la realtà non potranno che prendere atto che non c’è stata nessuna attività negativa del Pdl e che poi, nell’altro caso” sostiene “c’è stato un atto di amicizia che non aveva nulla di scandaloso”. Anzi, il premier è certo che “ci sarà un aumento della considerazione, già grande, e un miglioramento dei rapporti con il Vaticano che non ha mai avuto delle relazioni così con un governo italiano”.
Poi il premier parla dei numeri della ricostruzione in Abruzzo e sul dossier rifiuti in Campania, rimarcando che “ad Acerra il termovalorizzatore funziona benissimo”. Quanto al sisma in Abruzzo rassicura: “Nessuno dovrà pagare doppi mutui (sulle casa distrutta e su quella da ricostruire) e consegnerò le case il 29 settembre a L’Aquila. Proprio nel giorno del mio compleanno”. Quanto al G8 ha ricordato che tutto si svolgerà nella “caserma della Guardia di Finanza di Coppito a L’Aquila dove gli Usa ci hanno detto che la situazione della sicurezza è più tranquilla rispetto a La Maddalena. Abbelliremo la caserma che oggi è un po’ spartana” ha auspicato il Cavaliere “con gli oggetti del design italiano”. Quindi la crisi economica e la questione banche: “Le banche sono in una situazione su cui il Governo ha i fari accesi” ha commentato. “Credo che gli istituti bancari stiano facendo utili molto elevati perfino eccessivi, per questo devono continuare a sostenere le imprese”. Infine un affondo al segretario del Pd, Dario Franceschini: “Un mio amico mi ha detto: ‘ci va benissimo Franceschini, con una o più bugie al giorno ci leva i democratici di torno…”.
Le IMMAGINI: Il Cavaliere a Porta a Porta - Guarda la GALLERY: Berlusconi alla festa di Noemi. LEGGI ANCHE: Ma quanto paga Berlusconi, in termini di consenso, per l’affaire Veronica? - Lario-Berlusconi, i vescovi all’attacco: “Più sobrietà”
Quest’anno la manifestazione nazionale del Primo Maggio di Cgil, Cisl e Uil si svolge a L’Aquila, a partire dalle ore 10, presso il piazzale della Scuola di formazione permanente della Guardia di Finanza. La manifestazione, nel rispetto delle condizioni di disagio della gente del posto, prevede che non ci sarà il corteo e che non verranno esposte le bandiere delle tre confederazioni. L’iniziativa si conclude in tarda mattinata con gli interventi dei tre segretari generali. Cgil, Cisl, Uil e Confindustria hanno promosso una raccolta di fondi da destinare alle popolazioni colpite dal sisma.
Slogan dell’iniziativa “Il lavoro unisce: legalità, dignità, sicurezza, ambiente, diritti e solidarietà per uscire dalla crisi”. La manifestazione, nelle intenzioni degli stessi organizzatori, sarà improntata alla sobrietà e sarà limitata anche dal punto di vista numerico per evitare ulteriori disagi alla popolazione e alle persone impegnate negli interventi di sostegno. “Le differenze” con Cisl e Uil “restano, e anche molto forti, ma di fronte a una tragedia come questa e anche di fronte alla crisi industriale, laddove possibile le cose si fanno unitariamente”, afferma il segretario generale della Cgil, Guglielmo Epifani, arrivando a L’Aquila per partecipare alla manifestazione organizzata insieme con gli altri due sindacali confederali.
“Una scelta dovuta di attenzione e di vicinanza ai lavoratori e alla popolazione colpita dal terremoto”, così Epifani ha motivato la decisione di celebrare il primo maggio all’Aquila, rinunciando alla iniziale scelta della città di Siracusa. Arrivando alla Scuola di formazione della Guardia di finanza, Epifani ha sottolineato il “messaggio di futuro, speranza e impegno portato da tutto il mondo del lavoro perché questa tragedia possa essere una opportunità per far rinascere L’Aquila. Bisogna fare ogni sforzo”, ha aggiunto il leader della Cgil, “per la ricostruzione e per lasciare un insediamento produttivo stabile anche a ricostruzione avvenuta”.
“Dobbiamo dare una mano, sostenere la ricostruzione e soprattutto la ricostruzione di posti di lavoro, perché non basta avere una casa, bisogna avere anche un lavoro e, per questo, serve un impegno comune”, aggiunge il segretario generale della Uil, Luigi Angeletti. “Le differenze restano ma oggi stiamo insieme”, ha sottolineato, riferendosi ai rapporti con gli altri due sindacati. Angeletti nel capoluogo abruzzese ha incontrato una delegazione di lavoratori della Reis Romoli, una realtà che si occupa di formazione nel settore della comunicazione. Si tratta, ha sottolineato, di 70 lavoratori che a L’Aquila rischiano di perdere il posto di lavoro “un’altra tragedia che si aggiunge a quella del terremoto”, di fronte alla quale “c’è stata la volontà del sindacato di portare il proprio segno di attenzione”.
“La cosa più importante da fare, nelle prossime settimane, nei prossimi mesi ma non nei prossimi anni è una ricostruzione fatta sul serio, velocemente ed efficacemente”. Questo è “l’impegno che siamo venuti qui a sostenere”, dichiara il segretario generale della Uil, Luigi Angeletti, parlando dal palco allestito all’interno della Scuola di formazione della guardia di finanza, all’Aquila. Una ricostruzione “non soltanto di abitazioni. Occorre ricostruire anche i posti di lavoro, l’università, l’ospedale gli uffici e le aziende”, ha aggiunto il leader della Uil. “Questa è la sfida più importante e questo è necessario e possibile”.
Il presidente della Repubblica, Giorgio Napolitano, trascorre il Primo maggio al Quirinale e anche quest’anno ha celebrato la Festa del lavoro sottolineando l’attualità drammatica degli incidenti mortali sul lavoro. “Un segnale positivo ma non ancora sufficiente”, ha detto riferendosi al dato che indica uno scendere delle morti bianche sotto il livello di 1.200 casi l’anno. 2Il fenomeno rimane dolorosissimo e inquietante e si rischia di vederlo aggravarsi di fronte alla crisi economica”. Questo rischio, ha detto Napolitano, si corre se di fronte alla crisi emergerà “qualche tendenza a ricorrere più facilmente al sommerso e comunque al lavoro irregolare, in special modo all’impiego illegale di immigrati. Occorre un più forte impegno a non abbassare in alcun modo la guardia su questo versante sempre cruciale”.
Sotto i colpi della crisi finanziaria, la Festa del lavoro si celebra quest’anno con il tema dell’occupazione e della caduta dell’attività produttiva “in primo piano anche in Italia”, ha detto il presidente della Repubblica al Quirinale insieme al ministro del Lavoro Maurizio Sacconi. Napolitano ha parlato delle preoccupazioni di chi teme di perdere il posto di lavoro, della caduta dell’attività produttiva, “dell’insufficienza della protezione sociale, della debolezza delle prospettive per i giovani in cerca di lavoro”. Su questi temi, ha detto, “molte toccanti lettere a me indirizzate richiamano l’attenzione”. Stiamo attraversando “una crisi economica globale senza precedenti” che richiede una risposta altrettanto globale, ha aggiunto il capo dello Stato, indicando la necessità di una azione comune europea, di una concertazione mondiale e, nel nostro Paese, della “lucida consapevolezza” che il tessuto imprenditoriale e sociale è in grado di reggere.
La crisi potrebbe gonfiarsi, come è accaduto in America, solo se dovesse attecchire “il virus” della sfiducia. E “in effetti credo che non stia attecchendo”, ha detto il capo dello Stato riprendendo alcuni temi del suo messaggio di fine anno, ma ciò non basta: “Occorre trasformare la crisi in una opportunità, in una occasione da non perdere per sciogliere nodi che da troppo tempo impacciano in Italia il cammino della crescita economica e sociale; tra questi l’attuale sistema normativo di regolazione dei rapporti di lavoro, da considerarsi insoddisfacente da entrambe le parti sociali, e in particolare per le categorie meno protette di lavoratori”.
Un evidente riferimento ala riforma della contrattazione, della cui necessità ha parlato anche il ministro del lavoro Sacconi, prendendo la parola prima di Napolitano.
Per iniziativa unitaria dei sindacati metalmeccanici (Fim-Cisl, Fiom-Cgil, Uilm-Uil, Fismic) in 20 città capoluogo di Provincia i lavoratori del Gruppo Fiat e delle aziende della componentistica auto terranno dei presidi. Lo fa sapere la Fiom in una nota, spiegando che da Palermo a Torino, come a Napoli, Foggia, Chieti e Milano, le delegazioni chiederanno di essere ricevute dai prefetti per “denunciare la gravità della crisi e la conseguente drammatica caduta del reddito”. Inoltre a Pratola Serra (Avellino) dove ha sede lo stabilimento Fma, fabbrica del gruppo Fiat produttrice di motori, i lavoratori sfilano in corteo assieme ai sindaci della zona.
Antonio Di Pietro è a Torino per partecipare al corteo che parte da piazza Vittorio Veneto per concludersi in piazza San Carlo. “Occorre difendere tutti i lavoratori, i precari e tutti coloro”, ha detto il leader dell’Idv, “che pagano sulla propria pelle questa crisi economica e le vergognose scelte di questo governo. Berlusconi continua a togliere ai poveri per dare ai ricchi e non difende il diritto al lavoro, anzi lo minaccia, approvando norme scandalose come la ’salvamanager’”. Alla manifestazione di Torino parteciperà anche il segretario di Rifondazione comunista, Paolo Ferrero.
Sono già arrivate migliaia di persone in piazza San Giovanni in attesa del tradizionale “concertone” del Primo maggio, organizzato da Cgil, Cisl e Uil, che prende il via alle 15. L’attesa è tutta per Vasco Rossi, star dell’evento. Molti giovani, provenienti da altre città, dopo aver dormito la scorsa notte nella piazza, si sono allontanati lasciando gli amici a presidiare la “postazione” conquistata per andarsi a rifocillare, lavare o per fare un giro in città. Nel frattempo i vigili urbani hanno effettuato la chiusura al traffico delle strade limitrofe alla piazza. Il segretario del Pd Dario Franceschini sarà presente al concerto a partire dalle ore 18.
In occasione del Primo maggio infine il ministero dei Beni e delle attività culturali apre, in via straordinaria, oltre 250 luoghi della cultura tra musei, archivi, biblioteche, palazzi, castelli e aree archeologiche. Il programma di aperture interessa sia grandi città che piccoli borghi, con un’ampia gamma di proposte. Per informazioni consultare l’elenco dei siti aperti sul sito www.beniculturali.it o chiamare il numero verde 800991199.
Arriveranno 8 miliardi per la ricostruzione: un piatto ricco che potrebbe suscitare gli appettiti della criminalità organizzata. Per domani è atteso nel capoluogo abruzzese il procuratore nazionale antimafia Piero Grasso che ha già organizzato un pool di magistrati incaricato di vigilare sugli appalti della ricostruzione. Non ci sono ancora indagati nell’inchiesta per i crolli causati dal terremoto del 6 aprile e comunque “ci sono sei mesi per fare indagini contro ignoti”, aveva osservato anche ieri il sostituto procuratore dell’Aquila, Fabio Picuti, secondo il quale “il ritorno alla normalità passa per il rispetto della legge”. E, quindi, anche dei suoi tempi. E sempre ieri, a questo proposito, da fonti interne alla procura è emerso che i risultati delle perizie non arriveranno prima di sei mesi. Anche strutture scolastiche e sedi universitarie nel mirino della procura dell’Aquila, che oggi ha disposto nuovi sopralluoghi in edifici pubblici interessati da danni strutturali, ma non da vittime solo perché la scossa devastante si è verificata di notte. Gli edifici sono una trentina, tra scuole e sedi universitarie.
A precedere l’arrivo di Grasso nel capoluogo abruzzese è stata Olga Capasso, una dei quattro magistrati del pool incaricato di controllare eventuali infiltrazioni della criminalità organizzata: ”Cercheremo di vigilare sulle imprese che avranno gli appalti per la ricostruzione, useremo tutta la nostra banca dati e gli strumenti che abbiamo a disposizione”, ha detto il magistrato che ha già delineato quali saranno le fasi del lavoro del pool di cui fanno parte anche Alberto Cisterna, Vincenzo Macrì e Gianfranco Donadio: “Prima si deve cominciare la ricostruzione, poi bisogna monitorare le società che partecipano agli appalti pubblici. Verificheremo con tutti i mezzi che abbiamo a disposizione e se emergeranno nomi di personaggi in odore di mafia o di camorra, ovviamente ci sarà maggiore attenzione”.
Tendopoli in Abruzzo
Non cercano oro o denaro tra le macerie del capoluogo abruzzese o dei paesi distrutti dal sisma, ma le divise e le uniformi delle forze dell’ordine e dei soccorritori: le prime ad essere state prese di mira dai ladri sono state quelle della Protezione civile. Già mercoledì scorso. Polizia, carabinieri e gli stessi volontari, scoperto il furto in uno dei campi allestiti per il soccorso, avevano deciso di non divulgare la notizia per non creare allarme tra la popolazione. Ma, soprattutto, perché erano convinti si trattasse di un episodio isolato. Ed invece, nelle ultime ore all’interno delle tendopoli, i furti di oggetti appartenenti ai soccorritori, volontari della pubblica assistenza giunti da tutta Italia, protezione civile e forze dell’ordine si sono susseguiti. Sono state rubate anche nel giorno di Pasqua diverse casacche dei carabinieri e giacche dei Vigili del fuoco.
Eppure nel tardo pomeriggio di domenica, assieme alle pettorine, sembra essere svanito nel nulla anche un mezzo di soccorso: un’ambulanza. Il ‘giallo’ riguarderebbe un mezzo che prestava servizio in una delle trentadue tendopoli allestite per ospitare gli sfollati del capoluogo abruzzese. All’appello mancherebbero anche le uniformi indossate dai volontari e i medicinali di pronto soccorso che erano all’interno dell’ambulanza al momento del furto. C’è il timore che i ladri possano utilizzare il mezzo e le uniformi per accedere illegalmente ai centri di raccolta e smistamento di viveri e indumenti. Preoccupazione tra gli uomini di polizia, carabinieri e corpo forestale anche per l’arrivo in strutture non adeguate di famiglie rom da Pescara e dalla riviera adriatica: hanno cercato di prendere vestiti, scarpe, biancheria intima e coperte.