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Abusi sui bambini: storie di violenza da Taranto, Verona e Palermo

Abusi su minori

Abusi su bambini e ragazzini, da parte di coetanei o di adulti. Da Taranto, a Verona, fino a Palermo storie diverse tra loro, ma con un denominatore comune: le vittime indifese. Le violenze avvenute in Puglia sono maturate nel contesto familiare. Due uomini conviventi, di 39 e 58 anni, di Taranto, il primo dei quali è lo zio delle vittime, avrebbero narcotizzato e costretto per oltre dieci anni quattro minorenni a subire abusi sessuali. Per questo sono stati arrestati dai carabinieri in esecuzione di un’ordinanza di custodia cautelare in carcere emessa dal gip del tribunale jonico Patrizia Todisco su richiesta del pm Filomena Di Tursi.

Il trentanovenne è stato arrestato questa mattina, all’altro indagato il provvedimento restrittivo è stato notificato in carcere dove l’uomo sconta una pena di due anni e sei mesi per abusi sessuali compiuti nei confronti del figlio. Le vittime dei nuovi abusi sono un ragazzo di 21 anni, una ragazza di 19 anni, e due gemelli (maschio e femmina) di 16 anni. L’inchiesta è stata avviata nel novembre del 2008 dopo la denuncia da parte della madre delle vittime, che poi hanno confermato le accuse nel corso di un incidente probatorio. Le violenze - secondo l’accusa - si sarebbero protratte da quando i due gemelli avevano cinque anni e fino al 2007. Le vittime vivono in una casa famiglia, ma per più di dieci anni hanno trascorso i fine settimana con il padre ed il suo convivente. Le violenze si sarebbero consumate in una casa di campagna e nell’abitazione del trentanovenne.

La moglie dell’uomo di 58 anni cui è stata notificata in carcere l’ordinanza di custodia cautelare per abusi sessuali si suicidò nel 1991 dopo aver scoperto che suo marito aveva violentato il loro figlio minorenne. Il cinquantottenne è tornato in carcere nel febbraio scorso dopo che la sentenza di condanna alla pena di due anni e sei mesi di reclusione per la violenza sessuale ai danni del figlio era diventata definitiva.

“Mettevano qualcosa nel latte o nel succo di frutta e poi ci costringevano a bere. Dopo qualche minuto non capivamo più niente”: è una delle dichiarazioni rilasciate dai minorenni nel corso dell’incidente probatorio durante il quale la magistratura tarantina ha ritenuto di aver raccolto prove a carico dei due uomini accusati di aver narcotizzato e violentato per circa dieci anni quattro ragazzi. L’uomo di 39 anni aveva in affidamento i nipoti nel fine settimana poiché i genitori dei piccoli non si occupavano dei figli da quando questi alloggiavano in una casa famiglia.

La vittime delle violenze sessuali di Verona invece è una ragazzina che all’epoca dei fatti aveva 12 anni o oggi ne ha 13. Tre minorenni tra i 14 e i 16 anni sono stati arrestati dalla squadra mobile. I provvedimenti sono stati emessi dal tribunale dei minori di Venezia. L’indagine, coordinata dal procuratore capo del tribunale dei minori Gaspare Larosa, è iniziata alcuni mesi fa, dopo la segnalazione alla polizia da parte di un’insegnante, che aveva notato un cambiamento nel comportamento della ragazza, rispetto ad un anno prima.

La docente è riuscita a scoprire che nell’estate 2008 l’adolescente, mentre stava andando ad un campo scolastico, è stata accerchiata e trascinata in una stradina dai tre coetanei, che le hanno poi usato violenza sessuale. La sezione specializzata tutela minori della squadra mobile scaligera è riuscita ad accertare le reponsabilità dei tre ragazzi, il più grande dei quali è già noto alle forze dell’ordine per essere il capo di una baby gang. Per tutti l’accusa è di violenza sessuale di gruppo.

Quella condotta dalla mobile di Verona è stata un’indagine difficile anche per l’omertà degli amici dei tre minori poi arrestati. Gli investigatori non escludono che l’atteggiamento tenuto dagli amici possa essere dovuto alla paura per la possibile reazione del più grande dei tre, ritenuto il capetto di una baby gang, più volte denunciato e al centro di varie indagini su episodi di bullismo. I tre indagati sono di origine albanese, integrati e ben inseriti anche a scuola.

La violenza, come accertato dalle indagini, è avvenuta un pomeriggio di un giorno d’estate 2008. La ragazzina stava andando al campo estivo quando ha incontrato i tre che conosceva di vista. Una volta avvicinata i tre l’hanno portata in una stradina e stuprata. Da quel momento la vita della ragazza, allora dodicenne, non è stata più la stessa e del suo cambiamento si sono accorti sia i genitori sia un’insegnate. I primi si sono affidati ad una psicologa, la seconda invece ha avviato un rapporto fiduciario con la piccola che è proseguito e approfondito con personale specializzato del Tribunale dei minori di Venezia. Sulla base degli accertamenti svolti il pm dei minori Rossella Salvati ha chiesto e ottenuto dal gip Marina Ventura gli arresti per i tre: il sedicenne è finito nel carcere minorile di Treviso, gli altri due invece in una comunità di collocamento.

Sono accusati di violenza sessuale di gruppo, oltre che di detenzione e trasmissione di materiale pedopornografico, tre minorenni che avrebbero fatto sesso con una 13enne e poi avrebbero ripreso i fatti col telefonino per inviare le immagini da un cellulare all’altro. I protagonisti sono due studenti e una studentessa di una scuola media ed uno che frequenta un liceo del centro di Palermo, tutti di età compresa tra i 13 ed i 15 anni. A scoprire il sesso di gruppo è stato un professore che ha denunciato il caso. Un’inchiesta è stata aperta dalla Procura del tribunale dei minorenni che ha indagato i tre studenti. Le indagini, condotte nel massimo riserbo, come scrive oggi il Giornale di Sicilia, sono coordinate dal pm Maria Grazia Puliatti.

L’ambiente è quello della scuola media, frequentata da tre dei quattro protagonisti. Gli atti sessuali sarebbero stati compiuti da due ragazzi insieme ad una loro coetanea. Le immagini sarebbero state riprese con il telefonino da un’altra ragazza. La polizia ha effettuato perquisizioni e sequestrato alcuni cellulari e computer alla ricerca di prove e del video incriminato.

Rignano, per la Cassazione i bambini sono stati influenzati dai genitori

Choc a Rignano Flaminio per i presunti casi di pedofilia nella scuola

Le violenze sessuali sui piccoli di Rignano Flaminio ci sono state, ma con modalità diverse da quelle denunciate e, in alcuni casi, i racconti dei bambini sono stati influenzati dai genitori. Gli inquirenti dovrebbero quindi cercare l’origine degli abusi in un ambito diverso da quello scolastico. Sono le motivazioni della sentenza 37147, con cui la Corte di cassazione ha confermato la scarcerazione dei cinque indagati lo scorso 18 settembre.

“Allo stato delle investigazioni”, si legge nella sentenza, “è consentito rilevare che, se vi sono state violenze sessuali (ipotesi non scartata dal Tribunale), esse sono state perpetrate con modalità differenti da quelle riferite nelle denunce”. Inoltre “la possibilità che gli adulti abbiano influito con domande suggestive sulla spontaneità del racconto dei bambini ha avuto conferma in almeno due casi”.

Nelle videoregistrazioni la Suprema corte ha rilevato “atteggiamenti prevaricatori e una forte e tenace pressione dei genitori sui minori”. I giudici non mettono però in dubbio la buona fede degli adulti. “È indiscusso”, sottolineano, “che hanno agito con l’intenzione di tutelare al meglio e di proteggere i loro bambini, e altri bambini, dal pericolo di reati gravissimi che possono determinare danni irreversibili al loro futuro, equilibrato sviluppo”.

Il VIDEO serivizio:

Le vite invisibili, quelle dei bimbi sfruttati

Sono 10 milioni i bambini che nel mondo sono vittima di reati di prostituzione, tratta, turismo sessuale e pornografia per un giro d’affari di 12 miliardi di dollari. Si stima che il 20 per cento dei viaggi internazionali abbiano come fine il turismo sessuale, di questi il 3 per cento è fatto da padofili.

I dati sono raccolti in un rapporto che affianca un libro, una campagna d’informazione e uno spettacolo di teatro civile. Per dire no al turismo sessuale infantile. La onlus Intervita presenta l’iniziativa giovedì 14 giugno alle ore 11 nella Sala Reale della Stazione Centrale di Milano (ingresso marciapiede del binario 21).

All’incontro, dal titolo “Vite invisibili, lo sfruttamento sessuale infantile”, saranno presenti Francesca Corso, assessore ai Diritti dei bambini e delle bambine della Provincia di Milano, Daniela Bernacchi, direttore generale di Intervita, Giulio Cavalli, della Bottega dei mestieri teatrali e Ivano Sartori, caporedattore di Panorama Travel.

Gli attori della Bottega dei mestieri teatrali leggeranno alcune testimonianze di vittime di abusi sessuali.

Spifferi dal Transatlantico
Ingiustizia, di Maurizio Tortorella
Uno contro tutti, di Carlo Puca
Gattopardi,
Il voltagabbana, di Paolo Guzzanti
CLAUDIA DA CONTO
Politicamente (S)corretta, di Annalisa Chirico
Giuseppe Cruciani
 
 
 
 
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