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Mercedes Bresso (Pd), 65 anni, governatore uscente e ricandidata in Piemonte
Se ne sono accorti pure al Secolo d’Italia, storico organo di An, ma da alcuni mesi più “vicino” all’Unità che al Giornale di Vittorio Feltri. La notizia sarebbe, appunto, questa parafrasando l’editoriale del quotidiano che fu dell’Msi: la soluzione regionale, a destra come a sinistra, è donna. Continua
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La senatrice Adriana Poli Bortone, ex An, a capo di Io Sud | (Ansa)
E allora interviene direttamente lui, il Cavaliere. Di fronte all’ennesimo cambio di campo di Pier Ferdinando Casini (che, in 48 ore, ha prima detto di voler ballare da solo, presentando Adriana Poli Bortone come candidata del “terzo forno” pugliese e ha poi chiesto che su quel nome convergesse anche il Pdl), Silvio Berlusconi entra in gioco e spariglia le carte. Continua
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Almeno la quota rosa è al sicuro. Nel tira e molla tra Lega e Pdl sulla squadra di governo, una cosa è certa: come promesso, saranno quattro le donne nell’esecutivo governo di Berlusconi. Non tutte le caselle della nuova squadra sono state riempite, ma la presenza femminile sembra ormai assicurata per 2 signore tra i 12 ministri con portafoglio e altrettante tra i 4 o 6 senza portafoglio.
Insomma, mentre Bossi rilancia, incurante delle sorprese annunciate da Berlusconi (a lui le Riforme, a Maroni il Viminale, a Zaia l’agricoltura, con un ruolo di vicepremier di Calderoli e un posto da viceministro per le infrastrutture a Roberto Castelli, ha detto il Senatur), e il Cavaliere frena, i rumors che salgono dagli ambienti del Pdl indicano che la griglia in “rosa” è pronta.
Va solo deciso con quali nomi riempirla. Le candidate, in questo momento, sono 6 o 7 e molto dipenderà dal gioco di equilibri dei prossimi giorni. Nome sicuro, già più volte pronunciato dal premier in pectore, quello dell’azzurra Stefania Prestigiacomo. Già titolare delle Pari Opportunità dal 2001 al 2006, potrebbe tornare al suo posto, andare alla Salute o alle Politiche comunitarie. Potrebbe anche esserci il primo Guardasigilli al femminile, perché il dicastero della Giustizia, contesissimo da candidati uomini, potrebbe toccare alla penalista Giulia Bongiorno di An, o al giovane avvocato Mariastella Gelmini di Fi. Quest’ultima preferirebbe, però, la poltrona alle Politiche regionali, per la quale sarebbe in corsa anche Adriana Poli Bortone di An, già ministro dell’Agricoltura nel primo governo Berlusconi.
Altro nome molto accreditato è quello dell’azzurra Mara Carfagna, che potrebbe ottenere un dicastero senza portafoglio, Solidarietà sociale o Famiglia, contrazione dei ministeri permettendo. Negli ultimi giorni sarebbero salite le quotazioni anche della presidente dei Circoli della libertà , Michela Vittoria Brambilla. Se ne parlava come sottosegretario o viceministro all’Ambiente, ma potrebbe guadagnare la guida del dicastero.
Anche la Lega, reduce da un grande successo, non disdegnerebbe una rappresentanza femminile nell’esecutivo Berlusconi, magari al Lavoro: il nome più accreditato è quello di Rosi Mauro, fedelissima del leader del Carroccio e segretario del Sin.Pa, il Sindacato padano. A chiedere un posto però nel futuro esecutivo, c’è anche Alessandra Mussolini, leader di Azione Sociale e deputato del Popolo della Libertà . “A.A.A. laureata in medicina e chirurgia, pluriennale esperienza politica a livello europeo, nazionale e amministrativo, ottime e consolidate qualità relazionali, specializzata in tematiche sociali, temperamento combattivo, ottima conoscenza di inglese e francese, bella presenza, offresi per incarico di ministro, con o senza portafoglio. Esclusi perditempo. Trattative quasi riservate”. È questo il provocatorio “annuncio” che verrà “pubblicato sui principali quotidiani di Arcore”, con cui la Mussolini ha voluto buttarsi nella mischia delle papabili di un dicastero. Un messaggio indirizzato a Silvio Berlusconi, futuro premier, dopo le “ormai incontrollate e, talvolta, paradossali indiscrezioni sulla possibile formazione di Governo”.
Sarà la sorpresa che ha in mente il Cavaliere?

Anticoncezionali gratis in Puglia per le donne con basso reddito e per le immigrate. Il provvedimento è stato preso dalla Giunta regionale pugliese che ha stabilito la totale gratuità entro la fine di aprile. I medici dei consultori pugliesi potranno così distribuire contraccettivi gratuitamente alle donne con basso reddito e con esenzione del pagamento del ticket, alle extracomunitarie, alle neo-comunitarie e alle donne che hanno partorito di recente. I direttori generali delle Asl faranno fronte alla spesa con la quota del Fondo sanitario regionale assegnato a ciascuna azienda con il Documento di indirizzo economico - finanziario.
“Con questa delibera, la Regione Puglia vuole avviare un programma specifico orientato, nel breve periodo, alla promozione della contraccezione e, nel medio periodo, al potenziamento dei consultori. Il ricorso ai metodi di procreazione consapevole ha determinato la sostanziale scomparsa degli aborti clandestini, con un notevole vantaggio in termini di salute della donna” dice a Panorama.it Alberto Tedesco, assessore alle politiche della Salute della Regione Puglia. “Con il provvedimento si è voluto incidere in particolare sulla facilitazione dell’accesso ai contraccettivi orali a basso dosaggio, quindi meglio tollerate dalle donne. L’estensione alle immigrate trova giustificazione dai dati epidemiologici che rivelano come il numero delle interruzioni di gravidanza effettuate da donne straniere sia in costante aumento, costituendo circa il 30% delle interruzioni di gravidanza complessivamente effettuate in Italia”.
Secondo la delibera potranno essere distribuiti: la pillola anticoncezionale (ma non quella del giorno dopo), l’anello vaginale, il cerotto e contraccettivi di nuova generazione. Si tratta, assicurano dall’assessorato, del primo provvedimento di tal genere assunto in Italia, ma già considerato come esempio positivo dal ministero della Salute per la tutela della salute delle donne. Il provvedimento ha suscitato, come era prevedibile, molte reazioni di segno opposto. Se da un lato la Cgil Puglia e il Coordinamento dei ginecologi consultoriali esprimono “piena soddisfazione” per la decisione della Giunta regionale, (”un primo passo – dicono - che va incontro alle coppie pugliesi che intendano fare un percorso di genitorialità consapevole e attua finalmente quanto prescritto dalla legge”), dall’altro l’opposizione di centrodestra non usa mezzi termini e parla di “vera e propria moratoria contro le nascite”, come sostiene Adriana Poli Bortone, coordinatrice regionale di Alleanza nazionale. Che aggiunge: “In tema di priorità di interventi abbiamo scale del tutto differenti da Vendola non solo in materia di contraccezione, ma anche per quello che riguarda la prevenzione. Ad esempio, nella campagna per il papilloma virus le adolescenti pugliesi saranno penalizzate perché la Giunta ha limitato la vaccinazione alle dodicenni. Per le altre si profila un salasso di circa 500 euro a persona”.
Tedesco conferma a Panorama.it che si tratta di “un’iniziativa che si inquadra all’interno di una strategia più ampia, così come prevede la bozza di piano regionale di salute che porteremo all’approvazione del consiglio regionale”. E sulla vaccinazione per il papilloma virus ci tiene a precisare che “la scelta della Regione Puglia è in linea con le indicazioni del ministero della Salute che definisce la strategia nazionale sulla offerta attiva del vaccino a cui si sono adeguate praticamente tutte le regioni. Pertanto, il vaccino anti Hpv viene offerto in Puglia in forma attiva e gratuita alle preadolescenti appartenenti alla coorte di nascita del 1997 ed alle ragazze della coorte del 1996, sempre gratuitamente, su richiesta. Per le donne che non rientrano nel target della campagna i vaccini saranno disponibili presso i servizi vaccinali delle Asl al prezzo cosiddetto ex-factory (quello ottenuto dalla gara regionale), quindi sensibilmente più basso”.
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Sembra paradossale ma nelle elezioni amministrative in Puglia, per il centrosinistra è più importante conquistare Lucera, che Lecce. Sta di fatto che per la città d’arte del foggiano invece si è scomodato un leader di peso come il diessino Massimo D’Alema, ministro degli Esteri, a chiudere la campagna elettorale di Vincenzo Morlacco, candidato sindaco del centrosinistra appoggiato da otto liste. E contro il quale dal centrodestra ha fatto rotta su Lucera un altro big nazionale: Pier Ferdiando Casini, che si è speso in favore di Costantino Dell’Osso. La sfida di Lucera, cui partecipano come candidati sindaci anche Antonietta D’Andola (civiche di centro) e Antonio Tutolo (diventato noto per il suo “Partito della pagnotta”), è molto grossa, almeno nei numeri: 540 aspiranti consiglieri “reclutati” da quattro candidati sindaci in 19 liste. In proporzione più candidati di Taranto e Lecce.
Nella capoluogo del Salento i candidati sono cinque, 23 le liste, 920 aspiranti per i quaranta seggi in palio a Palazzo Carafa: più o meno 1 ogni 80 elettori, che sono 77 mila. Scende da Palazzo Carafa un pilastro della politica di destra del Mezzogiorno, il sindaco Adriana Poli Bortone, che è stata anche Ministro dell’agricoltura nel primo governo Berlusconi del 1994, eletta deputato di An in cinque tornate elettorali e poi anche Europarlamentare. Con lei fuori dalla gara, l’Unione immagina di poter recuperare il terreno perduto nel 2002, quando finì 69 a 31 (per cento) a favore della Cdl. A raccogliere l’eredità della signora di An, la CdL ha scelto di puntare sul quarantenne Paolo Perrone, laurea alla Bocconi, emergente di Forza Italia, già vicesindaco a assessore ai lavori pubblici. In caso di vittoria, Perrone ha già annunciato che come vice sceglierebbe proprio l’attuale sindaco Poli Bortone e si impegnerebbe a realizzare un suo sogno particolare: “portare a Lecce – possibilmente da sindaco – un concerto dei Police“. Potrebbe, vorrebbe impedirglielo Antonio Rotundo, 56 anni, candidato del centrosinistra che ha scelto dopo 3 legislature in Parlamento di tornare a casa per correre per la fascia di primo cittadino. Rotundo è un dalemiano doc e sta facendo una campagna elettorale di attacco, per arrivare almeno al ballottaggio. Completano la lista dei candidati, il centrista Wojtek Pankiewitc, l’ex An Mario De Cristofaro (ora a capo di una lista civica), e l’attuale assessore allo sport, Salvatore Bianco.