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Agcom

(Ansa foto)
A di Agcom
L’Autorità per le Garanzie nelle Comunicazioni che ha deciso di predisporre un regolamento per tutelare il diritto d’autore in maniera ancora più efficace rispetto a quanto avviene con le norme attuali.
B di Banda larga
L’acceleratore del download illegale: la sua disponibilità via via più ampia e, in parallelo, i costi ridotti, hanno consentito di scaricare a velocità prima impensabili la musica e successivamente i film. Oppure vederli direttamente in streaming. Continua

Da un lato i fautori della libertà in rete, dall’altro i produttori di contenuti che vedono erodere volumi e guadagni. Il dibattito sul difficile equilibrio fra il diritto di informazione su internet e la necessità di remunerare la creatività non conosce confini. Dagli Stati Uniti alla Francia, dalla Gran Bretagna all’Italia, un tutti contro tutti (comprese le piattaforme tecnologiche) che è il filo conduttore di questa guerra fredda senza esclusione di colpi. Continua

Credit: ANSA
Di Marco Morello
Le opinioni di Antonello Venditti, Matteo Mille (BSA), Enzo Mazza (Fimi), Ivan Scalfarotto
Gli italiani sono un popolo di predoni digitali? Dalle cifre sembrerebbe di sì: si stima che un software su due sia contraffatto (in Europa va meglio, è uno su tre) e che nel solo 2010 la pirateria informatica abbia provocato nel nostro Paese danni economici superiori a 1.400 milioni di euro. Di più: la pirateria digitale ha creato all’industria musicale perdite pari a 262 milioni di euro e, tra il 1999 e il 2009, ha fatto calare il mercato italiano del 73%, con ingenti danni alle imprese, perdite di posti di lavoro e, anche, un’evasione di Iva stimabile in 200 milioni di euro. Continua


Una foto di repertorio del direttore del Tg3, Bianca Berlinguer (ANSA/ GUIDO MONTANI)
L’ultimo ad esser bacchettato dal Garante per le comunicazioni è stato il Tg3 di Bianca Berlinguer, telegiornale da sempre «spostato» a sinistra. Nello stesso giorno delle contestate apparizioni del premier in cinque tg, che sono costate multe salate a Tg1, Tg2 e ai tre tg Mediaset (Tg5, Tg4 e Studio Aperto), il Tg3 ha mandato in onda un’intervista al leader dell’IdV Antonio Di Pietro, che secondo l’Agcom era «al limite della normalità dei programmi di informazione», perché si è concentrata per la maggior parte del tempo non su notizie di cronaca, ma «su temi di campagna elettorale». Continua

Il direttore del Tg1 Augusto Minzolini e il premier Silvio Berlusconi (Ansa)
Mancano due settimane alle elezioni regionali e parte una nuova offensiva giudiziario - mediatica contro il centrodestra. Il siluro questa volta viene da Il Fatto, secondo cui la procura di Trani, con il pm Michele Ruggiero, starebbe indagando il presidente del Consiglio Silvio Berlusconi, il direttore del Tg1 Augusto Minzolini e il commissario dell’Authority Giancarlo Innocenzi per alcune intercettazioni della Guardia di finanza di Bari in cui il premier farebbe “pressioni” per arrivare alla chiusura di Annozero. Continua
Come se non bastasse tutto il resto, aumenta anche il canone del telefono fisso. Mentre la concorrenza si affanna per accaparrarsi nuovi clienti giocando sulla libertà dal canone Telecom, l’ex monopolista delle telecomunicazioni fa un vero e proprio autogol: chiede all’Agcom , l’Autorità per le garanzie nelle comunicazioni, di aumentare i costi fissi (circa due euro in più al mese), senza offrire in cambio alcun impegno concreto per migliorare l’efficienza della rete. Ma non è finita, i problemi riguardano anche i cellulari. L’azienda impone un costo troppo elevato delle tariffe di terminazione della telefonia mobile (quella parte di costi che l’operatore di chi chiama paga all’operatore di chi riceve la telefonata e che poi ricadono sulle tariffe finali), contravvenendo alla richiesta di tagli fatta del commissario europeo per le Comunicazioni, Viviane Reding.
In pratica, queste scelte di Telecom avranno notevoli ricadute sulle tasche dei consumatori. L’azienda telefonica incasserà oltre 300 milioni di euro l’anno in più grazie al ritocco del canone e circa 3 miliardi di euro per le tariffe di terminazione. Una strategia, forse, per ridurre almeno in parte il grosso debito dell’azienda.
Altroconsumo e altre associazioni del Cncu, il Consiglio nazionale consumatori e utenti, hanno promosso una petizione online contro l’aumento del canone residenziale, che in un solo giorno ha già raggiunto quasi 4 mila sottoscrizioni. All’Agcom e al Governo abbiamo chiesto anche di ridurre le tariffe di terminazione mobile, anomalia italiana che relega il nostro Paese all’angolo del panorama delle telecomunicazioni, inibendo l’apertura alla concorrenza nel settore.

Più par condicio e più equilibrio in televisione tra le forze politiche. L’Autorità per le garanzie nelle comunicazioni ha richiamato le emittenti radiotelevisive pubbliche e private al rispetto delle norme della par condicio e “all’immediato riequilibrio dell’informazione politica tra tutte le liste partecipanti alla campagna elettorale”.
“Dal monitoraggio della prima settimana dell’ultima fase della campagna elettorale - spiega l’agenzia - dopo la presentazione delle liste, particolarmente per quanto riguarda la presenza nei notiziari delle forze politiche, emergono dati di forte squilibrio sia tra le due forze politiche maggiori e il complesso delle altre sia nel rapporto tra queste ultime sia, anche, in una certa misura, tra il Pdl e il Pd a favore del primo”.

Basta con i processi trasferiti dalle aule di giustizia agli studi televisivi, che siano Rai o Mediaset o di altre emittenti. Il monito arriva, perentorio, dall’Autorità garante delle comunicazioni con un atto di indirizzo approvato ieri e che mira a mettere ordine sulla materia, coinvolgendo direttamente anche gli operatori dell’informazione attraverso un tavolo di confronto da cui far scaturire un’autoregolamentazione. Se l’atto di indirizzo non dovesse rivelarsi sufficiente, allora la strada diverrebbe quella delle sanzioni inflitte dall’Agcom alle emittenti.
A darne l’annuncio è stato, in conferenza stampa appositamente convocata, Corrado Calabrò, presidente dell’Authority, il quale ha sottolineato che l’atto di indirizzo sui processi in tv risponde anche al recentissimo monito venuto dal primo presidente della Corte di Cassazione, Vincenzo Carbone, in occasione dell’inaugurazione dell’anno giudiziario. “Non è ammissibile” ha detto Calabrò “che il ruolo di giudici, il ruolo dell’accusa e quello della difesa, come pure quello dei testimoni, venga svolto da giornalisti, soggetti estranei al processo, addirittura figuranti come nelle docu-fiction che finiscono con l’ingannare il pubblico». Nessun limite, ha detto ancora Calabrò, alla libertà di informazione, «ma l’informazione non può assumere i caratteri di una gogna mediatica, di una spettacolarizzazione ispirata più dall’amore dell’audience che dall’amore della verità ».
Il Garante ha anche formulato un richiamo alla Rai per il programma “Annozero” di Michele Santoro su Raidue. Il richiamo è scattato in seguito ad esposti ricevuti dall’Agcom riferiti alle puntate del 4 ottobre e del 6 e 20 dicembre scorsi: la prima relativa alla vicenda Mastella-De Magistris; la seconda alla presenza in studio del solo ministro delle Comunicazioni Paolo Gentiloni e la terza relativa alla vicenda D’Alema-Forleo e all’intercettazione che ha riguardato Silvio Berlusconi e il direttore di Rai Fiction, Agostino Saccà . In tutti e tre i casi le puntate sono risultate non in linea - dice l’Agcom - con i criteri fissati nell’atto di indirizzo della commissione parlamentare di Vigilanza Rai.
I VIDEO delle tre puntate incriminate: