
Serviva una svolta. Basta coi megacommissari, con la parola “emergenza”, che dura ormai da 14 anni, e con la logica dell’intervento all’ultimo momento e del pugno di ferro solo sull’orlo del baratro. Lo stesso Prodi lo aveva detto: “Stop ai commissariamenti, la responsabilità della gestione dei rifiuti in Campania deve passare ai Comuni”.
Invece la montagna del vertice di governo di questa mattina ha partorito un déjà vu che ha il sapore della beffa. Arriva l’ennesimo supercommissario. Si tratta di Gianni De Gennaro, ex capo della polizia. Al suo fianco, come vicario, il generale di divisione Franco Giannini.
“Per gestire l’emergenza”, ha dichiarato Prodi in sala stampa, “ci sarà il concorso delle forze armate. Gianni De Gennaro sarà commissario straordinario per 120 giorni”. Il premier ha annunciato anche un piano operativo per lo smaltimento dei rifiuti con l’utilizzo dei siti già individuati (Serre in provincia di Salerno, Savignano Irpino in provincia di Avellino, Terzigno in provincia di Napoli e Sant’Arcangelo Trimonte in provincia di Benevento), cui se ne aggiungeranno altri da trovare. Ultimatum anche ai Comuni inadempienti: se non si adegueranno alle disposizioni entro 60 giorni, saranno commissariati. Si prepara quindi una squadra di nuovi commissari…
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![[i]3 gennaio 2008[/i] - Un momento del blocco notturno effettuato dai manifestanti nel quartiere Pianura dui Napoli davanti all'ingresso della discarica di Contrada Pisani.<br /> [i](Credits: Ansa)[/i]](http://gallery.panorama.it/albums/upload/foto-gennaio/rifiuti/normal_rifiuti08.jpg)
Non bruciano più solo i sacchetti di immondizia accatastati accanto a cassonetti troppo pieni. Brucia la rabbia di una popolazione assediata dai miasmi dei rifiuti non raccolti. Così Pianura, il quartiere di Napoli dove si vuole aprire una discarica, si trasforma in una banlieue parigina.
Stanotte quattro autobus del servizio di trasporto pubblico sono stati incendiati nelle strade assediata dai napoletani che vogliono scongiurare l’apertura della discarica in contrada Pisani. Si tratta di alcuni mezzi di trasporto utilizzati già nella serata di ieri per bloccare la circolazione stradale. Agli autobus erano state bucate le ruote da un gruppo di manifestanti che avevano tra l’altro lanciato un estintore e alcuni sassi contro una pattuglia dei carabinieri. La situazione è più tranquilla all’ingresso della discarica, ma in tutta la provincia di Napoli continua l’emergenza roghi: dalle 20 di ieri sera a stamattina i vigili del fuoco avevano spento quaranta cumuli di rifiuti dati alle fiamme.
Oltralpe si incendiano gli animi di una periferia troppo lontana dalla grandeur del centro di Parigi, in Campania si accende la disperazione della periferia dello Stato Italiano. Quello Stato che si ricorda della ormai storica ordinaria emergenza rifiuti solo quando è troppo tardi per trovare soluzioni ragionate. La misura più drastica decisa da Roma? Il cambio del commissario straordinario chiamato a risolvere la crisi. Così dal 1994 (quando è stato dichiarato per la prima volta lo Stato di emergenza in Campania) si sono succeduti fior di professionisti, governatori di Regione, magistrati, capi della Protezione Civile, prefetti… Rimossi prima che le loro decisioni operative fossero appoggiate economicamente e politicamente in maniera abbastanza coerente da far adottare una soluzione, in qualunque direzione andasse.
Risultato? Si ricomincia sempre da capo, con nuovi uffici, nuovi esperti, addirittura nuovi siti internet per i cittadini (chiuso, con un link che non funziona più, quello messo online dalla protezione civile durante il commissariato Bertolaso, ora c’è quello dell’era Pansa). Mentre la Camorra continua a lucrare sul business dei rifiuti e delle discariche abusive. Mentre l’emergenza che puntualmente si ripeteva ogni estate ora arriva a esplodere anche d’inverno.
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