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Cibo contaminato nei piatti italiani: ecco cosa arriva dai paesi europei

Pesce spada su un peschereccio | (ANSA)

Pesce spada su un peschereccio | (ANSA)

Additivi e conservanti nei crostacei. Istamina, cadmio, mercurio e anisakis (parassita intestinale presente in numerosi mammiferi marini) nel pesce preparato. Echinococco, bluetongue o febbre catarrale maligna, negli ovini e bovini.
Se state pensando ai prodotti di Cina, Vietnam, Egitto o Indonesia siete fuori strada. Questi sono solo alcuni degli elementi risultati presenti, grazie alle analisi chimiche, batteriolochiche, parassitarie e virali, negli alimenti che arrivano in Italia dai Paesi dell’Unione. Continua

Un petto di pollo tra la biancheria. Quelle tonnellate di cibo proibito che viaggiano in valigia

Bagagli dei passeggeri in aeroporto

Bagagli dei passeggeri in aeroporto

Gli alimenti pericolosi viaggiano anche in valigia? Sì, eccome.
Le verdure contaminate o le carni tossiche non arrivano sul nostro territorio solamente all’interno dei container che sbarcano nei porti italiani, come ha dimostrato il viaggio di Panorama.it, ma anche negli scali aeroportuali. Continua

Livorno: in arrivo bastimenti carichi di molluschi tossici e mandorle concerogene

Controllo effettuato dal PIF, Posto d’Ispezione Frontaliera, di Livorno sugli alimenti congelati destinati ai croceristi

Controllo effettuato dal PIF, Posto d’Ispezione Frontaliera, di Livorno sugli alimenti congelati destinati ai croceristi

Curiosare all’interno dei container di alimenti che arrivano e stazionano nei porti italiani non è un lavoro per deboli di stomaco. O per chi darebbe torto al ministro Rotondi sulla pausa pranzo “rito da abolire”. Garantito.
E non solo per il cattivo odore della carne o della verdura che spesso arriva sulle banchine completamente ammuffita, o addirittura marcia, ma soprattutto per  quei prodotti tossici e radioattivi provenienti dai Paesi non appartenenti alla Comunità Europea: molluschi, pistacchi, gamberi, formaggi e persino tartufi. Continua

Le dritte di Altroconsumo: le cattive sorprese di Pasqua

colomba

Non è solo il rialzo dei prezzi dei dolci pasquali ad accompagnare quest’anno, come è ormai consuetudine, l’arrivo delle feste. C’è anche l’ennesimo allarme alimentare. Alcuni dolci pasquali, prodotti da forno confezionati ancora caldi in scatole di cartone, sono esposti al rischio di un composto chimico utilizzato nell’inchiostro di stampa degli imballaggi: il 4-metilbenzofenone. Questa sostanza non è ammessa per legge, mentre è consentita, fino a un limite massimo di 0,6 mg/kg, la presenza di una sostanza molto simile: il benzofenone.
L’allarme era stato lanciato a fine gennaio dall’Afsca, l’Agenzia federale per la sicurezza della catena alimentare del Belgio, informata da un produttore di un problema legato al 4-metilbenzofenone, che era passato dalla superficie esterna del cartoncino all’alimento, un muesli al cioccolato. Il prodotto è stato poi ritirato dal mercato.
Quando è emerso il problema, che ha fatto subito capire come questo allarme, nato dai cereali per la prima colazione, potesse in realtà interessare molte altre categorie di alimenti, Altroconsumo ha fatto delle analisi su colombe e altri dolci pasquali, in quanto prodotti da forno esposti potenzialmente a questo tipo di rischio.

Abbiamo acquistato sette colombe di marca vendute nei supermercati, più La Lemon, la torta di primavera Bauli, e abbiamo cercato in laboratorio i benzofenoni (benzofenone, 4-metil-benzofenone e 4-idrossi-benzofenone) sull’imballaggio ed eventualmente sul prodotto. Nella metà dei casi (Bauli, Maina, Balocco e Paluani), la ricerca sulla confezione è risultata positiva: in tre casi si trattava di benzofenone, presente solo sull’imballaggio, mentre sulla confezione della Colomba Bauli abbiamo trovato la sostanza bandita, il 4-metilbenzofenone. Le marche uscite del tutto pulite sono Motta, Tre Marie e Melegatti. Sugli alimenti, per fortuna, non c’era traccia di queste sostanze indesiderate. Ma la cosa non ci rassicura, un rischio potenziale che la contaminazione passi dalla carta all’alimento comunque c’è, e potrebbe diventare reale.

Auspichiamo che la normativa europea imponga al più presto un giro di vite sull’uso degli inchiostri negli imballaggi destinati ai prodotti alimentari. E ci aspettiamo anche una risposta dal nostro Ministero, che abbiamo sollecitato perché informi i consumatori sulla sicurezza dei prodotti commercializzati nel nostro Paese. Finora non abbiamo ottenuto risposta.

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Paura da latte: controlli a tappeto sui prodotti made in China

Carabinieri dei Nas a Prato

Quanto è vicina la Cina? Tanto, troppo. Basta fare un giro nei supermercati italiani per accorgersene e acquistare i suoi prodotti alimentari.
Su quelli a base di latte, carne e vegetali, dopo lo scandalo e l’allarme del latte alla melanina (che ha già provocato la morte di 4 neonati ed oltre 50.000 bambini intossicati), è scattato il giro di vite: oltre 1.000 carabinieri dei Nas impegnati in tutta Italia in controlli a tappeto su negozi alimentari cinesi ed etnici e sui distributori; misure di controllo alle frontiere e una nuova certificazione ‘ad hoc’ su una vasta gamma di alimenti made in China per attestare che non contengono latte o suoi derivati.
E proprio durante le operazioni di controllo, dal Nord al Sud del Paese, sono stati molti i sequestri da parte dei Nuclei Antisofisticazione, che hanno anche denunciato 7 persone e chiesto la chiusura delle strutture commerciali.
In particolare, si precisa in una nota, “il Nas di Firenze, nel capoluogo e a Prato, ha operato il vincolo sanitario su oltre 2.500 confezioni di prodotti dolciari preparati o farciti con latte in polvere e burro di provenienza orientale, la cui importazione è vietata da una direttiva comunitaria”. I Nas di Ancona hanno invece individuato un esercizio commerciale etnico dove erano esposti biscotti, dolciumi e caramelle contenenti latte: è stato bloccato, rende noto il Comando carabinieri per la salute, “oltre un quintale di merce, destinato prevalentemente a giovani consumatori”.
Analoghe attività, proseguono i Nas, sono state condotte a Napoli e Catania, “con il sequestro complessivo di 400 confezioni di latte e yogurt e 600 di prodotti a base di carne avicola e vegetali di importazione cinese”. Gli alimenti sottoposti a sequestro “secondo i primi accertamenti” affermano i Carabinieri dei Nas “non sembrano contenere la sostanza ‘melamina’ o altri contaminanti pericolosi per la salute pubblica”.
Anche se i prodotti del latte distribuiti legalmente in Italia sono “assolutamente sicuri”, ha affermato il sottosegretario alla salute Francesca Martini (”Da anni” ha sottolineato “in Italia è vietata l’importazione di latte e derivati dalla Cina. I prodotti del canale legale della distribuzione sono sicuri”), resta il rischio delle importazioni illegali (per questo un rafforzamento dei controlli è previsto alle frontiere) o legate ad altri canali.
Una cosa però è certa: “Per il ‘made in China’ alimentare” ha detto il sottosegretario dopo un vertice con il comandante dei Carabinieri della sanità Nas, Saverio Cotticelli, per fare il punto sull’emergenza “in Italia saranno tempi duri”. Da oggi viene infatti introdotta una nuova certificazione, una sorta di ‘bollino’ di qualità, che gli importatori di merce alimentare dalla Cina saranno tenuti a presentare per assicurare l’assenza negli alimenti di latte e derivati del latte di origine cinese. I prodotti, ha spiegato Martini “saranno bloccati alla dogana fino al completamento dei controlli; il tempo massimo di permanenza sarà di 60 giorni, dopo di che la merce verrà distrutta. La stessa cosa accadrà se gli alimenti analizzati risulteranno contenere latte cinese”. La certificazione riguarderà una vasta gamma di merci: integratori alimentari, bevande ai cereali, salse piccanti di soia, biscotti e dolci, alimenti dietetici, caramelle, cioccolato, zuppe e lieviti.
L’obiettivo, ha precisato il direttore generale Sicurezza alimenti del ministero del Welfare, Silvio Borrello, è anche quello di prevenire le “possibili triangolazioni di prodotti provenienti dalla Cina e importati da paesi terzi”.

Cibi alterati o contraffatti: 121 milioni il valore dei sequestri da gennaio

Confezioni di prodotti
Firmato l’accordo di collaborazione tra Nas e Coldiretti per combattere frodi e sofisticazioni. Ammonta a 121 milioni di euro il valore dei cibi e bevande sequestrati nelle operazioni a tutela della salute dei cittadini effettuate dal Comando Carabinieri per la tutela della salute (Nas) nei primi otto mesi dell’anno. Nei primi otto mesi del 2008 con 16.804 ispezioni effettuate dai Nas sono state sequestrate derrate alimentari e bevande per 17,2 milioni di confezioni e per 30.000 tonnellate di prodotti sfusi, con l’arresto di 48 persone e sequestri di cibo e bevande per un valore di oltre 121 milioni. Il maggior numero di arresti si è verificato nel settore degli oli e grassi con 41 persone interessate, 5 nella ristorazione e 2 nel settore delle carni e degli allevamenti. Mentre tra i settori maggiormente interessati dai sequestri ci sono quelli delle conserve alimentari con il 39,4 per cento del valore sequestrato, quello delle carni e degli allevamenti con 25,1 per cento, dei vini e degli alcolici con il 18,8 per cento del latte e derivati con il 10,9 per cento e quello della ristorazione con l’1,4 per cento del valore sequestrato. Oasi, Nozze di Cana, Fedro, San Leo, Superciuk, Latte spot, Sint2006, Labirinto, Falsi sapori e Spremuta d’oro sono i nomi di alcune delle operazioni condotte con successo dai carabinieri dei Nas dal 2005 ad oggi. Una attività che ha coinvolto diversi settori merceologici dal latte al vino, dalle uova all’olio, dalla carne ai prosciutto e che ha portato a sequestri per un valore complessivo di 400 milioni di euro dal 2005 ad oggi.
Tra le frodi smascherate quella del vino comune illecitamente commercializzato come vino ad Indicazione Geografica, riciclaggio a fini alimentari di sottoprodotti destinati allo smaltimento, commercializzazione di capi bovini fraudolentemente dichiarati appartenenti a razze pregiate come la chianina, marchi falsificati per timbrare falsi prosciutti di Parma o San Daniele, olio di oliva contraffatto mediante l’utilizzo di oli di semi di soia e/o girasole insaporiti e colorati con betacarotene e clorofilla industriale. Con i rincari nei prezzi degli alimenti aumentano i rischi di frodi e sofisticazioni con l’utilizzazione di ingredienti a basso costo e scarsa qualità anche pericolosi per la salute - ha affermato il presidente della Coldiretti Sergio Marini - nell’esprimere soddisfazione per l’attività dei Nas a garanzia dei produttori e dei consumatori. Lo dimostra ad esempio il fatto che sul mercato mondiale si sta registrando un forte aumento delle vendite di surrogati destinati a sostituire il latte in gelati, formaggi, yogurt e bevande o di sottoprodotti dei cereali una volta utilizzati solamente per l’alimentazione animale ma anche di aromi artificiali utilizzati per nascondere la bassa qualità degli alimenti. Le preoccupazioni - continua la Coldiretti - riguardano anche l’Italia che è un forte importatore di prodotti alimentari. Il rischio concreto è che nei cibi in vendita vengano utilizzati ingredienti di diversa qualità come il concentrato di pomodoro cinese, l’extravergine tunisino, le mozzarelle taroccate ottenute da latte in polvere, paste fuse e cagliate proveniente dall’estero e carni di seconda scelta (ad esempio ali di pollo al posto delle cosce).

Spifferi dal Transatlantico
Ingiustizia, di Maurizio Tortorella
Uno contro tutti, di Carlo Puca
Gattopardi,
Il voltagabbana, di Paolo Guzzanti
CLAUDIA DA CONTO
Politicamente (S)corretta, di Annalisa Chirico
Giuseppe Cruciani
 
 
 
 
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