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Casini, mano tesa al Cavaliere: permette un altro ballo?

Pier Ferdinando Casini, leader Udc

Pier Ferdinando Casini, leader Udc

“A chi vuole arruolarmi tra i congiurati contro Berlusconi, vorrei ricordare che le congiure si fanno nell’ombra, mentre io sono abituato a fare tutto alla luce del sole. Non ho mai utilizzato i voti presi insieme a Berlusconi per andare contro di lui. Sono lo stesso che nel 2008, negando l’appoggio dell’Udc al tentativo di un governo Marini che pure mi offriva un sistema elettorale alla tedesca, impedì la rottura del centrodestra e consentì di arrivare al voto anticipato che desiderava Berlusconi”.
Dopo giorni di contrapposizione durissima con il premier, culminata nella proposta di una sorta di “fronte democratico” contro il Cavaliere, Pier Ferdinando Casini affida a Panorama un nuovo messaggio: giriamo pagina, deponiamo le armi, apriamo la stagione del “doppio binario” per fare le riforme; anche nell’interesse di Silvio Berlusconi. Leggi l’intervista

Casini e il fronte anti Cav. Il dilemma resta: di qua o di là?

Silvio Berlusconi e Pier Ferdinando Casini

Il fronte anti Cav. scricchiola dopo l’aggressione a Berlusconi di domenica sera, in piazza Duomo a Milano. Il leader dell’Udc, Pierferdinando Casini, dopo aver espresso solidarietà al premier, ancora ricoverato al San Raffaele (qui su twitter), non ha ancora scaricato Di Pietro. E la sua politica dei due forni, ormai, è sotto gli occhi di tutti. Continua

L’agenda, la giustizia e il rapporto con l’Idv: nel Pd è rebus Bersani

Pier Luigi Bersani, 58 anni, diventato segretario del Pd dopo aver vinto le primarie del 25 ottobre 2009

Pier Luigi Bersani, 58 anni, diventato segretario del Pd dopo aver vinto le primarie del 25 ottobre 2009

Non è certo un caso che Antonio Di Pietro alzi ogni giorno di più i toni della provocazione nei confronti del Partito democratico. Ma sull’ultima sfida non gli è andata proprio bene. Perché il nuovo leader del Pd, Pier Luigi Bersani, gli ha risposto chiaro e tondo che alla manifestazione del 5 dicembre contro Silvio Berlusconi i suoi non ci saranno.
Uno smacco per l’ex pm e per la deriva piazzaiola dell’Italia dei valori. Resta però in piedi qualche domanda. Bersani riuscirà a segnare le distanze anche sul tormentato tema della giustizia? Riuscirà ad affrancare il Pd dalla demagogia forcaiola nella quale Di Pietro ha ingabbiato l’antica e mai smentita vocazione riformatrice del Pd?
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I paletti di Fini: “Non firmo autografi e non mi piace un Pdl caserma”

Gianfranco Fini e Silvio Berlusconi in un'immagine d'archivio

Gianfranco Fini e Silvio Berlusconi in un’immagine d’archivio

Occasione ghiotta, un’intervista a tutto campo da Fabio Fazio a Che tempo che fa. Ghiottissima, politicamente. E Gianfranco Fini, che la politica la sa fare da maestro, non se l’è fatta sfuggire: per mezz’ora lì, seduto nel salotto buonista di RaiTre, a rispondere  e a marcare (ancora, di più, di nuovo) la propria distanza dall’impostazione che Berlusconi dà al proprio modo di fare e intendere la politica di governo. Continua

L’Udc sogna un nuovo partito con Rutelli. Ma per le regionali è indecisa: Pdl o Pd?

Francesco Rutelli e Pier Ferdinando Casini

Francesco Rutelli e Pier Ferdinando Casini

Tutti la vogliono, ma nessuno la piglia. L’Udc, cenerentola della politica italiana, è tornata alla ribalta in queste settimane. Francesco Rutelli, in uscita dalla casa del Pd, vorrebbe sposarla, ma ancora non può. Il Pd e il Pdl se la contendono da mesi, ma lei ancora non ha deciso. Continua

“Il ritorno del Partito, Comunista”: Bersani segretario, la grana Rutelli e le reazioni della Rete

Il neo segretario del Pd, Pierluigi Bersani in una fabbrica di Prato

Il neo segretario del Pd, Pierluigi Bersani in una fabbrica di Prato

Si stava meglio quando si stava peggio? Con la vittoria di Pier Luigi Bersani alle primarie del Pd, si apre un nuovo capitolo per l’ex creatura veltroniana, dopo la breve parentesi di (semi)continuità offerta da Dario Franceschini. Continua

E Bersani si prende il Pd: “Ora farò il leader, ma a modo mio”

Pier Luigi Bersani terzo segretario del Partito Democratico

Pier Luigi Bersani terzo segretario del Partito Democratico

Pier Luigi Bersani è il nuovo segretario del Partito Democratico. Le primarie “aperte a tutti” non hanno dunque ribaltato il voto tra gli iscritti, confermandone anzi sostanzialmente le percentuali: Bersani primo con oltre il 50 per cento, Dario Franceschini intorno al 35, Ignazio Marino ben oltre il 10. Continua

Politica web 2.0. Un Fini aiuta il Pd, ma non è Gianfranco

Emanuele Fini

di Antonio Calitri

Il Partito democratico e il candidato segretario Pier Luigi Bersani ripongono le speranze di rilancio in Fini. Non nel presidente della Camera, più volte accusato dai suoi detrattori di costruire ponti con l’opposizione per garantirsi un futuro quirinalizio. Ma in Emanuele Fini, classe 1972, diventato il punto di riferimento per tutti i progetti più importanti del partito sul web. Scoperto da Massimo D’Alema, ha conquistato negli ultimi anni anche la fiducia di Walter Veltroni, Piero Fassino, Bersani e, in parte, Dario Franceschini.

Sempre a sinistra, la sua società lavora anche per Il Fatto di Antonio Padellaro e per Europa (oltre ad avere lanciato Il Riformista).Per non parlare delle televisioni, da Red Tv di cui è socio fondatore alla rete del Pd. Ultimo acquisto, Italia Futura, il sito del pensatoio che fa riferimento a Luca Cordero di Montezemolo e dal prossimo settembre entrerà nell’agone politico-culturale con importanti novità.
Fini non ama definirsi un guru informatico al pari di Gianroberto Casaleggio, il web partner di Beppe Grillo e di Antonio Di Pietro. Anzi, non crede neppure nell’esistenza di un partito o popolo del web. “Partiamo dall’ultima grande manifestazione del popolo dei blog che doveva tenersi a Roma lo scorso mese contro il governo. Non c’era sito che non ne parlasse o non aderisse. Poi a manifestare a Roma c’erano meno di 50 persone. E anche per quel che riguarda Grillo non mi sembra che, al di là dei messaggi indignati che raccoglie, abbia creato un partito. Anzi, il partito che si ispira a lui e che si è presentato qua e là alle ultime elezioni ha raccolto pochissimo”.

Se non crede di raccogliere voti sulla rete, perché allora quasi tutto il Pd si rivolge a lei? Come pensa di poterlo salvare? “Non credo che il Pd si debba rifondare secondo una visione web. Il Pd si salva con le sue idee. La rete e quello a cui lavoriamo noi servono per una comunicazione diversa da quella degli ultimi cinquant’anni.
Una comunicazione diretta dove non esiste più il muro fra il leader politico e l’ultimo dei suoi sostenitori o critici. Se il politico entra in questa dinamica, non si può più sottrarre ai suoi impegni. Se uno gli pone una domanda anche scomoda e non risponde, in rete resta il fatto che non ha risposto e questo gli nuoce. Mentre, se spiega, risponde, partecipa, potrà chiarire bene le sue idee e le sue posizioni. Con il web 2.0 al quale lavoriamo già da anni si ha la vera partecipazione della gente alla creazione di contenuti”.
Fini e il suo socio Stefano Peppucci si sono incontrati a scuola studiando informatica e hanno fondato la Dol nel 1989, nel classico sottoscala. La prima svolta e l’entrata nella comunicazione politica la ebbero nel 1996 preparando il sito per il Pds. Poi con D’Alema a Palazzo Chigi crearono il primo sito del governo italiano.

E da lì centinaia di siti di politici, movimenti, istituzioni, enti, non abbandonando mai il rapporto privilegiato con i Ds prima e con il Pd ora. Attraversando senza problemi le varie gestioni. Da otto anni questa factory che impegna 25 persone e fattura 1,4 milioni di euro (+20 per cento rispetto al 2007) occupa tre piani del Palazzo Borghese nel cuore di Roma.
Tra i loro clienti spiccano un centinaio di politici e gente non legata al Pd come il giornalista Marco Travaglio. Ognuno, però, spiega Fini, ha un approccio web diverso: “D’Alema è onesto, è interessato al nuovo ma non è uno smanettone e non lo lascia intendere. Fassino si è appassionato tantissimo e risponde direttamente a ogni domanda. Veltroni è davvero innamorato del nuovo e tante volte è stato lui a parlarci di nuovi fenomeni di rete. Franceschini si vede che appartiene a una generazione successiva e ha un approccio più naturale con la rete. Infine Bersani è un pragmatico del web“.

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