
credits Eleonora Lorusso
Tra poco sarà Natale qui a Vernazza, un Natale insolito che arriva a due mesi esatti dall’alluvione del 25 ottobre scorso, che ha cambiato tutto: il paesaggio, la vita, i pensieri della gente che qui è nata e che ora vive in uno stato di allerta infinita; sono cambiate anche le abitudini di chi qui veniva in vacanza, per lo spiù stranieri e in particolare americani, che ora da oltreoceano mandano denaro, aderiscono alle raccolte fondi e alle iniziative per far tornare il borgo ad essere la perla delle Cinque Terre. Un paese che oggi ha dato l’ultimo saluto a Giuseppina Carro, Sauro Picconcelli e Giuseppe Giannoni, i cui corpi erano stati trascinati via dalla furia dell’acqua e del fango, e ritrovati in Francia, sulle coste di Saint Tropez. Continua
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E’ dicembre, ovunque è iniziato il conto alla rovescia in vista del Natale, ma non qui. Non ci sono luminarie, non ci sono alberi addobbati nè vetrine piene di regali. Ci sono solo loro, i soccorritori - militari della Marina, Vigili del Fuoco, uomini della Protezione Civile - e i volontari, molti dei quali residenti che ogni giorno vengono qui a proseguire un lavoro durissimo, iniziato 5 settimane fa e ancora molto lungo. Vernazza è ancora un borgo irriconoscibile, nonostante gli abitanti ci tengano a farti vedere i cambiamenti, i progressi da quel maledetto 25 ottobre. Arrivando via mare, a bordo di un gommone del nucleo subacquei della Marina Militare della Spezia, si nota subito il colore del mare, ancora marrone nello specchio d’acqua antistante la vecchia piazzetta. Appena prima del piccolo molo è sorta una “muraglia”: sono la terra e il fango scavati da quel tunnel da cui sbocca il torrente Vernazzola, che rimasto ostruito 5 settimane fa, è il maggior responsabile della devastazione al borgo. Si tenta di pulirlo, facendo presto, perchè già pe rle prossime ore è prevista una nuova allerta.
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E’ dicembre, ovunque è iniziato il conto alla rovescia in vista del Natale, ma non qui. Non ci sono luminarie, non ci sono alberi addobbati nè vetrine piene di regali. Ci sono solo loro, i soccorritori - militari della Marina, Vigili del Fuoco, uomini della Protezione Civile - e i volontari, molti dei quali residenti che ogni giorno vengono qui a proseguire un lavoro durissimo, iniziato 5 settimane fa e ancora molto lungo. Vernazza è ancora un borgo irriconoscibile, nonostante gli abitanti ci tengano a farti vedere i cambiamenti, i progressi da quel maledetto 25 ottobre. Arrivando via mare, a bordo di un gommone dei subacquei del nucleo SDAI della Marina Militare della Spezia, con il Comandante, il Capitano di Corvetta Andrea Rigo, si nota subito il colore del mare, ancora marrone nello specchio d’acqua antistante la vecchia piazzetta. Appena prima del piccolo porticciolo è sorta una “muraglia”: sono la terra e il fango scavati da quel tunnel da cui sbocca il torrente Vernazzola, che rimasto ostruito 5 settimane fa, è il maggior responsabile della devastazione al borgo. Si tenta di pulirlo, facendo presto, perchè già per le prossime ore è prevista una nuova allerta. Continua

Gli abitanti di Scarcelli, frazione di Saponara (Messina) (ANSA / DOMENICO TROVATO)
Il sindaco di Saponara, Nicola Venuto, racconta a Panorama.it la situazione in paese stamattina. La signora Valla (moglie e madre di due delle vittime) e la signora Piera (mamma del bimbo di 10 anni) sono in ospedale in stato di choc. La signora Piera probabilmente ancora non sa che il figlio è morto. Continua

Crolli e detriti a Scarcelli, frazione di Saponara (Messina) (ANSA / DOMENICO TROVATO)
Ascolta l’audio dell’intervista al sindaco di Saponara
La strada invada dal fango, i mezzi di soccorso che cercano di rimediare ai danni del maltempo mentre i cittadini si aiutano tra loro con pale e attrezzi di fortuna. Si presenta così Saponara nella zona del massimo disastro, dove è crollata l’abitazione, invasa dal fango, che ha provocato tre vittime. Tra i morti anche un bambino di 10 anni, ”un ragazzo d’oro, tranquillo” lo ricordano i vicini, con gli occhi lucidi di commozione, stanchi per la notte di lavoro e per la paura vissuta. Continua

Secondo calcoli accurati, negli ultimi vent’anni per rifare Genova sarebbero arrivati 2,2 miliardi di finanziamenti pubblici. Una montagna di soldi che, convertita in monete da 1 euro impilate le une sulle altre, sarebbe alta poco più di 5 mila chilometri: la distanza tra Roma e Capo Nord. Denari che, però, non sono stati utilizzati per completare il canale scolmatore del torrente Ferreggiano, quello che venerdì 4 novembre è esondato e ha causato sei vittime. Continua

Genova, volontari e cittadini lavorano per pulire le strade di fango
Panorama.it ha intervistato Giordano Bruschi, fondatore del comitato difesa ambiente della Valbisagno, la zona più colpita dall’alluvione di Genova dello scorso novembre. Continua
C’è una scena de La meglio gioventù in cui i due protagonisti del capolavoro di Marco Tullio Giordana si incontrano per la prima volta nella Firenze sommersa dall’acqua dell’Arno dopo l’alluvione del 1966. Lei in quel momento sta suonando il pianoforte in mezzo al cortile degli Uffizi tra il via vai di centinaia di ragazzi arrivati da tutta Italia, e anche dal resto d’Europa, per salvare i capolavori del museo più famoso del mondo minacciati dall’acqua. La meglio gioventù del film e dell’Italia dell’epoca erano proprio loro, i giovani battezzati allora gli “angeli del fango” e riapparsi a Genova in questi giorni, 45 anni dopo. Molti di loro non sanno nemmeno perché oggi li definiscano così. Sono talmente concentrati sul fango che alle ali non ci pensano. Continua

Panorama.it ha intervistato Agostino Gianelli, presidente del Municipio IV in Valbisagno, una tra le zone più colpite dall’alluvione dello scorso 4 novembre. “In zona abbiamo diversi problemi di frane con diversi rivi esondati. I volontari hanno fatto un lavoro meraviglioso ma ci sono ancora diverse famiglie che sono rimaste senza casa, 28 per l’esattezza” ha spiegato Gianelli. Il presidente, come anticipato nei giorni scorsi, è stato al centro delle polemiche riguardanti un video del 2010 durante un’assemblea pubblica. Nel filmato in questione, alla domanda di un cittadino sul punto dei lavori nella zona del Rio Fereggiano, Gianelli aveva sostenuto come la ristrutturazione fosse a buon punto. Continua